<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448</id><updated>2011-11-27T23:49:26.821Z</updated><category term='Documenti'/><title type='text'>BIOTECH-BIOETHIC</title><subtitle type='html'>Una Piazza per parlare di Bioetica e Biotecnologie.
Discutiamo in maniera libera di Bioetica e Biotecnologie</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>43</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-7602432551681234858</id><published>2008-05-05T15:02:00.002+01:00</published><updated>2008-05-05T15:05:06.836+01:00</updated><title type='text'>Sei anche tu un Mini-Chef?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/SB8T2p1WnkI/AAAAAAAAACU/8BbZJPg0T7U/s1600-h/mela.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/SB8T2p1WnkI/AAAAAAAAACU/8BbZJPg0T7U/s320/mela.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196894324672339522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="wai_article_chapeau"&gt;Frutta e verdura fanno bene, si sa, e se mangiate a sufficienza, aiutano a prevenire gran parte delle malattie, come indica l'Organizzazione mondiale per la sanità (OMS). Eppure gli europei non seguono ancora una sana alimentazione, e l'obesità è un problema in crescita, soprattutto tra i bambini. &lt;/p&gt;&lt;span align="justify"&gt;Per combattere il sovrappeso, l'Unione europea mette in campo l'iniziativa "EU Mini-Chef" ed il Parlamento europeo propone un progetto di distribuzione gratuita di frutta e verdura, oltre che una stretta regolamentazione per gli alimenti biologici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Troppi bambini sovrappeso&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt;In Europa ogni anno oltre 400.000 bambini raggiungono la soglia del "sovrappeso" o dell'obesità. Secondo il commissario europeo per la salute pubblica Markos Kyprianou "è responsabilità di tutti muoversi per invertire questa tendenza". Solo in Grecia e in Italia il consumo di frutta e verdura raggiunge i 400 grammi giornalieri raccomandati dall'OMS, mentre in gran parte dei paesi europei il livello si assesta sui 200 grammi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt;&lt;strong&gt;L&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;'Europa nel piatto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt;La Commissione europea, insieme con l'associazione internazionale dei cuochi "Euro-toques international" ha lanciato lo scorso 15 maggio "EU Mini-chefs", un sito internet per bambini che contribuisce alla lotta contro l'obesità incentivando una cucina e un'alimentazione sane. L'iniziativa si compone di tre progett, la promozione della "Giornata europea per un cibo e una cucina sani" dell'8 novembre prossimo, il lancio di un concorso per bambini e la creazione di un forum su internet. Un rapporto del deputato spagnolo María Isabel Salinas Garcia del gruppo socialista (PSE), propone lo stanziamento di fondi per campagne di promozione per il consumo di frutta e verdura, oltre che per una distribuzione gratuita. L'iniziativa è rivolta in particolare alle fasce di popolazione meno abbienti, per le quali si è registrato un consumo insufficiente, e ai giovani sotto i 18 anni, per incoraggiarli a nuove abitudini alimentari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Regole più rigorose per i cibi biologici&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt;Durante la scorsa plenaria il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sui cibi biologici affidata alla deputata francese Marie-Hélène Aubert, del gruppo Verde/ALE, in cui emergono, fra le proposte, la definizione di un logo comune a diffusione europea per i cibi biologici, la proibizione di OGM negli alimenti biologici, un sistema di  etichettature più chiaro, ispezioni più accurate per determinare l'origine degli alimenti e l'istituzione di un'agenzia europea o di una &lt;em&gt;authority&lt;/em&gt; che certifichi i prodotti biologici importati nell'Unione europea &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="wai_reference"&gt;&lt;abbr title="Riferimento"&gt;RIF.&lt;/abbr&gt;: 20070531STO07248&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-7602432551681234858?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://eu.mini-chefs.eu/index_en.html' title='Sei anche tu un Mini-Chef?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/7602432551681234858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=7602432551681234858' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/7602432551681234858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/7602432551681234858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2008/05/sei-anche-tu-un-mini-chef.html' title='Sei anche tu un Mini-Chef?'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/SB8T2p1WnkI/AAAAAAAAACU/8BbZJPg0T7U/s72-c/mela.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-8943083229120230027</id><published>2008-05-05T14:57:00.000+01:00</published><updated>2008-05-05T15:02:15.079+01:00</updated><title type='text'>OGM: verso la fine della tolleranza zero?</title><content type='html'>&lt;div class="chapo"&gt;Un'interrogazione orale alla Commissione aprirà un dibattito in Aula sul regime UE di tolleranza zero per gli &lt;b style="color: black; background-color: rgb(255, 255, 102);"&gt;OGM&lt;/b&gt;. Vista la frequente importazione di prodotti con presenza fortuita di &lt;b style="color: black; background-color: rgb(255, 255, 102);"&gt;OGM&lt;/b&gt; non autorizzati, i deputati chiedono di introdurre un valore soglia per quelli che abbiano ottenuto una valutazione positiva da parte dell'EFSA. Chiedono inoltre di spiegare perché nell'UE è ammessa la carne di animali alimentati con &lt;b style="color: black; background-color: rgb(255, 255, 102);"&gt;OGM&lt;/b&gt; che, se presenti nei mangimi, ne impedirebbero l'importazione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="body"&gt;&lt;rt:value rt="RefeurType" param="NameSpaceForParametrage" xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance"&gt;&lt;span align="justify"&gt;Il regolamento CE n. 1829/2003 disciplina l'immissione sul mercato europeo di organismi geneticamente modificati (&lt;b style="color: black; background-color: rgb(255, 255, 102);"&gt;OGM&lt;/b&gt;). In un'interrogazione orale alla Commissione, i deputati, rilevano tuttavia che l'UE si trova oggi di fronte a «incidenti» sempre più frequenti a causa della presenza «fortuita», nei prodotti, di tracce di &lt;b style="color: black; background-color: rgb(255, 255, 102);"&gt;OGM&lt;/b&gt;. Questi ultimi non sono ancora autorizzati nell'UE, ma hanno, invece, già ricevuto l'approvazione dei suoi principali partner commerciali. Gli importatori e gli altri operatori fanno il possibile per impedire tali incidenti, ma, secondo i deputati, è probabile che eventi simili si ripetano per l'introduzione di nuovi metodi nei paesi esportatori e per l'applicazione del regime di tolleranza zero sulla presenza di &lt;b style="color: black; background-color: rgb(255, 255, 102);"&gt;OGM&lt;/b&gt; non autorizzati nelle importazioni dell'UE. La situazione, a parere dei deputati, sta peggiorando ed è possibile che si verifichi un ulteriore aumento dei prezzi dei mangimi nell'UE. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt; I deputati rivolgono quindi alla Commissione le seguenti domande:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/rt:value&gt;&lt;ul type="disc"&gt;&lt;li&gt;&lt;span align="justify"&gt;&lt;em&gt;In vista dell'alta dipendenza dell'UE dalle importazioni di mangimi ricchi di proteine (farina di soia, glutine di mais), come valuta la Commissione europea le conseguenze della politica di tolleranza zero sulla competitività a breve e a lungo termine della produzione di bestiame dell'UE? &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul type="disc"&gt;&lt;li&gt;&lt;span align="justify"&gt;&lt;em&gt;Come può la Commissione giustificare l'attuale situazione in cui sono vietati persino mangimi con piccole tracce di &lt;b style="color: black; background-color: rgb(255, 255, 102);"&gt;OGM&lt;/b&gt; non autorizzati, mentre la carne prodotta da animali alimentati con questi &lt;b style="color: black; background-color: rgb(255, 255, 102);"&gt;OGM&lt;/b&gt; non autorizzati può entrare liberamente nell'UE causando così una grave distorsione della concorrenza a danno degli allevatori europei? &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul type="disc"&gt;&lt;li&gt;&lt;span align="justify"&gt;&lt;em&gt;La Commissione non ritiene che invece dell'attuale regime di tolleranza zero (come già avviene in caso di presenza fortuita di tracce di &lt;b style="color: black; background-color: rgb(255, 255, 102);"&gt;OGM&lt;/b&gt; non autorizzati per l'etichettatura di prodotti come "senza &lt;b style="color: black; background-color: rgb(255, 255, 102);"&gt;OGM&lt;/b&gt;") dovrebbe esser applicato un valore "soglia" in caso di presenza fortuita di tracce di &lt;b style="color: black; background-color: rgb(255, 255, 102);"&gt;OGM&lt;/b&gt; non autorizzati che hanno già ottenuto una positiva valutazione dall'EFSA o che sono stati oggetto di una valutazione di rischio in quanto mangimi e alimenti secondo gli orientamenti fitosanitari del CODEX GM? Intende la Commissione presentare proposte concrete a tal fine? &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul type="disc"&gt;&lt;li&gt;&lt;span align="justify"&gt;&lt;em&gt;La Commissione ritiene che l'attuale situazione, qualora rimanga immutata, possa dare luogo a conflitti commerciali con i paesi esportatori interessati che potrebbero avere implicazioni negative per l'esportazione di alcuni prodotti europei? In caso affermativo come intende la Commissione evitare questi conflitti commerciali? &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Background - Gli &lt;b style="color: black; background-color: rgb(255, 255, 102);"&gt;OGM&lt;/b&gt; nel mondo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt;Secondo l'ultimo rapporto di febbraio dell'International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications (ISAAA), dopo dodici anni di commercializzazione, le colture biotecnologiche stanno crescendo ancora. Nel 2007, infatti, l’area delle coltivazioni biotecnologiche si è ampliata del 12% (12,3 milioni di ettari) raggiungendo i 114,3 milioni di ettari&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt; Gli agricoltori, oltre a piantare in un maggior numero di ettari di terreno colture biotech, stanno adottando rapidamente delle varietà di coltivazioni con più di un tratto biotecnologico. Queste aree sono aumentate ad un tasso del 22% (26 milioni di ettari) ed hanno raggiunto i 143,7 milioni di ettari. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt;Oltre a ciò, 2 milioni di agricoltori in più hanno piantato, lo scorso anno, colture biotech,&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;portando così a 12 milioni&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;il numero degli agricoltori che, a livello mondiale, utilizzano queste tecnologie. Di questi, 11 milioni vivono in zone povere di risorse. Infatti, tra i paesi che piantano colture biotecnologiche, il numero&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;dei paesi in via di sviluppo (12) ha sorpassato quello dei paesi industrializzati (11), e il tasso di&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;crescita nel mondo in via di sviluppo è stato il triplo di quello delle nazioni industrializzate (il&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;21% rispetto al 6%).&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt;Nel 2007, il principale paese produttore di colture biotech erano gli Stati Uniti con 57,7 milioni di ettari investiti soprattutto a soia, mais, cotone e colza. Seguivano l'Argentina con 19,1 milioni di ettari (soia, mais e cotone) e il Brasile con 15 milioni di ettari di soia e cotone. In Canada erano coltivati 7 milioni di ettari con prevalenza di colza, mais e soia e in India 6,2 milioni, in particolare, di cotone. In Cina cotone, pomodori, pioppi hanno coperto un'area di 3,8 milioni di ettari e in Paraguay la soia interessa 2,6 milioni di ettari. Infine, il Sud Africa aveva un'area di 1,8 milioni di ettari con mais, soia e cotone. Spagna, Francia, Portogallo, Germania, Slovacchia, Romania, Polonia avevano un'area inferiore a 100.000 ettari, prevalentemente coltivati a mais.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span align="justify"&gt;Sulla base delle stime di Cropnosis, nel 2007, il valore di mercato delle colture biotech, a livello mondiale, è stato di 6,9 miliardi di dollari. Questa cifra rappresenta il 16% del mercato degli agrochimici (42,2 miliardi di dollari) e il 20% del mercato dei semi (34 miliardi di dollari). Il valore del mercato del mais è pari a 3,2 miliardi di dollari, quello della soia a 2,6 miliardi, quello del cotone a 0,9 e quello della colza a 0,2 miliardi. Il valore di mercato di tutte le colture biotech a livello mondiale è stato calcolato in base al prezzo di vendita dei semi a cui si sommano altri diritti relativi alla tecnologia utilizzata. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a class="parttitle" target="_blank" href="http://:80/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+OQ+O-2008-0031+0+DOC+XML+V0//IT&amp;amp;language=IT"&gt;O-0031/2008&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="body"&gt;Interrogazione orale sul regime di tolleranza zero per gli &lt;b style="color: black; background-color: rgb(255, 255, 102);"&gt;OGM&lt;/b&gt; non autorizzati e le relative conseguenze economiche&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;Procedura: Interrogazione orale&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;Dibattito: 23.4.2008&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-8943083229120230027?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/8943083229120230027/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=8943083229120230027' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/8943083229120230027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/8943083229120230027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2008/05/ogm-verso-la-fine-della-tolleranza-zero.html' title='OGM: verso la fine della tolleranza zero?'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-2603450389455246395</id><published>2008-05-05T14:56:00.000+01:00</published><updated>2008-05-05T14:57:01.945+01:00</updated><title type='text'>Mandates related to the environmental risk assessment of GM plants</title><content type='html'>Each GM plant grown in the European Union has to undergo an extensive environmental risk assessment to anticipate and, if possible, to identify any adverse effect it may have on the environment. The information provided by an applicant must also include data covering several seasons of field growing trials so that any possible adverse effects on the environment can be detected. So far only one type of GM plant, the GM Maize MON 810 which is resistant against the European corn borer, is cultivated in some countries of the EU.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In addition, each GM application has to be accompanied by an environmental monitoring plan demonstrating how the applicant will monitor the GMO product with annual and longer term reporting on any possible and unexpected adverse environmental impact. This monitoring plan will also provide important information for the 10-year renewal assessment for a GMO application. Once an authorisation is given by the European Union for a GMO, it must be reassessed again after a 10-year period in order to maintain its authorisation on the market.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In parallel to the evaluation process for GM applications, EFSA has continued to update its scientific approach to environmental risk assessment. EFSA organised for example a &lt;a target="_self" href="http://www.efsa.europa.eu/EFSA/ScientificOpinionPublicationReport/EFSAScientificColloquiumReports/efsa_locale-1178620753812_EnvironmentalRiskAssessmentofGeneticallyModifiedPlants.htm"&gt;Scientific colloquium on Environmental Risk Assessment&lt;/a&gt; in June 2007 with leading experts in the field from Europe and beyond. The Colloquium considered various approaches to environmental risk assessment in the light of current scientific thinking on issues, such as long-term effects and adverse impact on non-target organisms such as insects. EFSA has also developed further work on Post Market Environmental Monitoring which, after a public consultation, resulted in the publication of a specific guidance document.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Based on this work and feedback received at a &lt;a target="_self" href="http://www.efsa.europa.eu/EFSA/efsa_locale-1178620753812_1178656904823.htm"&gt;meeting with Member States on GMO risk assessment approaches&lt;/a&gt; in November 2007, EFSA’s GMO Panel will continue to develop its approach to environmental risk assessment through a self-task activity on so-called “Non-target Organisms”. This will consist of further developing guidance for assessing potential adverse effects that the GM plants might have on non-target organisms, such as insects (e.g. butterflies, beetles), not targeted by the specific insect-resistant trait expressed by the GM plant. Many GMOs are developed to be resistant to certain pests which are referred to as “target organisms”. Non-target organisms would be those plants or animals which are affected unintentionally by a GMO resulting in an undesired effect on plants or animals in the environment.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;At the same time, EFSA has also discussed and accepted a complementary mandate from DG Environment of the European Commission. Under this mandate, EFSA will further update the current GMO Panel’s Guidance Document and will also cover some of the issues discussed during EFSA’s colloquium on environmental risk assessment. More specifically, the mandate will cover issues, such as potential long-term environmental effects and the development of criteria for setting up field trials to assess environmental impact. EFSA “self-tasking” Working Group on statistics and experimental design will assist in this. EFSA’s GMO Panel will complete this work over the next 24 months.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte Efsa&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-2603450389455246395?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/2603450389455246395/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=2603450389455246395' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/2603450389455246395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/2603450389455246395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2008/05/mandates-related-to-environmental-risk.html' title='Mandates related to the environmental risk assessment of GM plants'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-229104994655791172</id><published>2008-05-02T11:49:00.001+01:00</published><updated>2008-05-02T11:50:36.690+01:00</updated><title type='text'>Ogm, Francia sfida Bruxelles</title><content type='html'>&lt;h2&gt;Contro la scelta della Ue, Parigi vieta la coltivazione di una varietà di granoturco biotech&lt;br /&gt;L'autorità per la salvaguardia delle sostanze alimentari aveva espresso seri dubbi&lt;!-- fine OCCHIELLO --&gt;&lt;/h2&gt;                                                 &lt;h1&gt;&lt;!-- inizio TITOLO --&gt;&lt;b&gt;Ogm, Francia sfida Bruxelles&lt;br /&gt;Al bando il mais modificato&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;PARIGI &lt;/b&gt;- Il governo francese sfida Bruxelles e ricorre contro le decisione di Bruxelles di autorizzare la commercializzazione di una varietà di mais geneticamente modificato messo a punto dalla Monsanto, l'azienda statunitense specializzata nelle biotecnolgie applicate all'agricoltura.&lt;br /&gt;                                         &lt;br /&gt;La decisione di mettere al bando il granoturco modificato Mon 810, anticipata giovedì dal presidente Nicolas Sarkozy, era data per scontata dopo i "seri dubbi" sulla sicurezza del prodotto espressi dall'autorità francese per la salvaguardia delle sostanze alimentari.&lt;br /&gt;                                         &lt;br /&gt;Il Mon 810, era l'unico organismo geneticamente modificato finora coltivato in Francia. Appena appresa la notizia, l'ecologista José Bové ha interrotto lo sciopero della fame che aveva cominciato il 3 gennaio proprio per spingere il governo di Parigi a vietare sul suo territorio la coltura del mais Ogm.&lt;br /&gt;                                         &lt;br /&gt;                                                    La scelta di Parigi giunge due mesi dopo la decisione della&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/ambiente/ogm-prodotti-bio/scontro-mais-ogm/scontro-mais-ogm.html"&gt;&lt;u&gt;Commissione Ue&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;che ha aperto l'importazione in Europa ad una barbabietola e a tre nuove varietà di mais transgenici destinati all'alimentazione umana e animale.&lt;br /&gt;                                         &lt;br /&gt;"Le conclusioni dell'alta autorità francese circa la presenza di impatti negativi per la flora e la fauna da parte del mais transgenico - ha detto Mario Capanna, presidente della fondazione Diritti Genetici - confermano le nostre preoccupazioni circa i rischi di inquinamento ambientale causato dalle colture Ogm".&lt;br /&gt;                                                                                &lt;!--inserto--&gt;&lt;div id="adv180x150m"&gt;&lt;script language="JavaScript"&gt; &lt;!-- OAS_RICH('Middle'); //--&gt; &lt;/script&gt;&lt;script id="extFlashMiddle1" type="text/javascript" src="http://oas.repubblica.it/RealMedia/ads/Creatives/OasDefault/manzoni_archivio_javascript/new_TFSMflashobject.js"&gt;&lt;/script&gt; &lt;script language="JavaScript"&gt; &lt;!--  // * variabili flash da modificare * //  file_swfMiddle = "repub_180x150_ilmiolibro_01.swf"; // nome file swf da caricare file_gifMiddle  = "repub_180x150_ilmiolibro_01.gif"; // nome file backup gif/jpeg caricare oas_widthMiddle = 180; // larghezza immagine oas_heightMiddle = 150; // altezza immagine oas_versione_flashMiddle = 6;  // * fine parte modificabile * //  coordinateMiddle ="width="+oas_widthMiddle+" height="+oas_heightMiddle; oas_swfMiddle ="http://oas.repubblica.it/0/OasDefault/Repub_IlLibro_NwST_SqIns_010508/"+file_swfMiddle+"?clickTag=http://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/ambiente/interna/1177244954/Middle/OasDefault/Repub_IlLibro_NwST_SqIns_010508/repub_180x150_ilmiolibro_01.html/63316363613735373438303732663030?"; oas_gifMiddle ="http://oas.repubblica.it/0/OasDefault/Repub_IlLibro_NwST_SqIns_010508/"+file_gifMiddle;  if(!document.body) document.write("&lt;html&gt;&lt;body&gt;"); OASd = document; var plug = false; var flashVersion = -1; var minFlashVersion = oas_versione_flashMiddle; if(navigator.plugins != null &amp;&amp; navigator.plugins.length &gt; 0){flashVersion =(navigator.plugins["Shockwave Flash 2.0"] || navigator.plugins["Shockwave Flash"]) ? navigator.plugins["Shockwave Flash" +(navigator.plugins["Shockwave Flash 2.0"] ? 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                                         &lt;br /&gt;                                                    Nei mesi scorsi la "Coalizione Italia-Europa liberi da Ogm" ha raccolto &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/ambiente/ogm-prodotti-bio/chiusa-raccolta-firme/chiusa-raccolta-firme.html"&gt;&lt;u&gt;tre milioni&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; di firme per impedire all'Italia di coltivare e commercializzare prodotti geneticamente modificati.                                        &lt;br /&gt;                                         &lt;br /&gt;Da quando nel 2004 è caduta la moratoria europea contro gli organismi geneticamente modificati, la Commissione europea ha autorizzato l'importazione di 15 prodotti biotech, sempre giocando sulla mancanza di accordo tra gli stati membri, spaccati tra favorevoli e contrari.&lt;br /&gt;                     &lt;!-- fine TESTO --&gt;      &lt;br /&gt;(&lt;i&gt;&lt;!-- inizio DATA --&gt;11 gennaio 2008&lt;!-- fine DATA --&gt;&lt;/i&gt;) Repubblica.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-229104994655791172?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/ambiente/ogm-prodotti-bio/francia-mais/francia-mais.html' title='Ogm, Francia sfida Bruxelles'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/229104994655791172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=229104994655791172' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/229104994655791172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/229104994655791172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2008/05/ogm-francia-sfida-bruxelles.html' title='Ogm, Francia sfida Bruxelles'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-6296016436411135656</id><published>2008-05-02T11:42:00.003+01:00</published><updated>2008-05-02T11:45:43.135+01:00</updated><title type='text'>OGM: dove sono</title><content type='html'>In Europa la loro coltivazione è stata molto limitata. Il solo paese dove        vengono coltivate varietà di mais geneticamente modificate su superfici        di un certo rilievo (tra i 20.000 ed i 30.000 ha.) è la Spagna. In Francia        sono stati coltivati circa 3.000 Ha di Mais transgenico, ma con nota del        11 Dicembre 1998, il Consiglio di Stato ha deciso di sottoporre il Dossier        sui vegetali transgenici alla Corte di Giustizia Europea. La Gran Bretagna        si trova attualmente in posizione di attesa, anche se esistono già molti        progetti avviati sugli O.G.M.. In Austria un referendum popolare ha bocciato        la sperimentazione e l'importazione di O.G.M. In Svizzera un analogo referendum        popolare ha invece sancito, col 66% dei voti favorevoli, la sperimentazione        e l'impiego di O.G.M. In Belgio l'opinione pubblica è nettamente contraria        e gli agricoltori sono preoccupati che le nuove varietà provochino un aumento        delle rese ed una diminuzione dei prezzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OGM: quali specie riguardano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e specie particolarmente interessate dall'attività di modificazione          genetica (tali modificazioni prendono il nome di eventi) sono:&lt;br /&gt;       - Mais (Zea mas),&lt;br /&gt;       - Soia (Glicine max),&lt;br /&gt;       - Colza (Brassica napus),&lt;br /&gt;       - Barbabietola da zucchero (Beta vulgaris),&lt;br /&gt;       - Pomodoro (Lycopersicon esculentum)&lt;br /&gt;       - Tabacco (Nicotiana tabacum),&lt;br /&gt;       - Patata (Solanum tuberosum).     &lt;br /&gt;       La sperimentazione però ha interessato anche altre coltivazioni,          fra le quali di particolare interesse per la nostra situazione regionale          appaiono:&lt;br /&gt;       - Vite (Vitis vinifera),&lt;br /&gt;       - Olivo (Olea europea),&lt;br /&gt;       - Ciliegio (Prunus avium),&lt;br /&gt;       - Pioppo (Populus spp.),&lt;br /&gt;       - Fragola (Fragaria vesca),&lt;br /&gt;       - Melone (Cucumis melo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OGM: i rischi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       Le problematiche poste dall'utilizzo di Organismi Geneticamente Modificati          nella coltivazione di specie vegetali ai fini della produzione agricola,          risultano complesse ed in parte inedite. Infatti, se da un lato sono evidenti          i risultati positivi in termini di resistenza a determinate fitopatie          e in termini di produttività per l'aumento delle rese, d'altra          parte esistono notevoli incertezze in merito ai rischi possibili nel medio          e lungo periodo; in particolare per l'impatto sulla biodiversità          vegetale ed animale.       &lt;p&gt; Le piante geneticamente modificate, quali ad esempio il Mais Bt (selezionato          inserendo nel mais alcune proteine della sequenza del DNA del Bacillus          thuringensis) per la resistenza alla Piralide, sono ormai coltivate da          anni negli Stati Uniti d'America, il loro uso alimentare risulta ormai          consolidato negli stessi Stati Uniti, laddove è stata sancita la          sostanziale equivalenza alimentare delle piante geneticamente modificate          con le piante "classiche", seppure non siano noti gli effetti          a lungo termine sull'organismo umano. Inoltre, alcune strutture di ricerca          e sperimentazione evidenziano le possibili conseguenze di carattere ambientale          connesse con l'utilizzo di Organismi Geneticamente Modificati, tra le          quali: il trasferimento della tolleranza ad altre specie vegetali sessualmente          compatibili, l'acquisizione di un comportamento infestante, il potenziale          impatto sulle correnti rotazioni colturali ed infine la possibilità          di causare danni ad organismi non - bersaglio.&lt;br /&gt;       Si segnala anche che le sperimentazioni di tecnologie genetiche effettuate          in ambienti confinati non forniscono dati sufficienti a porre completamente          al riparo dai rischi, in quanto i geni inseriti sono mobili nell'ambiente,          come risulta da diverse ricerche condotte specificamente su questa problematica          sia in Europa sia negli Stati Uniti d'America.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Normativa Comunitaria&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;La normativa di riferimento sugli Organismi geneticamente modificati          deriva da direttive e regolamenti comunitari e, più precisamente:&lt;/p&gt;       &lt;ul&gt;&lt;li&gt; Direttiva 90/220/C.E.E., recepita dal Decreto Legislativo n. 92 del            3 Marzo 1993 (Supplemento ordinario alla G.U. n. 78 del 3 Aprile 1993),            relativa all'emissione deliberata nell'ambiente degli Organismi Geneticamente            Modificati (O.G.M.),&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Direttiva 90/219/C.E.E. recepita dal Decreto Legislativo n. 91 del            3 Marzo 1993 (Supplemento ordinario alla G.U. n. 78 del 3 Aprile 1993)            relativa all'impiego confinato di microrganismi geneticamente modificati,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Regolamento C.E. n. 258/97 (G.U.C.E. n. L.433 del 14 Febbraio 1997)            relativo ai novel food per la commercializzazione di nuovi alimenti            ed in particolare quelli derivanti da biotecnologie,&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Regolamenti C.E.E. relativi all'etichettatura: Regolamento n. 1139/98            (G.U.C.E. n. L.73 del 26 Maggio 1998), &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Regolamento n. 49/2000 (G.U.C.E. n. L.13 del 10 Gennaio 2000) e Regolamento            n. 50/2000 (G.U.C.E. n. L.15 del 10 Gennaio 2000). Il Regolamento C.E.            n. 1139/98 stabilisce l'obbligo dell'etichettatura sui prodotti agroalimentari            fabbricati utilizzando il mais e la soia geneticamente modificati, il            Regolamento C.E. n. 49/2000 stabilisce la soglia dell'1% per l'etichettatura            dei prodotti contenenti mais e soia geneticamente modificati, il Regolamento            C.E. n. 50/2000 stabilisce l'obbligo dell'etichettatura dei prodotti            agroalimentari fabbricati utilizzando aromi provenienti da Organismi            Geneticamente Modificati.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;       &lt;p&gt; In particolare la Direttiva C.E.E. n. 220/90, che risulta quella tuttora          valida come normativa europea di riferimento, è suddivisa in 4          parti:&lt;/p&gt;       &lt;ul&gt;&lt;li&gt; la parte A): riguarda gli scopi, l'individuazione dell'autorità            competente, la terminologia e le definizioni di O.G.M., emissione deliberata,            immissione in commercio, prodotto, notifica e notificante;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;la parte B): riguarda l'emissione deliberata nell'ambiente degli O.G.M.,            i soggetti obbligati alla notifica, le informazioni relative all'emissione,            la relazione conclusiva;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;la parte C): riguarda l'immissione in commercio degli O.G.M. e le            informazioni supplementari rispetto alla parte B;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;la parte D): riguarda la riservatezza delle informazioni, le funzioni            ispettive e le sanzioni.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;       &lt;p&gt;• &lt;a href="http://www.rete.toscana.it/sett/agric/ogm/normativa.html#inizio"&gt;inizio pagina&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="titoloindici"&gt;&lt;a name="tema2"&gt;&lt;/a&gt;Normativa nazionale&lt;/p&gt;       &lt;p&gt;La legislazione italiana di riferimento (Decreti Legislativi n. 91/93          e n. 92/93) individuano nel Ministero della Sanità l'autorità          competente in materia di Organismi geneticamente Modificati. Presso il          Ministero della Sanità medesimo sono state nominate rispettivamente:&lt;br /&gt;       a) La Commissione Interministeriale di Coordinamento per quanto riguarda          l'impiego confinato di microrganismi geneticamente modificati ai sensi          di quanto disposto dal Decreto Legislativo n. 91/93;&lt;br /&gt;       b) La Commissione Interministeriale per le Biotecnologie per quanto riguarda          l'emissione deliberata degli O.G.M. nell'ambiente. A scopo di ricerca.          Il decreto Legislativo n. 92/93 regolamenta anche l'immissione sul mercato          di prodotti contenenti O.G.M.&lt;br /&gt;       Va posto rilievo sulla cosiddetta clausola di salvaguardia, prevista dall'art.          16 del Decreto Legislativo 92/93, la quale stabilisce che il Ministro          della Sanità o il Ministro dell'Ambiente possono disporre di limitare          o impedire provvisoriamente l'uso e/o la vendita di prodotti che siano          ritenuti pericolosi per la salute umana o per l'ambiente.&lt;/p&gt;       &lt;p&gt;• &lt;a href="http://www.rete.toscana.it/sett/agric/ogm/normativa.html#inizio"&gt;inizio pagina&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="titoloindici"&gt;&lt;a name="tema3"&gt;&lt;/a&gt;Normativa regionale&lt;/p&gt;       &lt;p&gt;La Regione Toscana, con Legge regionale n. &lt;a href="http://ius.regione.toscana.it/ius/ns-leggi/?MIval=pagina_2&amp;amp;ANNO=2000&amp;amp;TESTO=NIENTE&amp;amp;TITOLO=NIENTE&amp;amp;MATERIA=0&amp;amp;ANNO1=NIENTE&amp;amp;NUMERO=53&amp;amp;YEAR=2000"&gt;53          del 06.04.2000&lt;/a&gt;, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 17, ha vietato          la coltivazione sul territorio di tali O.G.M.(art. 2) ed ha altresì vietato          la somministrazione a mense scolastiche, prescolastiche, ospedali, luoghi          di cura della Regione, delle Provincie e dei Comuni (art. 4). Tale Legge          Regionale è il primo esempio del genere in Italia. La legge regionale          n. 53/00 altro non è che il recepimento dei principi di precauzione e          di salvaguardia della salute umana e di tutela dell'ambiente sancite dalle          decisioni comunitarie. Infatti di fronte ad una situazione così nebulosa,          come appare quella degli Organismi Geneticamente Modificati, la Regione          Toscana ha assunto tutte le decisioni e gli atti tesi a dare tranquillità          alle popolazioni in un campo che investe direttamente la salute e l'aspetto          igienico - alimentare sul quale le vicende degli ultimi anni, dalla BSE          (Virus della Mucca Pazza), al pollo alla diossina, hanno esasperato la          sensibilità della opinione pubblica. &lt;/p&gt;       &lt;p&gt;Con la delibera n. 200 del 26/02/2001 è stato approvato un &lt;a href="http://www.rete.toscana.it/sett/agric/ogm/disciplinacontrolli.html"&gt;regolamento&lt;/a&gt;          relativo a &lt;i&gt;"DISCIPLINA DEI CONTROLLI IN MATERIA DI COLTIVAZIONE          E PRODUZIONE DI SPECIE CONTENENTI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI (OGM)          (ART. 6 DELLA L.R. 6 APRILE 2000, N.53 "DISCIPLINA REGIONALE IN MATERIA          DI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI")&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;fonte: http://www.rete.toscana.it/sett/agric/ogm/normativa.html&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-6296016436411135656?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/6296016436411135656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=6296016436411135656' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/6296016436411135656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/6296016436411135656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2008/05/ogm-dove-sono.html' title='OGM: dove sono'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-2585642453180315778</id><published>2008-05-02T11:40:00.000+01:00</published><updated>2008-05-02T11:41:36.603+01:00</updated><title type='text'>La posizione della Regione Toscana</title><content type='html'>&lt;table align="center" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td width="80%"&gt;La Regione Toscana ha assunto sulla questione degli              O.G.M. una posizione coerente con le scelte di politica agricola regionale              fino ad oggi attuate. Infatti risulta generale convinzione che una              delle risorse di maggiore importanza per l'agricoltura toscana è              costituita dall'equilibrio esistente fra l'attività agricola,              il paesaggio e l'ambiente e, per questo, l'orientamento politico -              programmatico della Regione nel settore agricolo è rivolto              prevalentemente a favorire la qualità, la salubrità              e la tipicità dei prodotti agroalimentari.&lt;/td&gt;           &lt;td width="20%"&gt; &lt;/td&gt;         &lt;/tr&gt;       &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;       &lt;p class="titoloindici"&gt;&lt;a name="tema1"&gt;&lt;/a&gt;Qualità e OGM&lt;/p&gt;       &lt;table align="center" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;         &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;            &lt;td width="80%"&gt;Molti possono essere i concetti di qualità, ma              quelli che interessano prevalentemente in riferimento alla situazione              della Toscana sono: a) le qualità organolettiche del prodotto,              b) la sostenibilità del processo produttivo, c) il rispetto              per la salute del consumatore e dell'ambiente, nonché la situazione              socio-economica (in un'unica parola la "ruralità")              esistente dietro un determinato prodotto, in sostanza la cultura,              la storia, la tradizione che ha determinato uno specifico processo              produttivo.&lt;br /&gt;            Tutto questo con l'introduzione della coltivazione in ambito regionale              degli Organismi Geneticamente Modificati si perde, perché la              produzione tende ad avere una unica finalità: la produttività              eliminando tutti gli altri valori uniti alla nostra produzione agricola              regionale.&lt;/td&gt;           &lt;td&gt; &lt;/td&gt;         &lt;/tr&gt;       &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;       &lt;p&gt;• &lt;a href="http://www.rete.toscana.it/sett/agric/ogm/posizioneregionale.html#inizio"&gt;inizio pagina&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="titoloindici"&gt;&lt;a name="tema2"&gt;&lt;/a&gt;Le produzioni toscane di qualità&lt;/p&gt;       &lt;table align="center" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;         &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;            &lt;td width="80%"&gt;I prodotti agroalimentari toscani sono conosciuti infatti              in tutto il mondo non solo per il loro valore intrinseco, per altro              generalmente elevato, ma anche perché rappresentano un ambiente,              una cultura ed una storia particolari, assolutamente tipiche per la              nostra Regione, come evidenziato di recente per l'olivicoltura dalla              stampa internazionale (National Geographic del mese di Ottobre 1999).              Del resto la scelta strategica della Regione Toscana sulla via della              qualità e della tipicizzazione dei prodotti agricoli è              confortata da una forte condivisione per vari motivi:&lt;br /&gt;            - la crescente richiesta di prodotti di certificata qualità              e salubrità da parte dei consumatori;&lt;br /&gt;            - la situazione del territorio (87% di collina e montagna) e la ridotta              dimensione aziendale che non consentono di competere sulle quantità;&lt;br /&gt;            - una cultura imprenditoriale consolidata verso le produzioni di qualità.&lt;br /&gt;            In questa situazione di non definita sperimentazione, l'utilizzo degli              Organismi Geneticamente Modificati può indebolire l'immagine              di qualità e tipicità dei prodotti agricoli toscani,              conosciuta ed apprezzata in sede nazionale ed internazionale.&lt;br /&gt;            La scelta politica attuata guarda ben al di là dell'immediato,              ribadendo quell'orizzonte strategico per la nostra agricoltura e rinsaldando              i rapporti di fiducia con i cittadini ed i consumatori. &lt;/td&gt;           &lt;td&gt; &lt;/td&gt;         &lt;/tr&gt;       &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;       &lt;p&gt;• &lt;a href="http://www.rete.toscana.it/sett/agric/ogm/posizioneregionale.html#inizio"&gt;inizio pagina&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="titoloindici"&gt;&lt;a name="tema3"&gt;&lt;/a&gt;Le certificazioni riconosciute          dalla U.E.&lt;/p&gt;                            Possiamo ricordare che in Toscana operano              oltre 1.250 Aziende agricole certificate ai sensi del Regolamento              C.E.E. n. 2092/91 relativo all'Agricoltura Biologica, sono inoltre              presenti 5 vini D.O.C.G. (Denominazione di Origine Controllata e Garantita),              34 vini D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata), 6 vini I.G.T.(Indicazione              Geografica Tipica); infine sono presenti 2 prodotti (Prosciutto Toscano              e Pecorino Toscano) D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta) e 6              prodotti I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta) riconosciuti ai              sensi del Regolamento C.E.E. n. 2081/92. A tutto questo si è              affiancato recentemente il marchio sull'agricoltura integrata previsto              dalla Legge Regionale n. 25 del 15 Aprile 1999 "Norme per la              valorizzazione dei prodotti agricoli ed alimentari ottenuti con tecniche              di produzione integrata e tutela contro la pubblicità ingannevole".              Tutte le denominazioni ed i marchi sopra indicati generalmente attestano              il rispetto di precise norme di tutela ambientale e l'utilizzo di              procedimenti tradizionali di produzione.&lt;br /&gt;            Tale orientamento viene infine confermato dalla Legge Regionale n.              50/97 "Tutela delle risorse genetiche autoctone", tramite              la quale la Regione si è impegnata per la salvaguardia, la              protezione e l'incentivazione all'uso di risorse genetiche autoctone              vegetali ed animali. Con tale Legge Regionale sono stati istituiti              i Repertori Regionali delle risorse genetiche autoctone, ai quali              sono attualmente iscritte 18 razze animali autoctone, 13 varietà              di Ciliegio, 78 varietà di Olivo, 23 varietà ortive              e 24 varietà ornamentali. Il lavoro di ricerca e di iscrizione              del germoplasma autoctono è tuttora in fase di svolgimento,              la tutela del germoplasma autoctono rivestirà un'importanza              strategica anche nel nuovo Piano di Sviluppo Rurale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: http://www.rete.toscana.it/sett/agric/ogm/posizioneregionale.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-2585642453180315778?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/2585642453180315778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=2585642453180315778' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/2585642453180315778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/2585642453180315778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2008/05/la-posizione-della-regione-toscana.html' title='La posizione della Regione Toscana'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-8717516790687908280</id><published>2008-05-02T11:08:00.000+01:00</published><updated>2008-05-02T11:09:28.026+01:00</updated><title type='text'>OGM: CNR, IN MAIS OGM 100 VOLTE MENO TOSSINE CANCEROGENE CHE NEL TRADIZIONALE</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;OGM: CNR, IN MAIS OGM 100 VOLTE MENO TOSSINE CANCEROGENE CHE NEL TRADIZIONALE&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;Roma, 13 nov. (Adnkronos Salute) - Il mais geneticamente &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;modificato "è più sano e sicuro per l'uomo di quello tradizionale. E &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;con molte meno tossine cancerogene". Parola di scienziati . La &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;comunità scientifica italiana si dà appuntamento a Roma per difendere &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;il cibo biotech dagli attacchi della coalizione 'Liberi da Ogm', che &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;ha annunciato di voler fare un referendum per bandire queste &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;coltivazioni e alimenti dal territorio nazionale. E per controbattere &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;alla "nuova biotecnofobia" tira fuori dal cilindro i risultati di uno &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;studio italiano condotto nel 2005, messi sotto silenzio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;"Non solo il mais Ogm è più produttivo, perché rende 159 &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;quintali per ettaro rispetto ai 111 del tradizionale. Con una &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;differenza del 43% - spiega il ricercatore del Centro nazionale delle &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;ricerche (Cnr), Roberto Defez - ma è più sicuro perché contiene meno &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;tossine potenzialmente cancerogene: le fumosine". La differenza è &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;inequivocabile: "La presenza di queste sostanze dovute a un parassita &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;del granturco è di &lt;st1:metricconverter productid="1 a" st="on"&gt;1 a&lt;/st1:metricconverter&gt; 100. Cioè nel mais biotech le presenze di &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;fumosine sono 100 volte inferiori". Un dato rilevante, sottolinea, &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;"visto che la nuova normativa europea entrata in vigore dal primo &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;ottobre stabilisce una soglia massima di queste tossine molto più &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;bassa, che - dice Defez - il 50% del mais tradizionale italiano supera&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;però abbondantemente". Le fumosine sono sospettate di provocare il &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;tumore dell'esofago e diverse alterazioni del sistema nervoso &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;centrale. Per questa ragione particolari attenzioni sono riservate a &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;donne incinte e bambini.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;"Cosa succederà al comparto del mais italiano, che rappresenta &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;il 30% di quello europeo, e che supera le soglie massime consentite? &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Che fine farà l'economia di tante aziende italiane?", si chiede Defez &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;e con lui il resto degli scienziati italiani. Come se non bastasse, &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Amedeo Pietri, dell'Istituto di scienze degli alimenti e nutrizione &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;dell'università Cattolica di Piacenza, avverte: "Nel mais italiano &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;tradizionale anno dopo anno cresce la presenza delle fumosine. E senza&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;guardare gli spetti di sicurezza alimentare ma solo quelli economici -&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;aggiunge - nel 2005 le aziende agricole hanno perso un miliardo di &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;euro di mancati introiti per aver scelto le colture tradizionali e non&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;le biotech. Con possibili pesanti ripercussioni sull'export italiano e&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;sull'immagine del Belpaese".&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;(Sch/Adnkronos Salute)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;13-NOV-07 18:02&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;NNNN&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-8717516790687908280?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/8717516790687908280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=8717516790687908280' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/8717516790687908280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/8717516790687908280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2008/05/ogm-cnr-in-mais-ogm-100-volte-meno.html' title='OGM: CNR, IN MAIS OGM 100 VOLTE MENO TOSSINE CANCEROGENE CHE NEL TRADIZIONALE'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-1573365483353061773</id><published>2008-05-02T09:32:00.000+01:00</published><updated>2008-05-02T09:33:41.777+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h2 class="title_large"&gt;&lt;a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2007/04/02/non-chiamatelo-bio-se-ce-traccia-di-ogm/" rel="bookmark" title="Permanent Link: Non chiamatelo Bio se c’è traccia di Ogm"&gt;Non chiamatelo Bio se c’è traccia di Ogm&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;              &lt;p class="metadata"&gt;&lt;a href="http://blog.panorama.it/register.go?username=giuseppe.sava&amp;amp;nickname=" rel="external nofollow"&gt;&lt;img src="http://www.panorama.it/panorama/statici/images/icons/user_red.gif" style="border: 0pt none ; margin-right: 5px;" align="absmiddle" border="0" height="16" width="16" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/author/giuseppe.sava"&gt;giuseppe.sava&lt;/a&gt; &lt;span class="breadcrumb_separator"&gt; &lt;/span&gt; Lunedì 2 Aprile 2007&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="metadata"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;Presto i prodotti bio potrebbero essere un po’ più bio. Nel senso che, perché siano certificati e venduti come biologici, la soglia di contaminazione accidentale degli &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Organismi_geneticamente_modificati" target="blank"&gt;Ogm&lt;/a&gt; non dovrebbe superare lo 0,1 per cento. Lo stabilisce una proposta del &lt;a href="http://www.europarl.europa.eu/roma/" target="blank"&gt;Parlamento Europeo &lt;/a&gt;votata a maggioranza la settimana scorsa con il plauso unanime delle associazioni europee dei consumatori”.&lt;br /&gt;“Lo 0,1 per cento è in realtà un compromesso tecnico-politico che identifica il limite di rilevabilità” spiega Luca Colombo, esperto di Ogm per il &lt;a href="http://www.consigliodirittigenetici.org/new/" target="blank"&gt;Consiglio dei diritti genetici&lt;/a&gt;. “Si è individuato nello 0,1 per cento un valore indicativo che a volte viene associato alla sensibilità strumentale. A volte infatti, possono esserci delle polveri che fanno scattare la positività. Con lo 0,1 per cento in molti hanno inteso la possibilità di ovviare alla cosiddetta falsa positività”. Considerato che il limite precedente era dello 0,9 per cento, è facile immaginare come la nuova legge possa rivoluzionare il settore (Leggi: &lt;a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2007/04/02/organismi-geneticamente-modificati-le-tappe/"&gt;Le tappe della storia degli Ogm&lt;/a&gt;). Ma, in realtà, il dibattito su questo tema delicatissimo, sia a livello scientifico sia a livello politico (anche sul &lt;a href="http://blogm.free.fr/" target="blank"&gt;web&lt;/a&gt;), è ancora aperto. Lo stesso Parlamento, infatti, ha deciso di rimandare in Commissione agricoltura il testo della proposta. Cioè, laddove i sostenitori del limite allo 0,9 per cento potrebbero far valere la loro voce.&lt;br /&gt;Per questo, diverse associazioni europee, tra cui l’&lt;a href="http://www.aiab.it/home/" target="blank"&gt;Aiab&lt;/a&gt; (l’Associazione italiana per l’agricoltura biologica) hanno raccolto migliaia di firme a sostegno del manifesto europeo contro la contaminazione Ogm del bio. “I consumatori hanno una percezione del cibo biologico come un prodotto sano e completamente privo di Ogm” dice Andrea Ferrante, presidente dell’Aiab. “L’introduzione di una soglia di contaminazione del bio rischia di colpire duramente un settore in continua crescita, in cui l’Italia, tra l’altro, primeggia a livello europeo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Panorama&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-1573365483353061773?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/1573365483353061773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=1573365483353061773' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/1573365483353061773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/1573365483353061773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2008/05/non-chiamatelo-bio-se-c-traccia-di-ogm.html' title=''/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-7736291732981742928</id><published>2008-05-02T09:29:00.001+01:00</published><updated>2008-05-02T09:31:55.600+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/SBrRNp1WnhI/AAAAAAAAAB8/LhYJaK4Bbd0/s1600-h/normal_zanzara.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/SBrRNp1WnhI/AAAAAAAAAB8/LhYJaK4Bbd0/s320/normal_zanzara.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195695152623427090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2 class="title_large"&gt;&lt;a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2007/03/20/una-zanzara-ogm-contro-la-malaria/" rel="bookmark" title="Permanent Link: Una zanzara Ogm contro la malaria"&gt;Una zanzara Ogm contro la malaria&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;              &lt;a href="http://blog.panorama.it/register.go?username=dambro&amp;amp;nickname=" rel="external nofollow"&gt;&lt;img src="http://www.panorama.it/panorama/statici/images/icons/user_red.gif" style="border: 0pt none ; margin-right: 5px;" align="absmiddle" border="0" height="16" width="16" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/author/dambro"&gt;andrea.dambrosio&lt;/a&gt; &lt;span class="breadcrumb_separator"&gt; &lt;/span&gt; Martedì 20 Marzo 2007 alle 11:00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt; Le zanzare geneticamente modificate potrebbero debellare (o comunque aiutare a sconfiggere) la &lt;a href="http://www.epicentro.iss.it/problemi/malaria/malaria.htm" target="_blank"&gt;malaria&lt;/a&gt;. Gli scienziati lavorano da anni a questa possibilità, ma i ricercatori Mauro Marrelli e Marcelo Jacobs Lorenza, in uno &lt;a href="http://www.pnas.org/cgi/content/abstract/0609809104v1?maxtoshow=&amp;amp;HITS=10&amp;amp;hits=10&amp;amp;RESULTFORMAT=&amp;amp;fulltext=mauro+marrelli&amp;amp;searchid=1&amp;amp;FIRSTINDEX=0&amp;amp;resourcetype=HWCIT" target="_blank"&gt;studio&lt;/a&gt; pubblicato sulla rivista dell’&lt;a href="http://www.pnas.org/misc/about.shtml" target="_blank"&gt;Accademia Americana delle Scienze&lt;/a&gt;, hanno reso un po’ meno lontana questa prospettiva. In laboratorio, hanno spiegato i due scienziati, le zanzare Ogm e resistenti alla malaria si sono infatti rivelate più forti di quelle naturali, che tendono a sostituire nel giro di alcune generazioni. In pratica, se l’esperimento venisse confermato da altri studi si potrebbe pensare di liberare nell’ambiente zanzare, rese immuni alla malaria, che gradualmente andrebbe a sostituire quelle naturali che veicolano l’infezione . I ricercatori hanno reso immuni le zanzare inserendo nel Dna delle cellule del loro intestino una piccola proteina che impedisce lo sviluppo del parassita.&lt;br /&gt;La prudenza però è d’obbligo. Come sottolineato da diversi scienziati, la &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/gmdebate/Story/0,,2038169,00.html" target="_blank"&gt;notizia&lt;/a&gt; è di grande &lt;a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/uk/science/article1539891.ece" target="_blank"&gt;interesse&lt;/a&gt; perché per la prima volta dimostra che il mosquito non infettato dalla malaria ha maggiori possibilità di sopravvivenza. Si tratta però di un esperimento di laboratorio, a cui dovranno seguire altri studi. &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;"&gt;Secondo i &lt;a href="http://rbm.who.int/wmr2005/" target="_blank"&gt;dati&lt;/a&gt; dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la &lt;a href="http://www.who.int/topics/malaria/en/" target="_blank"&gt;malaria&lt;/a&gt; colpisce ogni anno almeno 300 milioni di persone in tutto il mondo e provoca oltre un milione di morti, nella maggior parte dei casi bambini.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left;"&gt;Fonte: Panorama&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-7736291732981742928?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/7736291732981742928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=7736291732981742928' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/7736291732981742928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/7736291732981742928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2008/05/una-zanzara-ogm-contro-la-malaria.html' title=''/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/SBrRNp1WnhI/AAAAAAAAAB8/LhYJaK4Bbd0/s72-c/normal_zanzara.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-8919385310252219875</id><published>2008-04-30T12:43:00.002+01:00</published><updated>2008-04-30T12:48:06.968+01:00</updated><title type='text'>Conoscenza in Europa??? ci pensa Active...</title><content type='html'>&lt;h4 style="text-align: center;"&gt;ACTIVE promuove la conoscenza in Europa&lt;/h4&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;   &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: center;" class="date"&gt;[Data: 2008-04-28]&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;   &lt;img src="http://cordis.europa.eu/news/images/20080428_3.jpg" class="right" /&gt;   &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;L'Europa si è posta come obiettivo quello di diventare entro il 2010 l'economia basata sulla conoscenza più competitiva al mondo. L'industria deve quindi rafforzare la produttività dei lavoratori della conoscenza per aumentarne la competitività. Il problema è che gli attuali sistemi d'informazione non forniscono alle aziende un sufficiente sostegno, e lo scambio d'informazioni risulta dunque lento o inesistente. La soluzione, afferma ACTIVE, un progetto finanziato dall'UE, consiste nell'aumentare la produttività in modo proattivo e semplice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'interno delle aziende, buona parte della conoscenza è attualmente conservata nelle email, in file personali e nella testa dei dipendenti. ACTIVE si propone di pescare in questa fonte nascosta la conoscenza non condivisa e convertirla in conoscenza trasferibile, interoperabile e attivabile. Si otterrà così una cooperazione consistente e coerente che consentirà di risolvere i problemi, affermano i partner del progetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cuore del progetto consiste nello sviluppo di uno 'spazio di lavoro della conoscenza', un sistema innovativo che secondo ACTIVE fornirà al settore l'impulso necessario per rendere la tecnologia della conoscenza adatta a una più ampia condivisione del sapere essenziale. Lo 'spazio di lavoro della conoscenza' di ACTIVE sarà migliore del software attualmente disponibile sul mercato, si augurano i partner del progetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;'Lo spazio di lavoro della conoscenza di ACTIVE migliorerà sensibilmente l'efficienza e l'efficacia dei lavoratori della conoscenza', spiega Paul Warren, direttore del progetto ACTIVE. 'Potenzierà lo scambio di quella conoscenza informale che tipicamente si sviluppa nelle conversazioni accanto al distributore d'acqua'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per creare lo spazio di lavoro, i partner del progetto integreranno concetti e strumenti di quattro settori diversi: software sociale e applicazioni web 2.0; tecnologie semantiche; recupero del contesto, modellizzazione e gestione dei compiti sensibili; recupero, modellizzazione e supporto del processo cognitivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I partner del progetto analizzeranno i fattori economici e organizzativi più importanti e i meccanismi incentivanti per assicurare lo sviluppo dello spazio di lavoro. Verrà anche sviluppato e valutato un sistema basato sull'utente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto ACTIVE terrà inoltre conto dei processi cognitivi esistenti, di solito creati da gente che ha bisogno di una soluzione immediata. Disgraziatamente queste soluzioni vengono presto dimenticate e poi reinventate. Registrando i processi, ACTIVE offrirà l'opportunità di riutilizzarli e di svolgere così un ruolo importante nel trasferimento della conoscenza nascosta all'interno delle aziende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo il consorzio ACTIVE, i lavoratori della conoscenza vogliono un'informazione filtrata, in modo da poter accedere facilmente ai concetti fondamentali e lasciare invece da parte le cose poco importanti, e pensano che le interruzioni siano accettabili solo in presenza di un problema urgente. Secondo ACTIVE, la gestione del contesto è importante per risolvere il problema. I partner del progetto mirano quindi ad adattare l'esperienza degli utilizzatori al loro attuale contesto di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fase iniziale dell'attività include l'uso della soluzione basata sullo spazio di lavoro in tre diversi settori industriali: consulenza, telecomunicazioni, progettazione. Il valore aggiunto della 'tecnologia ACTIVE' verrà valutato con studi economici, organizzativi e di uso. Verranno anche condotti test completi sul terreno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;'Siamo sicuri che la tecnologia sviluppata da ACTIVE verrà adottata dalle aziende basate sulla conoscenza in Europa e oltre', sostiene Warren.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto, finanziato nell'ambito del tema 'Tecnologie dell'informazione e della comunicazione' (TIC) del Settimo programma Quadro (7PQ), durerà fino al 2011.&lt;/p&gt;   &lt;p align="justify"&gt;Per maggiori informazioni, visitare: &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.active-project.eu/"&gt;http://www.active-project.eu&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;        &lt;p&gt;   &lt;strong&gt;Categoria:&lt;/strong&gt; Progetti&lt;br /&gt;  &lt;strong&gt;Fonte:&lt;/strong&gt; Progetto ACTIVE&lt;br /&gt;  &lt;strong&gt;Documenti di Riferimento:&lt;/strong&gt; Sulla base delle informazioni del progetto ACTIVE&lt;br /&gt;  &lt;!--&lt;strong&gt;Acronimi dei Programmi:&lt;/strong&gt; &lt;a href="/icadc/fetch?CALLER=PROGLINK_NEWS_IT&amp;QM_EN_PGA_A=FP7&amp;ACTION=R"&gt;FP7&lt;/a&gt;, &lt;a href="/icadc/fetch?CALLER=PROGLINK_NEWS_IT&amp;QM_EN_PGA_A=FP7-COOPERATION&amp;ACTION=R"&gt;FP7-COOPERATION&lt;/a&gt;, &lt;a href="/icadc/fetch?CALLER=PROGLINK_NEWS_IT&amp;QM_EN_PGA_A=FP7-ICT&amp;ACTION=R"&gt;FP7-ICT&lt;/a&gt;, &lt;a href="/icadc/fetch?CALLER=PROGLINK_NEWS_IT&amp;QM_EN_PGA_A=FUTURE RESEARCH&amp;ACTION=R"&gt;FUTURE RESEARCH&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;--&gt;   &lt;strong&gt;Codici di Classificazione per Materia:&lt;/strong&gt; Aspetti economici; Aspetti sociali   &lt;/p&gt;    &lt;p class="smalltext"&gt;RCN: 29387&lt;/p&gt;   fonte CORDIS&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-8919385310252219875?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://cordis.europa.eu/it/home.html' title='Conoscenza in Europa??? ci pensa Active...'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/8919385310252219875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=8919385310252219875' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/8919385310252219875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/8919385310252219875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2008/04/conoscenza-in-europa-ci-pensa-active.html' title='Conoscenza in Europa??? ci pensa Active...'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-4914342762624215191</id><published>2008-04-30T12:39:00.001+01:00</published><updated>2008-04-30T12:41:47.434+01:00</updated><title type='text'>Un piano d'azione per eliminare la fame nel mondo</title><content type='html'>0 Aprile 2008   &lt;div class="titolo"&gt;Un piano d'azione per eliminare la fame nel mondo&lt;/div&gt;   &lt;div class="autore"&gt;Arianna Latini&lt;/div&gt;   &lt;div class="sommario"&gt;&lt;p&gt; I vertici di 27 agenzie e organizzazioni delle Nazioni Unite con il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, si sono riuniti a Berna il 28 e 29 aprile. L'Onu, per poter affrontare la crisi alimentare globale, porterà avanti azioni di breve e lungo termine, tra le quali la creazione di una Task force composta dai vertici delle agenzie Onu, della Banca mondiale, del Fondo monetario e della Wto.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/SBha551WngI/AAAAAAAAAB0/d4XnTX0CVHY/s1600-h/un_piano_dazione_per_eliminare_la_fame_nel_mondo1_medium.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/SBha551WngI/AAAAAAAAAB0/d4XnTX0CVHY/s320/un_piano_dazione_per_eliminare_la_fame_nel_mondo1_medium.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195002120995511810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;l 28 e 29 aprile si sono riuniti a Berna i vertici di 27 agenzie e organizzazioni delle Nazioni Unite, con il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon, per elaborare una strategia contro la crisi provocata a livello mondiale dal rialzo dei prezzi dei prodotti alimentari. Già venerdì della scorsa settimana lo stesso Ban Ki-Moon aveva lanciato un appello per fronteggiare una "reale crisi mondiale", a seguito della grave crisi alimentare che colpisce molti Paesi in via di sviluppo, e richiesto "un'azione immediata".&lt;br /&gt;Al vertice hanno partecipato, a fianco di Ban Ki-Moon, il direttore esecutivo del Programma alimentare mondiale (Pam) Josette Sheeran, il presidente della Banca mondiale, Robert Zoellick, il direttore della Fao, Jacques Diouf, il presidente dell'Ifad (International fund for agriculture development), Lennart Bage.&lt;br /&gt;Durante il vertice di Berna, il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, ha annunciato, la creazione di una task force per poter affrontare la crisi alimentare globale. Il gruppo di lavoro sarà composto dai vertici delle agenzie Onu (tra cui Pam, Fao e Ifad) e potrà contare sulla collaborazione dalla Banca mondiale, del Fondo monetario e della Wto (World trade organization) e avrà il compito di studiare i dettagli di un piano d'azione e garantirne l'applicazione. Piano d'azione che, elaborato dall'Onu, include misure a breve e a lungo termine. Al momento, i Paesi donatori dovranno rispondere all'appello straordinario di 755 milioni di dollari lanciato dal Pam. L'urgenza deriva anche dal fatto che non si vede, per ora, la possibilità di un freno all'aumento dei prezzi alimentari. "Abbiamo visto il prezzo del grano diminuire negli ultimi giorni, ha spiegato Robert Zoellick, ma sono ribassi relativi, il prezzo resta alto." Sul lungo termine invece sarà necessario affrontare le sfide poste dal degrado ambientale e dai cambiamenti climatici oltre alle questioni strutturali e politiche, quali le sovvenzioni agricole dei paesi ricchi che, a detta dell'Onu, hanno distrutto l'agricoltura dei paesi poveri, distorcendo il commercio. Una soluzione a lungo termine deve anche mediare tra sostenitori e avversari dei biocarburanti. Il relatore delle Nazioni Unite per il Diritto all'alimentazione, Jean Ziegler, ha infatti rinnovato il suo appello per una "moratoria universale" sui biocarburanti, che ha accusato essere tra le cause della crisi, visto che la massiccia trasformazione delle materie prime alimentari in carburanti "ecologici" ha causato la scalata dei prezzi dei beni di prima necessità. Ziegler ha inoltre denunciato le speculazioni, che sarebbero responsabili del 30% del rialzo dei prezzi dei prodotti alimentari, chiedendo l'inquadramento dei mercati delle derrate agricole sul modello dei mercati finanziari.&lt;br /&gt;A seguito dell'istituzione della Task force, il presidente dell'Ifad, Lennart Bage, ha annunciato di aver stanziato duecento milioni di dollari per rispondere alle esigenze immediate degli agricoltori poveri delle zone rurali del mondo, per l'acquisto dei fertilizzanti. Secondo Bage "e' necessario un triplice approccio. In primo luogo inviare aiuti alimentari di emergenza, in secondo luogo fornire sostegno immediato, a breve termine, per consentire ai piccoli agricoltori di piantare nella prossima stagione e, a lungo termine, prevedere investimenti in agricoltura per garantire la sicurezza alimentare per lo sviluppo rurale e per eliminare alla radice le cause della fame". A causa infatti di quello che l'Ifad ha definito il "triplice flagello", la povertà, l'impennata dei prezzi dei prodotti alimentari e il cambiamento climatico, ci sono nel mondo 720 milioni di persone estremamente povere a rischio, che vivono in zone rurali e che dipendono, per la loro sussistenza, dall'agricoltura.&lt;br /&gt;Il segretario generale dell'Onu e il presidente della Banca mondiale hanno anche chiesto la fine delle restrizioni all'export, decise da alcuni paesi come Argentina ed India, che spingono al rialzo i prezzi delle derrate alimentari.&lt;br /&gt;Di sicurezza alimentare mondiale si parlerà inoltre alla Conferenza della Fao, a Roma dal 3 al 5 giugno, che rappresenta un appuntamento di alto livello per una verifica sullo stato della crisi.&lt;br /&gt;Sul tema della crisi alimentare sono anche intervenute le maggiori Organizzazioni agricole italiane. Secondo Giuseppe Politi, presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori per i paesi in via di sviluppo" bisogna far crescere le agricolture attraverso ricerca e innovazione". Secondo Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura, "non è escluso che le condizioni di mercato mutino perché è aumentata anche la volatilità. Un problema di così ampia portata però, non può essere gestito solo dalle dinamiche di mercato."&lt;br /&gt;"La forte volatilità delle quotazioni è l'effetto delle speculazioni internazionali in atto, che si sono spostate dai mercati finanziari a quelli delle materie prime" afferma Coldiretti, che cita Achim Steiner, a capo del programma ambientale dell'Onu, per cui "oggi c'è abbastanza cibo sul Pianeta per dare da mangiare a tutti", e milioni di persone si sono ritrovate nell'impossibilità di comprare cibo a causa dell'impennata dei prezzi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-4914342762624215191?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/4914342762624215191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=4914342762624215191' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/4914342762624215191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/4914342762624215191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2008/04/un-piano-dazione-per-eliminare-la-fame.html' title='Un piano d&apos;azione per eliminare la fame nel mondo'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/SBha551WngI/AAAAAAAAAB0/d4XnTX0CVHY/s72-c/un_piano_dazione_per_eliminare_la_fame_nel_mondo1_medium.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-8315801068922210711</id><published>2008-04-30T12:35:00.003+01:00</published><updated>2008-04-30T12:37:35.881+01:00</updated><title type='text'>L'agricoltura al centro del Rapporto della Banca mondiale</title><content type='html'>&lt;div class="autore"&gt;M.T.&lt;/div&gt;   &lt;div class="sommario"&gt;&lt;p&gt; Nel workshop del 21 maggio a Roma, presso la Facoltà di economia "Federico Caffè" si parlerà del "World development report" che per la prima volta è dedicato all'agricoltura&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/SBhZuJ1WnfI/AAAAAAAAABs/rK1Uw2ggrec/s1600-h/lagricoltura_al_centro_del_rapporto_della_banca_mondiale1_medium.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/SBhZuJ1WnfI/AAAAAAAAABs/rK1Uw2ggrec/s320/lagricoltura_al_centro_del_rapporto_della_banca_mondiale1_medium.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195000819620421106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="corpo"&gt; &lt;p&gt; Si svolgerà il prossimo 21 maggio, presso l'Aula 3 della Facoltà di economia "Federico Caffè" a Roma, l'incontro sul tema "Agricoltura per lo sviluppo: il rapporto 2008 sullo sviluppo nel mondo". Il workshop, dalle ore 9,30 alle 13,30, è organizzato da QA-rivista dell'Associazione Rossi Doria e il Master in Sviluppo umano e sicurezza alimentare con il patrocinio dell'Università degli Studi Roma Tre.&lt;br /&gt;Per la prima volta da 25 anni il "World development report" della Banca mondiale è dedicato all'agricoltura, segnalando un rinnovato interesse per i problemi di sviluppo ad essa collegati.&lt;br /&gt;All'incontro prenderanno parte Alain de Janvry, uno dei coordinatori del rapporto, e un panel di esperti internazionali , cui sarà affidato il compito di introdurre il dibattito. L'obiettivo del workshop è infatti quello di approfondire alcune questioni legate alle politiche agricole, con riferimento alla globalizzazione, al potere di mercato, al contesto istituzionale, ai problemi ambientali e alle innovazioni tecnologiche.&lt;br /&gt;L'incontro, coordinato da Luca Salvatici, condirettore di QA- Rivista dell'Associazione Rossi Doria, si aprirà con i saluti del presidente Associazione Rossi Doria, Michele De Benedictis, e del rettore Università di Roma Tre, Guido Fabiani, a cui farà seguito la relazione introduttiva di Alain de Janvry. Sarà la volta poi degli interventi con Kevin Cleaver ( Ifad), Anil Markandya (University of Bath), Carlo Pietrobelli (Università degli studi Roma Tre), Alexander Sarris (Fao), Pasquale Scandizzo (Università Tor Vergata).&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;i&gt; Foto Banca mondiale &lt;/i&gt; &lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/SBhZuJ1WnfI/AAAAAAAAABs/rK1Uw2ggrec/s1600-h/lagricoltura_al_centro_del_rapporto_della_banca_mondiale1_medium.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-8315801068922210711?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/8315801068922210711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=8315801068922210711' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/8315801068922210711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/8315801068922210711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2008/04/lagricoltura-al-centro-del-rapporto.html' title='L&apos;agricoltura al centro del Rapporto della Banca mondiale'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/SBhZuJ1WnfI/AAAAAAAAABs/rK1Uw2ggrec/s72-c/lagricoltura_al_centro_del_rapporto_della_banca_mondiale1_medium.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-3781765800805937252</id><published>2008-04-30T12:29:00.002+01:00</published><updated>2008-04-30T12:32:55.982+01:00</updated><title type='text'>La ricerca al servizio del biologico</title><content type='html'>È promosso dal Cnr in collaborazione con il Cra e l'Aiab il convegno che si terrà a Roma il 16 aprile. Al termine si svolgerà il primo incontro tra ricercatori sui temi del bio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è svolto a Roma il 16 aprile alle ore 09,00 presso la sede del Cnr (piazzale Aldo Moro), il convegno "Avanzamento delle conoscenze ed agricoltura biologica: le nuove frontiere per il Bio", promosso dal Dipartimento agroalimentare del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) in collaborazione con il Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) e l' Aiab (Associazione italiana per l'agricoltura biologica). L'appuntamento intende focalizzare l'attenzione sul ruolo delle conoscenze scientifiche e degli avanzamenti tecnologici nel determinare aspettative ed opportunità di sviluppo di un'agricoltura sempre più sostenibile ed in particolare di quella biologica.&lt;br /&gt;Lo scopo dell'incontro è stato quello di identificare le attività di ricerca più innovative, i risultati raggiunti e le applicazioni reali o potenziali.&lt;br /&gt;Il Convegno è stato incentrato  sulle priorità tematiche del VII Pq e le attività in corso presso il Cnr, il Cra e l'Enea (Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente) e si è concluso con una tavola rotonda che si proposta di mettere in luce le esigenze dei diversi portatori di interesse.&lt;br /&gt;Alla tavola rotonda hanno partecipato le Regioni, il Mipaaf, i produttori biologici, i consumatori, la Firab (Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica) e gli Enti di ricerca stessi.&lt;br /&gt;Al termine del convegno, alle ore 15,00, si è tenuto  invece il primo "incontro tra ricercatori sui temi del bio": una sorta di bazar della ricerca, ristretto ai ricercatori, che desiderano segnalare i loro lavori attuali ed eventuali idee progettuali da condividere con altre competenze.&lt;br /&gt;L'appuntamento ha rappresentare l'occasione per far incontrare i ricercatori impegnati sui temi dell'agricoltura biologica che in Italia sono dislocati in diversi istituti, venendo quindi a mancare un coordinamento delle attività tale da consentire una efficace collaborazione ed una reale interdisciplinarietà. Ciò rende ancor più frammentaria la divulgazione e difficile la fruizione dei risultati sperimentali e può influire negativamente anche sulle possibilità progettuali a livello nazionale ed europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte:Agricoltura Italiana Online&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-3781765800805937252?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/3781765800805937252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=3781765800805937252' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/3781765800805937252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/3781765800805937252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2008/04/la-ricerca-al-servizio-del-biologico.html' title='La ricerca al servizio del biologico'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-1797413509231271556</id><published>2008-04-30T12:26:00.000+01:00</published><updated>2008-04-30T12:28:03.362+01:00</updated><title type='text'>Bruxelles accordo soddisfacente su Ocm vino</title><content type='html'>Un accordo migliorativo rispetto alla proposta iniziale, così dichiara il ministro Paolo De Castro, dopo la lunga maratona negoziale al Consiglio dei ministri agricoli della Ue. I punti essenziali che raccolgono le richieste avanzate dall'Italia. Aumentano le risorse per l'Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt; Si è concluso il 19 dicembre 2007 il negoziato comunitario sulla riforma della Organizzazione di mercato del vino, che aveva avuto inizio nel giugno 2006 con la presentazione di un Comunicazione della Commissione. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;"Si tratta di un accordo migliorativo rispetto alla prospettiva iniziale - ha commentato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro -. Aumentano significativamente le risorse per l'Italia e vengono introdotte importanti misure per rafforzare la capacità competitiva delle imprese e aumentare le capacità penetrative nei mercati internazionali". &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Rispetto all'approccio iniziale della Commissione, nell'arco dell'intero negoziato, sono stati inseriti alcuni importanti elementi che raccolgono le richieste avanzate dall'Italia. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; Di seguito i punti essenziali dell'accordo raggiunto.&lt;br /&gt;1) E' stata esclusa la possibilità di vinificare nel territorio dell'Unione mosti provenienti dai paesi terzi, nonché di miscelare mosti e vini comunitari con prodotti originari di paesi terzi;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; 2) L'obiettivo iniziale di 400.000 ha di estirpazione è stato ridotto a 175.000 ha, con una speculare riduzione della spesa impegnata; la misura avrà una durata di tre anni in luogo dei cinque originariamente previsti; ogni stato membro avrà la facoltà di arrestare l'applicazione della misura se verrà raggiunta la soglia dell'8% della superficie vitata nazionale; potranno essere escluse le zone di montagna e quelle a forte pendenza. Le altre zone sensibili da un punto di vista ambientale potranno essere escluse entro un tetto del 3%; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;3) Il regime attuale dei diritti di impianto è stato prorogato fino al 2015; tuttavia potrà essere prorogato fino al 2018 in ambito nazionale/regionale. Entro il 2012 la Commissione dovrà effettuare un rapporto al Consiglio, per evidenziare la situazione riguardante al potenziale alla luce della riforma. Tale relazione conterrà altresì degli aspetti relativi al rapporto dell'utilizzo del saccarosio e dei mosti; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;4) In relazione alla reintroduzione dell'utilizzo del saccarosio sarà possibile aumentare il titolo alcolometrico di 3% gradi nella zona A, 2% nella zona B, 1,5% nella zona C. Qualora si verificheranno particolari condizioni climatiche, sarà possibile aumentare la percentuale di arricchimento in tutte le zone di un ulteriore 0,5%. Per consentire ai produttori italiani di poter beneficiare degli aiuti ai mosti, per l'arricchimento, è stata aumentata la dotazione finanziaria assegnata all'Italia. Tale dotazione è passata nel 2008-2009 da 190.000.000 di euro a 251.300.000 di euro comprensivi del trasferimento allo sviluppo rurale. Il trasferimento allo sviluppo rurale riguarderà solo 13.000.000 di euro. Dal 2015 in poi la dotazione finanziaria sarà di 376.400.000 di euro. Gli aiuti ai mosti, utilizzati per l'arricchimento, potranno essere concessi solo per quattro anni; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;5)Sono state notevolmente diminuite le risorse trasferite allo sviluppo rurale, infatti da 400.000.000 di euro inizialmente previsti si è arrivati a trasferire allo sviluppo rurale solo 150.000.000 di euro; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;6)Il ventaglio delle misure dell'envelope è stato ampliato prevedendo la possibilità di finanziare misure di adeguamento della filiera produttiva, di distillare i sottoprodotti della distillazione (fecce e vinacce) erogando l'aiuto ai distillatori sulla base dei costi di raccolta e di trasformazione di adottare la distillazione di crisi, per un periodo di quattro anni con la possibilità di concedere aiuti di Stato per arrivare fino ad un massimo del 20% delle risorse dell'envelope. Per il restante periodo si potrà utilizzare invece solo il 15% dell'envelope nazionale. L'alcol ottenuto con la distillazione di crisi e con la distillazione dei sottoprodotti potrà ricevere un aiuto solo se utilizzato per scopi industriali-energetici. Inoltre, per un periodo di quattro anni, sarà possibile concedere un aiuto accoppiato per i produttori di vino che destinano il vino alla distillazione dell'alcol da bocca; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;7) Al fine di poter raggiungere un compromesso, la Commissione ha aumentato le dotazioni finanziarie dell'envelope da 90.000.000, a decorrere dal primo anno, fino ad arrivare a 100.000.000 di euro nel 2015. L'Italia è stato il principale beneficiario dell'aumento; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; 8) E'stato riconosciuto il ruolo delle OP nella realizzazione del programma nazionale finanziato dall'envelope; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;9) Sono state confermate le attuali pratiche enologiche. Sarà possibile introdurne nuove, purchè già adottate dell'O.I.V., attraverso una procedura più garantista e rigorosa per i produttori ed i consumatori. E'stata esclusa la possibilità di produrre ed esportare vini con pratiche ammesse a livello internazionale ma non ammesse dall'Unione Europea; (anche per i vini esportati si utilizzeranno solo le pratiche ammesse nell'Ue); &lt;/p&gt; &lt;p&gt;10) Per i vini a denominazione d'origine ed ad indicazione geografica è stato inserito l'obbligo di vinificazione nella zone di produzione; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;11) Per i predetti vini è prevista la possibilità che i disciplinari prescrivano l'obbligo di imbottigliamento nella zona di produzione; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;12) E' stata attribuita agli Stati membri la possibilità di limitare l'indicazione in etichetta, per i vini senza indicazione geografica,di alcune varietà. Nel nostro Paese molte Denominazioni di origine del vino sono costituite dal nome geografico accompagnato dalla varietà (es.Vernaccia di San Gimignano, Sagrantino di Montefalco, Lambrusco di Sorbara, Cesanese del Piglio, Primitivo di Manduria...). Per evitare di banalizzare i nomi di dette varietà gli Stati possono, quindi, escluderne l'uso in etichetta sia nel paese dove sono prodotte le uve che in quello di destinazione. Inoltre, gli Stati Membri possono escludere anche altre varietà in considerazione della loro limitata diffusione sul territorio nazionale; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;13) Sono state adattate alle realtà italiane le condizioni cui devono rispondere le organizzazioni interprofessionali, quindi, i Consorzi di Tutela, potranno mantenere in tale contesto i riconoscimenti già ottenuti in ambito nazionale; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;14) Sono state confermate le regole di produzione dei vini spumanti di qualità ivi compresi gli spumanti di qualità aromatici e le deroghe esistenti riguardanti lo spumante 'prosecco' prodotto in alcune regioni italiane. Saranno, altresì confermate per i vini spumanti di qualità con denominazione di origine l'uso dei termini 'metodo classico' e 'fermentato in bottiglia'; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;15) E' stata introdotta la nuova categoria di 'vini da uve appassite', prodotto ottenuto, tra l'altro, da uve appassite al sole. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;16) E' stata prevista la possibilità per i produttori delle Province di Trento, Bolzano, Sondrio e della regione Valle d'Aosta di acidificare i vini sulla base di regole più appropriate (a prescindere dalle condizioni climatiche eccezionali). &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il 15 gennaio prossimo, il ministro De Castro riferirà dettagliatamente in Parlamento davanti alle Commissioni riunite di Camera e Senato su quanto deciso a Bruxelles.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;fonte: Agricoltura Italiana Online&lt;/p&gt;&lt;p&gt;http://www.agricolturaitalianaonline.gov.it/index.php/contenuti/politiche_comunitarie/nuove_ocm/vino/de_castro_a_bruxelles_accordo_soddisfacente_su_ocm_vino?eZSESSIDagriconline=18e9c67ff5310bab2a19e3f833ed5a3c&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-1797413509231271556?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/1797413509231271556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=1797413509231271556' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/1797413509231271556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/1797413509231271556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2008/04/bruxelles-accordo-soddisfacente-su-ocm.html' title='Bruxelles accordo soddisfacente su Ocm vino'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-1136820494682540345</id><published>2008-04-24T11:07:00.002+01:00</published><updated>2008-04-24T11:12:17.372+01:00</updated><title type='text'>Grazie a tutti</title><content type='html'>Salve a tutti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;scusate la lunga assenza nel pubblicare nuovo materiale.&lt;br /&gt;Ma in questo ultimo periodo sono stato molto occupato. Non ho perso certo il mio attaccamento al tema e non ho perso il mio spirito europeo.&lt;br /&gt;Sono molto preso nelle elezioni, sia fuori dall'università sia all'interno, quindi trovo pochi momenti per me, da dedicare alle cose che mi piacciono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi comunico che a breve caricherò un pdf, sulla decisione del Parlamento Europeo che ha Dicembre scorso ha approvato una direttiva che prevede l'inserimento di alcuni "paletti" per quello che concerne lo zucchero nel vino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il resto ringrazio tutti quelli che hanno dimostrato affetto ai temi trattati dal Blog.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-1136820494682540345?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/1136820494682540345/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=1136820494682540345' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/1136820494682540345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/1136820494682540345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2008/04/grazie-tutti.html' title='Grazie a tutti'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-5674777834877678111</id><published>2007-12-04T13:17:00.000Z</published><updated>2007-12-04T13:19:49.534Z</updated><title type='text'>About the EFB</title><content type='html'>Established by European scientists in 1978, the European Federation of Biotechnology (EFB) is Europe’s non-profit federation of National Biotechnology Associations, Learned Societies, Universities, Scientific Institutes, Biotech Companies and individual biotechnologists working to promote biotechnology throughout Europe and beyond.&lt;br /&gt;The mission of EFB is to promote the safe, sustainable and beneficial use of the life sciences, to promote research and innovation at the cutting edge of biotechnology, to provide a forum for interdisciplinary and international cooperation, to improve scientific education and to facilitate an informed dialogue between scientists and the public.&lt;br /&gt;With 225 Institutional members from across Europe and 5,000 personal members from 56 countries, the EFB has 13 Regional Branch Offices in Europe to support its activities in the various areas of biotechnology covered by the Federation.&lt;br /&gt;The EFB Central Office (ECO) is located in Barcelona, Spain. Membership administration, organization of Executive Board meetings and General Assemblies, website management and organization of the European Congresses on Biotechnology are some of the main responsibilities of ECO.&lt;br /&gt;The Organisation&lt;br /&gt;EFB is administered by the following bodies.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140106513384589714" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/R1VTo_X1yZI/AAAAAAAAABg/Y-zfS_gPv7A/s320/organi.gif" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;More Information&lt;br /&gt;&lt;a class="title_link" href="http://www.efb-central.org/index.php/Main/the_executive_board"&gt;The Executive Board&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;The Executive Board has the authority to decide on all activities and operations of EFB except those that explicitly require approval by the General Council.&lt;br /&gt;--&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="title_link" href="http://www.efb-central.org/index.php/Main/general_council_and_general_assembly"&gt;General Council and General Assembly&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;The General Council decides on all fundamental matters connected with the work of the Federation. &lt;br /&gt;--&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="title_link" href="http://www.efb-central.org/index.php/Main/the_efb_fora"&gt;The EFB Fora&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;The main fora of the EFB are Sections and Task Groups. They accomodate all European scientists interested in biotechnology. &lt;br /&gt;--&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="title_link" href="http://www.efb-central.org/index.php/Main/efb_statutes_2004"&gt;EFB Statutes&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;The Statutes of the European Federation of Biotechnology (approved February 7, 2004)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tutte le altre informazioni sono reperibili su: &lt;a href="http://www.efb-central.org/index.php"&gt;http://www.efb-central.org/index.php&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-5674777834877678111?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/5674777834877678111/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=5674777834877678111' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/5674777834877678111'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/5674777834877678111'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/12/about-efb.html' title='About the EFB'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/R1VTo_X1yZI/AAAAAAAAABg/Y-zfS_gPv7A/s72-c/organi.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-6500561246116874348</id><published>2007-12-04T13:13:00.000Z</published><updated>2007-12-04T13:53:47.809Z</updated><title type='text'>Industria europea della biotecnologia critica la posizione di Dimas sui nuovi tipi di mais GM.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/R1VTDvX1yYI/AAAAAAAAABY/13SGDZqhf4w/s1600-h/20071129_1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140105873434462594" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/R1VTDvX1yYI/AAAAAAAAABY/13SGDZqhf4w/s320/20071129_1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Articolo tratto da CORDIS&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La Federazione europea di biotecnologia (EFB) ha espresso la propria preoccupazione per i progetti di decisione del commissario per l'Ambiente Stavros Dimas, che ha intenzione di non concedere l'autorizzazione a due tipi di mais geneticamente modificato (GM) destinati alla coltivazione. Il 28 novembre i rappresentanti dell'organizzazione hanno consegnato al gabinetto di Dimas una lettera aperta. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nella lettera l'EFB sostiene che la decisione riguardante i tipi di mais Bt-11 e 1507, sviluppati rispettivamente dalla società svizzera di biotecnologia Syngenta e da Pioneer Hi-Bred International, si sia «basata su argomentazioni scientifiche screditate non sottoposte alla revisione del vostro organo scientifico indipendente». Inoltre, l'EFB afferma che la decisione non ha preso in considerazione né le conseguenze per l'Europa, vale a dire l'emarginazione della scienza in Europa, lo screditamento dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare e il crollo dell'industria zootecnica comunitaria, né «il fatto che varietà analoghe vengono coltivate in Europa da nove anni con tassi di adozione elevati, senza alcun effetto ambientale avverso e in coesistenza con l'agricoltura convenzionale e biologica». «I progetti di decisione della Commissione sono totalmente inaccettabili, non solo per gli agricoltori e i consumatori europei, ma anche perché sono di pessimo esempio per altre parti del mondo attualmente impegnate a redigere linee guida sulla coltivazione delle varianti GM, in quanto tali paesi prendono esempio dall'Europa», ha scritto il professor Marc van Montagu, uno dei pionieri della biotecnologia delle piante, a nome dell'EFB, facendo soprattutto riferimento ai paesi in via di sviluppo. «Si stanno mettendo a punto altri ceppi GM di mais dotati di qualità nutritive maggiori o di una più elevata tolleranza alla siccità e tali colture devono poter essere accessibili a coloro che ne hanno maggiormente bisogno.» Tuttavia, stando ai progetti di decisione, c'erano troppe incertezze sui possibili danni all'ambiente derivanti dalla coltivazione di tali specie vegetali. «Non siamo ancora certi della possibile esistenza di effetti ritardati o a lungo termine sull'ambiente e sulla biodiversità, che potrebbero non essere evidenti durante il periodo di autorizzazione dell'OGM ma che potrebbero emergere successivamente», si legge nel progetto di decisione sul mais 1507. «Il grado di incertezza correlato ai risultati della valutazione delle informazioni scientifiche disponibili è stato considerato elevato e il livello di rischio generato dalla coltivazione di tale prodotto per l'ambiente è inaccettabile.» Il gruppo ambientalista Greenpeace ha accolto con favore i progetti di decisione, precisando che «ricerche recenti hanno evidenziato che le piante GM che producono tossine possono avere tutta una serie di effetti inattesi, dai danni a carico di insetti benefici, alla contaminazione di corsi d'acqua e all'avvelenamento della vita acquatica». &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per rendere più autorevole la loro posizione, gli attivisti di Greenpeace lo scorso mercoledì hanno inscenato una parodia di protesta al di fuori dell'edificio Berlaymont, sede della Commissione europea. «La nostra parodia cela un appello serio per una maggior trasparenza», ha spiegato Marco Contiero di Greenpeace. «Protestiamo per l'influenza spropositata che l'industria degli OGM [organismi geneticamente modificati] esercita su alcuni dipartimenti della Commissione. I gruppi di interesse del settore, quale la Federazione europea di biotecnologia (EFB) ed EuropaBio, che rappresentano gli interessi delle società agrochimiche, hanno "rapporti di lavoro eccellenti" con la Commissione. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Chiediamo alla Commissione europea di smettere di ascoltare la potente lobby della biotecnologia e di sostenere la richiesta del commissario Dimas di rifiutare l'autorizzazione ai due tipi di mais GM che generano pesticidi.» Attualmente, l'unica coltura GM autorizzata nell'UE è il grano Bt, resistente alla piralide del granturco, una larva di tarma che si nutre del fusto e della spiga della pianta riempiendola contemporaneamente di buchi che agevolano la diffusione di funghi potenzialmente tossici. Il genoma del grano Bt è stato modificato per introdurre un gene del bacillus thuringiensis che produce una tossina in grado di colpire la piralide del grano. Tuttavia, i critici hanno fatto presente che la varietà di mais modificato colpisce anche gli insetti benefici. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Otto paesi europei consentono attualmente la coltivazione del mais Bt. Secondo i dati recenti pubblicati dall'associazione delle industrie europee di biotecnologia EuropaBio, la superficie coltivata a tali colture è aumentata di un vertiginoso 77% negli ultimi 12 mesi. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-6500561246116874348?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/6500561246116874348/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=6500561246116874348' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/6500561246116874348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/6500561246116874348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/12/industria-europea-della-biotecnologia.html' title='Industria europea della biotecnologia critica la posizione di Dimas sui nuovi tipi di mais GM.'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/R1VTDvX1yYI/AAAAAAAAABY/13SGDZqhf4w/s72-c/20071129_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-4672744506641389085</id><published>2007-11-30T12:38:00.000Z</published><updated>2007-11-30T12:39:21.825Z</updated><title type='text'>Il topo che non può avere il cancro</title><content type='html'>Gli scienziati dell'Università del Kentucky hanno scoperto che il genePar-4 produce una proteina che attacca le cellule tumorali e non le sane&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WASHINGTON - Un topo che non può ammalarsi di cancro perché i suoi geni non glielo consentono. Il ratto è stato creato in laboratorio da un gruppo di scienziati americani dell'Università del Kentucky. La notizia è stata pubblicata oggi sul Journal cancer research e apre scenari importanti perché potrebbe portare a trattamenti anti-cancro sugli esseri umani capaci di evitare al paziente gli effetti collaterali che oggi accompagnano molte terapie, come la nausea, la caduta di capelli o altri dolori dovuti alla chemioterapia. Il topo biotecnologico creato dal dottor Vivek Rangnekar e dalla sua equipe dell'Università del Kentucky è dotato di un gene chiamato Par-4 capace di produrre una proteina molto speciale: attacca le cellule tumorali ma senza danneggiare i tessuti sani. Come riportato dai ricercatori, questi ratti creati in laboratorio sono immuni da molte forme di malattie, come per esempio il cancro al fegato o alla prostata. Alcuni test indicano che la proteina ha effetti significativi anche sul cancro al seno, al pancreas, al cervello e al collo. E, elemento considerato cruciale dai ricercatori, gli animali mostrano di non soffrire alcun effetto collaterale. "Quando un malato va in ospedale, la chemioterapia o le radiazioni a cui si sottopone comportano sempre effetti collaterali importanti - ha spiegato il dottor Rangnekar -. Così noi siamo rimasti molto colpiti nel notare che questa proteina uccideva le cellule tumorali senza però colpire le cellule sane. E ancor più sorpresi siamo stati quando abbiamo verificato che la proteina non ha effetti sull'intero organismo. Riteniamo che questo elemento possa aprire una breccia nella cura del cancro".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In futuro infatti dovrebbe essere possibile adattare questo metodo all'uomo, facendo in modo di introdurre nell'organismo questo gene (o un gene simile) attraverso un trapianto di midollo osseo. Secondo gli scienziati mancano ancora almeno dieci anni prima che sia disponibile una tecnica di questo tipo, tuttavia la proteina scoperta nei laboratori del Kentucky può aprire prospettive affatto interessanti per i ricercatori. "Se sarà possibile trattare il cancro evitando che il paziente abbia a soffrire per gli effetti collaterali della terapia - ha aggiunto Rangnekar - allora davvero sarà fatto un grasso passo avanti. E' esattamente quello che sta avvenendo con i nostri topi - ha concluso lo scienziato -, e per noi è una scoperta meravigliosa". (28 novembre 2007)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/usa-topo-cancro/usa-topo-cancro/usa-topo-cancro.html"&gt;http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/usa-topo-cancro/usa-topo-cancro/usa-topo-cancro.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-4672744506641389085?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/4672744506641389085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=4672744506641389085' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/4672744506641389085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/4672744506641389085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/il-topo-che-non-pu-avere-il-cancro.html' title='Il topo che non può avere il cancro'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-8581599954687006041</id><published>2007-11-30T12:36:00.000Z</published><updated>2007-11-30T12:37:36.909Z</updated><title type='text'>Mamma dopo il cancro alle ovaie</title><content type='html'>BOLOGNA - Per la prima volta al mondo una donna è diventata mamma di due gemelline dopo aver vinto il cancro alle ovaie, grazie alla tecnica degli ovociti congelati. La donna - che oggi ha 31 anni, mentre le bambine, che stanno benissimo, hanno dieci mesi - è originaria della Basilicata. Nel 2002, a causa della malattia, aveva subito l'asportazione di entrambe le ovaie: era dunque destinata ad essere sterile, vittima di una menopausa precoce. Il sogno di diventare mamma è invece diventato realtà. La fecondazione - dopo il congelamento e lo scongelamento degli ovuli - è avvenuto al Sant'Orsola di Bologna: la notizia è stata data dalla dottoressa Eleonora Porcu - responsabile del Centro di sterilità del Policlinico bolognese - in occasione dell'apertuta del secondo Congresso mondiale sulla crioconservazione degli ovociti che prende il via oggi a Bologna. "Era il sogno che aspettavamo dal 1997 - commenta la dottoressa Porcu, che non nasconde l'emozione - dicevamo: chissà se riusciremo a raggiungerlo. Oggi questa famiglia e ' felice e noi anche: sono questi i casi in cui un medico si sente utile. (30 novembre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/ovociti/ovociti/ovociti.html"&gt;http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/ovociti/ovociti/ovociti.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-8581599954687006041?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/8581599954687006041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=8581599954687006041' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/8581599954687006041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/8581599954687006041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/mamma-dopo-il-cancro-alle-ovaie.html' title='Mamma dopo il cancro alle ovaie'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-8920381499030875677</id><published>2007-11-30T12:34:00.000Z</published><updated>2007-11-30T12:35:11.870Z</updated><title type='text'>Benedetto XVI, la seconda enciclica</title><content type='html'>Resi noti i contenuti della "Spe Salvi" tutta centrata sui rapporti tra scienza e fede"La ragione deve vincere sull'irazionalità, ma non può essere staccata da Dio"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benedetto XVI, la seconda enciclica"Illuminismo e marxismo speranze fallite"' src="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/benedettoxvi-17/seconda-enciclica/ansa_11727139_16380.jpg" width=280&gt;&lt;br /&gt;Il Papa mentre firma la sua prima enciclicaROMA - Marxismo e illuminismo sono "speranze terrene fallite", la ragione "staccata da Dio" e la scienza "senza etica" non redimono l'uomo. Sono alcuni punti della seconsda enciclica di Benedetto XVI "Spe salvi" resi noti oggi dalla Santa Sede. Un testo tutto centrato sul rapporto tra libertà, ragione e politica. Benedetto XVI imputa alla filosofia successiva a Francis Bacone di aver trasferito alla teologia il "collegamento tra scienza e prassi", così che la fede è stata spostata sul piano privato e ultraterreno, ed è diventata irrilevante per il mondo: la "crisi della fede è soprattutto crisi della speranza cristiana" , soppiantata dalla fede nel progresso e dalla ideologia del progresso. L'enciclica accenna quindi ai due "grandi temi 'ragione' e 'liberta, per rilevare che "la vittoria della ragione sull'irrazionalità è anche uno scopo della fede cristiana" ma che la ragione non può essere "staccata da Dio" e che "la ragione del potere e del fare" non può essere considerata "già la ragione intera". La "ragione diventa veramente umana - rimarca il Pontefice - solo se è in grado di indicare la strada alla volontà, e di questo è capace solo se guarda oltre se stessa". Se la ragione non è in grado di "guardare oltre se stessa", "la situazione dell'uomo, nello squilibrio tra capacità materiale e mancanza di giudizio del cuore, diventa una minaccia per lui e per il creato". Per quanto riguarda poi la libertà, "bisogna ricordare che la libertà umana richiede sempre un concorso di varie libertà" e che "questo concorso non può riuscire se non è determinato da un comune intrinseco criterio di misura, che è fondamento e meta della nostra libertà". Detto "in un modo molto semplice", sintetizza il Papa, "l'uomo ha bisogno di Dio, altrimenti resta privo di speranza". E un '''regno di Diò realizzato senza Dio, un regno quindi dell'uomo solo, si risolve inevitabilmente nella 'fine perversa' di tutte le cose descritta da Kant".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'enciclica il Papa parla anche del Giudizio universale. Esiste il Giudizio Finale di Dio e non sarà quello dell'iconografia "minacciosa e lugubre" dei secoli scorsi, ma nemmeno un colpo di spugna "che cancella tutto"; esso chiamerà "in causa le responsabilità" di ciascun uomo. Ratzinger riafferma l'esistenza del Purgatorio e dell'Inferno e lega il motivo della speranza cristiana (il filo conduttore del testo) proprio alla giustizia divina. Anzi, Benedetto XVI afferma che proprio "la questione della giustizia costituisce l'argomento essenziale, in ogni caso l'argomento più forte, in favore della fede nella vita eterna". "E' impossibile infatti che l'ingiustizia della storia sia l'ultima parola ", afferma in uno dei passaggi più forti della lettera. "La grazia - spiega ancora Ratzinger- non esclude la giustizia...I malvagi alla fine, nel banchetto eterno, non siederanno indistintamente a tavola accanto alle vittime, come se nulla fosse stato". (30 novembre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/benedettoxvi-17/seconda-enciclica/seconda-enciclica.html"&gt;http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/benedettoxvi-17/seconda-enciclica/seconda-enciclica.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-8920381499030875677?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/8920381499030875677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=8920381499030875677' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/8920381499030875677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/8920381499030875677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/benedetto-xvi-la-seconda-enciclica.html' title='Benedetto XVI, la seconda enciclica'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-6299681393410356564</id><published>2007-11-28T17:12:00.001Z</published><updated>2007-11-28T17:12:41.123Z</updated><title type='text'>SwedenBIO Bioethical Conference in Brussels</title><content type='html'>Location:&lt;br /&gt;Residence Palace, Maelbeek roomRue de la RoiBrussels, Belgium&lt;br /&gt;Date: 4 December 2007&lt;br /&gt;Time from: 09:00 &lt;br /&gt;Time to: 16:00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                  &lt;br /&gt;SwedenBIO is a participant in the European-funded FP6-project:"From GMP to GBP: Fostering Good Bioethical Practices (GBP) among European Biotechnology Industry". The project aims at improving understanding of bioethical issues, using information about the daily practice of biotechnology companies to elaborate clear and independent positions based on scientific and techological data.&lt;br /&gt;The objective of the conference is to allow the biotechnology industry to participate in the definition of  bioethical policies and proposals.Link: &lt;a href="http://www.swedenbio.org/templates/form.aspx?id=2152" target="_blank" orgurl="/templates/form.aspx?id=2152"&gt;Registration&gt;&lt;/a&gt;Attachment: &lt;a href="http://www.swedenbio.org/upload/Calendar/Document/Agenda%20för%20hemsidan.pdf" target="_blank" orgurl="/upload/Calendar/Document/Agenda för hemsidan.pdf"&gt;Tentative Agenda (20kb, pdf)&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-6299681393410356564?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/6299681393410356564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=6299681393410356564' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/6299681393410356564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/6299681393410356564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/swedenbio-bioethical-conference-in.html' title='SwedenBIO Bioethical Conference in Brussels'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-33748499681604776</id><published>2007-11-28T17:11:00.001Z</published><updated>2007-11-28T17:11:50.592Z</updated><title type='text'>Bioethical conference in Brussels, Belgium</title><content type='html'>A conference on 'Good Bioethical Practices' will be held on 4 December in Brussels. The event will address bioethical topics involving biobanks, gene and cell therapies, stem cells and genetic testing with a special focus on issues affecting European small and medium-sized enterprises (SMEs). The conference, co-funded by the European Commission under its Sixth Framework Programme (FP6), aims at allowing biotechnology companies the opportunity to listen to the concerns of society. At the same time, it is intended to allow the public an insight into the questions arising from the daily practices of biotech companies, particularly SMEs.&lt;br /&gt;For further information, please visit: &lt;a href="http://www.swedenbio.org/templates/calendar.aspx?id=2036"&gt;http://www.swedenbio.org/templates/calendar.aspx?id=2036&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-33748499681604776?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/33748499681604776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=33748499681604776' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/33748499681604776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/33748499681604776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/bioethical-conference-in-brussels.html' title='Bioethical conference in Brussels, Belgium'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-7851381634576426533</id><published>2007-11-21T17:27:00.000Z</published><updated>2007-11-21T17:30:57.000Z</updated><title type='text'>OGM in Europa</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;Sarkozy in Frnacia ha sospeso la coltivazione di ogm e il commissario Ue Dimas ha proposto di respingere le richieste di autorizzazione alla coltivazione di due nuovi mais ogm&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;In Europa continua la discussione sugli OGM. Stavros Dimas, il commissario Ue all'Ambiente ha proposto che le richieste di autorizzazione alla colitvazione di due varietà di mais ogm (Pioneer 1507 e Syngenta Bt11) vengano respinte. Questa decisione è stata presa da Dimas nonostante l'Efsa (l'Autorità europea di sicurezza alimentare di Parma) abbia dato un parere favorevole. Questa è la prima volta che un'opinione scientifica favorevole dell'Efsa non viene accettata come unica base di decisione da un commissario europeo responsabile, in un dossier di autorizzazione di nuovi Ogm. Fino a questo momento, quando l'Autorità di sicurezza ha valutato positivamente, la Commissione europea ha sempre autorizzato l'Ogm in questione. Nella consultazione interservizi, la proposta di bocciatura di Dimas per entrambi i mais Ogm ha incontrato l’opposizione di tutti gli altri servizi interessati: Commercio, Salute dei consumatori, Agricoltura, Ricerca, Industria e Centro comune di ricerca.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Tuttavia il commissario all’Ambiente è il titolare del dossier, e sta a lui proporre la bocciatura o l’autorizzazione. Sembra che la decisione di Dimas si arrivata sopo aver ricevuto nuovi e più recenti studi, non valutati quindi dall'Efsa, sugli effetti ambientali di questo tipo di Ogm. Entrambi, infatti contengono il gene Bt, che conferisce alla pianta resistenza alla piralide, un coleottero che infesta il mais. Per quanto riguarda il mais Pioneer 1507 è stato sviluppato congiuntamente da Pioneer Hi-Bred International, una filiale di DuPont Co., e dall’unità Mycogen Seeds di Dow AgroSciences. Questo Ogm contiene il gene Bt e un gene che conferisce alla pianta la tolleranza all'erbicida totale glufosinate ammonio ed è stato già approvato nel 2005 per l'uso nei mangimi. Il Bt11 è stato sviluppato invece dalla Novartis, poi Syngenta, ed era stato approvato nel 1998 per i mangimi animali, prima della moratoria “de facto” dell'Ue sui nuovi Ogm (1998-2004). Ora non è chiaro che cosa succederà ora, dopo il “no” di Dimas, ma è probabile che la questione venga esaminata dalla riunione di gabinetto di tutti i commissari Ue. Nel frattempo, in Francia il presidente Nicolas Sarkozy ha dichiarato che sospenderà la coltivazione di organismi geneticamente modificati in Francia finchè non se ne discuterà ulteriormente entro la fine dell'anno. Questo è quanto ha detto il presidente parlando della nuova politica ambientale: "Ci sono pesticidi OGM. Ho deciso di sospenderne la coltivazione per precauzione".Redazione &lt;a class="menu" href="http://www.molecularlab.it/" target="_blank"&gt;MolecularLab.it&lt;/a&gt; (06/11/2007) &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-7851381634576426533?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/7851381634576426533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=7851381634576426533' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/7851381634576426533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/7851381634576426533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/ogm-in-europa.html' title='OGM in Europa'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-3973723649617002541</id><published>2007-11-21T17:26:00.000Z</published><updated>2007-11-21T17:27:05.640Z</updated><title type='text'>Ecco perchè l'Italia dice no</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;Ecco perchè l'Italia dice noagli Ogm&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;PAOLO DE CASTRO*&lt;br /&gt;Il rispetto del principio di massima precauzione, la tutela della salute dei consumatori e la difesa della qualità delle nostre produzioni agroalimentari restano per l’Italia un obiettivo prioritario: il nostro no agli Ogm verrà dunque ribadito chiaramente in ogni sede di confronto. Per questo, già dall’ultimo Consiglio dei ministri dell’Unione europea, ho avviato un’azione politico-diplomatica partendo dal collega francese Michel Barnier e proseguirò con un fronte sempre più qualificato di altri Stati membri. L’obiettivo immediato è spingere la Commissione a fare un passo indietro sul via libera alla commercializzazione di quattro nuovi semi biotech decisa di recente. In prospettiva c’è però l’intenzione di porre il tema della sovranità alimentare al centro delle politiche comunitarie costruendo, in seno al Consiglio dei ministri, una maggioranza qualificata più attenta alle richieste dei cittadini. In questo senso è confortante il segnale giunto dal commissario all’Ambiente, Dimas che, nonostante il parere favorevole dell’Efsa, ha rotto il fronte del sì dichiarandosi contrario all’autorizzazione alla coltivazione di due tipi di mais Ogm: forse il primo passo verso una completa riflessione a livello europeo in materia di organismi geneticamente modificati. E va in questa direzione anche la proposta italiana di una riforma dei meccanismi autorizzativi per gli Ogm presentata al Consiglio dei ministri all’Ambiente dell’Ue. Da parte nostra poi, già al prossimo Consiglio europeo chiederemo un incontro con il commissario ai Consumatori insieme al collega Barnier e ci auguriamo che le nostre richieste di attenzione possano essere soddisfatte. Per due buone ragioni. La prima è che non è accettabile una politica che si muova in netto e aperto contrasto con una volontà popolare già ampiamente manifestata: i cittadini del vecchio continente che hanno espresso una larga opinione anti Ogm non possono rimanere inascoltati. La seconda è che, al di là della validità e della salvaguardia di una seria prosecuzione delle attività di ricerca nell’ambito del transgenico, siamo convinti che lo stato attuale delle conoscenze non consenta aperture prive di rischio. Infine, un’ultima riflessione. Garantire elevati standard di sicurezza alimentare è un presupposto essenziale per mantenere alta la fiducia dei consumatori verso tutti i prodotti del made in Italy e, quindi, per far crescere le nostre imprese. Da queste considerazioni non possiamo prescindere. Da queste certezze partiamo per far valere in Europa la coscienza collettiva sugli Ogm e costruire un nuovo equilibrio che garantisca la salute dei cittadini, la tutela della biodiversità e il futuro dell’agroalimentare di qualità, senza rinunciare al ruolo centrale che l’innovazione tecnologica - oltre gli Ogm - potrà comunque offrire per lo sviluppo futuro. *ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;amp;ID_articolo=3791&amp;amp;ID_sezione=&amp;amp;sezione"&gt;http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;amp;ID_articolo=3791&amp;amp;ID_sezione=&amp;amp;sezione&lt;/a&gt;=&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-3973723649617002541?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/3973723649617002541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=3973723649617002541' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/3973723649617002541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/3973723649617002541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/ecco-perch-litalia-dice-no.html' title='Ecco perchè l&apos;Italia dice no'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-5202718393839146012</id><published>2007-11-21T17:24:00.000Z</published><updated>2007-11-21T17:25:31.866Z</updated><title type='text'>Ecco come coltivare OGM in Italia</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;L'intera catena di lavoro separata dalle culture tradizionali, critici gli ambientalisti&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Le tute di lavoro, le vanghe, le macchine per la semina, le trebbiatrici, i camion: l'intera catena di lavorazione dell'agricoltura transgenica dovrà essere rigorosamente separata per evitare il rischio di una contaminazione dei campi convenzionali e biologici. L'ogm dunque entrerà in Italia in "regime di apartheid": dovrà muoversi in un circuito privo di punti di contatto con gli alimenti tradizionali.Ma questa separazione funzionale non è sufficiente. Occorrerà anche lasciare uno spazio, una barriera fisica: per il mais ci vorranno 200 metri di distanza da un campo convenzionale e un chilometro da un campo biologico; per la soia si scende rispettivamente a 50 e a 200 metri. Questi limiti potranno essere aggirati se a fare da scudo ci saranno almeno 10 file di piante convenzionali, che verranno vendute come biotech presupponendo che possano venire contaminate. Per la colza invece è scattato il disco rosso: l'impollinazione involontaria di specie simili in natura è stata provata (l'ultimo studio è quello inglese che ha documentato gli incroci con la senape selvatica) e quindi in Italia non potrà essere coltivata.Sono queste le linee guida preparate dal Comitato scientifico istituito dal ministero delle Politiche Agricole per orientare l'attività delle Regioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Il testo verrà presentato ufficialmente a settembre ma la sostanza è ormai decisa. Anche se ieri sera il ministro Gianni Alemanno ha precisato che il provvedimento non è definitivo e sarà messo a punto in sede di Conferenza Stato-Regioni.Nonostante le assicurazioni di Alemanno ("le linee guida saranno ispirate al principio di precauzione"), il fronte ambientalista è già sul piede di guerra. Per Federica Ferrario, di Greenpeace, si tratta di disposizioni che non offrono sufficienti garanzie: "Si pensa davvero che gli insetti impollinatori possano venire fermati da dieci file di piante convenzionali? Ed è credibile limitare a poche centinaia di metri il raggio di rischio?". Critica anche la Legambiente che ritiene il sistema dei controlli talmente complesso e costoso da rendere molto probabile la violazione delle norme di sicurezza. Secondo Andrea Ferrante, presidente dell'associazione biologica Aiab, "l'unica coesistenza possibile è il divieto di introdurre colture geneticamente modificate sul territorio, mentre con queste linee guida si apre un varco gravissimo per la tutela dell'agricoltura di qualità". In realtà l'atto del ministero delle Politiche agricole è obbligato: il via libera ad alcune colture transgeniche è stato deciso in sede europea. Ma contemporaneamente è stato anche deciso che le colture tradizionali vanno salvaguardate. Mantenere questo doppio impegno potrebbe rivelarsi molto difficile e il conflitto che si sta aprendo lo dimostra. Per il senatore dell'Udc Maurizio Ronconi i commenti degli ambientalisti costituiscono una forma di "terrorismo mediatico: il Parlamento avrà tutto il tempo per valutare con serenità e serietà il contenuto del decreto".Ma le preoccupazioni nel mondo agricolo, che rischia di vedere compromessa l'intera filiera della produzione convenzionale, il circuito del biologico e i prodotti di qualità, continuano a crescere. "Le informazioni scientifiche sui confini della possibile contaminazione sono contraddittorie", ricorda Stefano Masini, responsabile ambiente della Coldiretti. "Per questo proponiamo una moratoria di due anni: mobilitiamo la comunità scientifica in modo da ottenere un quadro affidabile. A quel punto potremo decidere con serenità il da farsi".Incerto è anche il ruolo delle Regioni, competenti in materia agricola. Quindici si sono già dichiarate ogm free e altre tre stanno prendendo in considerazione un passo analogo. Accetteranno l'introduzione delle colture transgeniche?Fonte: &lt;a class="menu" href="http://www.repubblica.it/" target="_blank"&gt;LaRepubblica&lt;/a&gt; (05/08/2005) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-5202718393839146012?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/5202718393839146012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=5202718393839146012' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/5202718393839146012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/5202718393839146012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/ecco-come-coltivare-ogm-in-italia.html' title='Ecco come coltivare OGM in Italia'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-6939500662708218007</id><published>2007-11-21T17:22:00.000Z</published><updated>2007-11-21T17:23:14.739Z</updated><title type='text'>OGM in Italia</title><content type='html'>In Italia l'agricoltura è caratterizzata dalla coltivazione di numerose piante con peculiarità alimentari che le distinguono da quelle del resto del mondo.&lt;br /&gt;Alcuni di queste, tra le più pregiate sono a rischio estinzione, perché gravemente danneggiate dalle infezioni microbiche e dalle intemperie, oltre a non essere in genere piante che si prestano alla produzione su larga scala.&lt;br /&gt;Tra queste abbiamo:&lt;br /&gt;- il pomodoro San Marzano&lt;br /&gt;- il &lt;a class="parole" href="http://www.torinoscienza.it/parole/apri?obj_id=291"&gt;riso Carnaroli&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- il melo della Valle d'Aosta&lt;br /&gt;- la vite dell'Oltrepo pavese&lt;br /&gt;Gli unici interventi possibili sono:&lt;br /&gt;- ampio e disseminato utilizzo di pesticidi e diserbanti&lt;br /&gt;- interventi di protezione dalle condizioni avverse dell'ambiente&lt;br /&gt;- modificazione genetica che corregga il difetto&lt;br /&gt;Indubbiamente il capitale investito in Italia in questo settore è estremamente basso rispetto a quello statunitense, ma l'interesse crescente sulle possibilità insite in questa nuova tecnologia ha coinvolto molte organizzazioni del settore privato.&lt;br /&gt;Infatti tra il 1990 e il 1998 sono state concesse delle autorizzazioni a esperimenti in campo di OGM, di cui ben il 73,1% è stato concesso a privati. L'atteggiamento politico degli anni seguenti ha però azzerato la concessione di autorizzazioni, facendo balzare l'Italia dal secondo posto dopo la Francia in questo campo, alla coda della classifica per autorizzazioni.&lt;br /&gt;Dal punto di vista legislativo, comunque, la situazione è paradossale.&lt;br /&gt;In alcune regioni (Veneto, Toscana, Lazio, Puglia e alcuni comuni romani) è stata vietata la coltivazione di OGM, ma questa è già impossibile in quanto nessun semento geneticamente modificato è stato finora registrato. Nel momento in cui questo avverrà, si verificherà un'assurda disparità fra i coltivatori di regioni diverse.&lt;br /&gt;Infine nonostante sia vietata la produzione, non esiste una legge che ne vieti l'importazione, infatti mais e soia transgenica di derivazione oltreoceano pullulano allegramente sulle nostre tavole, anche perché non essendoci nessun rischio finora accertato né prevedibile in seguito al loro utilizzo, non sarebbe giustificabile nei confronti degli Stati Uniti l'embargo totale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.torinoscienza.it/dossier/apri?obj_id=672"&gt;http://www.torinoscienza.it/dossier/apri?obj_id=672&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-6939500662708218007?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/6939500662708218007/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=6939500662708218007' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/6939500662708218007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/6939500662708218007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/ogm-in-italia.html' title='OGM in Italia'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-9216545092864731020</id><published>2007-11-20T15:31:00.000Z</published><updated>2007-11-20T15:35:11.598Z</updated><title type='text'>MON863, continua lo scandalo</title><content type='html'>&lt;h2&gt;Adesso anche l'Efsa ammette la necessità di una maggiore ricerca sul mais Ogm della Monsanto&lt;/h2&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="teaser-para"&gt;       &lt;span class="city"&gt;Roma&lt;/span&gt;, &lt;span class="country"&gt;Italia&lt;/span&gt; — Da tempo Greenpeace sostiene che il mais Ogm della Monsanto MON863 non è un prodotto sicuro. Soltanto ieri l'Efsa ha ammesso pubblicamente che è necessaria una maggiore ricerca sul MON863. In precedenza la stessa Efsa aveva minimizzato le scoperte fatte dai ricercatori indipendenti: è chiaro che il sistema autorizzativo degli Ogm non funziona. &lt;/p&gt;          &lt;div class="body"&gt;               &lt;p&gt;L'Efsa – l'Autorità europea per la sicurezza alimentare - ha discusso il caso del MON863 in una riunione del Panel Ogm il 22 e 23 marzo scorso. Con una &lt;a href="http://www.efsa.europa.eu/en/press_room/press_statements/mon863.html"&gt;breve dichiarazione&lt;/a&gt;, pubblicata sul proprio sito web, in sordina, ha successivamente annunciato la necessità di un nuovo esame dello studio sul mais Ogm della Monsanto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La Commissione europea, infatti, aveva chiesto all'Efsa di esaminare con attenzione lo studio del CRIIGEN, reso noto da Greenpeace, sul mais della Monsanto MON863 e di rivedere il proprio parere positivo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dallo &lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/news/rischio-mon863"&gt;studio&lt;/a&gt; – recentemente pubblicato sulla rivista scientifica "Archives of Environmental Contamination and Toxicology" – risultano, infatti, segni di tossicità su fegato e reni delle cavie nutrite con questo mais Ogm. E' la prima volta che un prodotto transgenico, autorizzato per il consumo umano e animale, mostra segni di tossicità per gli organi interni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo scandalo dimostra che spesso i dati forniti dalle aziende biotech vengono assunti acriticamente. Senza considerare le opinioni scientifiche divergenti. E i possibili impatti a lungo termine sull'ambiente e la salute. &lt;span&gt;Il sistema autorizzativo degli OGM non è più credibile&lt;/span&gt;. Un prodotto altamente rischioso è stato approvato per il consumo umano, nonostante l'evidenza dei possibili rischi.&lt;/p&gt; &lt;div class="alert"&gt;&lt;h3&gt;Il principio di precauzione deve avere la precedenza sugli interessi di multinazionali come la Monsanto.&lt;/h3&gt;&lt;/div&gt; &lt;p&gt;Secondo Greenpeace, bisogna immediatamente ritirare dal mercato il mais Monsanto MON863. I governi nazionali, inoltre, dovono agire con urgenza per rivalutare gli altri Ogm attualmente autorizzati, oltre a rivedere i metodi analitici impiegati.&lt;/p&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-9216545092864731020?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.greenpeace.org/italy/news/efsa-mon863' title='MON863, continua lo scandalo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/9216545092864731020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=9216545092864731020' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/9216545092864731020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/9216545092864731020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/mon863-continua-lo-scandalo.html' title='MON863, continua lo scandalo'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-1981595152128006859</id><published>2007-11-20T15:27:00.000Z</published><updated>2007-11-20T15:28:07.770Z</updated><title type='text'>Pericolo OGM. Doppia azione in Romania e Francia</title><content type='html'>&lt;p class="teaser-para"&gt;       &lt;span class="country"&gt;International&lt;/span&gt; — Questa mattina, gli attivisti di Greenpeace hanno messo in quarantena Braila, un'isola rumena sul Danubio dove si coltiva illegalmente soia OGM. Anche tre volontari italiani hanno partecipato alla protesta. In Francia, invece, è stato marcato in rosso un intero campo di mais transgenico MON810. In Europa il rischio di contaminazioni OGM continua a essere elevato. &lt;/p&gt;                       &lt;p&gt;In &lt;span&gt;Romania&lt;/span&gt; l'azione è cominciata alle ore 8.00. 30 attivisti hanno bloccato il porto di Braila e costruito una "stazione di decontaminazione" per tutti i veicoli che lasciano l'isola, con l'obiettivo di scongiurare la diffusione della contaminazione genetica. I veicoli che trasportano raccolti OGM dall'isola saranno consegnati alle autorità rumene. I climber hanno steso anche uno striscione di 20 metri con il messaggio "Stop OGM". In &lt;span&gt;Francia&lt;/span&gt; i volontari, marchiando di rosso il campo di mais OGM MON810, lo hanno reso chiaramente identificabile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non è la prima volta che Greenpeace scopre &lt;span&gt;coltivazioni OGM illegali&lt;/span&gt; che mettono a serio rischio l'ambiente, la biodiversità e la salute umana. Gli europei non vogliono cibo transgenico nei loro piatti. I Governi devono immediatamente individuare e bloccare tutti questi prodotti prima che entrino nella filiera alimentare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In Italia, il prossimo 15 settembre, partirà il grande dibattito pubblico promosso dalla Coalizione &lt;a href="http://www.liberidaogm.org/"&gt;"ItaliaEuropa - Liberi da Ogm"&lt;/a&gt; affinché l'agricoltura italiana sia basata su qualità, sicurezza, libera da OGM.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Greenpeace chiede alla Commissione europea e ai Paesi Membri di:&lt;/p&gt; &lt;ul class="custom"&gt;&lt;li&gt;decontaminare immediatamente l'ambiente e la catena alimentare da qualsiasi organismo geneticamente modificato, e garantire che vengano adottate misure adeguate per impedire ulteriori contaminazioni.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;proteggere e sostenere l'agricoltura e il cibo dalla minaccia degli OGM, mettendo al bando l'importazione e la coltivazione di tutte le colture OGM.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-1981595152128006859?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.greenpeace.org/italy/news/traila-ogm' title='Pericolo OGM. Doppia azione in Romania e Francia'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/1981595152128006859/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=1981595152128006859' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/1981595152128006859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/1981595152128006859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/pericolo-ogm-doppia-azione-in-romania-e.html' title='Pericolo OGM. Doppia azione in Romania e Francia'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-4879911364900836789</id><published>2007-11-20T15:25:00.000Z</published><updated>2007-11-20T15:26:41.560Z</updated><title type='text'>Campi OGM. Api in फुगा http://www.greenpeace.org/italy/news/ogm-api</title><content type='html'>&lt;p class="teaser-para"&gt;       &lt;span class="city"&gt;Roma&lt;/span&gt;, &lt;span class="country"&gt;Italia&lt;/span&gt; — Le api lo sanno che bisogna stare alla larga dagli Ogm! Una ricerca canadese rivela, infatti, che nei campi di colza geneticamente modificata si è verificata una forte riduzione del numero delle api presenti insieme a un forte deficit nell'attività di impollinazione. &lt;/p&gt;          &lt;div class="body"&gt;           &lt;p&gt;Le api - insetti fondamentali per la loro attività di impollinazione - sono un bioindicatore della qualità degli agrosistemi. &lt;span&gt;La loro fuga dai campi biotech è un segnale grave&lt;/span&gt; che l'agricoltura non può ignorare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questa preoccupante notizia conferma per l'ennesima volta che le coltivazioni Ogm rappresentano una minaccia per la biodiversità e per la libertà di scelta di consumatori e agricoltori.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il recente rapporto di Greenpeace &lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/rapporto-coesistenza" target="_blank"&gt;"Coesistenza impossibile"&lt;/a&gt; dimostra, sulla base di analisi di laboratorio e campionature in quaranta campi di mais spagnoli, che le colture tradizionali e gli Ogm non possono coesistere. In almeno un quarto dei casi si è registrata la contaminazione non voluta da Ogm.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alcuni mesi fa in Spagna, Messico e Filippine gli attivisti hanno marchiato alcuni campi di mais con cerchi e lettere giganti per denunciare il rischio di contaminazione.&lt;/p&gt;&lt;object codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=5,0,0,0" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" height="312" width="430"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.greenpeace.it/planet/slideshow/slideshow.swf"&gt;&lt;param name="quality" value="high"&gt;&lt;param name="base" value="http://www.greenpeace.it/planet/slideshow/mais-ogm-041006/"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash" quality="high" base="http://www.greenpeace.it/planet/slideshow/mais-ogm-041006/" src="http://www.greenpeace.it/planet/slideshow/slideshow.swf" height="312" width="430"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="alert"&gt;Le api sanno distinguere le coltivazioni Ogm da quelle convenzionali. I consumatori, invece, non possono difendersi dai cibi contaminati né gli agricoltori possono proteggere i loro raccolti se i governi europei non garantiscono controlli sempre più rigorosi e normative efficaci.&lt;/div&gt;      &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-4879911364900836789?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/4879911364900836789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=4879911364900836789' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/4879911364900836789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/4879911364900836789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/campi-ogm-api-in-httpwwwgreenpeaceorgit.html' title='Campi OGM. Api in फुगा http://www.greenpeace.org/italy/news/ogm-api'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-2287521102643159241</id><published>2007-11-19T10:52:00.000Z</published><updated>2007-11-19T10:55:46.796Z</updated><title type='text'>INFERTILITA' FEMMINILE</title><content type='html'>&lt;p&gt;Una tappa fondamentale del processo riproduttivo femminile è la maturazione periodica  ed il rilascio dell’ovulo pronto per essere fecondato. A quest’evento seguono  dei mutamenti organici e funzionali che riguardano l’individuo nella sua globalità.  L’andamento di questi ritmi influenza notevolmente la natura della vita adulta  della donna. Il ciclo ovulatorio è governato ed accompagnato da caratteristici  livelli ormonali steroidei e proteici che si riflettono nei cambiamenti tipici  degli organi riproduttivi. Il ciclo ovulatorio è suddiviso in varie fasi per rendere  possibile la classificazione, la sovrapposizione, la registrazione ed il confronto  dei diversi parametri dello stesso. Ogni fase riflette un cambiamento organico  ed ormonale caratteristico facilmente definibile. I criteri che regolano tale  suddivisione permettono di riconoscere molte fasi differenti nel ciclo ovulatorio.  Queste essenzialmente sono:&lt;/p&gt; &lt;ol&gt;&lt;li value="0"&gt;La fase follicolare &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;La fase ovulatoria &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;La fase luteale &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p&gt; La prima comincia realmente 4-5 giorni prima dell’emorragia mestruale e dura  fino alla comparsa del picco del relativo ormone luteinizzante (LH) di metà ciclo,  durante tale periodo si ha il cosiddetto “reclutamento follicolare” nel quale  si ha il reclutamento follicolare, la sua crescita e la sua maturazione. Questa  fase è caratterizzata da elevati livelli di ormone follicolo-stimolante (FSH)  e bassi livelli di LH, di estrogeni e di progesterone durante il reclutamento  e la selezione. Questo processo è seguito da un incremento degli estrogeni durante  la crescita e la maturazione del follicolo “reclutato”.&lt;br /&gt;La fase &lt;b&gt;ovulatoria&lt;/b&gt; è contraddistinta dal picco di LH causato dagli estrogeni, seguito da una diminuzione  dei livelli di estrogeni e da un aumento dei livelli di progesterone.&lt;br /&gt;La fase &lt;b&gt;post-ovulatoria o luteale&lt;/b&gt; è caratterizzata da un aumento notevole di progesterone che raggiungono una  stabilità circa cinque giorni dopo l’ovulazione. L’associazione di estrogeni e  progesterone prepara l’utero per l’impianto dell’uovo fecondato ed inibisce l’ulteriore  produzione di LH e FSH che quindi si manterranno bassi durante la fase luteale. &lt;br /&gt;Se l’ovulazione è seguita dalla fecondazione e dal concepimento, entro il nono  giorno post-ovulatorio comparirà in circolo l’hCG (gonadotropina corionica umana)  che previene la regressione del corpo luteo e ne stimola la funzione. In assenza  di concepimento il corpo luteo regredisce ed i livelli di estrogeni e progesterone  diminuiscono intorno al decimo giorno dopo l’ovulazione causando lo sfaldamento  dell’endometrio (mestruazione) ed aumento dell’FSH determinando un nuovo reclutamento. &lt;br /&gt;Stimoli provenienti dall’ambiente esterno, come gli stimoli visivi ed olfattivi,  lo stress e gli stimoli interni causano il rilascio di neurotrasmettitori dalle  fibre nervose cerebrali.&lt;br /&gt;Gli ormoni steroidei prodotti dall’ovaio svolgono diverse funzioni:&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li value="0"&gt;Regolano la maturazione follicolare &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Determinano l’ambiente ormonale adatto per il trasporto e l’annidamento dell’uovo  fecondato &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Agiscono sull’ipofisi e sull’ipotalamo modulando la secrezione di FSH e di LH.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si è potuto determinare che un terzo della popolazione che femminile che si rivolge  ai centri per l’infertilità, in cerca di consigli, è affetto da insufficienza  ovulatoria. L’anovulatorietà può essere accompagnata da diversi disturbi mestruali,  la cui natura è direttamente correlata alle concentrazioni ed al tipo di fluttuazioni  degli steroidi ovarici. Esistono diversi farmaci che regolano il ciclo ed inducono  l’ovulazione ognuno dei quali può essere assunto secondo diversi dosaggi o schemi  di trattamento. Infatti, la terapia farmacologica va opportunamente studiata di  caso in caso da cui dipenderà il relativo successo. E’ quindi opportuno classificare  in maniera precisa i relativi casi. E’ superfluo dire che una completa analisi  della fertilità deve prendere in considerazione i fattori meccanici maschili,  immunologici e cervicali. La classificazione attuale raggruppa le donne in tale  condizione in 10 gruppi:&lt;/p&gt; &lt;ol&gt;&lt;li value="0"&gt;Donne con amenorrea primitiva o secondaria, con bassi livelli di gonadotropine  endogene e trascurabile attività estrogenica endogena (estrogeni urinari inferiori  a 10 mg/24 ore). &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Donne con anovulatorietà associata a vari disordini mestruali (inclusa l’amenorrea),  con un’apprezzabile attività estrogenica endogena (estrogeni urinari superiori  a 10 µg/24 ore) e con concentrazioni urinarie e sieriche di gonadotropine entro  valori normali. &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Donne con amenorrea primitiva o secondaria dovuta ad insufficienza ovarica associata  a bassa attività estrogena endogena e a livelli di gonadotropine patologicamente  elevati. &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Insufficienza ipotalamo-ipofisaria: donne con amenorrea senza evidente produzione  endogena di estrogeni, con livelli di prolattina non elevati, con livelli normali  o bassi di FSH e senza rilevabili lesioni espansiva nella regione ipotalamo-ipofisaria.  &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Disfunzione ipotalamo-ipofisaria: donne con vari disturbi del ciclo mestruale,  per esempio insufficienza della fase luteale, cicli anovulatori e amenorrea con  evidente produzione endogena di estrogeni, livelli normali di prolattina e FSH.  &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Insufficienza ovarica: donne con amenorrea senza evidente produzione ovarica  di estrogeni, con elevati livelli di FSH, ma normali livelli di prolattina. &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Disordini congeniti o acquisiti del tratto genitale: donne con amenorrea che  non rispondono con emorragia da sospensione a ripetute somministrazioni di estrogeni.  &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Donne fertili con iperprolattinemia e con lesioni espansive nella regione ipotalamo-ipofisaria:  donne con vari disturbi del ciclo mestruale, come ad esempio insufficienza della  fase luteale, cicli anovulatori o amenorrea, con elevati livelli di prolattina  e con lesioni espansive a livello ipotalamo-ipofisario. &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Donne infertili con iperprolattinemia senza evidenti lesioni espansive nella  regione ipotalamo-ipofisaria: analogamente al gruppo precedente, ma senza evidenti  lesioni della suddetta regione. &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Donne con amenorrea, con livelli di prolattina non elevati e con lesioni espansive  evidenti a livello ipotalamo-ipofisario: donne con bassa produzione endogena di  estrogeni e normali o bassi livelli di prolattina e di FSH. &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p&gt;Questa classificazione si basa principalmente su tre parametri: le concentrazioni  endogene di prolattina, di gonadotropine e di estrogeni. Si ritiene che le gonadotropine  urinarie rappresentino l’intera attività gonadotropa o, meglio ancora, si possono  dosare separatamente e specificatamente FSH e LH nel sangue. L’attività estrogena  endogena può essere valutata mediante la misurazione diretta degli estrogeni urinari  o plasmatici, o con metodi indiretti quali la biopsia endometriale ed il punteggio  cervicale, oppure attraverso la presenza o meno di emorragia uterina dopo la somministrazione  di progesterone.&lt;br /&gt;Una categoria particolare di anovulazione è la luteinizzazione precoce. Questa  condizione spesso non viene riconosciuta o viene erroneamente diagnosticata come  infertilità inspiegata, difetto della fase luteale o sindrome del follicolo luteinizzato  non rotto (LUF). Questa situazione accade se un picco di LH viene intempestivamente  determinato come risposta a concentrazioni crescenti di estrogeni, quando il follicolo  è ancora immaturo. La luteinizzazione precoce può essere diagnosticata solo se  un picco di LH viene individuato in presenza di un follicolo immaturo visualizzato  mediante ecografia.&lt;br /&gt;Altro punto da tenere in considerazione è il fattore cervicale. Per raggiungere  e quindi penetrare l’ovocita da fecondare, gli spermatozoi devono compiere un  percorso lungo e complicato attraverso il tratto genitale femminile. Allo scopo  di assicurare un adeguato ritmo produttivo, la natura ha sviluppato un complesso  sistema multifattoriale che protegge gli spermatozoi durante il loro passaggio  dalla vagina alle tube di Falloppio. Tra le componenti principali di questo sistema  figura la cervice uterina. Le funzioni principali della sua attività secretiva  nel processo di concepimento sono le seguenti:&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li value="0"&gt;Proteggere lo spermatozoo dall’ambiente ostile della vagina; &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Fornire l’energia aggiuntiva necessaria allo spermatozoo; &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Facilitare il passaggio dello sperma dalla vagina all’utero durante il periodo  periovulatorio e intervenire nel trasporto dello sperma in tutti gli altri momenti;  &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Operare una filtrazione selettiva degli spermatozoi morfologicamente anormali  impedendone l’avanzamento verso le parti superiori del tratto genitale femminile;  &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Preservare gli spermatozoi vitali entro le cripte cervicali e assicurare la loro  successiva liberazione nell’utero. Questa funzione assicura la disponibilità di  sperma vitale per un luogo periodo di tempo dopo l’eiaculazione e previene un  superaffollamento di spermatozoi nel luogo della fecondazione.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;!--ADS--&gt;   &lt;/p&gt;&lt;div class="ad-box"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;!--/ADS--&gt; Negli esseri umani, la cervice ha una struttura cilindrica di diversi  centimetri di lunghezza, composta principalmente da tessuto muscolare e fibroso.  Indicativamente al centro, la cervice uterina è perforata da un dotto longitudinale  denominato canale endocervicale. L’estremità prossimale del canale endocervicale  (orifizio cervicale interno) si apre nella cavità uterina, mentre l’estremità  distale (orifizio cervicale esterno) è situata nella parte superiore della vagina.  L’orifizio cervicale esterno è, usualmente, rivolto verso il fornice vaginale  posteriore. Dopo l’eiaculazione, l’orifizio esterno della cervice rimane immerso  nel liquido seminale deposto nel fornice vaginale posteriore. Il canale endocervicale  è rivestito da una membrana mucosa che forma un intricato sistema di pieghe e  recessi denominati cripte cervicali. E’ lo spazio più interno delle cripte cervicali  che immagazzina gli spermatozoi, ed è l’epitelio della mucosa che produce secrezioni  vitali per il sostegno ed il trasporto degli spermatozoi. Le cripte cervicali,  cioè le tasche e le pieghe dell’epitelio colonnare, possono correre in varie direzioni,  longitudinali, oblique o trasversali rispetto all’asse della cervice uterina.  Esse possono biforcarsi o dare origine a delle diramazioni laterali, ma di regola  non s’incrociano mai. Il numero, la dimensione e la localizzazione delle cripte  cervicali variano con l’età e sono influenzati dall’ambiente ormonale predominante  nelle varie fasi del ciclo mestruale. Il canale cervicale, inoltre, contiene delle  cellule secernenti muco la cui quantità e composizione dipende dal numero di cripte  e dalle concentrazioni degli ormoni sessuali.&lt;br /&gt;Il muco cervicale è una miscela di fluidi uterini, tubarici e follicolari, di  trasudato sanguigno e di secrezione dell’epitelio cervicale. I costituenti chimici  e di conseguenza le proprietà fisiche del muco subiscono drammatici cambiamenti  durante il ciclo mestruale in risposta alle diverse concentrazioni e rapporti  fra estrogeni e progesterone. Il muco cervicale è un gel acquoso composto da una  matrice proteica e dal plasma cervicale. Entrambi i componenti sono molto ricchi  d’acqua di cui sono composti intorno all’85-95%. Quest’ultima agisce da mezzo  idratante per la matrice proteica insolubile ad alta viscosità e da veicolo per  le molecole solubili del plasma cervicale. Gli estrogeni aumentano mentre il progesterone  diminuisce il contenuto di acqua del muco cervicale. I costituenti solubili del  muco cervicale sono numerosi, sali inorganici (soprattutto cloruro di sodio, potassio,  rame, zinco, calcio, magnesio, ecc.), composti a basso peso molecolare come: maltosio,  proteine e lipidi. Il compito principale di questi componenti consiste nel fornire  un mezzo adeguato alla preservazione ed alla migrazione dello sperma.&lt;br /&gt;Nel tessuto cervicale sono presenti anche cellule plasmatiche produttrici di  IgG e IgM, proprio il fatto che il muco possa contenere delle immunoglobuline,  cioè anticorpi specifici, indica che in certe condizioni, gli anticorpi in questione  possono impedire la fertilità interferendo nella migrazione e nella vitalità dello  sperma. La parte centrale del muco cervicale, che ne determina l’aspetto a gel  e gran parte delle proprietà fisiche, è costituita da una macromolecola denominata  mucina. La produzione di mucina è stimolata dagli estrogeni, ma le proprietà finali  del muco dipendono dal rapporto estrogeni/progesterone che, da un lato, determina  la quantità, dall’altro la sua viscosità. Inoltre, acqua, elettroliti, proteine  solubili ed altre sostanze provenienti dai vasi sanguigni determinano la composizione  finale del muco e di conseguenza le sue proprietà necessarie a svolgere la sua  funzione biologica principale e cioè permettere la penetrabilità allo sperma.  La penetrazione dello sperma dalla riserva vaginale all’utero è una funzione caratterizzata  da almeno 3 differenti aspetti: &lt;ol&gt;&lt;li value="0"&gt;La capacità delle unità secretrici cervicali di produrre muco in quantità adeguate  e con idonee proprietà fisiche e reologiche; &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;La natura dell’eiaculato, con particolare riguardo al numero ed alla motilità  degli spermatozoi. &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Il numero, la dimensione e la capacità funzionale delle cripte cervicali. &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p&gt;L’eiaculato umano contiene mediamente da 100 a 500 milioni di spermatozoi che  vengono depositati nel fornice vaginale e sulla cervice. La prima porzione dell’eiaculato,  contenente lo sperma alla massima concentrazione, può penetrare il muco cervicale  molto rapidamente. La porzione che rimane in vagina si coagula immediatamente,  in maniera da proteggere lo sperma dagli effetti negativi dovuti al basso pH presente.  Dopo la liquefazione del coagulo, in seguito all’azione degli enzimi proteolitici  seminali, la massa di sperma entra nella cervice uterina ed inizia la migrazione  verso la parte superiore, dove le cripte vengono colonizzate entro due ore dall’inseminazione.  E’ stato dimostrato che solo gli spermatozoi vivi raggiungono le cripte cervicali,  per poi migrare nell’utero, mentre quelli morti rimangono nel canale dove i leucociti  presenti possono efficacemente eliminarli. Inoltre il muco cervicale è indubbiamente  uno dei mezzi migliori per garantire la motilità degli spermatozoi, infatti, sono  stati ritrovati spermatozoi mobili nel canale cervicale fino a 205 ore dopo il  coito. Le predette osservazioni sembrano indicare, in modo convincente, che la  cervice uterina e la sua secrezione fungano sia da serbatoio che da selettore  di spermatozoi.&lt;br /&gt;Le condizioni patologiche che compromettono una qualsiasi delle complicate funzioni  della cervice, possono causare un’alterazione della penetrazione dello sperma  e quindi infertilità. Tra tutte le possibili alterazioni cause d’infertilità solo  il trasporto alterato dello sperma rappresenta una malattia della cervice uterina.  Per una valutazione del muco esistono diversi test, tra questi il test postcoitale  (PCT) che si basa sulla valutazione del numero di spermatozoi in movimento qualche  ora dopo il coito.&lt;br /&gt;L’approccio generale alla classificazione ed al trattamento dell’infertilità  dovuta ad un’alterazione della funzione cervicale può essere sintetizzato nei  seguenti termini:&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li value="0"&gt;Nei casi di ridotta penetrazione spermatica dovuta a deficienza estrogenica,  la valutazione del fattore cervicale rivela una risposta normale della mucosa  endocervicale alla stimolazione esogena. Dopo la somministrazione di etinilestradiolo,  viene prodotto un muco abbondante, con qualità fisiche e biologiche normali. In  questi casi, il fattore cervicale è normale, e l’induzione dell’ovulazione con  gonadotropine umane determinerà una corretta stimolazione della cervice, una produzione  di muco adeguato ed una normale penetrazione spermatica. Test postcoitali persistentemente  negativi, concomitanti con la ridotta penetrazione dello sperma del marito attraverso  il muco della moglie e dell’eventuale donatrice, indicano un difetto spermatico  che può essere più o meno evidenziato all’esame del liquido seminale. &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Nei casi di test postcoitali anormali che mostrano ripetutamente un’assenza totale  di sperma nel muco cervicale, ma in cui risulti un buon muco cervicale facilmente  penetrabile dallo sperma del marito in vitro, il problema principale riguarda  un’alterazione della deposizione spermatica. In casi rari e facilmente diagnosticabili,  una deposizione spermatica alterata può essere imputata a ragioni anatomiche,  quali differenti gradi di ipospadia, malposizione cervicale o prolasso uterino  grave. Nella maggior parte dei casi essa deriva da una funzione sessuale impedita.  Tecniche coitali errate o impotenza celata o non comunicata sono le cause principali  di questa alterazione. In tali casi, l’inseminazione artificiale con sperma del  partner rappresenta il trattamento più efficace. Va ricordato che questa terapia  costituisce semplicemente una soluzione medica efficace e non deve essere mai  applicata senza una concomitante terapia psicologica e/o sessuologica. &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;La mancanza di una risposta da parte delle cripte endocervicali alla stimolazione  estrogenica (dismucorrea) può costituire la sequela tardiva di un processo infiammatorio  o la conseguenza di tecniche chirurgiche quali la conizzazione, l’amputazione  o l’elettrocoagulazione della cervice uterina. Una delle tecniche che trova maggiore  risultato è l’inseminazione intrauterina, utilizzando sia l’eiaculato frazionato  che lo sperma “purificato” del marito.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il trattamento dell’ostilità del muco cervicale, cioè l’incompatibilità immunologia  tra spermatozoi e secrezione cervicale è tuttora oggetto di discussione. Sono  state proposte terapie a base di corticostreoidi, l’inseminazione intrauterina  o rapporti sessuali protetti (condor) al fine di stimolare la produzione di muco,  ma infine si può sostenere che l’esatto meccanismo che regola la produzione di  muco cervicale non è ancora del tutto chiarito. Così come molte interazioni sperma/muco  e le informazioni sulle cause immunologiche. Di certo si può sostenere che nel  complesso meccanismo che regola la fecondazione non è quasi mai possibile individuare  una singola causa ma diverse insieme ed è quindi necessaria un’attenta valutazione  di tutto il sistema.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Titoli_interni"&gt;Bibliografia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li value="0"&gt;Bettendorf G. Braendle W. - Effect of gonadotrpin treatment during inhibited  pituitari function - New York. &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Gemzell CA - Outcome of pregnancy in women with pituitary adenoma - Fertil. Steril  31:363 &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Maia H Jr Barbossa IC - induction of ovulation with epimestrol and clomiphene  in patients resistant to clomiphene alone. - Abstract of 11th World congress on  fertility and sterility - Dublin. &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Rabau E. Lunenfeld B. Insler V - The treatment of fertility disturbances with  special reference to the use of human gonadotropins - fertility disturbances in  men and women - Basel &lt;/li&gt;&lt;li value="0"&gt;Schimidt SS Schoysman R. Stewart BH - Surgical approaches to male infertility  - Mosby St Louis.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-2287521102643159241?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.benessere.com/sessuologia/arg00/infertilita_femminile.htm' title='INFERTILITA&apos; FEMMINILE'/><link rel='enclosure' type='text/html' href='http://www.benessere.com/sessuologia/arg00/infertilita_femminile.htm' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/2287521102643159241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=2287521102643159241' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/2287521102643159241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/2287521102643159241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/infertilita-femminile.html' title='INFERTILITA&apos; FEMMINILE'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-746060173020349546</id><published>2007-11-12T23:11:00.000Z</published><updated>2007-11-12T23:43:11.733Z</updated><title type='text'>infertilità maschile</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/Rzjd38Li83I/AAAAAAAAABM/8ASf2OcPUeA/s1600-h/embrio4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/Rzjd38Li83I/AAAAAAAAABM/8ASf2OcPUeA/s320/embrio4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5132095728505779058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La medicina della riproduzione ha permesso negli ultimi tempi di risolvere problemi di infertilità maschile che solo pochi anni fa parevano insolubili. Nonostante ciò l'uomo può essere definito un animale poco fertile. Una giovane coppia senza problemi di salute che ha regolari rapporti senza precauzioni contraccettive, non ha più del 25% di possibilità di gravidanza ogni mese.&lt;br /&gt;Il percorso diagnostico è rappresentato dall'anamnesi, dall'esame obiettivo, dall'esame del liquido seminale e dal dosaggio dell'FSH&lt;br /&gt;Una attenta anannesi dell'uomo con problemi di sterilità può fornire utili indicazioni per un inquadramento generale.&lt;br /&gt;Vanno ricercate malattie veneree, infiammazione acute e croniche alla prostata e alle vescicole seminali.&lt;br /&gt;La parotite, quando si manifesta dopo la pubertà può causare orchite bilaterale il cui risultato è un'atrofia testicolare irreversibile con azoospermia (assenza di spermatozoi).&lt;br /&gt;La tubercolosi può colpire vie spermatiche, dotto deferente ed epididimo causando ostruzione non correggibile chirurgicamente.&lt;br /&gt;Il diabete nell'uomo può provocare alterazioni della fertilità e della dinamica dell'eiaculazione.&lt;br /&gt;La fibrosi cistica spesso comporta assenza congenita del dotto deferente e della vescichette seminali.&lt;br /&gt;Deve poi essere raccolta una attenta anamnesi che includa l'abuso dei farmaci e l'esposizione a sostanze tossiche quali pesticidi dell'agricoltura, solventi presenti in vernici, esposizione a metalli pesanti (mercurio, arsenico, piombo, cadmio, et.), esposizione a radiazioni e temperature elevate.&lt;br /&gt;Vanno indagate la libido, l'erezione e l'eiaculazione in modo da escludere cause da impotenza coeundi.&lt;br /&gt;kkkk&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;).&lt;br /&gt;ESAME OBIETTIVO&lt;br /&gt;La visita comprende la palpazione scrotale, l'apprezzamento del volume testicolare, l'esplorazione rettale per la valutazione della prostata. La valutazione del volume testicolare è particolarmente importante perche' è espressione della quantità di tubuli seminiferi attivi mentre una sua riduzione (meno di 15 ml) può essere indice di un danno testicolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ESAME del LIQUIDO SEMINALE&lt;br /&gt;L'esame seminale o spermiogramma è l'indagine di laboratorio fondamentale a cui deve essere sottoposto l'uomo con problemi di fertilità. Esso può evidenziare un problema di cui si deve tendere ad identificare la causa.&lt;br /&gt;Vi è comunque da tenere presente l'alta variabilità dei risultati per cui in presenza di un esame anomalo esso deve essere ripetuto a distanza di tempo. Vi sono infatti fattori che possono alterare il seminale quali l'assunzione di antibiotici, periodi di febbre alta precedenti l'esame, il trasporto impreciso del seme al laboratorio.&lt;br /&gt;Lo spermiogramma può mettere in evidenza un ridotto numero di spermatozoi : si tratta di oligospermia se il numero di spermatozoi è inferiore a venti milioni per ml.&lt;br /&gt;Si definisce azoospermia la mancanza totale di spermatozoi ed aspermia l'assenza di liquido seminale (per esempio a causa di una ostruzione).&lt;br /&gt;Si parla di astenospermia quando è ridotta la motilità degli spermatozoi per cui essi non sono in grado di raggiungere l'ovocita a livello tubarico.&lt;br /&gt;Ci possono poi essere difetti nella forma (teratozoospermia ) cosicchè uno spermatozoo è incapace di penetrare all'interno dell'ovocita.&lt;br /&gt;L'esame seminale alterato andrebbe completato a nostro avviso con la spermiocultura per evidenziare eventuali germi presenti e con la ricerca di anticorpi antispermatozoi mediante il test di agglutinazione mista (MAR test)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;kk&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;kk&lt;br /&gt;DOSAGGI ORMONALI&lt;br /&gt;Il dosaggio dell'FSH mediante un semplice prelievo di sangue, rappresenta il rilievo fondamentale per l'orientamento diagnostico: alti valori di FSH indicano un danno testicolare primitivo; bassi valori associati ad azoospermia o a oligozoospermia severa sono sospetti per un'ipogonadismo ipogonadotropo; valori normali di FSH sono d'altra parte presenti in forme ostruttive e talora in casi di azzoospermia con danno testicolare primitivo.&lt;br /&gt;A completamento dell'indagine ormonale può essere utile il dosaggio di Prolattina; LH e Testosterone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STUDI GENETICI&lt;br /&gt;L'esame del cariotipo deve essere eseguito in tutti i maschi infertili con un numero di spermatozoi nel seminale inferiore a dieci milioni/ml e ciò in considerazione che le anomalie cromosomiche sono dieci volte più frequenti nei maschi infertili (5,3%) rispetto alla popolazione normale(0,6%).&lt;br /&gt;Lo studio delle microdelezioni del cromosoma y è consigliatoa tutti i soggetti con un numero di spermatozoi inferiore a 5 milioni/ml; l'analisi della letteratura mostra un'incidenza di circa il 10%di microdelezioni nei soggetti azoospermici e del 5-7% dei soggetti oligozoospermici.Non si ritrovano generalmente microdelezioni nei soggetti con seminale normale a riprova che le microdelazioni sono strettamente associate a un danno della spermatogenesi.&lt;br /&gt;Lo studio delle microdelezioni è anche un indice prognostico per il ritrovamento di spermatozoi nel testicolo o nell'epididimo (TESA,PESA) tramite un ago - aspirato ambulatoriale per poterli poi iniettare negli ovociti tramite la ICSI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;kk&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;kk&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ESAMI STRUMENTALI COMPLEMENTARI&lt;br /&gt;In base agli esiti dell'esame seminale o per sospetti clinici particolari possono essere richiesti dal medico esami strumentali aggiuntivi quali:&lt;br /&gt;- Ecografia scrotale e del testicolo, per diagnosticare alcune anomalie tra cui l'agenesia dei vasi deferenti, le patologie dell'epididimo, tumori testicolari misconosciuti, spermatocele etc.&lt;br /&gt;- Ecografia trans-rettale per diagnosticare una eventuale agenesia delle vescichette seminali e dei vasi deferenti, patologie prostatiche quali prostatite, ascesso prostatico, ipertrofia prostatica oltrechè forme ostruttive acquisite delle vie seminali distali&lt;br /&gt;- Eco-Doppler: per la diagnosi e la valutazione dell'entità di un varicocele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE SOLUZIONI TERAPEUTICHE ALLA INFERTILITA' MASCHILE&lt;br /&gt;In seguito ai progressi fatti negli ultimi anni, soggetti precedentemente definiti "sterili senza speranza" possono diventare fertili grazie ai nuovi approcci terapeutici in Medicina della Riproduzione.&lt;br /&gt;Purtroppo esistono comportamenti altamente criticabili da parte di medici che senza ricercare le vere cause della sterilità ricorrono immediatamente alla fecondazione assistita.&lt;br /&gt;La fecondazione assistita (FIVET/ICSI )non è il primo passo del trattamento della sterilità. Essa diventa indispensabile solo se le tube sono chiuse o se il numero e la motilità degli spermatozoi sono ridotti a valori estremi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi sono varie situazioni intermedie in cui i valori dell'esame seminale possono essere migliorati con terapie mediche (noi consigliamo di non sottovalutare aprioristicamente anche l'apporto della medicina naturale) in modo da poter ricorrere a tecniche meno impegnative della ICSI/TESE-ICSI.&lt;br /&gt;E' anche il caso di ricordare in questa sede che esistono quadri di azoospermia (assenza di spermatozoi) curabili con terapia medica (ipogonadismo ipogonadotropo).&lt;br /&gt;In ogni caso per avere più probabilita'di gravidanza e soprattutto di "avere un bambino in braccio "nella nostra esperienza, dati alla mano, bisogna potenziare il potere fecondante degli spermatozoi nel maschio e mimare nella donna il più possibile ciò che avviene in natura e comunque dando precedenza alle tecniche meno invasive che comportano minore stimolazione alla donna e quindi minori rischi di gravidanze gemellari ed iperstimolazione.&lt;br /&gt;A ciò si aggiungono alcuni consigli quali moderare il fumo e l'alcool, evitare processi lavorativi e sostanze lesive per gli spermatozoi, evitare un innalzamento della temperatura a livello dei testicoli con biancheria intima e pantaloni comodi।Naturalmente bandire l'abuso di farmaci non strettamente necessari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.fecondazione.org/inf_maschile.htm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-746060173020349546?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/746060173020349546/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=746060173020349546' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/746060173020349546'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/746060173020349546'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/infertilit-maschile.html' title='infertilità maschile'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/Rzjd38Li83I/AAAAAAAAABM/8ASf2OcPUeA/s72-c/embrio4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-3053490134346103666</id><published>2007-11-12T11:30:00.000Z</published><updated>2007-11-12T11:38:35.641Z</updated><title type='text'>“Fecondazione assistita”</title><content type='html'>Mettendo il video del giorno, oggi ho deciso di orientare questo blog su qualcosa che fa parlare molto, che ha provocato un vero e proprio moto di diffusione sia scientifica sia mala informazione prodotta dai media televisivi, dalla Chiesa e da tutte quelle istituzioni o scuole di pensiero che sono a favore o contro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ci si è messo un Referendum di dubbia incomprensione, dove oltre la difficoltà oggetiva di comprendere il senso del quesito referendario, c'è stata anche la difficoltà di spiegare a chi nulla sa a riguardo di cosa si stava parlando.&lt;br /&gt;Ho trovato su questo sito questo articolo di un livello di comprensione molto semplice, ve lo posto ma mi piacerebbe saperei vostri pensieri a riguardo.&lt;br /&gt;Il video "Ogni spermatozoo è Sacro" è un pò pesante ma credo riassuma pienamente la situazione odierna tra scienza e Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/Rzg7G8Li82I/AAAAAAAAABE/MAThZD_jUuU/s1600-h/fecondazione-assistita.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/Rzg7G8Li82I/AAAAAAAAABE/MAThZD_jUuU/s320/fecondazione-assistita.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5131916765808489314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’espressione “Fecondazione assistita” indica le procedure capaci di permettere e favorire la fecondazione di una cellula uovo di una donna da parte di spermatozoi maschili nel caso in cui essa non avvenga in modo naturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una data da ricordare è sicuramente il 25/7/1978: nasce Louise Brown la prima bambina concepita in provetta con la tecnica denominata “fecondazione artificiale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le tecniche di fecondazione assistita possono dividersi in due tipi principali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)     Fecondazione assistita in vivo: le modalità utilizzate per questo tipo di fecondazione sono l’inseminazione artificiale e la cosiddetta GIFT.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’inseminazione artificiale prevede, al di là delle differenze metodologiche, l’iniezione degli spermatozoi ( del partner se è omologa, di un donatore se è eterologa ), nelle vie genitali della donna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La GIFT, invece, avviene attraverso il trasferimento intratubarico dei gameti: si iniettano cioè, all’interno delle tube femminili sia gli spermatozoi ( del marito o di un donatore ) che le cellule uovo ( della donna stessa o di una donatrice ).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2)     Fecondazione assistita in vitro: con questo tipo di fecondazione si cambia il luogo dell’inizio della formazione delle prime cellule embrionali che non avviene più all’interno della donna, ma in provetta. La principale tecnica utilizzata la cosiddetta F.I.V.E.T. ( fecondazione in vitro ed embrio-transfer ). È un procedimento complesso ed invasivo ( soprattutto per il corpo femminile ) che si svolge in due fasi: l’incontro dei gameti (le cellule riproduttive maschili e femminili) in provetta ( F.I.V. ) ed il successivo trasferimento degli embrioni che si sono formati nell’utero ( E.T. ).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ovaie della donna sono sottoposte al trattamento di agenti farmacologici ed a vari cicli di controlli e terapie generalmente quotidiane. Dopo 34-36 ore, in anestesia generale, viene effettuata l’aspirazione degli oociti (i gameti femminili o cellule uovo). Entro 18 ore può avvenire il processo di fecondazione che si compie all’interno di provette. Gli embrioni selezionati ( di solito due o tre ) sono quindi trasferiti nell’utero femminile ( o nelle tube di Falloppio ).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Le questioni aperte”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La “fecondazione in vivo” omologa (i gameti appartengono ad entrambi i partner), sembra comportare esclusivamente problemi legati all’intrusione medica nell’intimità del rapporto di coppia, ed alla manipolazione del corpo ( soprattutto femminile ).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella eterologa (i gameti appartengono a dei donatori), invece, solleva questioni molto più complesse, soprattutto di natura giuridica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni degli interrogativi che si potrebbero porre riguardano la paternità (nel caso il donatore sia un uomo) o la maternità (nel caso il donatore sia una donna) di un bambino: che diritti ha il donatore nei confronti del bambino? Ha diritto il bambino a conoscere il padre biologico? Sono tenuti il padre, la madre ed il bambino a conoscere l’identità dei donatori, in virtù anche del fatto che il nascituro avrà il corredo genetico del genitore biologico?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riguardo questa domanda è opportuno ricordare che la scienza medica non è ancora in grado di escludere con certezza se un gamete maschile o femminile possa essere portatore di una qualche forma di patologia: le tecniche di oggi potrebbero essere capaci di individuare o escludere solo alcuni tipi di malattia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, il fatto che la fecondazione in vivo lasci l’atto del concepimento della vita umana all’interno del grembo materno, evita un complesso numero di problematiche proprie della fecondazione in vitro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fecondazione in vitro richiama alla mente motivi faustiani: questa tecnica, come i versi del poeta tedesco Goethe, sembra rispondere alla volontà di appropriazione dell’origine, spostando i luoghi del concepimento tra laboratori e provette, aprendo le possibilità di intervento e manipolazione sull’origine stessa della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, da non trascurare è il problema di quella che è stata definita la “medicalizzazione della vita”: l’autonomia del singolo, la sua stessa possibilità di agire, sembrano cedere il posto alle scelte del “tecnico della vita”, un uomo anch’egli, ma investito di una sacra autorità che gli permette di gestire e controllare opportunità e modalità esistenziali di altri esseri umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò comporta l’entrata in gioco del fattore medico all’interno del rapporto di coppia, la scelta, delegata a canoni presupposti scientifici, tra la vita, la morte e la crioconservazione (congelamento) degli embrioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il problema degli embrioni”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Particolare attenzione merita la questione relativa agli embrioni prodotti dalla tecnica di fecondazione artificiale in vitro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda fondamentale è: è possibile attribuire all’embrione umano lo status di “persona” ( e quindi preservarlo da qualsiasi manipolazione)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci si chiede se sia giusto riconoscere all’embrione umano i diritti  propri degli individui sviluppati, primo fra tutti il diritto inequivocabile alla vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il concetto di “persona” presenta esso stesso delle difficoltà inerenti alla sua stessa definizione, difficoltà non da poco. Sono, infatti, diversi gli intendimenti di tale concetto e per molti versi gli uni opposti radicalmente agli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel dibattito odierno sullo status da attribuire all’embrione si affermano due ipotesi contrapposte:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         La posizione, sostenuta principalmente dal Cattolicesimo, che attribuisce all’embrione lo stato giuridico di persona sin dalla formazione delle sue prime cellule basandosi sulla sacralità della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         La posizione convenzionalmente definita laica (ma non mancano tra i suoi sostenitori diversi religiosi ), che ritiene l’embrione al suo stato iniziale come un agglomerato di cellule privo di caratteristiche tali (ad esempio l’autocoscienza) da poterlo riconoscere come persona. Tuttavia i sostenitori di questa ipotesi hanno stabilito convenzionalmente un limite massimo di 14 giorni per poter intervenire sull’embrione. Intorno al 13-14 giorno compare la cosiddetta “stria primitiva”, segno di una primitiva diversificazione specialistica delle cellule che compongono l’embrione. Prima di tale periodo le cellule staminali embrionali sono definite “totipotenti” cioè capaci di potersi sviluppare in qualsiasi tipo di tessuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi due atteggiamenti si confrontano, spesso anche con toni aspri, in virtù del fatto che i sostenitori della seconda posizione ritengono la prima una sorta di freno allo sviluppo scientifico: una volta non riconosciuto l’embrione come persona sarebbe possibile, sulla base di alcuni studi scientifici, attraverso lo studio delle cellule staminali totipotenti trovare una cura per le malattie oggi incurabili. Alcuni scienziati ipotizzano, infatti, di poter controllare lo sviluppo di queste cellule verso una determinata e voluta specializzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I propugnatori della personalità dell’embrione ribattono che gli studi in questo versante sono del tutto incerti facendo anche notare l’altissima propensione a mutarsi in cellule cancerogene delle cellule staminali totipotenti. Principalmente, inoltre, la loro avversione è dovuta anche al fatto che lo studio di queste cellule comporta la soppressione dell’embrione  stesso al momento del loro prelievo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risulta chiara la totale incompatibilità con una visione personalistica dell’embrione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È opportuno ricordare che, oltre alle cellule staminali embrionali, esistono altri due tipi di staminali sui quali è comunque rivolta la ricerca scientifica:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         le cellule staminali presenti nel sangue del cordone ombelicale;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         le cellule staminali fetali che sono ricavate da aborti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo studio di queste cellule potrebbe, comunque, per ammissione dell’intera comunità scientifica, risolvere i medesimi problemi che la ricerca sulle cellule staminali embrionali si propone di superare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sperimentazione su quest’ultime non esaurisce il campo di ricerca avente come oggetto gli embrioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le moderne tecnologie, accompagnate dalle conoscenze in materia di corredo genetico che esse stesse hanno consentito, rendono possibile prevedere in anticipo alcune eventuali malattie che, l’embrione una volta divenuto adulto, potrà sviluppare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò introduce l’interrogativo se sia giusto o meno intervenire sul suo patrimonio genetico in modo da modificarlo ed eliminare il rischio di tali possibili patologie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre seri problemi sorgerebbero quando, con la conoscenza del patrimonio genetico di un individuo, inizierebbero a farsi strada strane tentazioni, come quella di scegliere le caratteristiche fisiche del nascituro, o magari creare ad hoc un individuo con i desiderati tratti somatici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa prospettiva inficerebbe non poco il rispetto della libertà dell’individuo e della sua libera autodeterminazione: partendo, ad esempio, dall’eliminare progressivamente patologie come  la sindrome di Down, poiché l’individuo che ne è affetto non potrebbe condurre una vita consona alla categoria sociale di appartenenza, si potrebbe arrivare al programmare gli “esseri perfetti” per la società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli uomini diverrebbero le creazioni di altri uomini e verrebbero così privati della loro libertà di esseri nati da coincidenze naturali e non precostituite e conseguentemente anche della loro libertà sociale, essendo, in ogni caso, il frutto di scelte dettate dalle preferenze sociali dominanti ossi di criteri eugenetici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-3053490134346103666?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.filosofico.net/fecartificiale.htm' title='“Fecondazione assistita”'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/3053490134346103666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=3053490134346103666' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/3053490134346103666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/3053490134346103666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/fecondazione-assistita.html' title='“Fecondazione assistita”'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_OjAj0YvHgLs/Rzg7G8Li82I/AAAAAAAAABE/MAThZD_jUuU/s72-c/fecondazione-assistita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-189208619537583712</id><published>2007-11-12T10:59:00.000Z</published><updated>2007-11-12T11:01:05.816Z</updated><title type='text'>Giornata Mondiale dell'alimentazione</title><content type='html'>Comunicato stampa                                                                   &lt;br /&gt;                                                                    Roma, 12&lt;br /&gt;novembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In occasione della Giornata Mondiale dell'alimentazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Convegno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DONNA E ALIMENTAZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un confronto su ruoli e significati profondi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;espressi dalla donna nel campo dell'alimentazione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interverranno tra gli altri:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maria Rita Saulle, Giudice della Corte  Costituzionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Biolato, Ambasciatore e Segretario Generale Commissione UNESCO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ilaria Sisto, FAO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donata Lodi, UNICEF&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesca Brezzi, Università Roma Tre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Patrizia Ninci, Assessore al Turismo della Provincia di Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martedì 13 novembre, ore 14.30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aula Magna del Rettorato &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Università Roma Tre - via Ostiense 159&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il convegno Donna e alimentazione - Il contributo di genere alla realizzazione di un&lt;br /&gt;diritto fondamentale. Un percorso tra diritti e doveri è promosso dall'Università&lt;br /&gt;Roma Tre, dalla Commissione Nazionale Italiana dell'UNESCO e dalla FAO - Food and&lt;br /&gt;Agriculture Organization nell'ambito delle celebrazioni per la Giornata Mondiale&lt;br /&gt;dell'alimentazione 2007. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Giornata mondiale dell'alimentazione è stata istituita dai paesi membri della FAO&lt;br /&gt;nel novembre 1979, in occasione della XX Sessione della Conferenza&lt;br /&gt;dell'Organizzazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La data prescelta, il 16 ottobre, è l'anniversario della fondazione della FAO. Da&lt;br /&gt;allora è stata celebrata ogni anno in oltre 150 paesi. Il tema della Giornata&lt;br /&gt;mondiale dell'alimentazione scelto per il 2007 è il diritto all'alimentazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso le Celebrazioni Ufficiali Italiane per questa Giornata, che si&lt;br /&gt;estenderanno anche quest'anno dall'1 ottobre al 15 dicembre, l'Italia mira a&lt;br /&gt;sensibilizzare fortemente l'opinione pubblica sul tema del cibo e delle sue&lt;br /&gt;implicazioni sociali, economiche e culturali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO ha aderito, come ormai avviene da&lt;br /&gt;molti anni all'invito del Comitato Nazionale per le Celebrazioni Ufficiali, nella&lt;br /&gt;convinzione profonda che l'alimentazione e quanto vi è correlato (povertà, diritti&lt;br /&gt;umani, equa distribuzione delle risorse) meritino la più ampia attenzione da parte&lt;br /&gt;dell'Organizzazione e dell'azione formativa svolta in qualità di agenzia capofila&lt;br /&gt;delle Nazioni Unite nel settore dell'educazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La realizzazione del Convegno Donna e alimentazione è a cura della Prof.ssa&lt;br /&gt;Francesca Brezzi, Docente di Filosofia morale, Direttrice del Dipartimento di&lt;br /&gt;Filosofia dell'Università Roma Tre e Delegata del Rettore per le Pari Opportunità -&lt;br /&gt;Studi di genere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il convegno, presieduto dal Giudice della Corte Costituzionale Maria Rita Saulle, si&lt;br /&gt;avvarrà del contributo internazionale di numerose relatrici per proporre una&lt;br /&gt;riflessione 'di genere', che metta in luce ruoli e significati profondi espressi&lt;br /&gt;dalla donna nel campo dell'alimentazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Programma:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presiede: Prof.ssa M. R. Saulle, Giudice della Corte  Costituzionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introducono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prof.ssa Francesca Brezzi, Università Roma Tre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ambasciatore Luca Biolato, Segretario Generale Commissione UNESCO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Donne e alimentazione: l'importanza del loro ruolo nella lotta alla fame&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prof.ssa Silvia Macchi, Sapienza Università di Roma - 'Empowerment per la sicurezza&lt;br /&gt;alimentare'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prof.ssa Bianca Elisa Venezian Scarascia, Segretario Generale ITAL-ICID - 'Il&lt;br /&gt;contributo di genere alla lotta contro la fame'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dott.ssa Solange Maliona, Associazione AMKA onlus - 'Il ruolo della donna nella&lt;br /&gt;Repubblica Democratica del Congo'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dott.ssa Ilaria Sisto, FAO e Dott.ssa Donata Lodi, UNICEF - 'Disparità di genere: un&lt;br /&gt;pericolo per la sicurezza alimentare'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Storia e storie dell'alimentazione: il ruolo delle donne&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prof.ssa Maria Bettetini, Delegato per le Pari Opportunità presso lo IULM - 'Gola,&lt;br /&gt;vizio capitale: dal medioevo istruzioni per chi vuole tutto per sé'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prof.ssa Carla Severini, Presidente del Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie&lt;br /&gt;Alimentari, Università di Foggia - 'Dall'uso del fuoco alle Tecnologie Alimentari:&lt;br /&gt;idee e ruoli di uomini e donne'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dott.ssa Laura Rangoni, scrittrice, fondatrice CESTAG-Centro Studi Tradizioni&lt;br /&gt;Alimentari e Gastronomiche - 'Il cibo come nemico: donna e dieta nei paesi&lt;br /&gt;occidentali'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Le donne e l'alimentazione: il ruolo della donna nel mantenimento delle tradizioni&lt;br /&gt;alimentari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On.le Patrizia Ninci, Assessore al Turismo Provincia di Roma - 'Patrimonio immateriale'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dott.ssa Lucia Sepe, Unità di Ricerca per la Zootecnica Estensiva, Bella, Potenza -&lt;br /&gt;'Il formaggio nell'alimentazione quotidiana fra tradizione al femminile e&lt;br /&gt;informazione'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dott.ssa Marilena Marri, Responsabile Slow-food Amatrice - 'Donna come protagonista&lt;br /&gt;della comunità del cibo slow-food nell'area dei Monti della Laga'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Imprenditoria al femminile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dott.ssa Veronica Navarra, Presidente Delegato Osservatorio Nazionale Imprenditoria&lt;br /&gt;Femminile del Ministero Politiche Agricole e Dott.ssa Laura Brida, Coordinatrice&lt;br /&gt;regionale Donne in Campo - 'Imprenditoria agricola al femminile'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alfonsina Migliore, Azienda Agricola La Fattoria di Carlotta - 'Testimonianza&lt;br /&gt;diretta: un'imprenditrice italiana nel settore agricolo'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dott.ssa Silvana Giacoletto, AIDDA - 'L'imprenditoria femminile per scelta o per&lt;br /&gt;necessità'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conclusioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO - Ufficio Stampa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tel. 06 6873712/211  unesco.stampa@esteri.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-189208619537583712?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.uniroma3.it' title='Giornata Mondiale dell&apos;alimentazione'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/189208619537583712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=189208619537583712' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/189208619537583712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/189208619537583712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/giornata-mondiale-dellalimentazione.html' title='Giornata Mondiale dell&apos;alimentazione'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-5385919768224968275</id><published>2007-11-11T22:40:00.000Z</published><updated>2007-11-11T22:41:09.911Z</updated><title type='text'>वोलोंतरी सर्कासी....</title><content type='html'>Per quest'attività stiamo cercando tanti volontari se conosci qualcuno interessato ad aiutarci per il periodo Natalizio saremo felicissimi.  Poi abbiamo organizzato altre iniziative: &lt;br /&gt;Lotta alla trasmissione verticale del virus dell'HIV/AIDS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei progetti più importanti dell'Associazione è dedicato alla lotta al virus dell'HIV/AIDS. Il 1 dicembre, in occasione della Giornata mondiale contro l'AIDS, AMKA organizza un convegno sul tema presso l'Osservatorio parlamentare in via del Seminario 113. In particolare saranno affrontate le problematiche della vita delle donne in Africa e della lotta al virus, e verrà raccontata l'esperienza degli ultimi anni di lavoro in due strutture ospedaliere della città di Lubumbashi. Il progetto ha l'obiettivo di intervenire nella prevenzione della trasmissione del virus dalla mamma al bambino e prevede tre fasi: il counselling pre-test, la fase post-test, e la fase del parto e dell'allattamento. La donna viene quindi seguita durante la gravidanza e il parto e poi - anche con il bambino - per i 6 mesi successivi al parto. Oltre ai farmaci e al kit per l'allattamento artificiale, sono garantiti supporto psicologico e assistenza socio-sanitaria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conferenza UNESCO "Donna e alimentazione: il contributo di genere ad un diritto fondamentale" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martedì 13 novembre, dalle ore 14.30, presso l'Aula Magna del Rettorato dell'Università Roma TRE (Via Ostiense, 159) si terrà una conferenza sul tema "Donna e alimentazione" organizzata dalla Commissione Italiana UNESCO e da Roma TRE nell'ambito delle celebrazioni della "Giornata Mondiale dell'Alimentazione". La Dott.ssa Solange Maliona, collaboratrice di AMKA, sarà una delle relatrici e terrà un intervento sulla condizione delle donne in Congo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Convegno "La Ruashi, importazione diretta dalla Repubblica Democratica del Congo" organizzato da Pangea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 21 novembre, dalle 18.00, alla Città dell'Altreconomia (Largo Dino Frisullo, Campo Boario – Testaccio), si terrà una conferenza sullo sviluppo del Commercio Equo in Africa e sul progetto che AMKA e "Pangea-Niente Troppo" portano avanti insieme agli artisti del quartiere de "La Ruashi" nella città di Lubumbashi. Durante la conferenza verrà proiettato il video "Gli artisti della malachite".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-5385919768224968275?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/5385919768224968275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=5385919768224968275' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/5385919768224968275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/5385919768224968275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/blog-post_11.html' title='वोलोंतरी सर्कासी....'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-4930460093659706699</id><published>2007-11-08T15:53:00.000Z</published><updated>2007-11-08T21:30:31.757Z</updated><title type='text'>ला वित è उन दोनो?</title><content type='html'>Vorrei porvi questa domanda:" LA vita è un dono?".&lt;br /&gt;Ho pensato e ripensato prima di pubblicare sul blog questo post e la foto, ma poi mi sono detto, su un tema del genere si può parlare sotto tanti aspetti, dall'etico fino a giungere alla biologia dello sviluppo.&lt;br /&gt;Mi chiedo però, quanto l'Etica modifichi il nostro essere davanti ad un discorso del genere????&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-4930460093659706699?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/4930460093659706699/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=4930460093659706699' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/4930460093659706699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/4930460093659706699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/blog-post.html' title='ला वित è उन दोनो?'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-2313324045077384733</id><published>2007-11-08T10:24:00.000Z</published><updated>2007-11-08T21:34:22.662Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documenti'/><title type='text'>Il caso Parmigiano-Reggiano</title><content type='html'>1&lt;br /&gt;Problematiche ambientali e sanitarie relative&lt;br /&gt;all’utilizzo di colture geneticamente modificate (OGM)&lt;br /&gt;per l’alimentazione animale&lt;br /&gt;Il caso Parmigiano-Reggiano&lt;br /&gt;Giugno 2007&lt;br /&gt;2&lt;br /&gt;Introduzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rilascio in natura di Ogm può produrre effetti irreversibili sugli ecosistemi. Gli Ogm sono organismi&lt;br /&gt;viventi e possono riprodursi, moltiplicarsi e diffondersi, sfuggendo a qualsiasi controllo.&lt;br /&gt;Sulla sicurezza degli Ogm per l'alimentazione umana e animale sussistono seri dubbi e ci sono&lt;br /&gt;sempre nuove evidenze che gli Ogm non vengono adeguatamente testati sul piano della sicurezza&lt;br /&gt;alimentare. La maggior parte delle ricerche più recenti sono studi di breve periodo, realizzati&lt;br /&gt;in collaborazione con le aziende biotech. I dossier che queste aziende sottopongono alle autorità&lt;br /&gt;competenti in cerca di autorizzazioni contengono, in genere, una composizione di dati e studi di&lt;br /&gt;breve termine sull'impiego di Ogm come alimenti per animali.&lt;br /&gt;In molti di questi studi, vengono osservate importanti differenze nella composizione della piante&lt;br /&gt;Ogm rispetto a quelle non-Ogm (es. contenuto vitaminico), e nelle risposte degli animali che se&lt;br /&gt;ne nutrono (es. livello di glucosio, dimensione degli organi), ma spesso queste osservazioni&lt;br /&gt;vengono definite "non di rilevanza biologica" dalle aziende biotech e, poco dopo, dalle stesse autorità&lt;br /&gt;competenti.&lt;br /&gt;Per questo motivo, i regolamenti sull'approvazione degli Ogm sono in molti casi un fallimento.&lt;br /&gt;Non si hanno certezze sulla sicurezza degli Ogm nell'alimentazione umana o animale. E questo si&lt;br /&gt;riflette in una continua controversia a livello scientifico e politico sulla sicurezza degli Ogm.&lt;br /&gt;Questo documento si concentra nella prima parte sulle problematiche ambientali e sanitarie relative&lt;br /&gt;alla produzione di colture geneticamente modificate (Ogm) ed al loro utilizzo per&lt;br /&gt;l’alimentazione animale. Tra queste figurano effetti nocivi sull’ambiente, rischi per la salute&lt;br /&gt;dell’uomo e degli animali e la possibilità di conseguenze imprevedibili dovute al processo stesso&lt;br /&gt;di ingegneria genetica.&lt;br /&gt;Nella seconda parte si analizzerà un caso italiano emblematico: l’utilizzo di Ogm nella filiera di&lt;br /&gt;produzione del Parmigiano-Reggiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Impatto ambientale delle colture Ogm&lt;br /&gt;L’impatto ambientale degli Ogm rappresenta la principale preoccupazione relativa all’utilizzo di&lt;br /&gt;queste coltivazioni nell’alimentazione animale: ogni coltura destinata alla produzione di mangimi&lt;br /&gt;deve infatti avere un proprio luogo di produzione.&lt;br /&gt;Soia, mais e altre colture Ogm sono utilizzate nell’alimentazione animale e possono rappresentarne&lt;br /&gt;una frazione sostanziale. L’impatto ambientale dovuto alla presenza di Ogm è considerevole:&lt;br /&gt;numerosi ingredienti per mangimi (per es. la soia) sono commercializzati su scala globale.&lt;br /&gt;L’acquisto di un litro di latte derivato da una mucca nutrita con soia Ogm in Italia, ad esempio,&lt;br /&gt;potrebbe finanziare l’aumento della produzione di soia Ogm in Sudamerica. Con tutte le conseguenze&lt;br /&gt;negative, sia sociali che ambientali, del caso.&lt;br /&gt;Outcrossing&lt;br /&gt;Una particolare problematica associata a qualunque tipo di coltura Ogm è l’outcrossing o impollinazione&lt;br /&gt;incrociata, tra coltivazioni Ogm e varietà selvatiche o tradizionali. In Canada, ad esempio,&lt;br /&gt;l’outcrossing di colza Ogm ha portato alcune varietà a sviluppare resistenza a diversi tipi di&lt;br /&gt;erbicida [1] e, in Gran Bretagna, colza Ogm si è incrociata con una varietà selvatica. [2] Varietà&lt;br /&gt;selvatiche o tradizionali contaminate da Ogm possono preservarsi nel tempo e fungere da riser3&lt;br /&gt;ve di transgeni, aprendo la strada a possibili contaminazioni. Esiste il forte rischio che questi&lt;br /&gt;nuovi incroci possano infestare, contaminandole, intere popolazioni selvatiche. [3]&lt;br /&gt;Oltre ai possibili effetti nocivi sulla biodiversità, la contaminazione da Ogm rappresenta un pericolo&lt;br /&gt;per la sicurezza alimentare, poiché è proprio in queste varietà tradizionali e selvatiche che,&lt;br /&gt;attraverso le convenzionali tecniche di selezione, vengono selezionati nuovi geni (ad es. per la&lt;br /&gt;resistenza alla siccità).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Effetti sulla biodiversità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre alle problematiche generali relative alle colture Ogm, sono oggi ben documentati i seguenti&lt;br /&gt;effetti ambientali, specifici per colture Ogm resistenti ad insetti ed erbicidi.&lt;br /&gt;Di seguito alcuni esempi:&lt;br /&gt;a) per colture Bt resistenti agli insetti [4]&lt;br /&gt;􀂃 effetti tossici su organismi non-target, quali le farfalle. È stato provato che&lt;br /&gt;l’esposizione a lungo termine a polline Bt (Bacillus thuringiensis) proveniente da mais&lt;br /&gt;transgenico resistente agli insetti, ha conseguenze negative sulle larve della farfalla monarca&lt;br /&gt;nel Nord America&lt;br /&gt;[5].&lt;br /&gt;􀂃 effetti tossici su insetti benefici. Le colture Bt sono dannose per le crisoperle [6]. Le&lt;br /&gt;crisoperle sono insetti benefici, che svolgono un ruolo importante nel controllo naturale&lt;br /&gt;dei parassiti. Gli effetti tossici delle colture Bt sulle crisoperle avvengono attraverso&lt;br /&gt;l’ingerimento della preda, la quale, a sua volta, si è precedentemente nutrita con colture&lt;br /&gt;transgeniche Bt.&lt;br /&gt;􀂃 l’emergere di fenomeni di resistenza nei parassiti, con conseguente intensificazione&lt;br /&gt;dell’utilizzo di insetticidi. Negli Stati Uniti, sono in vigore complesse pratiche&lt;br /&gt;per le aree seminate con coltivazioni Bt, al fine di rallentare lo sviluppo di fenomeni di resistenza&lt;br /&gt;alla tossina Bt da parte degli insetti. I "rifugi Bt", tuttavia, non sono adeguati per&lt;br /&gt;le piccole aziende agricole in Italia ed altrove, notevolmente diverse dai vasti appezzamenti&lt;br /&gt;degli Stati Uniti. Questo problema è già stato riscontrato, ad esempio, per il cotone&lt;br /&gt;Bt in India. [7]&lt;br /&gt;􀂃 effetti nocivi sull’ecosistema del suolo. Le colture Bt, secernono le tossine Bt dalla&lt;br /&gt;radice nel suolo [8]&lt;br /&gt;e, inoltre, i residui vegetali rimasti nei campi a fine stagione contengono&lt;br /&gt;la tossina Bt attiva. [9] Questa permane nel suolo, specialmente se la stagione invernale&lt;br /&gt;è rigida [10], aumentando la possibilità di un accumulo di tossine Bt nel terreno&lt;br /&gt;[11], possibile causa di problemi per organismi non-target e, più in generale, per la salute&lt;br /&gt;dell’intero ecosistema del suolo.&lt;br /&gt;b) per colture tolleranti agli erbicidi: [12]&lt;br /&gt;􀂃 effetti tossici degli erbicidi sugli ecosistemi. Ad esempio, il glifosato (utilizzato nelle&lt;br /&gt;colture OGM Roundup Ready della Monsanto), ha dimostrato la propria tossicità nei confronti&lt;br /&gt;dei girini, danneggiando l’equilibro degli ecosistemi acquatici e riducendone la biodiversità.&lt;br /&gt;[13] Almeno una formulazione di glifosato ha mostrato di poter potenzialmente&lt;br /&gt;interferire col sistema endocrino: potrebbe ad esempio interferire con gli ormoni.&lt;br /&gt;[14]&lt;br /&gt;4&lt;br /&gt;􀂃 diminuzione e perdita di diversità delle erbe infestanti ed effetti sulla biodiversità.&lt;br /&gt;È stato dimostrato che vi sono meno farfalle nelle vicinanze di colture di colza transgenica&lt;br /&gt;tollerante agli erbicidi, poiché esse trovano meno fiori di piante infestanti (e di&lt;br /&gt;conseguenza meno nettare), per la loro alimentazione.&lt;br /&gt;􀂃 aumento dei fenomeni di resistenza agli erbicidi in piante infestanti. L’insorgenza&lt;br /&gt;di fenomeni di resistenza al glifosato in alcune specie di infestanti sta sollevando serie&lt;br /&gt;preoccupazioni negli USA ed in altri Paesi dove le colture Roundup Ready sono coltivate&lt;br /&gt;su vasta scala. [15] La resistenza degli infestanti fa sì che quantità sempre crescenti di glifosato&lt;br /&gt;debbano essere utilizzate per il loro controllo, [16] o che ulteriori, differenti erbicidi&lt;br /&gt;debbano essere usati in contemporanea. [17]&lt;br /&gt;􀂃 effetti sui microorganismi del suolo. L’utilizzo di erbicidi sulla soia Ogm porta, ad esempio,&lt;br /&gt;ad una diminuzione della quantità di batteri benefici azoto-fissatori intorno&lt;br /&gt;all’apparato radicale. [18] È stato inoltre segnalato che l’utilizzo di glifosato, durante un&lt;br /&gt;anno, potrebbe facilitare la crescita di una muffa, il Fusarium, sul frumento coltivato&lt;br /&gt;l’anno successivo. [19]&lt;br /&gt;Proteine tossiche negli escrementi degli animali&lt;br /&gt;Suini [20]&lt;br /&gt;e bovini [21] alimentati con Ogm disperdono nell’ambiente, tramite gli escrementi, DNA&lt;br /&gt;transgenico e grandi frammenti di proteina Bt. Tale dispersione è motivo di preoccupazione poiché,&lt;br /&gt;pur essendo frammentate, le tossine Bt conservano la propria tossicità. [22] La proteina Bt&lt;br /&gt;potrebbe accumularsi nel suolo e, potenzialmente, raggiungere livelli tossici per alcune specie di&lt;br /&gt;insetti.&lt;br /&gt;"Lo spargimento, accidentale o meccanico, di mangimi nel suolo potrebbe introdurre&lt;br /&gt;artificialmente materiale OGM nell’ambiente. L’escrezione, tramite le feci, di frammenti&lt;br /&gt;del gene cry1Ab e della proteina Cry1Ab nel terreno potrebbero essere ragioni di ulteriore&lt;br /&gt;preoccupazione". [23]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Dubbi sulla sicurezza degli Ogm&lt;br /&gt;per l’alimentazione animale e umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi è crescente incertezza sulla sicurezza dei mangimi animali contenenti Ogm. Numerosi elementi&lt;br /&gt;mostrano che non vengono effettuati test accurati sugli Ogm per quanto riguarda la loro&lt;br /&gt;sicurezza per l’alimentazione animale o umana.&lt;br /&gt;Dove sono gli studi indipendenti?&lt;br /&gt;Gli studi indipendenti sugli effetti degli Ogm sulla salute di persone e animali soffrono pesantemente&lt;br /&gt;della mancanza di letteratura scientifica in materia: un’analisi degli studi svolti in questo&lt;br /&gt;settore ha riportato solamente un decina di ricerche su alimenti e mangimi Ogm valutate dalla&lt;br /&gt;comunità scientifica, metà delle quali sono state effettuate in collaborazione con aziende del settore&lt;br /&gt;biotech. [24] Certamente tale situazione permane: la maggior parte degli studi recentemente&lt;br /&gt;avviati è costituita da ricerche a breve termine finanziate da multinazionali del settore. [25]&lt;br /&gt;I dossier inviati dalle aziende agli organi competenti per ricevere l’autorizzazione a coltivare o&lt;br /&gt;commercializzare Ogm, solitamente contengono dati relativi alla composizione e gli esiti di alcuni&lt;br /&gt;esperimenti a breve termine sugli effetti sulla nutrizione animale. In molti di questi studi si os5&lt;br /&gt;servano spesso differenze significative nella composizione di piante Ogm rispetto a piante non-&lt;br /&gt;Ogm (per es. nel contenuto vitaminico) e nella risposta degli animali (per es. nei livelli di glucosio,&lt;br /&gt;fino ad arrivare a segni di tossicità per fegato e reni nel caso del mais MON863), ma spesso&lt;br /&gt;queste osservazioni vengono definite come “non biologicamente rilevanti” dalle aziende e dagli&lt;br /&gt;organi competenti. [26] Di conseguenza, il tentativo di regolamentare le coltivazioni Ogm, sia per&lt;br /&gt;l’alimentazione umana che per i mangimi, è un fallimento in molti paesi. Non sappiamo ancora&lt;br /&gt;se le colture Ogm siano sicure ai fini alimentari, siano esse destinate ad animali o esseri umani:&lt;br /&gt;questo si riflette nel continuo dibattito, sia scientifico che politico, sulla valutazione della sicurezza&lt;br /&gt;di alimenti e mangimi contenenti Ogm. All’interno dell’Unione Europea vi è forte disaccordo&lt;br /&gt;tra stati membri e Commissione Europea sull’autorizzazione all’uso di prodotti Ogm. Nell’agosto&lt;br /&gt;del 2005, ad esempio, la Commissione ha approvato l’uso di un mais transgenico, il MON863,&lt;br /&gt;per l’alimentazione animale, nonostante i ministri dell’ambiente di 13 paesi membri avessero votato&lt;br /&gt;contro questa decisione. [27]&lt;br /&gt;Resistenza agli antibiotici&lt;br /&gt;Alcuni degli Ogm utilizzati nei mangimi (per es. il mais Bt176 della Syngenta) contengono geni&lt;br /&gt;di resistenza agli antibiotici. Questi geni, se trasferiti a batteri patogeni per l’uomo o per gli animali,&lt;br /&gt;renderebbero gli antibiotici totalmente inutilizzabili, pregiudicando così pesantemente la&lt;br /&gt;possibilità di curare numerose malattie. Proibire l’utilizzo di geni di resistenza agli antibiotici in&lt;br /&gt;colture Ogm è dunque una precauzione evidentemente necessaria. L’eliminazione graduale di&lt;br /&gt;questi geni è richiesta dall’ Unione Europea e dalla FAO/OMS. [28]&lt;br /&gt;Diversi studi svolti negli ultimi anni indicano che il DNA ingerito con alimenti e mangimi (e lo&lt;br /&gt;stesso vale per alimenti e mangimi Ogm), non viene completamente demolito all’interno&lt;br /&gt;dell’organismo umano o animale come si usava ritenere. DNA transgenico è stato trovato&lt;br /&gt;nell’intestino e nelle feci degli animali. [29] La permanenza di DNA transgenico nell’intestino degli&lt;br /&gt;animali solleva la problematica di un possibile trasferimento orizzontale di DNA transgenico ai&lt;br /&gt;batteri dell’intestino: se gli alimenti Ogm contenessero geni di resistenza agli antibiotici, questo&lt;br /&gt;potrebbe finire per pregiudicare l’uso degli antibiotici nel trattamento delle infezioni. Anche la dispersione&lt;br /&gt;di DNA transgenico tramite le feci è motivo di preoccupazione per il possibile trasferimento&lt;br /&gt;di resistenza ai batteri del suolo.&lt;br /&gt;DNA vegetale in organismi animali&lt;br /&gt;DNA vegetale proveniente dai mangimi è stato rilevato in muscoli di pollo, [30] e in organi di vitello.&lt;br /&gt;[30] Nonostante DNA transgenico non sia stato ancora identificato all’interno di tessuti animali,&lt;br /&gt;questa evenienza non può essere esclusa, specialmente per animali che si alimentino di&lt;br /&gt;Ogm per lungo tempo. Se DNA transgenico finisse nei tessuti di animali che si nutrono di Ogm,&lt;br /&gt;questo potrebbe significare che materiale Ogm venga involontariamente ingerito da ignari consumatori&lt;br /&gt;di carne proveniente da questo tipo di animali.&lt;br /&gt;Sebbene ad oggi nessuno studio pubblicato abbia identificato DNA transgenico nel latte vaccino,&lt;br /&gt;è stato rilevato&lt;br /&gt;[32] DNA vegetale. La possibilità che del DNA transgenico possa trovarsi nel latte&lt;br /&gt;non può pertanto essere esclusa, specialmente nel caso di animali nutriti con Ogm per lungo&lt;br /&gt;tempo, come i bovini.&lt;br /&gt;Allergie&lt;br /&gt;I lavoratori agricoli sono stati definiti categoria “a rischio” di allergie associate al trattamento di&lt;br /&gt;Ogm, che possono presentarsi anche in caso di Ogm destinati unicamente all’alimentazione a6&lt;br /&gt;nimale. [33] La raccolta delle colture Ogm ed alcuni trattamenti dei prodotti alimentari generano&lt;br /&gt;infatti polveri che, se inalate o poste a contatto con la pelle, potrebbero provocare l’insorgenza&lt;br /&gt;di allergie alle nuove proteine contenute nei prodotti Ogm.&lt;br /&gt;3. Effetti inattesi ed imprevedibili delle colture Ogm&lt;br /&gt;Gli attuali Ogm presentano l’inserimento casuale, spesso forzato, di geni provenienti da un organismo&lt;br /&gt;estraneo, all’interno del DNA originale della pianta ospite: questo può dare origine ad&lt;br /&gt;effetti non voluti ed imprevedibili. Tale inserimento potrebbe, ad esempio, inibire uno dei geni&lt;br /&gt;originari della pianta o causare l’alterazione di una proteina preesistente.&lt;br /&gt;Durante il processo di ingegneria genetica, l’inserimento di questi geni può causare delezioni o&lt;br /&gt;riarrangiamenti del DNA della pianta, [34] i quali, a loro volta, possono essere causa di effetti non&lt;br /&gt;voluti e imprevedibili. La soia Roundup Ready, per esempio, contiene frammenti e riarrangiamenti&lt;br /&gt;ed è stato dimostrato che questi sono attivi (producono cioè RNA). Queste scoperte sono&lt;br /&gt;state fatte solo anni dopo l’approvazione e l’inizio della commercializzazione della soia Roundup&lt;br /&gt;Ready. [35] Simili irregolarità, causate dal processo di manipolazione genetica, sono state identificate&lt;br /&gt;anche in diversi tipi di mais Ogm con resistenza agli insetti (Bt11, Bt176, MON810). [36]&lt;br /&gt;Queste anomalie sollevano il problema che nuove e non volute proteine, non testate, potrebbero&lt;br /&gt;essere prodotte dagli Ogm.&lt;br /&gt;Diversi effetti inattesi sono già stati osservati in Ogm commercializzati: la soia Ogm Roundup&lt;br /&gt;Ready, ad esempio, ha fatto registrare perdite nella produzione, in periodi caldi e asciutti, dovuti&lt;br /&gt;alla rottura dello stelo, e causata, molto probabilmente, da un aumento del contenuto di lignina;&lt;br /&gt;[37] piante di cotone Roundup Ready hanno inspiegabilmente perso le proprie capsule. [38]&lt;br /&gt;Livelli di fitoestrogeni inferiori alla norma sono stati rilevati in soia Roundup Ready: [39] i fitoestrogeni&lt;br /&gt;sono sostanze, simili agli ormoni, contenute nelle piante, che si ritiene abbiano un effetto&lt;br /&gt;benefico per la salute. Anche questa differenza è stata scoperta solo anni dopo l’inizio della&lt;br /&gt;coltivazione su vasta scala di soia Roundup Ready.&lt;br /&gt;È molto difficile che effetti non voluti di questo tipo vengano rilevati durante il processo di autorizzazione,&lt;br /&gt;poiché qualunque trasformazione causata dal DNA estraneo nelle proteine della pianta&lt;br /&gt;potrebbe essere rilevante, ma non immediatamente identificabile. I cambiamenti potrebbero&lt;br /&gt;apparire solo dopo numerose generazioni, o durante un periodo di “stress” per la pianta. [40] Tali&lt;br /&gt;effetti, inattesi ed imprevedibili, potrebbero avere un impatto rilevante sulla salute umana, animale&lt;br /&gt;e sull’ambiente.&lt;br /&gt;7&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parmigiano-Reggiano: un caso italiano&lt;br /&gt;I&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l Parmigiano-Reggiano è a pieno titolo patrimonio alimentare italiano. Si tratta di una ricchezza&lt;br /&gt;sia agroalimentare che culturale che deve essere protetta, in quanto rappresenta valori culturali&lt;br /&gt;essenziali e un potenziale economico cui il nostro paese non può rinunciare.&lt;br /&gt;È per questo che l’accostamento Parmigiano-Reggiano e Ogm stona immediatamente. Da un lato&lt;br /&gt;abbiamo migliaia di allevatori legati al territorio, storia, bontà, tradizione, tutela e sicurezza.&lt;br /&gt;Dall’altro esperimenti genetici, problemi, pericoli, incertezze e segreti. Il sapere tradizionale dei&lt;br /&gt;gesti antichi, ormai divenuta capacità imprenditoriale, non può essere messa in pericolo dalle&lt;br /&gt;multinazionali del biotech.&lt;br /&gt;La storia&lt;br /&gt;Pensare al Parmigiano-Reggiano significa anche visualizzare un territorio ben definito, la sua zona&lt;br /&gt;di origine. Le province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna alla sinistra del fiume Reno&lt;br /&gt;e Mantova alla destra del fiume Po. È qui che nasce uno dei formaggi più amati e apprezzati&lt;br /&gt;della tradizione italiana.&lt;br /&gt;Non si può poi parlare di Parmigiano-Reggiano senza passare attraverso gli otto secoli di storia&lt;br /&gt;che porta con sé. Testimonianze storiche dimostrano che già nel 1200-1300 il Parmigiano-&lt;br /&gt;Reggiano aveva raggiunto quella tipizzazione che é giunta, quasi immutata, fino ai giorni nostri.&lt;br /&gt;Una tradizione che ha permesso la sopravvivenza e lo sviluppo di un prodotto legato al territorio&lt;br /&gt;unico nel suo genere.&lt;br /&gt;Sulla base della qualità tradizionale, il Parmigiano-Reggiano ha sviluppato una fiorente attività&lt;br /&gt;imprenditoriale, unendo sapere locale a rigorosi disciplinari, ed oggi il Parmigiano-Reggiano rappresenta&lt;br /&gt;un giro di affari di 808 milioni di euro alla produzione. Del totale della produzione, il&lt;br /&gt;16% circa é avviato all’esportazione, le principali destinazioni sono Germania, Stati Uniti, Svizzera,&lt;br /&gt;Francia e Gran Bretagna.&lt;br /&gt;Come recita lo stesso sito web del Consorzio Parmigiano-Reggiano: "Il Parmigiano-Reggiano ha&lt;br /&gt;un legame imprescindibile con la sua zona di origine. […] In questa zona, dai foraggi naturali e&lt;br /&gt;dall'uso di latte crudo, senza l'aggiunta di nessun additivo, ha origine il segreto di tanta bontà."&lt;br /&gt;Negli ultimi anni però, fra i foraggi naturali, si è insinuata la soia transgenica della Monsanto - la&lt;br /&gt;soia Roundup Ready, in grado di sopportare massicce dosi di erbicida Roundup (prodotto dalla&lt;br /&gt;stessa multinazionale). Questa soia è diventata parte integrante dell'alimentazione dei bovini&lt;br /&gt;che forniscono il latte ai caseifici di trasformazione del Parmigiano: una trappola, che mette a rischio&lt;br /&gt;sia la qualità che il futuro di uno dei formaggi più amati e apprezzati.&lt;br /&gt;Il successo mondiale del Parmigiano-Reggiano ha portato con sé numerosi tentativi di imitazione,&lt;br /&gt;più o meno camuffati, basti pensare ai vari Parmesan, Regianito o Parmesao. Giustamente il&lt;br /&gt;Parmigiano-Reggiano affronta questo fenomeno sottolineando la qualità e la sicurezza al 100%&lt;br /&gt;del prodotto originale, suggellata da otto secoli di storia e tradizione e da moderne misure igienico&lt;br /&gt;sanitarie di tutela. Oggi però, la sua genuinità è minacciata dalla comparsa degli Ogm nella&lt;br /&gt;sua filiera di produzione.&lt;br /&gt;8&lt;br /&gt;Il pericolo degli Ogm per il Parmigiano-Reggiano&lt;br /&gt;Oltre il 90 per cento degli Ogm importati in Europa consiste in soia e mais destinati alla mangimistica.&lt;br /&gt;La dieta degli animali allevati in Europa è composta fino al 30 per cento da Ogm: questo&lt;br /&gt;vuol dire che, ogni anno, 20 milioni di tonnellate di Ogm entrano nella catena alimentare degli&lt;br /&gt;europei, all'insaputa dei consumatori e senza che si possa esercitare il diritto di scelta.&lt;br /&gt;Mentre sono sempre di più i prodotti e i produttori italiani che escludono l'uso di Ogm in tutti i&lt;br /&gt;passaggi della produzione - sia negli ingredienti che nei mangimi animali - il Consorzio del Parmigiano-&lt;br /&gt;Reggiano, uno dei formaggi più apprezzati al mondo, non ha compiuto nessun passo significativo&lt;br /&gt;per evitare il problema Ogm. Il disciplinare di produzione non esclude l'impiego di&lt;br /&gt;mangimi contenenti Ogm. Questo, tradotto in pratica, significa che ogni giorno, le bovine che&lt;br /&gt;producono il latte, che verrà poi conferito ai caseifici aderenti al Consorzio, si nutrono con soia&lt;br /&gt;Ogm.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salvaguardia del Parmigiano-Reggiano: la soluzione è a portata di mano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia non produce soia sufficiente per l’intero fabbisogno nazionale, e perciò importa la gran&lt;br /&gt;parte della soia che utilizza (sia per uso alimentare che mangimistico). La maggior parte di queste&lt;br /&gt;importazioni arrivano da Paesi quali Argentina, Brasile o Stati Uniti.&lt;br /&gt;Mentre la produzione argentina é quasi completamente transgenica, ed é purtroppo molto impiegata&lt;br /&gt;nell’alimentazione animale in Italia, per Stati Uniti e Brasile sono attivi da tempo canali&lt;br /&gt;di produzione ed esportazione di soia certificata non-ogm.&lt;br /&gt;Il Brasile in particolare, dal punto di vista quantitativo, è il paese esportatore di maggiore interesse.&lt;br /&gt;Nonostante vi venga prodotta anche soia Ogm, la maggioranza della produzione rimane&lt;br /&gt;libera dagli Ogm. Nel 2005 il Brasile ha esportato quasi 40 milioni di tonnellate di soia, di cui&lt;br /&gt;quasi la metà verso l’Europa. Si tratta di milioni di tonnellate di soia che possono essere certificate&lt;br /&gt;non-Ogm, e mettere così fine all’incertezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I NUMERI DEL PARMIGIANO-REGGIANO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.414 aziende agricole conferiscono il latte ai caseifici&lt;br /&gt;270.000 bovine dedicate alla produzione di latte per la trasformazione&lt;br /&gt;15% circa della produzione nazionale di latte&lt;br /&gt;450 caseifici produttori&lt;br /&gt;3.000.000 forme prodotte&lt;br /&gt;808 milioni di euro il giro d'affari alla produzione (produzione 2005 venduta nel 2006)&lt;br /&gt;16% circa il volume delle esportazioni sul totale prodotto&lt;br /&gt;Fonte: www.parmigiano-reggiano.it&lt;br /&gt;Il fabbisogno di soia (in pannelli), delle filiere zootecniche DOP italiane nel 2004 sono stimate in&lt;br /&gt;circa 3,122 milioni di tonnellate. Di queste, la percentuale legata alle filiere dei formaggi vaccini&lt;br /&gt;9&lt;br /&gt;DOP é il 14,8% del totale. La frazione di competenza del Parmigiano-Reggiano non supera le&lt;br /&gt;200.000 tonnellate (fonte: elaborazioni Nomisma).&lt;br /&gt;Questo significa che sarebbero sufficienti 200.000 tonnellate annue di soia certificata&lt;br /&gt;non-Ogm per assicurare la salvaguardia del Parmigiano-Reggiano sui mercati internazionali.&lt;br /&gt;Sono i numeri stessi a confermare che una scelta non-Ogm é possibile e praticabile, oltre che&lt;br /&gt;necessaria, per tutelare queste produzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diamo uno sguardo ai costi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mediamente la differenza di costo tra la soia transgenica o non certificata&lt;br /&gt;e quella certificata non-Ogm è di pochi euro alla tonnellata, basta fare riferimento alle&lt;br /&gt;quotazioni dei principali esportatori. Il prezzo della soia certificata non-Ogm è regolato dalle leggi&lt;br /&gt;del mercato: se la domanda cresce e si organizza, i prezzi finiscono con l’abbassarsi. La soia&lt;br /&gt;poi, è solo una delle materie prime utilizzate nei mangimi, il mangime influisce solo in parte sul&lt;br /&gt;costo finale del latte utilizzato nella produzione del Parmigiano-Reggiano.&lt;br /&gt;Parmigiano-Reggiano non-Ogm: cosa stiamo aspettando?&lt;br /&gt;Come già dimostrato dagli stessi produttori di Parmigiano-Reggiano, le alternative agli Ogm ci&lt;br /&gt;sono. Infatti, non tutta l’attuale produzione di Parmigiano-Reggiano è toccata dagli Ogm. La&lt;br /&gt;produzione legata all'agricoltura biologica non impiega Ogm e offre ai consumatori un prodotto&lt;br /&gt;garantito da tutti i punti di vista. Inoltre, diversi allevatori aderenti al Consorzio hanno già espresso&lt;br /&gt;la propria volontà di utilizzare solo mangimi senza Ogm, per poter continuare a produrre&lt;br /&gt;un latte sicuro al 100 per cento, senza l'impiego di organismo geneticamente modificati.&lt;br /&gt;Se il “sistema” Parmigiano-Reggiamo, guidato dal Consorzio che, come recita il nome stesso, é&lt;br /&gt;un Consorzio di Tutela, si coordinasse per effettuare acquisti organizzati di materie prime, le differenze&lt;br /&gt;di costo verrebbero rapidamente assorbite, e le difficoltà legate alla creazione del percorso&lt;br /&gt;non-Ogm sarebbero minimizzate. Insomma, è possibile salvaguardare il Parmigiano-&lt;br /&gt;Reggiano senza andare ad impattare sul prezzo finale (e quindi sui consumatori) né tanto meno&lt;br /&gt;sui singoli allevatori, valorizzandolo invece di qualità e di sicurezza a tutti i livelli. Questo già avviene&lt;br /&gt;per la produzione biologica e per quei produttori che autonomamente e senza la collaborazione&lt;br /&gt;del Consorzio hanno già attivato filiere completamente non-Ogm.&lt;br /&gt;In un tale contesto, sarebbe auspicabile la collaborazione dei referenti istituzionali a livello nazionale,&lt;br /&gt;ma anche regionale. Promuovere e sperimentare un nuovo piano proteine su larga scala,&lt;br /&gt;lavorare per integrare il sistema con ingredienti proteici alternativi alla soia, prodotti direttamente&lt;br /&gt;in Italia, utilizzando colture quali il lupino, l'erba medica, il favino, il pisello e altre leguminose&lt;br /&gt;tipiche dell'area mediterranea.&lt;br /&gt;L'Emilia-Romagna inoltre, fa già parte della rete europea delle regioni Ogm-free e – proprio tra&lt;br /&gt;queste - la regione francese della Bretagna ha fatto da apripista, avviando accordi commerciali&lt;br /&gt;diretti con lo stato del Paranà - uno dei maggiori produttori di soia non-Ogm del Brasile - per&lt;br /&gt;acquisti organizzati di soia non transgenica.&lt;br /&gt;Tutelare il Parmigiano-Reggiano è possibile sin da oggi. Si tratta solo di scegliere, una&lt;br /&gt;decisione volta alla tutela e al futuro.&lt;br /&gt;10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conclusioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli effetti negativi sull’ambiente associati alle coltivazioni OGM sono numerosi e ben documentati,&lt;br /&gt;in particolare per quanto riguarda le colture tolleranti agli erbicidi (come la soia della Monsanto)&lt;br /&gt;e resistenti agli insetti. Il dibattito scientifico sulla pericolosità di queste coltivazioni per uomini&lt;br /&gt;ed animali, inoltre, è ancora quanto mai acceso: potenziali effetti negativi, inattesi ed imprevedibili,&lt;br /&gt;delle colture OGM sulla salute umana ed animale non possono, perciò, essere esclusi.&lt;br /&gt;Greenpeace ritiene che i rischi legati alle colture transgeniche siano tali da giustificare un immediato&lt;br /&gt;stop alla coltivazione. Inoltre, in virtù dei seri dubbi sulla sicurezza degli Ogm per il consumo&lt;br /&gt;umano e animale, invocando il principio di precauzione, gli Ogm non dovrebbero essere&lt;br /&gt;utilizzati per la produzione di alimenti o mangimi.&lt;br /&gt;In un contesto internazionale di continui allarmi sulla sicurezza degli alimenti, è necessaria una&lt;br /&gt;scelta volta all’esclusione degli Ogm, a maggior ragione nelle produzioni di qualità.&lt;br /&gt;Greenpeace, oltre a offrire la propria collaborazione, chiede al Consorzio di Tutela di salvaguardare&lt;br /&gt;la credibilità nazionale e internazionale del Parmigiano-Reggiano e di affrontare con energia&lt;br /&gt;e tempismo il problema Ogm, escludendone l’utilizzo in tutte le fasi della filiera produttiva. Le alternative&lt;br /&gt;ci sono. E sono concrete. La soia certificata non-Ogm è disponibile sul mercato in&lt;br /&gt;grandi quantità e a costi ragionevoli: ve ne è a sufficienza per tutta la produzione del Parmigiano-&lt;br /&gt;Reggiano e per l'intero fabbisogno italiano. Si tratta solo si scegliere.&lt;br /&gt;11&lt;br /&gt;A&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ALLEGATO 1&lt;br /&gt;Elenco mangimisti fornitori del Consorzio Parmigiano-Reggiano&lt;br /&gt;Albo dei mangimisti&lt;br /&gt;Nr. convenz. Ditta Sede&lt;br /&gt;1 Veronesi Verona S.p.A. Quinto di Valpantena (VR)&lt;br /&gt;3 Consorzio Agrario Lombardo Veneto di VR, MN e VI Verona&lt;br /&gt;4 G.I.Ma. S.p.A. Rubiera (RE)&lt;br /&gt;6 Consorzio Agrario Bologna e Modena Serramazzoni (MO)&lt;br /&gt;7 Progeo s.r.l. Reggio Emilia&lt;br /&gt;8 Consorzio Agrario Provinciale Parma&lt;br /&gt;10 Cargill s.r.l. Milano&lt;br /&gt;12 Consorzio Agrario Provinciale Reggio Emilia&lt;br /&gt;16 Consorzio Agrario Provinciale Cremona&lt;br /&gt;17 Ferri "Il Mangime" di Ferri Castelvetro (MO)&lt;br /&gt;18 Società Italiana Werisan S.p.A. Novellara (RE)&lt;br /&gt;20 CARRA Mangimi S.p.A. Sorbolo (PR)&lt;br /&gt;22 Nuova Padana Mangimi s.r.l. Rivarolo Mantovano (MN)&lt;br /&gt;23 Cortal Extra Soy s.r.l. Cittadella (PD)&lt;br /&gt;24 F.lli Martini Budrio di Longiano (FO)&lt;br /&gt;25 Raggio di Sole Fiorenzuola d'Arda (PC)&lt;br /&gt;26 Petrini 1822 S.p.A. Bastia Umbra (PG)&lt;br /&gt;27 Madital S.p.A. Massalengo (LO)&lt;br /&gt;28 Val Po s.r.l. Cadelbosco Sopra (RE)&lt;br /&gt;29 Venturini &amp; C. S.p.A. Mantova&lt;br /&gt;30 Neviani Armando Montecchio Emilia (RE)&lt;br /&gt;33 Casini &amp; Marani s.r.l. Reggio Emilia&lt;br /&gt;34 Universal Mangimi S.p.A. S.Vito al Tagliamento (PN)&lt;br /&gt;35 Ferrero Mangimi S.p.A. Farigliano (CN)&lt;br /&gt;36 Corradi Mangimi s.n.c. Castione Baratti (PR)&lt;br /&gt;37 Storchi Mangimi s.n.c. Correggio (RE)&lt;br /&gt;38 Mangimi Brianza S.p.A. Casatenovo (LC)&lt;br /&gt;39 Barazzoni Ivaldo - EMMEGI s.r.l. Campegine (RE)&lt;br /&gt;41 Cremaschini F.lli Brescia&lt;br /&gt;42 Mignini S.p.A. Petrignano di Assisi (PG)&lt;br /&gt;43 Preti Mangimi s.r.l. Revere (MN)&lt;br /&gt;44 Parmamangimi s.n.c. Coloreto (PR)&lt;br /&gt;45 Dairy Line Nutrition Milano&lt;br /&gt;46 COMAZOO Brescia&lt;br /&gt;47 Ferrari Mangimi s.r.l. Lodi&lt;br /&gt;48 Zenit Mangimi Vaiano Cremasco (CR)&lt;br /&gt;49 Magic SpA Sorbolo (PR)&lt;br /&gt;50 Gruppo Valigi Italy Srl Pontenuovo di Torgiano (PG)&lt;br /&gt;13&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ALLEGATO 3 – Fornitori brasiliani di soia certificata non-Ogm&lt;br /&gt;Imcopa&lt;br /&gt;Avenida das Araucarias, 5899&lt;br /&gt;CEP : 83707-000 Araucaria, PR&lt;br /&gt;Tel: +55 41 21418000&lt;br /&gt;http://www.imcopa.com.br/italiano/abertura-1024.htm&lt;br /&gt;Cotriguacu&lt;br /&gt;Rua da Bandeira 541, Cascavel, PR&lt;br /&gt;Tel. +55 45225-2255&lt;br /&gt;www.cotriguacu.com.br&lt;br /&gt;Coamo&lt;br /&gt;Campo Mourão - Administração Central&lt;br /&gt;Rua Fioravante João Ferri, 99 - Jardim Alvorada&lt;br /&gt;Caixa Postal 460 CEP: 87308-445 - Campo Mourão - Paraná&lt;br /&gt;Tel. +55 44 3518-0123 - PABX&lt;br /&gt;3518-0451 - Central de Compras&lt;br /&gt;3518-0124 - Assessoria de Comercialização&lt;br /&gt;www.coamo.com.br&lt;br /&gt;Caramuru Alimentos LTDA&lt;br /&gt;Vai Expressa Julio Borges de Souza, Nº 4.240&lt;br /&gt;BAIRRO NOSSA SENHORA DA SAÚDE&lt;br /&gt;CEP. 75520-900 Itumbiara, GO&lt;br /&gt;Tel. +55 64 3404-0200&lt;br /&gt;http://www.caramurualimentos.com.br/home_english.htm&lt;br /&gt;Brejeiro&lt;br /&gt;Avenida do Café, Nº 129, Orlândia, Sao Paulo&lt;br /&gt;Tel: +55 16 3820 5000&lt;br /&gt;www.brejeiro.com.br/&lt;br /&gt;Cocamar Cooperativa Agroindustrial&lt;br /&gt;Estrada Oswaldo de Moraes Corrêa, 1.000 - Parque Industrial&lt;br /&gt;CEP 87065-240 • Maringá - Paraná - Brasil&lt;br /&gt;Tel. +55 44 3221 3490&lt;br /&gt;www.cocamar.com.br&lt;br /&gt;Amaggi&lt;br /&gt;http://www.grupomaggi.com.br/en/&lt;br /&gt;14&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ALLEGATO 4 – Fonti proteiche alternative&lt;br /&gt;FAVINO, Semi integrali&lt;br /&gt;Rappresentano i semi dei baccelli della Vicia faba minor. La coltivazione del favino è diffusa in&lt;br /&gt;tutta l’Europa Occidentale.&lt;br /&gt;Fra le varietà,selezionate in Italia, sono da segnalare Proteo, Nettuno e Finale per il livello di&lt;br /&gt;proteina (25-32%) e con rese fino a 40 q/ha.&lt;br /&gt;LUPINO DOLCE, Semi integrali&lt;br /&gt;Per il suo alto tenore proteico può costituire una fonte proteica in sostituzione della soia. Pur&lt;br /&gt;rappresentando una risorsa per le regioni meridionali del nostro Paese, la sua produzione è andata&lt;br /&gt;progressivamente diminuendo.&lt;br /&gt;PISELLO, Semi&lt;br /&gt;In Italia si coltiva nella pianura padana. Sono molto note le varietà Finale e Frisson. La produzione&lt;br /&gt;ammonta a 15-40 q/ha.&lt;br /&gt;ERBA MEDICA disidratata&lt;br /&gt;È un prodotto ottenuto per disidratazione della pianta intera mediante processi del tipo "short&lt;br /&gt;time" che ne limitano le perdite quantitative rispetto allo stesso prodotto affienato e il danno nei&lt;br /&gt;riguardi del B-carotene e delle xantofille.&lt;br /&gt;15&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bibliografia&lt;br /&gt;1. Orson, J. 2002. Gene stacking in herbicide tolerant oilseed rape: lessons from the Northern American&lt;br /&gt;experience. English Nature Research Reports no. 443, Peterborough, UK. http://www.englishnature.&lt;br /&gt;org.uk/pubs/publication/PDF/enrr443.pdf&lt;br /&gt;Légère, A. 2005. Risks and consequences of gene flow from herbicide-resistant crops: canola (Brassica napus&lt;br /&gt;L.) as a case study. Pest Management Science 61: 292-300.&lt;br /&gt;2. Daniels, R., Boffey, C., Mogg, R., Bond J. &amp; Clarke, R. 2005. The potential for dispersal of herbicide tolerance&lt;br /&gt;genes from genetically-modified, herbicide-tolerant oilseed rape crops to wild relatives. UK DEFRA contract ref&lt;br /&gt;EPG 1/5/151.&lt;br /&gt;http://www.defra.gov.uk/environment/gm/research/pdf/epg_1-5-151.pdf&lt;br /&gt;3. Haygood, R., Ives, A.R. &amp; Andow, D.A. 2003. Consequences of recurrent gene flow from crops to wild relatives.&lt;br /&gt;Proceedings of the Royal Society of London B, Biological Sciences 10.1098/rspb.2003.2426&lt;br /&gt;4. Si veda anche: Greenpeace 2004. Pericoli ambientali delle colture Bt resistenti agli insetti.&lt;br /&gt;http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/mais-bt-ogm-farfalle-insetti&lt;br /&gt;5. Dively, G.P., Rose, R., Sears, M.K., Hellmich, R.L. Stanley-Horn, D.E. Calvin, D.D. Russo, J.M. &amp; Anderson, P.L..&lt;br /&gt;2004. Effects on monarch butterfly larvae (Lepidoptera: Danaidae) after continuous exposure to Cry1Ab&lt;br /&gt;expressing corn during anthesis. Environmental Entomology 33: 1116-1125.&lt;br /&gt;6. Hilbeck, A., Moar, W.J., Pusztai-Carey, M., Filippini, A. &amp; Bigler, F. 1999. Prey-mediated effects of Cry1Ab toxin&lt;br /&gt;and protoxin and Cry2A protoxin on the predator Chrysoperla carnea. Entomologia Experimentalis et Applicata&lt;br /&gt;91: 305-316.&lt;br /&gt;Dutton A., Klein, H., Romeis, J. &amp; Bigler, F. 2002. Uptake of Bt toxin by herbivores feeding on transgenic maize&lt;br /&gt;and consequences for the predator Chrysoperla carnea. Ecological Entomology 27: 441-447.&lt;br /&gt;7. Jayaraman, K.S. 2002. Poor crop management plagues Bt cotton experiment in India. Nature Biotechnology 20:&lt;br /&gt;1069.&lt;br /&gt;Jayaraman, K.S. 2003. India debates results of its first transgenic cotton crop. Nature, 421, 681.&lt;br /&gt;8. Saxena, D., Flores, S. &amp; Stotzky, G. 2002. Bt toxin is released in root exudates from 12 transgenic corn hybrids&lt;br /&gt;representing three transformation events. Soil Biology and Biochemistry 34: 133-137.&lt;br /&gt;9. Flores, S., Saxena, D &amp; Stotzky, G. 2005. Transgenic Bt plants decompose less in soil than non-Bt plants. Soil&lt;br /&gt;Biology and Biochemistry 37: 1073-1082.&lt;br /&gt;10. Tapp, H. &amp; Stotzky, G. 1998. Persistence of the insecticidal toxin from Bacillus thuringiensis subsp. kurstaki in&lt;br /&gt;soil. Soil Biology and Biochemistry 30: 471-476.&lt;br /&gt;Zwahlen, C., Hilbeck, A., Gugerli, P. &amp; Nentwig, W. 2003. Degradation of the Cry1Ab protein within transgenic&lt;br /&gt;Bacillus thuringiensis corn tissue in the field. Molecular Ecology 12: 765-775.&lt;br /&gt;11. Venkateswerlu G. &amp; Stotzky, G. 1992. Binding of the protoxin and toxin proteins of Bacillus thuringiensis subsp.&lt;br /&gt;kurstaki on clay minerals. Current Microbiology 25: 225-233.&lt;br /&gt;12. Si veda anche: Greenpeace 2004. Sempre più “superinfestanti” dovuti a coltivazioni geneticamente modificate.&lt;br /&gt;http://www.greenpeace.org/italy/campagne/ogm/approfondimenti&lt;br /&gt;e Greenpeace 2004, Monsanto's GE 'Roundup Ready' Soya– What more can go wrong? www.greenpeace.org&lt;br /&gt;13. Relyea, R.A. 2005. The impact of insecticides and herbicides on the biodiversity and productivity of aquatic&lt;br /&gt;communities. Ecological Applications 15: 618-627.&lt;br /&gt;Relyea, R.A. 2005. The lethal impact of roundup on aquatic terrestrial amphibians. Ecological Applications, 15:&lt;br /&gt;1118–1124.&lt;br /&gt;Relyea, R.A., Schoeppner, N.M. &amp; Hoverman, J.T. 2005. Pesticides and amphibians: the importance of&lt;br /&gt;community context. Ecological Applications, 15: 1125–1134.&lt;br /&gt;14. Richard, S., Moslemi, S., Sipahutar, H., Benachour, N. &amp; Seralini, G-E. 2005. Differential effects of glyphosate&lt;br /&gt;and Roundup on human placental cells and aromatase. Environmental Health Perspectives 113: 716–720.&lt;br /&gt;16&lt;br /&gt;15. Roy, B.A. 2004. Rounding up the costs and benefits of herbicide use. Proceedings of the National Academy of&lt;br /&gt;Sciences 101: 13974-13975.&lt;br /&gt;Baucom, R.S. &amp; Mauricio, R. 2004. Fitness costs and benefits of novel herbicide tolerance in a noxious weed.&lt;br /&gt;Proceedings of the National Academy of Sciences 101: 13386–13390.&lt;br /&gt;Vitta, J.I., Tuesca, D. &amp; Puricelli, E. 2004. Widespread use of glyphosate tolerant soybean and weed community&lt;br /&gt;richness in Argentina. Agriculture, Ecosystems and Environment 103: 621–624.&lt;br /&gt;16. Harztler, B. 2003. http://www.weeds.iastate.edu/mgmt/2003/glyresistance.shtml&lt;br /&gt;17. Readymaster ATZ contiene sia glifosato che atrazina, si veda:&lt;br /&gt;www.monsanto.com/monsanto/us_ag/content/crop_pro/ready_master_atz/label.pdf&lt;br /&gt;18. King, C.A., Purcell, L.C. &amp; Vories, E.D. 2001. Plant growth and nitrogenase activity of glyphosate-tolerant&lt;br /&gt;soybean in response to foliar glyphosate applications. Agronomy Journal 93: 179–186.&lt;br /&gt;Zablotowicz, R.M. &amp; Reddy, K.N. 2004. Impact of glyphosate on the Bradyrhizobium japonicum symbiosis with&lt;br /&gt;glyphosate-resistant transgenic soybean: a minireview. Journal of Environmental Quality 33: 825–831.&lt;br /&gt;19. Coghlan, A. 2003. Weedkiller may encourage blight. New Scientist, 16 agusto 2003, p. 6.&lt;br /&gt;20. Chowdhury, E.H., Kuribara, H., Hino, A., Sultana, P., Mikami, O., Shimada, N., Guruge, K.S., Saito, M. and&lt;br /&gt;Nakajima, Y. 2003. Detection of corn intrinsic and recombinant DNA fragments and Cry1Ab protein in the&lt;br /&gt;gastrointestinal contents of pigs fed genetically modified corn Bt11. Journal of Animal Science, 81: 2546-2551.&lt;br /&gt;21. Einspanier, R., Lutz, B., Rief, S., Berezina, O., Zverlov, V., Schwarz, W. and Mayer, J. 2004. Tracing residual&lt;br /&gt;recombinant feed molecules during digestion and rumen bacterial diversity in cattle fed transgene maize. (Analisi&lt;br /&gt;delle molecole ricombinanti provenienti dal mangime durante la digestione e della diversità dei batteri del&lt;br /&gt;rumine in bovini nutriti con mais transgenico) European Food Research and Technology 218: 269-273.&lt;br /&gt;22. Chowdhury et al. 2003. op. cit.&lt;br /&gt;23. Chowdhury et al. 2003. op. cit.&lt;br /&gt;24. Pryme, I.F. &amp; Lembcke, R. 2003. In vivo studies on possible health consequences of genetically modified food&lt;br /&gt;and feed - with particular regard to ingredients consisting of genetically modified plant materials. Nutrition and&lt;br /&gt;Health 17: 1-8.&lt;br /&gt;25. Si veda, ad esempio, Erickson, G.E. Robbins, N.D., Simon, J.J., Berger, L.L., Klopfenstein, T.J., Stanisiewski,&lt;br /&gt;E.P. and Hartnell, G. F. 2003. Effect of feeding glyphosate-tolerant (Roundup-Ready events GA21 or nk603)&lt;br /&gt;corn compared with reference hybrids on feedlot steer performance and carcass characteristics. Journal of&lt;br /&gt;Animal Science 81: 2600-2608.&lt;br /&gt;Brown, P., Wilson, K.A.., Jonker, Y. &amp; Nickson, T.E. 2003. Glyphosate Tolerant Canola Meal Is Equivalent to the&lt;br /&gt;Parental Line in Diets Fed to Rainbow Trout. Journal of Agricultural Food and Chemistry, 51: 4268-4272.&lt;br /&gt;26. Si vedano, ad esempio, le opinioni dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) su NK603&lt;br /&gt;http://www.efsa.eu.int/science/gmo/gmo_opinions/177_en.html e su MON863 e MON863 x MON 810&lt;br /&gt;http://www.efsa.eu.int/science/gmo/gmo_opinions/383_en.html.&lt;br /&gt;Séralini, G-E, Cellier, D. &amp; Spiroux de Vendomois, J. 2007. New analysis of a rat feeding study with a&lt;br /&gt;genetically modified maize reveals signs of hepatorenal toxicity. Archives of Environmental Contamination and&lt;br /&gt;Toxicology DOI: 10.1007/s00244-006-0149-5. http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/mon-&lt;br /&gt;863-07&lt;br /&gt;Si veda anche: Greenpeace 2004. The European Food Safety Authority (EFSA): failing consumers and the&lt;br /&gt;environment.&lt;br /&gt;http://eu.greenpeace.org/downloads/gmo/CritiqueOnEFSA-April2004.pdf&lt;br /&gt;27. Si veda il sito europeo di Friends of the Earth:&lt;br /&gt;http://www.foeeurope.org/GMOs/pending/votes_results.htm&lt;br /&gt;28. Direttiva europea 2001/18/EC sul rilascio intenzionale di OGM nell’ambiente. Gazzetta ufficiale della Comunità&lt;br /&gt;Europea L 106/1. Programma congiunto FAO/OMS sugli standard alimentari. Codex Alimentarius Commission&lt;br /&gt;2003. Rapporto della quarta sessione della commissione intergovernativa Codex sui prodotti alimentari derivati&lt;br /&gt;dalle biotecnologie. ALINORM 03/34A http://www.codexalimentarius.net&lt;br /&gt;29. Einspanier et al. 2004. op. cit.; Chowdhury, et al. 2003. op. cit.&lt;br /&gt;17&lt;br /&gt;Chowdhury, E.H., Mikami, O., Murata, H., Sultana, P., Shimada, N., Yoshioka, M., Guruge, K.S., Yamamoto, S.,&lt;br /&gt;Miyazaki, S., Yamanaka, N. &amp; Nakajima, Y. 2004. Fate of maize intrinsic and recombinant genes in calves fed&lt;br /&gt;genetically modified maize Bt11. Journal of Food Protection, 67: 365-370.&lt;br /&gt;30. Einspanier, R., Klotz, A., Kraft, J., Aulrich, K., Poser, R., Schwagele, F., Jahreis, G. &amp; Flachowsky, G. 2001. The&lt;br /&gt;fate of forage plant DNA in farm animals: a collaborative case-study investigating cattle and chicken fed&lt;br /&gt;recombinant plant material. European Food Research and Technology, 212: 129-134.&lt;br /&gt;Klotz, A., Mayer, J. &amp; Einspanier, R. 2002. Degradation and possible carry over of feed DNA monitored in pigs&lt;br /&gt;and poultry. European Food Research and Technology 214: 271–275.&lt;br /&gt;Aeschbacher, K., Messikommer, R., Meile, L. &amp; Wenk, C. 2005. Bt176 corn in poultry nutrition: physiological&lt;br /&gt;characteristics and fate of recombinant plant DNA in chickens. Poultry Science 84: 385-394.&lt;br /&gt;31. Chowdhury et al. 2004. op. cit.&lt;br /&gt;32. Einspanier et al. 2001. op. cit.; Phipps, R.H., Deaville, E.R. &amp; Maddison, B.C. 2003. Detection of transgenic and&lt;br /&gt;endogenous plant DNA in rumen fluid, duodenal digesta, milk, blood, and feces of lactating dairy cows. Journal&lt;br /&gt;of Dairy Science, 86: 4070-4078.&lt;br /&gt;33. Royal Society 2002. Genetically modified plants for food use and human health—an update. Policy document&lt;br /&gt;4/02, Royal Society, London. www.royalsoc.ac.uk.&lt;br /&gt;Bernstein, J.A., Bernstein, L., Bucchini, L., Goldman, L.R., Hamilton, R.G., Lehrer, S., Rubin, C. &amp; Hugh&lt;br /&gt;Sampson, A. 2003. Clinical and laboratory investigation of allergy to genetically modified foods. Environmental&lt;br /&gt;Health Perspectives, 111: 114-1121.&lt;br /&gt;34. Svitashev, S.K. &amp; Somers D.A. 2001. Genomic interspersions determine the size and complexity of transgene&lt;br /&gt;loci in transgenic plants produced by microprojectile bombardment. Genome 44: 691–697.&lt;br /&gt;35. Windels, P., Taverniers, I. Depicker, A. Van Bockstaele, E. &amp; De Loose, M. 2001. Characterisation of the&lt;br /&gt;Roundup Ready soybean insert. European Food Research and Technology, 213: 107-112.&lt;br /&gt;Rang, A., Linke, B &amp; Jansen, B. 2005. Detection of RNA variants transcribed from the transgene in Roundup&lt;br /&gt;Ready soybean. European Food Research and Technology 220: 438-443.&lt;br /&gt;Si veda anche: Greenpeace 2004. Monsanto's GE 'Roundup Ready' Soya– What more can go wrong?&lt;br /&gt;www.greenpeace.org&lt;br /&gt;Corrispondenza tra il governo britannico e la Monsanto, al sito:&lt;br /&gt;http://www.food.gov.uk/science/ouradvisors/novelfood/acnfppapers/gmissues/60500/.&lt;br /&gt;36. De Schrijver, A. &amp; Moens. W. 2003. Report on the molecular characterisation of the genetic map of event Bt11.&lt;br /&gt;http://www.biosafety.be/TP/MGC.html.&lt;br /&gt;De Schrijver, A. &amp; Moens. W. 2003. Report on the molecular characterisation of the genetic map of event&lt;br /&gt;Bt176. http://www.biosafety.be/TP/MGC.html.&lt;br /&gt;Hernández, M., Pla, M., Esteve, T., Prat, S., Puigdomènech, P. &amp; Ferrando. A. 2003. A specific real-time&lt;br /&gt;quantitative PCR detection system for event MON810 in maize YieldGard ® based on the3-transgene&lt;br /&gt;integration. Transgenic Research 12: 179–189.&lt;br /&gt;37. Coghlan, A 1999. Splitting headache: Monsanto’s modified soya beans are cracking up in the heat. New&lt;br /&gt;Scientist, 20&lt;br /&gt;novembre, p. 25.&lt;br /&gt;38. Fox J.L. 1997. Farmers say Monsanto’s engineered cotton drops bolls. Nature Biotechnology 15: 1233.&lt;br /&gt;39. Lappé, M.A., Bailey, E.B., Childress, C.C. &amp; Setchell, K.D.R. 1999. Alterations in clinically important&lt;br /&gt;phytoestrogens in genetically modified, herbicide-tolerant soybeans. Journal of Medicinal Food, 1: 241-245.&lt;br /&gt;40. Riha, K., McKnight, T.D. Griffing, L.R. &amp; Shippen, D.E. 2001.Living with instability: plant responses to telomere&lt;br /&gt;dysfunction. Science, 291: 797-1800.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-2313324045077384733?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/2313324045077384733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=2313324045077384733' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/2313324045077384733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/2313324045077384733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/il-caso-parmigiano-reggiano.html' title='Il caso Parmigiano-Reggiano'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-7507408834716173734</id><published>2007-11-08T10:22:00.000Z</published><updated>2007-11-08T10:23:54.468Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documenti'/><title type='text'>Violent attacks on farmers occupying a Syngenta GMO field trial in Brazil</title><content type='html'>November 2007&lt;br /&gt;Violent attacks on farmers occupying a Syngenta GMO field trial in Brazil - Statement of solidarity from Friends of the Earth Europe&lt;br /&gt;Friends of the Earth Europe condemns the attacks on 21 October by armed militia on peasant farmers in Paraná state, Brazil, which resulted in one farmer shot dead and six seriously wounded. According to reports by Via Campesina, the global family farmers’ movement, the peasants were occupying peacefully a Syngenta GMO maize and soy test site when armed militia attacked [1].&lt;br /&gt;We offer our sympathy and solidarity to the family of the Valmir Mota, a leader of MST, Brazil’s landless workers’ movement, who was killed, and the six wounded victims and their families. We offer our ongoing support to Via Campesina and MST who are struggling to transform Syngenta's GMO testing area into an Agro-ecology Center for the reproduction of native seeds for family farmers.&lt;br /&gt;Friends of the Earth Europe expresses deep concern that Syngenta – a multinational agrochemicals and biotechnology company based in Switzerland, is associated with these attacks. Syngenta must now comply with any investigations into this violence and explain what has happened, including its role in this tragedy, to its shareholders and to the public.&lt;br /&gt;We also urge the European Commission and European Parliament to take action to:&lt;br /&gt;• Investigate the role of Syngenta in this tragedy and its relationship with the militia in Brazil&lt;br /&gt;• Suspend all official contacts with the company until and unless it is proven that there is no direct or indirect involvement of Syngenta in the killings&lt;br /&gt;• Urge the Brazilian government to ensure those responsible are punished&lt;br /&gt;Furthermore, we support the demands of Via Campesina:&lt;br /&gt;• That the authorities in Brazil conduct a thorough investigation and punish the gunmen – the culprits of these crimes – and those responsible for ordering the attack&lt;br /&gt;• The immediate retreat of Syngenta from the area in Paraná where they have conducted the GMO field tests so that these areas can be converted into peasant based, sustainable agriculture&lt;br /&gt;• The disbandment of armed militias in the region, and the immediate closure of the NF Security company&lt;br /&gt;• Assurance of the safety and protection of the lives of the leaders and workers of Via Campesina and MST in the region.&lt;br /&gt;[1] A Via Campesina encampment located at Syngenta's experimental GMO farm in Santa Tereza do Oeste (Paraná), was attacked by an armed militia on 21 October.&lt;br /&gt;During the massacre, an activist from the Movement of Landless Workers (MST) and member of Via Campesina, Valmir Mota de Oliveira, 42 years old (known as "Keno,") was killed at point-blank range by two shots to the chest. He had been threatened for the previous six months by the Syngenta/MPR/SRO consortium. Workers including Gentil Couto Viera, Jonas Gomes de Queiroz, Domingos Barretos, Izabel Nascimento de Souza, and Hudson Cardin were seriously injured.&lt;br /&gt;According to Via Campesina, Syngenta was thought to be using the services of an armed militia which was acting through a front company, NF Security, in conjunction with the Rural Society of the Western Region (SRO) and the Movement of Rural Producers (MPR), which are tied to agribusiness.&lt;br /&gt;Syngenta's experimental farm has been occupied by peasants since March 2006 to bring attention to the illegal cultivation of GMO soy and corn seeds. Syngenta was fined by the Brazilian Environment Protection Agency in 2006 for conducting illegal field trials of GM soy within the 10 km buffer zone around the Iguaçu Falls World Heritage Site, but has still not paid the fine. Syngenta has since successfully lobbied the Brazilian government to change the law to reduce the buffer zone to just 500m.&lt;br /&gt;Further information:&lt;br /&gt;http://viacampesina.org/&lt;br /&gt;http://news.nacla.org/2007/10/29/corporate-murder-in-brazil-land-activists-shot-by-militia-linked-to-multinational/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-7507408834716173734?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/7507408834716173734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=7507408834716173734' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/7507408834716173734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/7507408834716173734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/violent-attacks-on-farmers-occupying.html' title='Violent attacks on farmers occupying a Syngenta GMO field trial in Brazil'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-2601595597153232594</id><published>2007-11-08T10:19:00.000Z</published><updated>2007-11-08T10:22:36.215Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documenti'/><title type='text'>Campaigning for sustainable agriculture</title><content type='html'>Campaigning for sustainable agriculture&lt;br /&gt;Risky Business&lt;br /&gt;Economic and regulatory&lt;br /&gt;impacts from the unintended&lt;br /&gt;release of genetically engineered&lt;br /&gt;rice varieties into the rice&lt;br /&gt;merchandising system&lt;br /&gt;of the US&lt;br /&gt;greenpeace.org&lt;br /&gt;Contents&lt;br /&gt;Introduction 3&lt;br /&gt;1.0 Report Overview 4&lt;br /&gt;2.0 Overview of the World and US Rice Merchandising Industry 4&lt;br /&gt;2.1 The World Rice Market 4&lt;br /&gt;2.2 The United States Rice Market 6&lt;br /&gt;3.0 Overview of Bayer's Liberty Link Genetically Engineered Rice Varieties 9&lt;br /&gt;3.1 Development and Registration of GE rice varieties (Liberty Link 62 and Liberty Link 06) 9&lt;br /&gt;3.2 Development of Liberty Link 601 (LL601) 10&lt;br /&gt;4.0 Discovery of Bayer's LL601 in Commercial Long Grain Rice Market 10&lt;br /&gt;4.1 The Contamination is Discovered to be Widespread 10&lt;br /&gt;4.2 Discovery of Bayer's LL601 throughout the World 11&lt;br /&gt;5.0 Economic Impacts Arising from the LL601 Contamination Event 14&lt;br /&gt;5.1 Farm Level Impacts 14&lt;br /&gt;5.2 Grain Elevator/Processor Impacts Including Testing Costs 16&lt;br /&gt;5.3 Export Impacts 18&lt;br /&gt;5.4 Product Recalls 22&lt;br /&gt;5.5 Exporter Impacts 24&lt;br /&gt;5.6 Summation of Total Costs Arising from the LL601 Rice Event 25&lt;br /&gt;6.0 Litigation Arising from the Accidental Release and Spread of LL601 26&lt;br /&gt;7.0 Other Costs Arising from Bayer's LL Rice Contamination 27&lt;br /&gt;8.0 Conclusions 27&lt;br /&gt;Appendix I Glossary of Terminology 29&lt;br /&gt;Endnotes&lt;br /&gt;Author&lt;br /&gt;Dr E Neal Blue, Neal Blue Consulting&lt;br /&gt;Dr E Neal Blue, Principal - Neal Blue Consulting 730 Kenwick Road, Columbus, Ohio 43209&lt;br /&gt;Legal Notice: All expert opinions expressed herein are solely that of the author of this report.&lt;br /&gt;For more information contact: enquiries@int.greenpeace.org&lt;br /&gt;Printed on 100% recycled post-consumer waste with vegetable based inks.&lt;br /&gt;JN 087&lt;br /&gt;Published in November 2007 by Greenpeace International, Ottho Heldringstraat 5, 1066 AZ Amsterdam, The Netherlands&lt;br /&gt;Tel: +31 20 7182000 Fax: +31 20 5148151&lt;br /&gt;greenpeace.org&lt;br /&gt;Greenpeace is an independent global&lt;br /&gt;campaigning organisation that acts to&lt;br /&gt;change attitudes and behaviour, to&lt;br /&gt;protect and conserve the environment&lt;br /&gt;and to promote peace.&lt;br /&gt;FRONT COVER IMAGE © KAREN ROBINSON/GREENPEACE&lt;br /&gt;3&lt;br /&gt;© Image Copyright&lt;br /&gt;Introduction&lt;br /&gt;In 2006, the global rice industry was negatively impacted by&lt;br /&gt;the release of an unapproved genetically engineered (GE) rice&lt;br /&gt;variety called Liberty Link 6011. Liberty Link 601 (LL601) rice&lt;br /&gt;was a seedline under development by Bayer CropScience,&lt;br /&gt;LP2 from 1997 to 2001. LL601 was never approved for&lt;br /&gt;deregulation by USDA. Bayer's Liberty Link rice varieties were&lt;br /&gt;genetically engineered to tolerate Liberty Herbicide&lt;br /&gt;(gluphosinate ammonium). While the initial details regarding&lt;br /&gt;the cause of the unintended release are fuzzy, the resulting&lt;br /&gt;economic effects are not.&lt;br /&gt;Traces of LL601 rice were discovered in the rice grain&lt;br /&gt;merchandising system in Europe, Africa and Asia in August&lt;br /&gt;2006. Soon after the discovery of LL601 traces in the grain&lt;br /&gt;merchandising system, many countries, particularly Europe&lt;br /&gt;and Japan, immediately halted imports of long grain rice from&lt;br /&gt;the United States. Subsequent actions by the United States&lt;br /&gt;Rice Federation dictated that 1) all rice merchandising&lt;br /&gt;channels be thoroughly cleared of rice containing traces of&lt;br /&gt;the GE rice varieties LL601, LL62 and LL06 and also&lt;br /&gt;conventional long grain varieties Clearfield 131 and Cheniere&lt;br /&gt;because they contained the GE contamination and 2) ensure&lt;br /&gt;all future export shipments meet importing guideline&lt;br /&gt;requirements for non GE status. In addition, the USDA and&lt;br /&gt;the Arkansas State Plant Board declared an emergency&lt;br /&gt;action dictating that Clearfield 131 and Cheniere long grain&lt;br /&gt;rice varieties not be planted in 2007 and 2008 because they&lt;br /&gt;were found to be GE contaminated. BASF Corporation's&lt;br /&gt;Clearfield 131 rice variety was found to be contaminated with&lt;br /&gt;a previously unknown genetic event LL604 - created by&lt;br /&gt;Bayer. It is unknown at this time how many LL varieties are or&lt;br /&gt;were under development by Bayer CropScience LP, beyond&lt;br /&gt;the four Liberty Link lines discussed in this document (LL601,&lt;br /&gt;LL62, LL06 and LL604). As of this time, the USDA still does&lt;br /&gt;not have an explanation of how or why the LL601 genetic&lt;br /&gt;event got into the US Rice production system on a wide&lt;br /&gt;scale.&lt;br /&gt;The estimated economic loss resulting from export impacts in&lt;br /&gt;the 2006/07 crop years is estimated to be $254 million. The&lt;br /&gt;future export losses are estimated to be $89 million to $445&lt;br /&gt;million depending on how long the two major export markets&lt;br /&gt;(EU plus the Philippines) remain closed. The direct and&lt;br /&gt;indirect negative effects experienced by the rice producers&lt;br /&gt;due to reduced prices, long on-farm crop storage time,&lt;br /&gt;reduced seed stocks in 2007, testing requirements, a clean&lt;br /&gt;out of the rice merchandising system and lost rice revenue are&lt;br /&gt;estimated to be $199 million to $201 million. Processors&lt;br /&gt;experienced at estimated loss of $88 million to $91 million.&lt;br /&gt;The BASF Company estimates that it lost $1 to $15 million&lt;br /&gt;because its Clearfield 131 seedline, a non GE rice line, was&lt;br /&gt;contaminated with LL62 and LL604. Food product recalls&lt;br /&gt;around the world are estimated between $85 million and&lt;br /&gt;$253 million. Export shipping losses from the loss of US&lt;br /&gt;exports amounted to $25 million. The worldwide estimated&lt;br /&gt;total economic loss due to the LL601 contamination event is&lt;br /&gt;estimated to range from $741 million to $1.285 billion.&lt;br /&gt;A class action litigation against Bayer CropScience LP&lt;br /&gt;brought by US rice farmers is expected to cost Bayer (and/or&lt;br /&gt;its insurers) $1 billion in compensatory liabilities. In addition,&lt;br /&gt;litigation has been brought forth against Riceland Foods and&lt;br /&gt;Producers Rice Mill by British and German food processors.&lt;br /&gt;The estimated compensatory losses of $1 billion facing Bayer&lt;br /&gt;are in addition to the economic losses sustained by the rice&lt;br /&gt;industry world-wide.&lt;br /&gt;4&lt;br /&gt;1.0 Report Overview&lt;br /&gt;The purpose of this report is to give a comprehensive&lt;br /&gt;overview of the Bayer Liberty Link 601 (hereafter called&lt;br /&gt;LL601) event in 2006 and its repercussions, both in terms of&lt;br /&gt;the economics of what happened in the rice merchandising&lt;br /&gt;system as well as the legal/regulatory ramifications arising&lt;br /&gt;from the unregulated release into the system. In addition,&lt;br /&gt;other rice varieties affected by the LL601 event are also&lt;br /&gt;reviewed, including the Clearfield 131 and Cheniere long grain&lt;br /&gt;rice varieties. Before covering the LL601 rice event itself and&lt;br /&gt;its ramifications, it is useful to give an overview of the rice&lt;br /&gt;industry worldwide and in the US. Afterward, the biotechnical&lt;br /&gt;development of Liberty Link rice lines is discussed as well as&lt;br /&gt;the regulatory approval process of some of the Liberty Link&lt;br /&gt;lines. Next, the LL601 rice contamination event is discussed&lt;br /&gt;as to how it got into the environment and how it was&lt;br /&gt;discovered throughout the US rice supplies exported from the&lt;br /&gt;United States. Economic reactions to the LL601 event are&lt;br /&gt;discussed as well as the possible losses to various groups&lt;br /&gt;involved in the LL601 contamination event. Lastly, the legal&lt;br /&gt;ramifications arising from the LL601 event are discussed.&lt;br /&gt;Finally several conclusions are drawn.&lt;br /&gt;2.0 Overview of the World and US&lt;br /&gt;Rice Merchandising Industry&lt;br /&gt;2.1 The World Rice Market&lt;br /&gt;The world rice industry is wide ranging. It is segmented by&lt;br /&gt;type, form and quality. Four types of rice comprise a majority&lt;br /&gt;of the rice production in the world today; a) Japonica: 10%; b)&lt;br /&gt;Aromatic: 10%; c) Indica: 75% and d) glutinous; 5%. Rice is&lt;br /&gt;sold and marketed in three different forms a) milled rice, b)&lt;br /&gt;brown rice and c) rough rice. Lastly, rice is marketed by three&lt;br /&gt;quality levels, high, medium and low.&lt;br /&gt;Figures 2.1.1 through 2.1.4 show the production,&lt;br /&gt;consumption, export and imports for the world rice industry&lt;br /&gt;for the 2006/07 crop year. China, India, Indonesia,&lt;br /&gt;Bangladesh and Vietnam are both the five largest producers&lt;br /&gt;and consumers of rice. In general, 90% of the rice in the&lt;br /&gt;world is produced and consumed in Asia.&lt;br /&gt;In terms of international trade, the five largest exporters of&lt;br /&gt;rice are Thailand, Vietnam, India, United States and Pakistan&lt;br /&gt;(Figure 2.1.3). These five nation's exports constitute 82% of&lt;br /&gt;the world's total export market. The import market, however,&lt;br /&gt;is extremely fragmented (Figure 2.1.4). The main reason is&lt;br /&gt;that the international rice market trading volume compared to&lt;br /&gt;total production is thin. World rice imports are only 7 percent&lt;br /&gt;of total world production. Contrast this with wheat (19%),&lt;br /&gt;corn (12%), soybean (24%), barley (11%), sorghum (8%), oats&lt;br /&gt;(9%) and rye (4%). The five largest importers are Indonesia,&lt;br /&gt;Philippines, Nigeria, Iran and the EU-27 bloc (Figure 2.1.4).&lt;br /&gt;Economic and regulatory impacts&lt;br /&gt;from the unintended release of genetically&lt;br /&gt;engineered rice varieties into the rice&lt;br /&gt;merchandising system of the US&lt;br /&gt;5&lt;br /&gt;6&lt;br /&gt;2.2 The United States Rice Market&lt;br /&gt;The US rice industry is a high-cost, high-yielding, large-scale&lt;br /&gt;production sector that relies on the export market for almost&lt;br /&gt;50 percent of its annual sales. The government programme&lt;br /&gt;payments to rice farmers on a per-acre basis are high&lt;br /&gt;compared to other farm programme crops. Compared to the&lt;br /&gt;total field crop sales in the US, rice accounts for 2% of the&lt;br /&gt;value of US field crops from 2002-2004. Table 2.2.1 presents&lt;br /&gt;some key facts that highlight the US rice industry.&lt;br /&gt;Economic and regulatory impacts&lt;br /&gt;from the unintended release of genetically&lt;br /&gt;engineered rice varieties into the rice&lt;br /&gt;merchandising system of the US&lt;br /&gt;Table 2.2.1. Key facts of the United States Rice Industry&lt;br /&gt;• The average crop value of rice marketings for 2002-2004 is $1.44 billion.&lt;br /&gt;• In 2006 the forecasted value of rice marketings is $1.88 billion.&lt;br /&gt;• The US Census of Agriculture (2002) reports 8,046 farms grow rice.&lt;br /&gt;• The average farm size of a rice producer is 397 acres.&lt;br /&gt;Contrast this to other crop producers:&lt;br /&gt;• Corn 196 acres&lt;br /&gt;• Soybean 228 acres&lt;br /&gt;• Wheat 269 acres&lt;br /&gt;• Cotton 506 acres&lt;br /&gt;• All rice is produced under controlled irrigation.&lt;br /&gt;• In 2005 rice farmers received $168 per acre in government farm programme payments.&lt;br /&gt;Contrast this to government payments for other crops:&lt;br /&gt;• Corn $63/acre&lt;br /&gt;• Soybeans $22/acre&lt;br /&gt;• Wheat $35/acre&lt;br /&gt;• Cotton $115/acre&lt;br /&gt;• Peanuts $178/acre&lt;br /&gt;Source: USDA/ERS - Rice Backgrounder3&lt;br /&gt;Note: Government payments per acre assume a maximum countercyclical payment plus a direct payment4 under the US 2002 Farm Bill legislation.&lt;br /&gt;7&lt;br /&gt;Virtually all US rice is grown in four distinct regions in the US:&lt;br /&gt;the Arkansas Grand Prairie; the Mississippi River Delta (parts&lt;br /&gt;of Arkansas, Mississippi, Missouri, Louisiana); the Gulf Coast&lt;br /&gt;(Texas and Southwest Louisiana) and; the Sacramento Valley&lt;br /&gt;in California. Arkansas is the largest rice producing state,&lt;br /&gt;followed by California, Louisiana and Mississippi.&lt;br /&gt;In the US three types of rice are grown: long grain, medium&lt;br /&gt;grain and short grain. Long grain rice accounts for 70 percent&lt;br /&gt;of total US rice production. 80 percent of the long grain rice&lt;br /&gt;crop is destined for export markets. Medium grain rice is&lt;br /&gt;grown mainly in California and in the Southern US, and&lt;br /&gt;accounts for about 19 percent of the total US rice production.&lt;br /&gt;Short grain rice accounts for 1-2 percent of rice production&lt;br /&gt;and is grown exclusively in California.&lt;br /&gt;Table 2.2.2 presents the US total rice acreage, yield,&lt;br /&gt;and total production in the US. The total production of&lt;br /&gt;US rice rose until 2005 and then declined in 2006 and 2007.&lt;br /&gt;The decreases in rice acres from 2005 to 2006 are attributed&lt;br /&gt;to the high energy and fertiliser prices - two key components&lt;br /&gt;in rice production. In 2007 rice acreage was 3.37 percent less&lt;br /&gt;than in 2006. Most of this decline occurred as the result of&lt;br /&gt;long grain rice acreage reduction. Arkansas, the main rice&lt;br /&gt;producing state, saw its total rice acreage fall by 7 percent&lt;br /&gt;from 2006 to 2007. Added cost of production, lack of&lt;br /&gt;adequate pricing opportunities, crop alternatives and trade&lt;br /&gt;barriers were the causes of reduced rice acreage in 20075. In&lt;br /&gt;addition, the acreage reductions were also due to the&lt;br /&gt;shortage of Cheniere and Clearfield 131 rice varieties caused&lt;br /&gt;by the LL601 and LL604 contamination of the seed supply6.&lt;br /&gt;Source: Monthly issues of Rice Outlook, Economic Research Service: USDA&lt;br /&gt;* 2007/08 numbers are estimated&lt;br /&gt;** August 2007 mid-month estimate&lt;br /&gt;Table 2.2.2. US Rice Acreage, Yield, Production, Marketings and Average Price&lt;br /&gt;Crop Year 2002/03 2003/04 2004/05 2005/06 2006/07 2007/08* % Difference&lt;br /&gt;2007/08-2006/07&lt;br /&gt;Harvested acres (millions)&lt;br /&gt;Long rice 2.512 2.310 2.571 2.734 2.186 2.082 -4.76&lt;br /&gt;Medium/short rice 0.695 0.687 0.754 0.630 0.635 0.644 1.42&lt;br /&gt;Total rice 3.207 2.997 3.325 3.364 2.821 2.726 -3.37&lt;br /&gt;Average yield (cwt/acre) 65.78 66.70 69.88 66.36 68.68 69.84 1.69&lt;br /&gt;Production (million cwt)&lt;br /&gt;Long rice 157.2 149.0 170.4 177.5 146.2 138.2 -5.47&lt;br /&gt;Medium/short rice 53.7 50.9 61.9 45.7 47.5 53.6 12.84&lt;br /&gt;Total rice production 211.0 199.9 232.4 223.2 193.7 190.4 -1.70&lt;br /&gt;Marketings (million cwt) 158.65 147.32 169.94 183.24 148.69&lt;br /&gt;Average Price ($/cwt) 4.49 8.08 7.33 7.65 9.74 9.89**&lt;br /&gt;8&lt;br /&gt;Economic and regulatory impacts&lt;br /&gt;from the unintended release of genetically&lt;br /&gt;engineered rice varieties into the rice&lt;br /&gt;merchandising system of the US&lt;br /&gt;Figure 2.2.1 Key facts of the United States Rice Industry.&lt;br /&gt;9&lt;br /&gt;3.0 Overview of Bayer's Liberty Link&lt;br /&gt;Genetically Engineered Rice Varieties&lt;br /&gt;This section will review the development of several GE rice&lt;br /&gt;varieties by corporate entities that were eventually purchased&lt;br /&gt;by Bayer CropScience, LP7. In addition, the non-GE rice&lt;br /&gt;varieties that are tolerant to herbicides are also discussed - as&lt;br /&gt;they too were eventually affected by the Liberty Link rice&lt;br /&gt;contamination event. Next, the unintended release of Liberty&lt;br /&gt;Link rice varieties into the rice merchandising system is&lt;br /&gt;discussed. A timeline of how the contamination was&lt;br /&gt;discovered and the reaction are discussed.&lt;br /&gt;3.1 Development and Registration of GE rice&lt;br /&gt;varieties (Liberty Link 62 and Liberty Link 06)&lt;br /&gt;Genetic engineering allowed plant breeders to create mutations&lt;br /&gt;in a plant's DNA by direct insertion of selected gene fragments&lt;br /&gt;into the genome of the plant. This is done to create plant traits&lt;br /&gt;such as herbicide tolerance, altered nutrition profiles and insect&lt;br /&gt;and disease resistance. In the mid to late 1990's genetically&lt;br /&gt;engineered crops became commercialised. From 1995 to&lt;br /&gt;the current time GE traits have been developed and&lt;br /&gt;commercialised in corn, soybean, canola, sugar beets and&lt;br /&gt;cotton. The technology of modifying plant traits with genetic&lt;br /&gt;engineering techniques has been controversial for several&lt;br /&gt;reasons: 1) it is not known how genetic modifications will&lt;br /&gt;express themselves physically in the short run and over many&lt;br /&gt;generations of plant growth; 2) there is concern that foreign&lt;br /&gt;proteins that are expressed in the process of plant genetic&lt;br /&gt;modification may cause negative effects in animals and&lt;br /&gt;humans; 3) there is a concern that traits introduced by genetic&lt;br /&gt;modification will drift into wild type and conventional plant&lt;br /&gt;populations, with potential impacts on biodiversity and&lt;br /&gt;ecosystems; 4) that gene drift caused by pollen transfer will&lt;br /&gt;contaminate seeds and crops of those producing conventional&lt;br /&gt;and organic crops, causing economic and financial harm.&lt;br /&gt;At the current time, no GE rice varieties have ever been&lt;br /&gt;cultivated for commercial rice production in the world.&lt;br /&gt;There have been however, developments that have occurred&lt;br /&gt;at major seed companies investigating GE rice varieties,&lt;br /&gt;including herbicide tolerance (Liberty Link), elevated beta&lt;br /&gt;carotene levels (Syngenta's Golden Rice) and rice that&lt;br /&gt;produces pharmacologic agents (Ventria BioSciences).&lt;br /&gt;GE rice is also being developed by governments,&lt;br /&gt;particularly China and research and development is going on at&lt;br /&gt;the International Rice Research Institute (IRRI) in the Philippines&lt;br /&gt;and at national rice institutes. In the 1990's Bayer CropScience&lt;br /&gt;developed several GE rice varieties. The main work was&lt;br /&gt;centred on genetically engineering rice varieties to confer&lt;br /&gt;tolerance to Bayer's herbicide containing gluphosinate&lt;br /&gt;ammonium (sold under the trade names Basta®, Rely®,&lt;br /&gt;Finale® and Liberty®) thus allowing a post-emergent weed&lt;br /&gt;control regimen in rice production. LL62 and LL06 rice lines&lt;br /&gt;were field tested under APHIS authorisations since 1997 prior&lt;br /&gt;to deregulation. Twelve field tests of LL06 were conducted -&lt;br /&gt;ten in California and two in Puerto Rico in 1997 and 1998.&lt;br /&gt;Four field tests of LL62 were conducted - two each in&lt;br /&gt;Louisiana and Puerto Rico in 1997 and 1998. (For technical&lt;br /&gt;details of how LL62 and LL06 were developed see the AgrEvo&lt;br /&gt;petition for LL62 and LL06 in endnote8).&lt;br /&gt;On 15 April 1999 APHIS deregulated transgenic rice&lt;br /&gt;events LL62 and L06 thereby allowing Bayer to pursue&lt;br /&gt;commercialisation of LL62 and LL06. While the rice events&lt;br /&gt;LL62 and LL06 were deregulated for commercialisation, Bayer&lt;br /&gt;CropScience never released them for commercial production -&lt;br /&gt;as the US rice industry refused to support commercial&lt;br /&gt;cultivation of GE rice because of fears of market rejection.&lt;br /&gt;Although LL62 and LL06 were deregulated in 1999, the US&lt;br /&gt;Environmental Protection Agency only registered gluphosinate&lt;br /&gt;ammonium for use in rice in 2002. Since 1999, LL62 and LL06&lt;br /&gt;have been approved by Argentina, Brazil, Canada, Mexico,&lt;br /&gt;and Russia for use in the environment as food and/or feed.&lt;br /&gt;An application for the approval of LL62 for food and feed use in&lt;br /&gt;Europe has been filed and submitted to the European Food&lt;br /&gt;Safety Authority (EFSA), 14 January 20059. The EFSA&lt;br /&gt;accepted the application but has since requested additional&lt;br /&gt;information from Bayer. It is not known whether the additional&lt;br /&gt;information has yet been provided by Bayer. There are also&lt;br /&gt;current applications in Brazil for the importation, cultivation and&lt;br /&gt;field trialling of LL62. Canada gave 'post-contamination'&lt;br /&gt;approval as did Mexico, and the Russian approval does not&lt;br /&gt;seem to be live - as Russia has banned the import of long grain&lt;br /&gt;US rice. Other applications include South Africa, Australia-New&lt;br /&gt;Zealand (single regulatory body) and the Philippines - all for&lt;br /&gt;food and feed approval - not cultivation10.&lt;br /&gt;10&lt;br /&gt;Economic and regulatory impacts&lt;br /&gt;from the unintended release of genetically&lt;br /&gt;engineered rice varieties into the rice&lt;br /&gt;merchandising system of the US&lt;br /&gt;3.2 Development of Liberty Link 601 (LL601)&lt;br /&gt;The rice transformation event LL601 was created at about the&lt;br /&gt;same time as the other rice transformation events LL62 and&lt;br /&gt;LL06. The APHIS petition details that the developer of LL601&lt;br /&gt;rice event intended for it to be a backup line to LL62 and&lt;br /&gt;LL0611 12. LL601 was deregulated based on its similarities to&lt;br /&gt;the previously assessed LL62 and 06 varieties. In fact there&lt;br /&gt;are significant differences in the event13. Bayer conducted&lt;br /&gt;field tests of LL601 under 9 APHIS authorisations at several&lt;br /&gt;locations including Louisiana State University's rice research&lt;br /&gt;station near Crowley from 1999 to 2001. Aventis then&lt;br /&gt;dropped the project without seeking government&lt;br /&gt;approval to market it.&lt;br /&gt;4.0 Discovery of Bayer's LL601 in&lt;br /&gt;Commercial Long Grain Rice Market&lt;br /&gt;On August 18, 2006 the USDA Secretary of Agriculture&lt;br /&gt;Mike Johanns made an announcement that Bayer's LL601&lt;br /&gt;transgenic material was found in commercial long grain rice14.&lt;br /&gt;As it turns out the contamination occurred much earlier.&lt;br /&gt;In January 2006 an export customer of Riceland Foods, a&lt;br /&gt;farmer owned cooperative, tested a shipment and found that&lt;br /&gt;it contained some transgenic material. Riceland Foods initially&lt;br /&gt;thought that the transgenic material came from maize&lt;br /&gt;contamination in the rice. Riceland Foods tested rice samples&lt;br /&gt;from several grain storage facilities and found they tested&lt;br /&gt;positive for some transgenic event. In June 2006 Riceland&lt;br /&gt;contacted Bayer to find out if the contaminated strain was&lt;br /&gt;LL601. On July 31, 2006 Bayer contacted Riceland to&lt;br /&gt;confirm that the contamination was in fact LL601 and that&lt;br /&gt;the level of contamination was present at levels equivalent&lt;br /&gt;to 6 out of every 10,000 grains15.&lt;br /&gt;In addition to the USDA announcement, the US Food and&lt;br /&gt;Drug Administration: CFSAN/Office of Food Additive Safety&lt;br /&gt;went on to say that “Based on the available data and&lt;br /&gt;information, FDA has concluded that the presence of this&lt;br /&gt;bioengineered (LL601) rice variety in the food and feed supply&lt;br /&gt;poses no food or feed safety concerns16.” On the other hand&lt;br /&gt;the European agency EFSA found that there wasn't sufficient&lt;br /&gt;data to make a finding that LL601 was safe for human&lt;br /&gt;consumption.17&lt;br /&gt;Right after the August 18, 2006 announcement Bayer filed a&lt;br /&gt;petition with USDA APHIS seeking approval to have LL601&lt;br /&gt;deregulated18. On November 24, 2006 USDA-APHIS&lt;br /&gt;approved the petition to deregulate LL601. The rationale to&lt;br /&gt;deregulate LL601 was based on the fact that both LL601&lt;br /&gt;and LL62 expressed the same PAT protein. That rationale,&lt;br /&gt;however, failed to convince the European Food Safety&lt;br /&gt;Authority, which concluded that: “Although extensive data&lt;br /&gt;have been presented regarding the molecular characterisation&lt;br /&gt;of the intended insert, no full molecular characterisation&lt;br /&gt;was presented and only limited summary data have been&lt;br /&gt;provided regarding the compositional analysis of the rice&lt;br /&gt;and agronomic and nutritional equivalence to conventional&lt;br /&gt;rice. It is therefore not possible to conclude on the safety of&lt;br /&gt;LLRICE601 itself, in accordance with the EFSA guidance&lt;br /&gt;for risk assessment.19”&lt;br /&gt;4.1 The Contamination is Discovered&lt;br /&gt;to be Widespread&lt;br /&gt;After the August 18, 2006 USDA announcement, it became&lt;br /&gt;apparent that long grain rice grown in Arkansas, Texas,&lt;br /&gt;Louisiana, Mississippi and Missouri was contaminated with&lt;br /&gt;the LL601 rice event. This was quite surprising given that the&lt;br /&gt;LL601 was last grown in 2001. The US Department of&lt;br /&gt;Agriculture began an investigation into how the variety&lt;br /&gt;escaped from test plots into farmers' fields, where it was&lt;br /&gt;quietly amplified for years until its discovery. On October 5,&lt;br /&gt;the US Department of Agriculture completed its 14 month&lt;br /&gt;investigation into the contamination of the US rice system.20&lt;br /&gt;They failed to find the source or sources of the contamination,&lt;br /&gt;providing little confidence that they would be able to prevent a&lt;br /&gt;repeat of similar contamination in the future.&lt;br /&gt;There is, however, much speculation on how LL601 got into&lt;br /&gt;the rice production system of the US It is speculated that&lt;br /&gt;foundation seedstock of several rice varieties may have been&lt;br /&gt;contaminated with LL601 when they were grown at the same&lt;br /&gt;locations as the LL601 rice. Either stray seeds got mixed in or&lt;br /&gt;LL601 pollen crossed with some Cheniere variety rice plants.&lt;br /&gt;One of the major long grain rice varieties planted in the&lt;br /&gt;Southern US was and continues to be Cheniere. Records&lt;br /&gt;indicate that the affected plot of Cheniere rice, which was&lt;br /&gt;used to grow "foundation stock" from which much larger&lt;br /&gt;amounts were produced over the next few years, was located&lt;br /&gt;at least 160 feet from the LL601 plot, farther apart than the&lt;br /&gt;11&lt;br /&gt;USDA required21. Analyses of samples of rice varieties that&lt;br /&gt;were grown over the years at the same research station found&lt;br /&gt;that at least one - Cheniere - was contaminated with LL601 at&lt;br /&gt;least as far back as 2003. Later testing confirmed that the&lt;br /&gt;2003 Cheniere seedstock planted in 2006 was in fact&lt;br /&gt;contaminated with the LL601 rice event22.&lt;br /&gt;In response to the ongoing rice contamination event, the&lt;br /&gt;US Rice Federation sent an open letter to US buyers of rice.&lt;br /&gt;The letter laid out the rice contamination event and sought&lt;br /&gt;to reassure the buyers that the US rice supply was safe.&lt;br /&gt;On December 6, 2006, the US Rice Federation issued an&lt;br /&gt;industry-wide memorandum of recommendations US Rice&lt;br /&gt;Industry Recommendations to Reestablish Supply and&lt;br /&gt;Marketability of US Rice23. This document requested that&lt;br /&gt;state authorities in each rice state implement a series of&lt;br /&gt;regulatory provisions to restore customer confidence in the&lt;br /&gt;rice industry. The recommendations included: a) seed testing&lt;br /&gt;protocols; b) certified seed sampling; c) banning the planting&lt;br /&gt;of Cheniere seed; d) crop producer certifications;&lt;br /&gt;e) establishing an industry/landgrant university task&lt;br /&gt;force to educate rice producers.&lt;br /&gt;However, the rice seed industry rejected the plan. In a&lt;br /&gt;statement they said the Federation's proposal “will require&lt;br /&gt;substantial additional costs to the industry for no useful&lt;br /&gt;purpose, creating the risk that legal seed stocks could be&lt;br /&gt;eliminated from the marketplace.” The seed industry does&lt;br /&gt;not want to do any more testing than is required by law.&lt;br /&gt;This conflict between the seed producers and rice growers&lt;br /&gt;will do little to alleviate the anxieties of food producers who&lt;br /&gt;have lost financially through product withdrawals24.&lt;br /&gt;Lastly, right before the 2007 planting season (28 December&lt;br /&gt;2006) the State Plant Board of Arkansas made permanent its&lt;br /&gt;emergency rules that banned the planting of Cheniere rice in&lt;br /&gt;2007 and 2008. In addition, they required that all rice planted&lt;br /&gt;in 2007 be tested for Bayer CropScience's Liberty Link&lt;br /&gt;traits25. The test is the 35S Bar on 3 samples of 10,000&lt;br /&gt;kernels or an alternative equivalent sampling protocol. The&lt;br /&gt;sampling detection was set at 0.01% with a 95% confidence&lt;br /&gt;interval. This level of sampling meets the EU standard for&lt;br /&gt;detecting 0.02% based on the tests being used in the EU26.&lt;br /&gt;In addition to the US Rice Federation and Arkansas State&lt;br /&gt;Plant Board Actions, California's medium-grain rice growers&lt;br /&gt;demanded a statewide moratorium on any GE field trials to&lt;br /&gt;avoid the contamination recently plaguing long-grain growers&lt;br /&gt;in the South27.&lt;br /&gt;On 5 March 2007, USDA-APHIS alerted BASF Corporation&lt;br /&gt;that its Clearfield 131 seed stocks were found to have an&lt;br /&gt;unknown Liberty Link Event. BASF's Clearfield 131 rice&lt;br /&gt;seeds - developed as a non-GE variety - were at some point&lt;br /&gt;contaminated with experimental seeds produced by Bayer.&lt;br /&gt;USDA-APHIS reported that the BASF seed was contaminated&lt;br /&gt;with genetic material from Bayer's Liberty Link 604 rice event.&lt;br /&gt;LL604 was and still is not a deregulated event. On 5 March&lt;br /&gt;2007 USDA -APHIS issued an emergency order prohibiting&lt;br /&gt;the planting of 2005, 2006 and 2007 registered or certified&lt;br /&gt;Clearfield 131 seed lines28.&lt;br /&gt;4.2 Discovery of Bayer's LL601&lt;br /&gt;throughout the World&lt;br /&gt;As mentioned earlier the genesis of the LL601 contamination&lt;br /&gt;scandal was the discovery of LL601 in an export shipment of&lt;br /&gt;rice sent by Riceland Foods, a farmer-owned cooperative.&lt;br /&gt;Soon after the 18 August 2006 USDA announcement of&lt;br /&gt;LL601 being in the US long grain rice stocks, the economic&lt;br /&gt;reaction was swift. Many importing nations immediately&lt;br /&gt;ceased imports of US long grain rice. Table 4.2.1 details the&lt;br /&gt;timeline of LL601 contamination events in some countries.&lt;br /&gt;Rice contaminated with LL601 has now been found across&lt;br /&gt;the world, including in nineteen European countries: Austria,&lt;br /&gt;Belgium, Cyprus, Finland, France, Germany, Greece,&lt;br /&gt;Hungary, Ireland, Italy, Luxembourg, Malta, Netherlands,&lt;br /&gt;Norway, Poland, Slovenia, Sweden, Switzerland and the UK.&lt;br /&gt;LL601 contamination has also been found in rice purchased&lt;br /&gt;in the United Arab Emirates, Dubai, Kuwait and the&lt;br /&gt;Philippines, food aid in Ghana and Sierra Leone and rice&lt;br /&gt;being imported into Russia29.&lt;br /&gt;12&lt;br /&gt;Economic and regulatory impacts&lt;br /&gt;from the unintended release of genetically&lt;br /&gt;engineered rice varieties into the rice&lt;br /&gt;merchandising system of the US&lt;br /&gt;August 18, 2006&lt;br /&gt;USDA announces LL601 was discovered in US Food Supply.&lt;br /&gt;August 20, 2006&lt;br /&gt;Japan suspends all long grain rice imports from the US.&lt;br /&gt;August 23, 2006&lt;br /&gt;The EU issues Emergency Declaration (2006/578/EC) and&lt;br /&gt;immediately suspends all rice imports from the US30.&lt;br /&gt;August 31, 2006&lt;br /&gt;The Food Safety Authority of Ireland implements a ban&lt;br /&gt;on the import of certain US long grain rice products unless&lt;br /&gt;certificates declaring them to be free of unauthorised GE rice&lt;br /&gt;accompany them31.&lt;br /&gt;August 31, 2006&lt;br /&gt;The US Rice Federation sends open letter to all rice buyers&lt;br /&gt;trying to assure the buyers that the US rice supply is safe32.&lt;br /&gt;September 2006&lt;br /&gt;Japan expands testing of US rice to include all US rice&lt;br /&gt;including short and medium grain rice.&lt;br /&gt;September 11, 2006&lt;br /&gt;European Union officials confirms that 33 of 162 samples&lt;br /&gt;tested by rice millers across Europe had shown traces of&lt;br /&gt;LL601. Officials in Sweden and France also said they found&lt;br /&gt;traces of the gene in commercially available rice.&lt;br /&gt;September 27, 2006&lt;br /&gt;Grupo Ebro Puleva, a Spanish grain merchandiser, the largest&lt;br /&gt;rice merchandiser in the world, halts all US rice purchases33.&lt;br /&gt;October 2006&lt;br /&gt;France detects LL62 in the long grain rice. This represented a&lt;br /&gt;new contamination event as LL62 was not approved for use&lt;br /&gt;in the EU. Further testing reveals problem is widespread in US&lt;br /&gt;supplies.&lt;br /&gt;November 2006&lt;br /&gt;The European Commission introduces testing protocols for&lt;br /&gt;all shipments of rice into Europe, including both LL601 and&lt;br /&gt;LL62, another illegal GE variety of rice that was detected in&lt;br /&gt;imports of US rice into France in October 2006. The EU&lt;br /&gt;protocol was stricter than that proposed by the US and did&lt;br /&gt;not permit importers to rely on US assurances. This followed&lt;br /&gt;an event where two barges of rice arriving at the Netherlands&lt;br /&gt;were found to have LL601 when the US certificate stated&lt;br /&gt;there was none. US attempts to get the EU to agree to the&lt;br /&gt;US testing standards failed.&lt;br /&gt;November 28, 2006&lt;br /&gt;Rice producers from Thailand and Vietnam, together the&lt;br /&gt;world's biggest exporters, announce their commitment&lt;br /&gt;to only growing GE-free rice, in a new memorandum of&lt;br /&gt;understanding. These two countries account for more than&lt;br /&gt;half of all the rice traded in the world market today. and will&lt;br /&gt;put mounting pressure on other rice-producing nations to&lt;br /&gt;commit to a GE-free rice supply34.&lt;br /&gt;Table 4.2.1. Timeline of LL601 Contamination Discoveries and Action Taken&lt;br /&gt;13&lt;br /&gt;January 23, 2007&lt;br /&gt;Riceland Foods and Producers Rice Mill, two major US&lt;br /&gt;rice processors are sued in US Federal Court by Tilda Ltd,&lt;br /&gt;a British company. Tilda Ltd. is seeking damages for finding&lt;br /&gt;traces of unapproved genetically engineered rice in the&lt;br /&gt;food supply35.&lt;br /&gt;February 8, 2007&lt;br /&gt;The Swedish National Food Administration announces that&lt;br /&gt;traces of the unauthorised LL601 rice had been found in 600&lt;br /&gt;metric tonnes (30 containers) of prepacked long-grain rice&lt;br /&gt;imported from the United States.&lt;br /&gt;March 14, 2007&lt;br /&gt;Mexico, the largest foreign market for US rice, sends tremors&lt;br /&gt;through the US rice sector when it stops shipments on the&lt;br /&gt;border out of concern the US cannot keep its experimental&lt;br /&gt;transgenic long-grain rice out of commercial&lt;br /&gt;crops36.&lt;br /&gt;August 17, 2007&lt;br /&gt;A farmer named Kenneth Habetz files a lawsuit against&lt;br /&gt;Louisiana State University and Bayer CropScience, the&lt;br /&gt;developer of genetically modified rice, for allegedly&lt;br /&gt;contaminating the US rice crop and causing harm to his&lt;br /&gt;farm. He alleges that he and other farmers were faced with&lt;br /&gt;increased costs due to the need to maintain the integrity of&lt;br /&gt;their rice supply and for their efforts to keep ”LLRICE” from&lt;br /&gt;further entering supplies. Farmer Kenneth Habetz is seeking&lt;br /&gt;compensatory, exemplary and punitive damages, as well as&lt;br /&gt;injunctive relief37.&lt;br /&gt;August 21, 2007&lt;br /&gt;Rickmers Reismuehle GMBH files separate federal complaints&lt;br /&gt;against Riceland Foods cooperative and Producers Rice Mill,&lt;br /&gt;both based in Stuttgart, Arkansas. Rickmers alleged the&lt;br /&gt;millers breached contracts by selling rice that did not meet&lt;br /&gt;the terms of a 2003 European Union ban on the importation&lt;br /&gt;and sale of genetically engineered foods38.&lt;br /&gt;14&lt;br /&gt;Economic and regulatory impacts&lt;br /&gt;from the unintended release of genetically&lt;br /&gt;engineered rice varieties into the rice&lt;br /&gt;merchandising system of the US&lt;br /&gt;5.0 Economic Impacts Arising from&lt;br /&gt;the Bayer LL601 Contamination&lt;br /&gt;Event&lt;br /&gt;Prior to the August 18, 2006 announcement of the LL601&lt;br /&gt;contamination, the rice producer price was going up in&lt;br /&gt;response to tight rice supplies. Futures prices for the nearby&lt;br /&gt;delivery months at the Chicago Board of Trade peaked at&lt;br /&gt;$10.38 per hundredweight (cwt). The USDA was projecting&lt;br /&gt;the 2006/07 season average farm price to increase to $9.00&lt;br /&gt;to $9.50 per cwt, the highest it had been since 1998/99.&lt;br /&gt;The higher season average farm price was the result of a 9&lt;br /&gt;percent contraction in the US rice supplies and higher global&lt;br /&gt;trading prices39.&lt;br /&gt;Once LL601 was found to be widespread in US long-grain&lt;br /&gt;rice, prompting Europe to cut off imports, the rice futures&lt;br /&gt;market went into turmoil. The futures contract prices at the&lt;br /&gt;Chicago Board of Trade fell from 9.83/cwt on August 18,&lt;br /&gt;2006 to 8.99/cwt on August 25, 2006. This represented an&lt;br /&gt;immediate loss of 168 million dollars40. Right away producers&lt;br /&gt;were forced to hold on to their rice for a longer time following&lt;br /&gt;the rice harvest. What exacerbated the whole rice&lt;br /&gt;contamination scandal was having the announcement come&lt;br /&gt;right during harvest. Although futures prices recovered to their&lt;br /&gt;pre-event announcement levels, some farmers were reported&lt;br /&gt;to be holding on to their production longer to market it. In&lt;br /&gt;2006/07 the reported marketings by US farmers were down&lt;br /&gt;19% compared to the prior year (Table 2.2.2). This occurred&lt;br /&gt;in spite of the 2006/07 average price being higher than the&lt;br /&gt;2005/06 price. In 2006/07 farm marketings were 76% of total&lt;br /&gt;production. The drop in farm marketings in 2006/07 appears&lt;br /&gt;to be a reversion to the mean percentage level of marketing of&lt;br /&gt;total production. In the 2005/06 crop year farm marketings&lt;br /&gt;were 82% of total production, a multi year high. This was high&lt;br /&gt;compared to the other years 2002/03 (74%), 2003/04 (74%)&lt;br /&gt;and 2004/05 (72%).&lt;br /&gt;5.1 Farm Level Impacts&lt;br /&gt;As discussed previously, the US rice industry began to&lt;br /&gt;implement a programme to ensure a GE-free rice supply.&lt;br /&gt;These included a) seed testing protocols, b) certified&lt;br /&gt;seed sampling, c) banning the planting of Cheniere seed,&lt;br /&gt;d) crop producer certifications and e) establishing an&lt;br /&gt;industry/landgrant university task force to educate rice&lt;br /&gt;producers. In addition, the Arkansas State Plant Board has&lt;br /&gt;a set of penalties for Arkansas producers who fail to test and&lt;br /&gt;provide certificates insuring GE-free rice production. Farmers&lt;br /&gt;had to and will continue to clean out all rice grain and seed&lt;br /&gt;hidden in farm equipment used for planting, harvesting,&lt;br /&gt;transporting and storing crops. The economic cost of this is&lt;br /&gt;the opportunity cost of the farmer's time. Smaller rice&lt;br /&gt;producers will feel the economic impact of the LL601&lt;br /&gt;contamination incident much more than the larger farmers.&lt;br /&gt;Farmers will not be compensated for the extra costs and&lt;br /&gt;labour required to clean their equipment or fields to rid it of&lt;br /&gt;the traces of LL601. The ongoing litigation discussed later will&lt;br /&gt;be one avenue for farmers to recoup lost revenue arising from&lt;br /&gt;the LL601 contamination.&lt;br /&gt;The cost of testing and cleaning requirements in the US to&lt;br /&gt;meet export requirements will add to the cost of producing a&lt;br /&gt;bushel of rice. Cleaning requirements for each farm will vary&lt;br /&gt;depending on the size and the amount of on-farm storage.&lt;br /&gt;Assuming that it will take an average of 40 to 60 hours (at $9&lt;br /&gt;per hour)41 for a producer to clean his farm equipment and&lt;br /&gt;grain storage facilities, the cost per producer will range from&lt;br /&gt;$360 to $540. Assuming that 75% of the 8046 rice farmers in&lt;br /&gt;the US do this, the total costs of ensuring an LL601-free&lt;br /&gt;system would range from $2.172 million to $3.259 million42.&lt;br /&gt;15&lt;br /&gt;Seed testing in Arkansas to meet state requirements for 2007&lt;br /&gt;was estimated to be $600,00043. For the amount of rice&lt;br /&gt;planted in Arkansas in 2007 (1.22 million acres) the cost&lt;br /&gt;comes out to $0.50 per acre. Only Arkansas banned the&lt;br /&gt;planting of Cheniere seed. Other states did not ban the&lt;br /&gt;planting of Cheniere seed, however, given grain market&lt;br /&gt;tracing requirements that the rice industry implemented, seed&lt;br /&gt;producers in other states had to test for LL601. In 2007, in all&lt;br /&gt;other southern US states besides Arkansas, 888,212 acres&lt;br /&gt;were planted in rice. The seed testing requirement for these&lt;br /&gt;acres would be $444,106 - assuming a $0.50 per acre cost.&lt;br /&gt;The estimated total seed testing costs arising from the LL601&lt;br /&gt;incident total $1,044,106 for the year 2007. Since the&lt;br /&gt;restriction on Cheniere seed also is in force in 2008, the same&lt;br /&gt;testing costs will occur in 2008. Thus for the 2007 and 2008&lt;br /&gt;planting season the total seed testing costs will be&lt;br /&gt;$2,088,212.&lt;br /&gt;Long grain rice acreage fell 4.76% (104,000 acres) from 2006&lt;br /&gt;to 2007. However, medium grain rice acreage increased&lt;br /&gt;9,000 acres from 2006 to 2007 (Table 2.2.2). The total net&lt;br /&gt;loss in rice acres (95,000 acres) was solely due to the loss in&lt;br /&gt;long grain rice acreage. Had these lost acres been planted in&lt;br /&gt;long grain rice with an expected 2007 yield of 69.84 cwt/acre,&lt;br /&gt;the extra production would have been 6,634,800 cwt. If this&lt;br /&gt;production were priced at the 17 September 2007 Arkansas&lt;br /&gt;cash price43 of 10.30/cwt the total value of the lost rice&lt;br /&gt;production would have been $68,338,440. This value is&lt;br /&gt;strictly the lost total revenue of rice production foregone to the&lt;br /&gt;producers based on farm gate prices. This value occurs as a&lt;br /&gt;result of reduction of rice acres in 2007. What did the farmers&lt;br /&gt;plant instead of rice? In the Southern US in 2007, especially in&lt;br /&gt;Arkansas, land planted to rice, soybeans and cotton&lt;br /&gt;decreased while the amount of corn acres increased&lt;br /&gt;dramatically. In 2007 Arkansas corn acreage increased 195&lt;br /&gt;percent over 2006. Most long grain rice farmers rotate&lt;br /&gt;between rice and soybeans in Arkansas. However, in 2007,&lt;br /&gt;the loss in rice acres was shifted into corn acres45. If the&lt;br /&gt;95,000 acres planted to corn at an expected national 2007&lt;br /&gt;yield of 155.845 bushels/acre were priced at $3.44 per bushel&lt;br /&gt;(see endnote 43) the expected corn revenue would be&lt;br /&gt;$50,915,440. The net reduction in rice acreage in 2007&lt;br /&gt;resulted in a revenue loss of $17,423,000 to rice producers.&lt;br /&gt;There will be a loss of government revenue to farmers due to&lt;br /&gt;shifting acres out of rice in 2007. Table 2.2.1 shows that in&lt;br /&gt;2005, government payments to rice farmers were $168/acre&lt;br /&gt;versus $115/acre for cotton, $63/acre for corn and $22/acre&lt;br /&gt;for soybeans. In this analysis, it will be assumed that the&lt;br /&gt;decrease in long grain rice acres in 2007 was taken up by&lt;br /&gt;increased corn acres. If all 95,000 acres were planted into&lt;br /&gt;corn, the loss of government revenue would be $9,975,000&lt;br /&gt;[(rice: $168/acre - corn: 63/acre) x 95,000 acres]. This&lt;br /&gt;calculation for determining government revenue loss from&lt;br /&gt;shifting out of rice and into corn assumes 2005 government&lt;br /&gt;figures shown in Table 2.2.1. Since all crop prices including&lt;br /&gt;rice have been increasing since 2005, the countercyclical&lt;br /&gt;payment portion of the government revenue will be slightly&lt;br /&gt;reduced from that seen in 2005. Thus the calculations shown&lt;br /&gt;here may slightly overstate government programme&lt;br /&gt;payments.&lt;br /&gt;Much of the acreage reduction occurred as a result of the&lt;br /&gt;loss of the popular long rice seed lines, Clearfield 131 and&lt;br /&gt;Cheniere, for the 2007 and 2008 planting seasons. These&lt;br /&gt;two seed lines were banned for planting due to the Liberty&lt;br /&gt;Link contamination. BASF Corporation, the developer of the&lt;br /&gt;Clearfield 131, rice line reported it lost $1 million to $15 million&lt;br /&gt;due to the planting ban on Clearfield 13147 48.&lt;br /&gt;16&lt;br /&gt;Economic and regulatory impacts&lt;br /&gt;from the unintended release of genetically&lt;br /&gt;engineered rice varieties into the rice&lt;br /&gt;merchandising system of the US&lt;br /&gt;5.2 Grain Elevator/Processor Impacts&lt;br /&gt;Including Testing Costs&lt;br /&gt;Rice processors and handlers had to engage in a testing and&lt;br /&gt;cleaning regime to ensure that all incoming rice was GE-free&lt;br /&gt;for the 2007 harvest. As previously mentioned the US Rice&lt;br /&gt;Federation issued a document US Rice Industry&lt;br /&gt;Recommendations to Reestablish Supply and Marketability&lt;br /&gt;of US Rice. This document requested state authorities in each&lt;br /&gt;rice state to implement a series of regulatory provisions to&lt;br /&gt;restore customer confidence in the rice industry. The&lt;br /&gt;recommendations included a) seed testing protocols, b)&lt;br /&gt;certified seed sampling, c) banning the planting of Cheniere&lt;br /&gt;seed, d) crop producer certifications and e) establishing an&lt;br /&gt;industry/landgrant university task force to educate rice&lt;br /&gt;producers. Given that the tone of the document was basically&lt;br /&gt;to have the industry GE-free, processors and handlers had to&lt;br /&gt;engage in extra paperwork to ensure that producers were&lt;br /&gt;delivering GE-free crops. In order to estimate the cost of this&lt;br /&gt;regime, cost estimates were derived from the grain&lt;br /&gt;merchandising literature dealing with identity preserved&lt;br /&gt;segregation. Even though the rice production coming off the&lt;br /&gt;farms in 2007 is not segregated per se, the costs of&lt;br /&gt;paperwork and grain testing make the protocols associated&lt;br /&gt;with rice handling analogous to an identity preservation&lt;br /&gt;system. The extra costs arising from cleaning out and&lt;br /&gt;ensuring GE-free rice grain storage and processessing arise&lt;br /&gt;from a) sampling and testing, b) maintenance, c) mistakes or&lt;br /&gt;misgrades in rice sampling, d) disputes, e) labour, f) other&lt;br /&gt;costs. Maltsbarger and Kalaitzandonakes49 estimated the&lt;br /&gt;identity segregation costs for a range of elevator sizes for&lt;br /&gt;identity preserved high-oil corn. Depending on the elevator&lt;br /&gt;size the segregation costs range from $0.021 to $0.049 per&lt;br /&gt;bushel. Of this, the sample testing analysis costs ranged from&lt;br /&gt;$0.011 to $0.031 per bushel.&lt;br /&gt;For LL601 detection the testing costs will be much higher.&lt;br /&gt;In 2007 many processors including the two major rice&lt;br /&gt;cooperatives Riceland Foods and Producers Rice Mill are&lt;br /&gt;testing every truckload of rice for LL60150. A standard&lt;br /&gt;truckload contains 910 bushels51. Genescan52 a GMO&lt;br /&gt;testing lab charges $180 for a bar 35S test that meets EU's&lt;br /&gt;GE regulations. If every truckload of rice is getting tested this&lt;br /&gt;means that the cost of LL601 testing is $0.197 per bushel&lt;br /&gt;($0.197 = $180/910 bushels). Using this testing cost and&lt;br /&gt;the other segregation costs from Maltsbarger and&lt;br /&gt;Kalaitzandonakes (misgrades, maintenance, disputes/labour&lt;br /&gt;and other) the range of segregation costs for LL601 is $0.207&lt;br /&gt;to $0.215 per bushel. Assuming these costs are applied to&lt;br /&gt;the expected total US rice production in 2007, Table 5.2.1&lt;br /&gt;lays out the estimated total costs.&lt;br /&gt;The total cost to the US rice industry to clean up and&lt;br /&gt;maintain GE-free status for 2007 ranges from $88 million to&lt;br /&gt;$91 million. These costs include the sum of all long grain and&lt;br /&gt;medium/short grain production in the US.&lt;br /&gt;17&lt;br /&gt;Table 5.2.1. Total Costs to the US Rice Industry in 2007 to Ensure a GE-free Rice Supply.&lt;br /&gt;US Long Grain Rice 2007&lt;br /&gt;cwt produced 140,000,000&lt;br /&gt;bushels produced 311,111,111&lt;br /&gt;Non GE regime cost - lower range ($/bushel) 0.207&lt;br /&gt;Non GE regime cost - upper range ($/bushel) 0.215&lt;br /&gt;Cost of GE clean up (lower range) $ 64,400,000&lt;br /&gt;Cost of GE clean up (upper range) $ 66,888,889&lt;br /&gt;US Medium/Short Grain Rice 2007&lt;br /&gt;cwt produced 50,400,000&lt;br /&gt;bushels produced 12,000,000&lt;br /&gt;Non GE regime cost - lower range ($/bushel) 0.207&lt;br /&gt;Non GE regime cost - upper range ($/bushel) 0.215&lt;br /&gt;Cost of GE clean up (lower range) $ 23,184,000&lt;br /&gt;Cost of GE clean up (upper range) $ 24,080,000&lt;br /&gt;2007&lt;br /&gt;Total cost of GE clean up (lower range) $ 87,584,000&lt;br /&gt;Total cost of GE clean up (upper range) $ 90,968,889&lt;br /&gt;Notes: Numbers shown are rough rice produced.&lt;br /&gt;The cwt to bushel conversion assumes 1 bushel of rough rice = 45 pounds&lt;br /&gt;Source: Rice Outlook. August 13, 2007. UDSA - ERS. Publication RCS-07h&lt;br /&gt;The 2007 numbers are estimated production from USDA-ERS&lt;br /&gt;Costs come from Maltsbarger and Kalaitzandonakes (see endnote 48)&lt;br /&gt;18&lt;br /&gt;Economic and regulatory impacts&lt;br /&gt;from the unintended release of genetically&lt;br /&gt;engineered rice varieties into the rice&lt;br /&gt;merchandising system of the US&lt;br /&gt;5.3 Export Impacts&lt;br /&gt;In addition to the futures price drop at the Chicago Board of&lt;br /&gt;Trade, a majority of all the importers ceased import shipments&lt;br /&gt;from the US. Table 5.3.1 shows the reaction of the countries&lt;br /&gt;importing from the United States.&lt;br /&gt;Table 5.3.1. US Rice Export Markets Impacted by the Presence of LL601&lt;br /&gt;2006 Export Ranking Country 2006 Exports ($ million) Importer Reaction Trade Impacted&lt;br /&gt;1 Mexico 205 GE certification required: trade disrupted yes&lt;br /&gt;2 Japan 169 Testing required yes&lt;br /&gt;3 Iraq 145 Testing required; 1% threshold yes&lt;br /&gt;4 Haiti 112 Trade continues no&lt;br /&gt;5 Canada 107 Testing required; 5% threshold yes&lt;br /&gt;6 EU 69 Trade in long grain rice stopped yes&lt;br /&gt;7 Saudi Arabia 42 Trade continues; label for presence &gt; 1% no&lt;br /&gt;8 Nicaragua 40 Trade continues no&lt;br /&gt;9 Cuba 40 Trade disrupted, situation is uncertain yes&lt;br /&gt;10 Honduras 39 Trade continues no&lt;br /&gt;12 Korea 32 Testing required; tender complications yes&lt;br /&gt;16 Philippines 20 Trade stopped yes&lt;br /&gt;18 Taiwan 20 Testing required yes&lt;br /&gt;Total Exports ($ million) 1,289 Share of global exports impacted: 63%&lt;br /&gt;Note: Russia has banned all US rice imports.&lt;br /&gt;United Arab Emirates requires a GE-free status on US Rice.&lt;br /&gt;Source: US Rice Federation&lt;br /&gt;19&lt;br /&gt;The share of US global exports impacted by the LL601 rice&lt;br /&gt;event is 63%. This translates into $812 million dollars of trade&lt;br /&gt;that was impacted by the detection of LL601. This does not&lt;br /&gt;mean that $812 was lost in exports. A direct loss in US&lt;br /&gt;exports can only be assessed with export data that has been&lt;br /&gt;generated since LL601 was identified in the rice supplies in&lt;br /&gt;August 2006. Since that time, noticeable trends in export&lt;br /&gt;patterns has emerged.&lt;br /&gt;Figure 2.2.1 shows stable export trends for the different US&lt;br /&gt;export destinations until the 2006/07 crop year. Figure 5.3.1&lt;br /&gt;shows the accumulated exports of all US Rice during the&lt;br /&gt;2004/5-2006/07 crop years53 54. The LL601 event occurred at&lt;br /&gt;the beginning of the 2006/2007 crop year. This is a time when&lt;br /&gt;the harvest season is occurring. The EU market almost dried&lt;br /&gt;up. In addition to the EU export losses, the US experienced&lt;br /&gt;export declines in the African continent (mostly Ghana),&lt;br /&gt;Northeast Asia (primarily Japan) and Other Asia, Oceania and&lt;br /&gt;Middle East (primarily Iraq and the Philippines) (Table 5.3.2).&lt;br /&gt;20&lt;br /&gt;Economic and regulatory impacts&lt;br /&gt;from the unintended release of genetically&lt;br /&gt;engineered rice varieties into the rice&lt;br /&gt;merchandising system of the US&lt;br /&gt;Figure 2.2.1 shows that the United States has been shipping&lt;br /&gt;to the EU and the Former Soviet Union anywhere from&lt;br /&gt;330,000 to 425,000 metric tons of rice per year in the past&lt;br /&gt;four years. In the 2006/07 crop year the US exports to&lt;br /&gt;Europe fell to less than 50,000 metric tons. The lost value of&lt;br /&gt;this product was $97 million55. The EU economic loss will be&lt;br /&gt;the most permanent loss experienced by the US rice industry.&lt;br /&gt;The EU has the most stringent food and safety regulations&lt;br /&gt;whose thresholds will not easily be met by the US rice&lt;br /&gt;industry. At this time it is not known how long the EU Market&lt;br /&gt;will be effectively closed to the US rice producers.&lt;br /&gt;Other US export markets were totally shut down during the&lt;br /&gt;year following the LL601 announcement. The Philippines and&lt;br /&gt;Papua New Guinea totally closed their markets to US rice&lt;br /&gt;exports. Prior to the LL601 announcement the US exported&lt;br /&gt;$20 million dollars of rice per year to the Philippines and&lt;br /&gt;approximately $6.7 million to Papua New Guinea.&lt;br /&gt;While some US export markets will be regained, some will be&lt;br /&gt;lost to Asian competitors - and possibly Uruguay. Ebro&lt;br /&gt;Puleva, the worlds largest rice merchandiser, has started&lt;br /&gt;sourcing their rice from Egypt, Thailand and Uruguay instead&lt;br /&gt;of the US56. At the time Uruguay was reported to be trialling a&lt;br /&gt;GE rice line. However, they have now made a GE-free rice&lt;br /&gt;commitment. Thailand and Vietnam have announced their&lt;br /&gt;commitments to GE-free rice. In addition, their export prices&lt;br /&gt;being more favourable than US export prices will allow them&lt;br /&gt;to take up the EU, former Soviet Union and Philippines export&lt;br /&gt;market lost by the US.&lt;br /&gt;The export losses to Japan appear not to be permanent.&lt;br /&gt;Japan primarily imports short and medium grain rice from the&lt;br /&gt;US. In general, both short and medium grain rice were not&lt;br /&gt;contaminated with LL601 because they are predominantly&lt;br /&gt;grown in California. Japan was closed to US exports until a&lt;br /&gt;GE testing regime could be put in place.&lt;br /&gt;As mentioned before, the US export losses can only be&lt;br /&gt;determined by what has transpired since the LL601&lt;br /&gt;announcement in August 2006. The decline in exports from&lt;br /&gt;the 2005/06 crop year to the 2006/07 crop year is 663,000&lt;br /&gt;metric tonnes (Table 5.3.2). Approximately 80% of the US&lt;br /&gt;rice exports are long grain rice with the remaining 20% being&lt;br /&gt;mostly medium grain rice (Table 5.3.3). This translates to&lt;br /&gt;export losses of 530,400 tonnes of long grain rice and&lt;br /&gt;132,600 tonnes of medium grain rice. The reported&lt;br /&gt;2006/2007 US rice price quotes for export were $407/metric&lt;br /&gt;tonne for long grain milled rice, $237/metric tonne for rough&lt;br /&gt;long grain rice and $538/metric tonne for medium grain milled&lt;br /&gt;rice. Approximately 63% and 37% of the exported long grain&lt;br /&gt;rice is sold as milled and rough rice, respectively. Almost&lt;br /&gt;100% of the medium grain rice is sold as milled rice.&lt;br /&gt;Assuming these prices and export percentages the estimated&lt;br /&gt;export loss is calculated in Table 5.3.3.&lt;br /&gt;At the most extreme if the EU and Philippine markets remain&lt;br /&gt;closed for 5 years the potential US export loss will be $455&lt;br /&gt;million. This table shows that gaining back export markets will&lt;br /&gt;be no easy task for the US.&lt;br /&gt;Table 5.3.2 US Export Tonnage Declines from 2005/06 to 2006/07.&lt;br /&gt;2006 Export Ranking Decline in Exports From 2005/06 to 2006/07 (000 metric tonnes)&lt;br /&gt;Europe and FSU 336&lt;br /&gt;Northeast Asia 17&lt;br /&gt;Other Asia, Oceania, &amp; Middle East 205&lt;br /&gt;Africa 34&lt;br /&gt;Western Hemisphere 71&lt;br /&gt;TOTAL 663&lt;br /&gt;Source: Rice Briefs, USDA ERS&lt;br /&gt;21&lt;br /&gt;Table 5.3.3 Estimated US Export Losses Due to Export Reductions&lt;br /&gt;Product Exported Tonnes (000) 2006/07 Export Price Quote $ / metric tonne Export Loss ($)&lt;br /&gt;Long Grain Milled 334 407 136,081,915&lt;br /&gt;Long Grain Rough 196 237 46,538,837&lt;br /&gt;Medium Grain Milled 133 537 71,421,000&lt;br /&gt;Export Loss ($) 254,041,752&lt;br /&gt;Source: Rice Brief - ERS/USDA&lt;br /&gt;The calculated US rice export loss occurring in the 2006/2007&lt;br /&gt;crop year is estimated to be $254 million dollars.&lt;br /&gt;Future export losses and/or gains are hard to determine&lt;br /&gt;because of economic and political uncertainty and weather&lt;br /&gt;changes. So far, it appears that US rice exports to the EU and&lt;br /&gt;Philippines, the two major markets listed in Table 5.3.1, market&lt;br /&gt;have not recovered. These two markets represented $89&lt;br /&gt;million in sales in 2006. Typically, once a market is lost it will&lt;br /&gt;take time to recover that market. Table 5.3.4 estimates future&lt;br /&gt;losses to those major markets (EU and Philippines) that have&lt;br /&gt;been totally closed over the past year. Assumptions are made&lt;br /&gt;about how long the EU and Philippines markets remain&lt;br /&gt;essentially closed. The numbers generated in Table 5.3.4&lt;br /&gt;represent extremes in export losses. However, these numbers&lt;br /&gt;represent real losses caused by LL601 contamination.&lt;br /&gt;Table 5.3.4 Estimates of Future Export Losses of EU and Philippines - Assuming 1 to 5 Years of Market Adjustments&lt;br /&gt;Likely Scenarios Extreme Scenario&lt;br /&gt;Years to recover market Accumulated future Years to recover market Accumulated future&lt;br /&gt;export Loss based export Loss based&lt;br /&gt;on Years to recover on Years to recover&lt;br /&gt;(million $) (million $)&lt;br /&gt;1 year 0 1 year 89&lt;br /&gt;2 years 45 2 years 178&lt;br /&gt;3 years 89 3 years 267&lt;br /&gt;4 years 134 4 years 356&lt;br /&gt;5 years 178 5 years 445&lt;br /&gt;Note: Table assumes 89 million dollar sales were lost based on Table 5.3.1.&lt;br /&gt;22&lt;br /&gt;Economic and regulatory impacts&lt;br /&gt;from the unintended release of genetically&lt;br /&gt;engineered rice varieties into the rice&lt;br /&gt;merchandising system of the US&lt;br /&gt;5.4 Product Recalls&lt;br /&gt;In the EU many grocery chains recalled rice products from the&lt;br /&gt;grocery shelves once it was announced that LL601 and LL62&lt;br /&gt;were found in long grain rice products. While it is hard to&lt;br /&gt;ascertain how much product was recalled and at what prices&lt;br /&gt;it was sold, a good estimate of how much a product recall&lt;br /&gt;costs is to take the retail price of the product in the store. In&lt;br /&gt;the Netherlands a kilogram of rice costs 1.40 Euros57. Given&lt;br /&gt;that LL601 rice was found all over Europe it is safe to say that&lt;br /&gt;the total losses arising from product recalls is basically the&lt;br /&gt;retail cost of the rice itself. The retail cost captures the&lt;br /&gt;product cost and the lost marketing margin. Therefore, taking&lt;br /&gt;the retail price of rice in Europe would adequately capture the&lt;br /&gt;losses of product recall. The only information that is missing is&lt;br /&gt;how many months of rice stocks were present in the&lt;br /&gt;European food chain. Table 5.4.1 lays out various&lt;br /&gt;assumptions and presents the cost of the product recall.&lt;br /&gt;In the 2005/06 marketing year, the US exported 390,400&lt;br /&gt;metric tonnes into the EU and Former Soviet Union (FSU).&lt;br /&gt;In the 2006/07 marketing year, US exports to the EU plus&lt;br /&gt;FSU dropped to 54,000 metric tonnes. This is a 336,400&lt;br /&gt;metric tonne export loss sustained by the US.&lt;br /&gt;In the period preceding the LL601 announcement the US was&lt;br /&gt;shipping approximately 32,000 metric tonnes of rice per&lt;br /&gt;month into the EU and the FSU. Table 5.4.1 presents&lt;br /&gt;estimated retail product loss due to product recall.&lt;br /&gt;The product recall losses range from approximately 45 million&lt;br /&gt;to 134 million Euros. Assuming a 1 euro to 1.34 dollar&lt;br /&gt;exchange rate, this comes out to a $60 to $180 million loss.&lt;br /&gt;The calculations in Table 5.4.1 assume a total product recall.&lt;br /&gt;While a total product recall did not happen, the assumption of&lt;br /&gt;a total product recall and associated costs is reasonable&lt;br /&gt;given that higher value added retail products and other&lt;br /&gt;packaged goods must be removed from the grocery shelves.&lt;br /&gt;There were efforts to recall rice shipments outside the EU&lt;br /&gt;system, particularly in the Philippines and in Ghana58 59. In&lt;br /&gt;2005/2006, the US exported 65,200 and 91,400 metric&lt;br /&gt;tonnes of rice to the Philippines and Ghana, respectively.&lt;br /&gt;As was done in Table 5.4.1 there will be three assumptions&lt;br /&gt;about how much grain is in the food processing pipeline.&lt;br /&gt;Table 5.4.2 lays out the estimated monetary costs of food&lt;br /&gt;product recall in the Philippines and Ghana.&lt;br /&gt;The Ghana and Philippine product recall losses range from&lt;br /&gt;approximately 18 million to 54 million Euros. Assuming a 1&lt;br /&gt;euro to 1.34 dollar exchange rate, this comes out to a&lt;br /&gt;$24.481 to $73.445 million loss.&lt;br /&gt;23&lt;br /&gt;Table 5.4.1 Estimated Monetary Losses due to EU Food Product Recalls&lt;br /&gt;Level of Rice Stock Export Export Retail Cost Total Retail&lt;br /&gt;in EU Food System tonnage kilogram Euros per kg Loss (Euros)&lt;br /&gt;1 month rice stocks 32,000 32,000,000 1.4 44,800,000&lt;br /&gt;2 months rice stocks 64,000 64,000,000 1.4 89,600,000&lt;br /&gt;3 months rice stocks 96,000 96,000,000 1.4 134,400,000&lt;br /&gt;Table 5.4.2 Estimated Monetary Losses due to Philippine and Ghana Food Product Recalls&lt;br /&gt;Level of Rice Stock Export Export Retail Cost Total Retail&lt;br /&gt;in Food System tonnage kilogram Euros per kg Loss (Euros)&lt;br /&gt;1 month rice stocks 13,050 13,050,000 1.4 18,270,000&lt;br /&gt;2 months rice stocks 26,100 26,100,000 1.4 36,540,000&lt;br /&gt;3 months rice stocks 39,150 39,150,000 1.4 54,810,000&lt;br /&gt;24&lt;br /&gt;Economic and regulatory impacts&lt;br /&gt;from the unintended release of genetically&lt;br /&gt;engineered rice varieties into the rice&lt;br /&gt;merchandising system of the US&lt;br /&gt;5.5 Exporter Impacts&lt;br /&gt;Export companies that deliver rice freight on board incur a&lt;br /&gt;charge for export. After the LL601 announcement US rice&lt;br /&gt;exports to many destinations dropped precipitously. Table&lt;br /&gt;5.3.2 shows that the US rice exports dropped 663,000 metric&lt;br /&gt;tonnes. The export companies who deliver rice incur a loss in&lt;br /&gt;shipping US rice. Since August 2006 when the LL601 event&lt;br /&gt;was announced, ocean shipping rates from the US Gulf&lt;br /&gt;Coast to Rotterdam and Hamburg ranged from $25 -&lt;br /&gt;$50/tonne. The US Gulf - Japan ocean freight rates ranged&lt;br /&gt;from $40 to $80/tonne. From August 2006 to July 2007 the&lt;br /&gt;ocean freight rates increased. Taking the midpoints of the&lt;br /&gt;ocean shipping rates, the estimated shipper loss was&lt;br /&gt;$25.427 million (Table 5.5.1).&lt;br /&gt;Table 5.5.1 Loss in Export Shipping Revenue&lt;br /&gt;Decline in Exports&lt;br /&gt;from 2005/06 Lost Export&lt;br /&gt;to 2006/07 Freight Rate Shipping&lt;br /&gt;Export Destination (000 metric tonnes) $/metric tonne Revenue, $&lt;br /&gt;Europe and FSU 336 38* 12,615,000&lt;br /&gt;Northeast Asia 17 60* 1,032,000&lt;br /&gt;Other Asia, Oceania, &amp; Middle East 205 38 7,778,600&lt;br /&gt;Africa 34 38 1,292,000&lt;br /&gt;Western Hemisphere 71 38 2,709,400&lt;br /&gt;TOTAL 663 25,427,000&lt;br /&gt;Source: Rice Briefs, USDA ERS. Ocean freight rates: Home-Grown Cereals Authority, Volume 10, Issue 460&lt;br /&gt;25&lt;br /&gt;5.6 Summation of Estimated Total Costs&lt;br /&gt;Arising from the LL601 Rice Event&lt;br /&gt;All the estimated costs discussed so far are put into Table&lt;br /&gt;5.6.1 to generate a range of damage estimates attributed to&lt;br /&gt;their LL rice events.&lt;br /&gt;The total costs incurred throughout the world as a result&lt;br /&gt;of the LL601 rice contamination are estimated to range from&lt;br /&gt;$573 million to $1.117 billion. In the ongoing class action&lt;br /&gt;litigation against Bayer CropScience LP, Riceland Foods and&lt;br /&gt;Producers Rice Mill, farmers who incurred direct and indirect&lt;br /&gt;costs will be able to recoup a part of the losses as a result of&lt;br /&gt;the Liberty Link rice contamination events.&lt;br /&gt;Table 5.6.1 Estimated Losses Arising from the LL601 Rice Event&lt;br /&gt;Cost Cost&lt;br /&gt;Lower Bound Upper Bound&lt;br /&gt;Loss Due to: $ millions $ millions&lt;br /&gt;Farm cleaning 2.172 3.259&lt;br /&gt;Seed testing 2.088 2.088&lt;br /&gt;Producers, foregone rice revenue in 2007 17.423 17.423&lt;br /&gt;Loss of government payments due to shift out of rice 9.975 9.975&lt;br /&gt;BASF reported losses 1.000 15.000&lt;br /&gt;Processor/elevator cleaning &amp; testing 87.584 90.968&lt;br /&gt;Direct export losses for 2006/07 crop year 254.041 254.041&lt;br /&gt;Future export losses (EU + Philippines)* 89.000 445.000&lt;br /&gt;Retail product recalls in the EU 60.032 180.000&lt;br /&gt;Retail product recalls: Philippines &amp; Ghana 24.481 73.445&lt;br /&gt;Export shipping losses 25.427 25.427&lt;br /&gt;Loss due to price drop on futures market 168.000 168.000&lt;br /&gt;Total Losses 741.223 1,284.626&lt;br /&gt;Note: *Assuming closed EU and Philippine export markets from 1 year to 5 years.&lt;br /&gt;26&lt;br /&gt;Economic and regulatory impacts&lt;br /&gt;from the unintended release of genetically&lt;br /&gt;engineered rice varieties into the rice&lt;br /&gt;merchandising system of the US&lt;br /&gt;6.0 Litigation Arising from the&lt;br /&gt;Accidental Release and Spread&lt;br /&gt;of LL601&lt;br /&gt;As soon as it was revealed to the world that rice with traces&lt;br /&gt;of LL601 had been unknowingly released into the grain&lt;br /&gt;merchandising system, recriminations began to fly against&lt;br /&gt;Bayer CropScience, LP, Riceland Foods and Producers Rice&lt;br /&gt;Mill. Several law firms began to enact class action litigation&lt;br /&gt;proceedings61.&lt;br /&gt;The first class action lawsuit was filed in the United States&lt;br /&gt;District Court for the Eastern District of Arkansas - Western&lt;br /&gt;Division (Case No. 4-06-CV-01078) on behalf of all rice&lt;br /&gt;farmers in the United States61. This case was filed August 28,&lt;br /&gt;2006. The class action lawsuit seeks damages on behalf of a&lt;br /&gt;class of farmers who suffered from the depression of rice&lt;br /&gt;prices due to the contamination of the US rice supply with&lt;br /&gt;genetically engineered rice that was not approved for human&lt;br /&gt;consumption. The complaint charges Bayer CropScience US,&lt;br /&gt;Bayer CropScience LP and Aventis CropScience USA, Inc&lt;br /&gt;with negligence insofar as they had a duty not to contaminate&lt;br /&gt;the nation's rice supply with unapproved genetically&lt;br /&gt;engineered rice and that they breached that duty. The&lt;br /&gt;complaint alleges that in mid-August 2006, it became public&lt;br /&gt;knowledge that the US rice crop had been contaminated with&lt;br /&gt;unapproved genetically engineered Bayer CropScience rice&lt;br /&gt;found in commercial rice supplies in Arkansas and Missouri.&lt;br /&gt;On April 18, 2007, Adam J. Levitt of Wolf Haldenstein Adler&lt;br /&gt;Freeman &amp; Herz, LLC law firm and Don M. Downing of Gray,&lt;br /&gt;Ritter &amp; Graham, LLC law firm became appointed plaintiffs'&lt;br /&gt;co-lead counsel in the legal case In Re: Genetically Modified&lt;br /&gt;Rice Litigation, MDL 1811 (E.D. Mo.). This legal&lt;br /&gt;announcement basically joined together all class actions&lt;br /&gt;under one proceeding. Adam Levitt had experience with other&lt;br /&gt;agriculturally-related class actions, most notably the StarLink&lt;br /&gt;contamination case where unauthorised Bt-corn sold by&lt;br /&gt;Aventis (now part of Bayer CropScience) was found in the US&lt;br /&gt;food system. Since August 2006, Don Downing has filed suit&lt;br /&gt;on behalf of over 200 Missouri and Arkansas rice farmers. In&lt;br /&gt;the proposed class action, there are now some 460 rice&lt;br /&gt;farmers representing over 248,000 acres of rice. In an April&lt;br /&gt;2006 class action filing, Downing said total compensatory&lt;br /&gt;damages for plaintiffs and other members of the proposed&lt;br /&gt;classes may approach or exceed $1 billion - and that's before&lt;br /&gt;taking into account punitive or statutory damages63.&lt;br /&gt;According to the author's research, as of August 15, 2007&lt;br /&gt;there were 218 filings against Bayer CropScience, LP. The&lt;br /&gt;number of actual litigants is actually larger than 218 because&lt;br /&gt;many of the legal filings were filed as a “party et. al” versus&lt;br /&gt;Bayer CropScience LP. The actual number of litigants making&lt;br /&gt;a claim against Bayer CropScience, LP will be much higher64.&lt;br /&gt;Most of the litigation is directed against BayerCrop Science&lt;br /&gt;LP or Bayer CropScience et. al. (ie. Bayer CropScience US,&lt;br /&gt;Bayer CropScience LP and Aventis CropScience USA.).&lt;br /&gt;In January 2007 Riceland Foods and Producers Rice Mill, two&lt;br /&gt;major US rice processors, were sued in US federal court by&lt;br /&gt;Tilda Ltd., a British company. Tilda Ltd. is seeking damages&lt;br /&gt;for finding traces of unapproved genetically engineered rice&lt;br /&gt;that were found in the food supply (Table 4.2.1).&lt;br /&gt;On August 21, 2007 Rickmers Reismuehle GMBH, a German&lt;br /&gt;rice milling firm, filed separate federal complaints against&lt;br /&gt;Riceland Foods cooperative and Producers Rice Mill, both&lt;br /&gt;based in Stuttgart, Arkansas. Rickmers alleged the millers&lt;br /&gt;breached contracts by selling rice that did not meet the terms&lt;br /&gt;of a 2003 European Union ban on the importation and sale of&lt;br /&gt;genetically engineered foods (Table 4.2.1).&lt;br /&gt;Lastly, a farmer filed suit against Louisiana State University for&lt;br /&gt;being a part of the LL601 contamination on August 18, 2007.&lt;br /&gt;A farmer named Kenneth Habetz filed a lawsuit against&lt;br /&gt;Louisiana State University and Bayer CropScience, the&lt;br /&gt;developer of genetically modified rice, for allegedly&lt;br /&gt;contaminating the US rice crop and causing harm to his farm.&lt;br /&gt;He alleges that he and other farmers were faced with&lt;br /&gt;increased costs due to the need to maintain the integrity of&lt;br /&gt;their rice supply and for their efforts to keep ”LLRICE” from&lt;br /&gt;further entering supplies. Farmer Kenneth Habetz is seeking&lt;br /&gt;compensatory, exemplary and punitive damages, as well as&lt;br /&gt;injunctive relief (Table 4.2.1).&lt;br /&gt;The estimated compensatory damages facing Bayer may&lt;br /&gt;approach or exceed $1 billion. In addition there will be&lt;br /&gt;punitive and statutory damages imposed through litigation.&lt;br /&gt;At this time it is unknown what these damages will be.&lt;br /&gt;Punitive damages, also known as exemplary damages,&lt;br /&gt;are damages that are separate and in excess of the&lt;br /&gt;27&lt;br /&gt;compensatory damages awarded to a plaintiff in a legal suit&lt;br /&gt;that arises from the malicious or wanton misconduct of the&lt;br /&gt;defendant. Punitive damages are imposed to serve as a&lt;br /&gt;punishment for the defendant. The potential size of a punitive&lt;br /&gt;damages award is unpredictable and the process of arriving&lt;br /&gt;at it is just as arbitrary, although it is loosely based on the&lt;br /&gt;worth of the company. There are no maximums and no&lt;br /&gt;minimums as in criminal law - the jury alone determines the&lt;br /&gt;amount. While compensatory damages are insurable, punitive&lt;br /&gt;damages may not be. The situation differs from state to state.&lt;br /&gt;Some states permit insurance for punitive awards while others&lt;br /&gt;prohibit insurance on the basis that insuring these damages&lt;br /&gt;would be against public policy, believing that punishment&lt;br /&gt;should not be transferable65.&lt;br /&gt;Bayer's LL601 rice contamination scandal of 2006 follows&lt;br /&gt;an earlier disaster caused by Aventis CropScience, an&lt;br /&gt;agribusiness unit purchased by Bayer in 2001. Aventis was&lt;br /&gt;responsible for a massive GE corn contamination in 2000.&lt;br /&gt;Starlink corn was a GE corn hybrid line designed to be insect&lt;br /&gt;resistant. USDA-APHIS only registered Starlink corn for use&lt;br /&gt;in livestock feed. Starlink corn was discovered in the US food&lt;br /&gt;supply. Aventis agreed to pay out $110 million to buy back&lt;br /&gt;the Starlink corn66. In addition, the illegal presence of StarLink&lt;br /&gt;in food products and the grain commodity system had&lt;br /&gt;negative impacts on nearly every sector of agribusiness.&lt;br /&gt;Kraft and other food companies recalled StarLink-containing&lt;br /&gt;products. Aventis pulled StarLink from the market and&lt;br /&gt;cooperated with the USDA to offer premiums on StarLink&lt;br /&gt;corn to prevent further contamination of commodity supplies&lt;br /&gt;and channel StarLink for approved uses. This effort was&lt;br /&gt;estimated to cost Aventis an estimated $1 billion67.&lt;br /&gt;Since Bayer and its subsidiaries have ultimately been&lt;br /&gt;responsible for both Starlink corn and now LL601 rice,&lt;br /&gt;the US federal court will consider the Starlink case in&lt;br /&gt;awarding punitive damages. All that can be said is that&lt;br /&gt;the punitive damages that will be levied against Bayer will&lt;br /&gt;be higher than would otherwise be given - had the Starlink&lt;br /&gt;event not occurred.&lt;br /&gt;7.0 Other Costs Arising from Bayer's&lt;br /&gt;LL Rice Contamination&lt;br /&gt;Given the limitations of this study there are innumerable&lt;br /&gt;costs that are not calculated because they are not easy&lt;br /&gt;to estimate. Supermarket chains and food processors face&lt;br /&gt;damage costs that go beyond the direct costs of recall.&lt;br /&gt;Firms in Europe especially food marketing chains experienced&lt;br /&gt;a loss of rice brand intangible goodwill. The loss of brand&lt;br /&gt;goodwill takes a long time to rebuild after a product recall is&lt;br /&gt;implemented. Other costs that will come into play as a result&lt;br /&gt;of the LL601 event include legal costs due to regulatory&lt;br /&gt;compliance, dumping costs to get rid of contaminated&lt;br /&gt;product, logistical costs of product cleanout in the retail&lt;br /&gt;food supply chain and government (taxpayer) costs&lt;br /&gt;(testing, storage, compliance etc).&lt;br /&gt;8.0 Conclusions&lt;br /&gt;In 2006, the United States rice industry was negatively&lt;br /&gt;impacted by the release of an unapproved genetically&lt;br /&gt;engineered rice variety called Liberty Link 601. Liberty Link&lt;br /&gt;601 (LL601) rice was a seedline under development by Bayer&lt;br /&gt;CropScience LP from 1997 to 2001. LL601 was never&lt;br /&gt;approved for deregulation by USDA. Bayer's Liberty Link rice&lt;br /&gt;varieties were genetically engineered to tolerate Liberty&lt;br /&gt;Herbicide (gluphosinate ammonium). While the initial details&lt;br /&gt;regarding the unintended release are fuzzy, the resulting&lt;br /&gt;economic effects were not.&lt;br /&gt;Traces of LL601 rice were discovered in the rice grain&lt;br /&gt;merchandising system in Europe, Asia and Japan in August&lt;br /&gt;2006. Soon after the discovery of LL601 traces in the grain&lt;br /&gt;merchandising system, many countries, particularly Europe&lt;br /&gt;and Japan, immediately halted imports of long grain rice from&lt;br /&gt;the United States. Subsequent actions by the United States&lt;br /&gt;Rice Federation dictated that 1) all rice merchandising&lt;br /&gt;channels be thoroughly cleared of rice containing traces of&lt;br /&gt;the GE rice varieties LL601, LL62 and LL06 and also&lt;br /&gt;conventional long grain varieties Clearfield 131 and Cheniere&lt;br /&gt;because they contain the GE contamination and 2) ensure all&lt;br /&gt;future export shipments meet importing guideline&lt;br /&gt;requirements for non GE status. In addition, the USDA and&lt;br /&gt;the Arkansas State Plant Board declared an emergency&lt;br /&gt;action dictating that the Clearfield 131 and Cheniere long&lt;br /&gt;28&lt;br /&gt;Economic and regulatory impacts&lt;br /&gt;from the unintended release of genetically&lt;br /&gt;engineered rice varieties into the rice&lt;br /&gt;merchandising system of the US&lt;br /&gt;grain rice varieties not be planted in 2007 and 2008 because&lt;br /&gt;they were found to be GE contaminated. BASF Corporation's&lt;br /&gt;Clearfield 131 rice variety was found to be contaminated with&lt;br /&gt;a previously unknown genetic event LL604 - created by&lt;br /&gt;Bayer. It is unknown at this time how many LL varieties are or&lt;br /&gt;were under development by Bayer CropScience LP, beyond&lt;br /&gt;the four Liberty Link lines previously discussed. As of this&lt;br /&gt;time, the USDA still does not have an explanation of how or&lt;br /&gt;why the LL601 genetic event got into the US Rice production&lt;br /&gt;system on a wide scale.&lt;br /&gt;The LL601 event led to a reduction in the number of rice&lt;br /&gt;acres planted in 2007. The total acres planted to rice in the&lt;br /&gt;US in 2007 was reduced by 3.37% due in large part to a&lt;br /&gt;reduction of available GE-free seed. Most of the acreage&lt;br /&gt;reduction was due to the decrease in long grain rice acres.&lt;br /&gt;The estimated economic loss resulting from export impacts in&lt;br /&gt;the 2006/07 crop years is estimated to be $254 million. The&lt;br /&gt;future export losses are estimated to be $89 million to $445&lt;br /&gt;million depending on how long the two major export markets&lt;br /&gt;(EU plus the Philippines) remain closed. The direct and&lt;br /&gt;indirect negative effects experienced by the rice producers&lt;br /&gt;due to reduced prices, long on-farm crop storage time,&lt;br /&gt;reduced seed stocks in 2007, testing requirements, a&lt;br /&gt;cleanout of the rice merchandising system and lost rice&lt;br /&gt;revenue are estimated to be $199 million to $201 million.&lt;br /&gt;Processors experienced an estimated loss of $88 million to&lt;br /&gt;$91 million to ensure a GE-free system. The BASF Company&lt;br /&gt;estimates that it lost $1 to $15 million because its Clearfield&lt;br /&gt;131 seedline, a non-GE rice line, was contaminated with LL62&lt;br /&gt;and LL604. Food product recalls around the world are&lt;br /&gt;estimated at between $85 and $253 million. Export shipping&lt;br /&gt;losses from the loss of US exports amounted to $25 million.&lt;br /&gt;The worldwide estimated total economic loss due to the&lt;br /&gt;LL601 contamination event ranges from $741 million to&lt;br /&gt;$1.285 billion.&lt;br /&gt;As of this time a class action lawsuit with 218 plaintiffs has&lt;br /&gt;been brought against Bayer Crop Science LLP. This class&lt;br /&gt;action represents some 460 rice farmers covering over&lt;br /&gt;248,000 acres of rice. Ultimately the class action lawsuit&lt;br /&gt;will represent thousands of farmers in the United States.&lt;br /&gt;In addition, litigation has been brought forth against Riceland&lt;br /&gt;Foods and Producers Rice Mill by British and German food&lt;br /&gt;processors. It is expected that the litigation against Bayer&lt;br /&gt;CropScience will total over $1 billion in compensatory&lt;br /&gt;liabilities. The punitive damages against Bayer are as&lt;br /&gt;of yet, unknown.&lt;br /&gt;The laxities in the US regulatory environment contributed to&lt;br /&gt;the Liberty Link rice contamination events throughout the US&lt;br /&gt;and the world. There appears to be insufficient regulatory&lt;br /&gt;oversight in the environmental testing phase of GE crops.&lt;br /&gt;It is the outdoor environmental testing that led to the LL601&lt;br /&gt;contamination. In addition, the laxities in the EU's food safety&lt;br /&gt;regulations allowed the LL rice to spread throughout the EU&lt;br /&gt;food processing system.&lt;br /&gt;29&lt;br /&gt;Appendix I.&lt;br /&gt;GLOSSARY OF TERMINOLOGY&lt;br /&gt;Agricultural Biotechnology: A range of tools, including&lt;br /&gt;traditional breeding techniques, that alter living organisms,&lt;br /&gt;or parts of organisms, to make or modify products; improve&lt;br /&gt;plants or animals; or develop microorganisms for specific&lt;br /&gt;agricultural uses. Modern biotechnology today includes the&lt;br /&gt;tools of genetic engineering.&lt;br /&gt;Deregulated: If a GE crop has gone through the regulatory&lt;br /&gt;process for USDA to permit commercialisation, it is commonly&lt;br /&gt;referred to as being a deregulated crop. This is necessary&lt;br /&gt;before it is sold and produced commercially. It allows the&lt;br /&gt;product to be moved and planted freely without the need for&lt;br /&gt;notification or permits.&lt;br /&gt;Gene: The fundamental physical and functional unit of&lt;br /&gt;heredity. A gene is typically a specific segment of a&lt;br /&gt;chromosome and encodes a specific functional product&lt;br /&gt;(such as a protein or RNA molecule).&lt;br /&gt;Genetic engineering: Manipulation of an organism's genes by&lt;br /&gt;introducing, eliminating or rearranging specific genes using&lt;br /&gt;the methods of modern molecular biology, particularly those&lt;br /&gt;techniques referred to as recombinant DNA techniques.&lt;br /&gt;GE: acronym for genetically enginereed.&lt;br /&gt;Herbicide-tolerant crops: Crops that have been developed&lt;br /&gt;to survive application(s) of particular herbicides by the&lt;br /&gt;incorporation of certain gene(s) either through genetic&lt;br /&gt;engineering or traditional breeding methods. The genes allow&lt;br /&gt;the herbicides to be applied to the crop to provide effective&lt;br /&gt;weed control without damaging the crop itself.&lt;br /&gt;Protein: A molecule composed of one or more chains of&lt;br /&gt;amino acids in a specific order. Proteins are required for the&lt;br /&gt;structure, function and regulation of the body's cells, tissues&lt;br /&gt;and organs and each protein has a unique function.&lt;br /&gt;Pharmacologic agents: Biologically active substances applied&lt;br /&gt;pharmacologically to the body for their therapeutic effects on&lt;br /&gt;one or more tissues or organs.&lt;br /&gt;Regulated: If a GE crop has not gone through the&lt;br /&gt;regulatory process for USDA to determine if it can be&lt;br /&gt;safely commercialised, it is commonly referred to as being&lt;br /&gt;in regulated status or a regulated crop.&lt;br /&gt;Variety: A subdivision of a species for taxonomic classification&lt;br /&gt;also referred to as a 'cultivar.' A variety is a group of individual&lt;br /&gt;plants that is uniform, stable and distinct genetically from&lt;br /&gt;other groups of individuals in the same species.&lt;br /&gt;1 For Glossary of Terminology see Appendix I.&lt;br /&gt;2 AgrEvo began the development of the Liberty Link rice lines. AgrEvo was purchased by&lt;br /&gt;Aventis in 1999. Aventis was purchased by Bayer Crop in 2002. Bayer's agribusiness&lt;br /&gt;unit is called Bayer CropScience, LP. All development by Bayer's predecessors will be&lt;br /&gt;referred to as having been developed by Bayer CropScience, LP.&lt;br /&gt;3 Rice Backgrounder. Nathan Childs and Janet Livezey. December 2006. UDSA -&lt;br /&gt;Economic Research Service. Publication RCS-2006-01.&lt;br /&gt;4 Countercyclical payments are payments that are made when the market price falls&lt;br /&gt;below a target price. The level of payment is determined by the level of how much the&lt;br /&gt;market price falls below the 2002 Farm Bill established target price. For more&lt;br /&gt;information see “Counter-Cyclical Income Support Payments” at&lt;br /&gt;http://www.ers.usda.gov/Briefing/FarmPolicy/CounterCyclicalPay.htm&lt;br /&gt;5 “Outlook: 2007 Rice and Cotton Acreage Decline Due to Added Production Costs,&lt;br /&gt;Lack of Pricing Opportunities and Crop Alternatives.” Dr. Bobby Coats, Extension&lt;br /&gt;Economist,&lt;br /&gt;6 University of Arkansas, Division of Agriculture. July 2007.&lt;br /&gt;http://www.aragriculture.org/agfoodpolicy/radio/july2007/054_07162007_audio.htm&lt;br /&gt;7 “Mississippi's rice takes another hit” March 16, 2007 By Robert H. Wells, Delta&lt;br /&gt;Research and Extension Center, Mississippi State University Extension.&lt;br /&gt;http://www.seedquest.com/News/releases/2007/march/18701.htm&lt;br /&gt;8 AgrEvo began the development of the Liberty Link rice lines. AgrEvo was purchased by&lt;br /&gt;Aventis in 1999. Aventis was purchased by Bayer Crop in 2002. Bayer's agribusiness&lt;br /&gt;unit is called Bayer CropScience, LP.&lt;br /&gt;9 Petitions of Nonregulated Status Granted or Pending by APHIS: AgrEvo Petition for&lt;br /&gt;LLRice 06 and LLRice62: Petition # 98-329-01p. Federal Register Notice # 98-329-&lt;br /&gt;01p_com. See: http://www.aphis.usda.gov/brs/not_reg.html&lt;br /&gt;10 LL RICE 62 Registration Application for the European Food Safety Authority (EFSA)&lt;br /&gt;see http://www.gmo-compass.org/eng/gmo/db/21.docu.html&lt;br /&gt;10 “Rice Industry In Crisis.” January 2007. Greenpeace International (See page 15)&lt;br /&gt;11 United States Regulatory Agencies Unified Biotechnology Website&lt;br /&gt;http://usbiotechreg.nbii.gov/database_pub.asp&lt;br /&gt;12 USDA Animal and Plant Health Inspection Service: LL62 and LL06 petition&lt;br /&gt;98-329-01p Status: http://www.aphis.usda.gov/brs/aphisdocs2/98_32901p_com.pdf&lt;br /&gt;13 Petitions of Nonregulated Status Granted or Pending by APHIS: Bayer CropScience&lt;br /&gt;Petition for LLRice601 Petition # 06-234-01p. Federal Register Notice # 06-234-&lt;br /&gt;01p_com&lt;br /&gt;See: http://www.aphis.usda.gov/brs/not_reg.html&lt;br /&gt;14 USDA (2006) Statement by Agriculture Secretary Mike Johanns regarding genetically&lt;br /&gt;engineered rice. (August 18, 2006). USDA Newsroom Release Release No. 0307.06.&lt;br /&gt;Available: http://www.usda.gov.&lt;br /&gt;15 “No Cheniere rice in Arkansas due to LL601 trait situation” Nov 17, 2006 12:00 PM,&lt;br /&gt;By David Bennett Farm Press Editorial Staff.&lt;br /&gt;16 “Statement on Report of Bioengineered Rice in the Food Supply”. US Food and Drug&lt;br /&gt;Administration - Center for Food Safety and Applied Nutrition. August 2006.&lt;br /&gt;http://www.cfsan.fda.gov/~lrd/biorice.html&lt;br /&gt;17 Statement of the Scientific Panel on Genetically Modified Organisms in response to&lt;br /&gt;the request of the European Commission on inadvertent presence of genetically&lt;br /&gt;modified rice LLRICE601 adopted on 14 September 2006.&lt;br /&gt;http://www.efsa.europa.eu/en/science/gmo/statements0/efsa_statement_gmo_LLRIC&lt;br /&gt;E601.html&lt;br /&gt;18 USDA Animal and Plant Health Inspection Service: LL601 Petition # 06-234-01p an&lt;br /&gt;extension of the LL62 and LL06 petition # 98-329-01p.&lt;br /&gt;http://www.aphis.usda.gov/brs/aphisdocs2/06_23401p_com.pdf&lt;br /&gt;19 Statement of the Scientific Panel on Genetically Modified Organisms in response to&lt;br /&gt;the request of the European Commission on inadvertent presence of genetically&lt;br /&gt;modified rice LLRICE601 adopted on 14 September 2006.&lt;br /&gt;http://www.efsa.europa.eu/en/science/gmo/statements0/efsa_statement_gmo_LLRIC&lt;br /&gt;E601.html.&lt;br /&gt;20 "Report of LibertyLink rice incidents", United States Department of Agriculture,&lt;br /&gt;October 5, 2007.&lt;br /&gt;http://www.aphis.usda.gov/newsroom/content/2007/10/content/printable/RiceReport&lt;br /&gt;10-2007.pdf&lt;br /&gt;21 “LibertyLink 601 found in LSU AgCenter foundation seed rice” Aug 31, 2006 5:17 PM,&lt;br /&gt;By Bruce Schultz LSU AcCenter&lt;br /&gt;22 “Deregulation of LL601 was aboveboard, says USDA” Jan 22, 2007 9:50 AM, By&lt;br /&gt;Elton Robinson_Farm Press Editorial Staff http://deltafarmpress.com&lt;br /&gt;23 “US Rice Industry Recommendations to Reestablish Supply and Marketability of US&lt;br /&gt;Rice” 6 December 2006. USA Rice Federation.&lt;br /&gt;http://www.usarice.com/industry/communication/SeedRecs.pdf&lt;br /&gt;24 “Rice seed producers take exception to federation's testing recommendations.”&lt;br /&gt;http://agfax.blogspot.com/AgFax Blog December 2006.htm&lt;br /&gt;25 “Emergency Rule to Require Testing of All Rice Seed.” December 28, 2006. The State&lt;br /&gt;Plant Board of Arkansas.&lt;br /&gt;http://www.usarice.com/industry/communication/REVISIONIII_SEED.pdf&lt;br /&gt;26 http://gmo-crl.jrc.it/LLRice601update.htm The JRC is the Joint Research Centre of&lt;br /&gt;the EU&lt;br /&gt;27 “Calif Group Calls For State Halt To Biotech Rice Field Testing.” By news desk on&lt;br /&gt;March 16, 2007. http://oryza.com/Global-Rice/Bio-Tech-News/347.html&lt;br /&gt;28 UPDATE FOR RICE INDUSTRY REGARDING CLEARFIELD 131 LONG-GRAIN RICE&lt;br /&gt;SEED, March 9, 2007. Testing by the US Department of Agriculture's (USDA) Animal&lt;br /&gt;and Plant Health Inspection Service (APHIS) has confirmed the presence of trace levels&lt;br /&gt;of genetic material not yet approved for commercialisation in Clearfield 131 (CL131)&lt;br /&gt;rice seed. Based on these test results, further distribution or planting of 2005, 2006,&lt;br /&gt;or 2007 registered or certified CL131 seed is prohibited. This seed is not an option for&lt;br /&gt;planting this crop season. USDA-Newsroom.&lt;br /&gt;29 GM Contamination Register Report, February 2007. Greenpeace International&lt;br /&gt;30 “Commission requires certification of US rice exports to stop unauthorised GMO&lt;br /&gt;entering the EU”. Brussels, 23 August 2006&lt;br /&gt;http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/06/1120&lt;br /&gt;31 “Food safety Authority of Ireland bans GM rice, US farmers sue Bayer”. Anthony&lt;br /&gt;Fletcher. 31/08/2006 - The FSAI is to implement a ban on the import of certain US&lt;br /&gt;long grain rice products unless certificates declaring them to be free of unauthorised&lt;br /&gt;GM rice accompany them. http://www.foodnavigator.com/news/ng.asp?n=70222-saigm-&lt;br /&gt;rice&lt;br /&gt;32 Open Industry Letter to Domestic Buyers of Rice, 31 August 2006. USA Rice&lt;br /&gt;Federation and US Rice Producers Association.&lt;br /&gt;http://www.usarice.com/industry/communication/GEltr.pdf&lt;br /&gt;33 Rice Industry In Crisis. January 2007. Greenpeace International.&lt;br /&gt;34 United States Department of Agriculture Economic Research Service. 2004. Rice&lt;br /&gt;Market Outlook. USDA Rice Baseline, 2004-13.&lt;br /&gt;http://www.ers.usda.gov/Briefing/rice/2004baseline.htm&lt;br /&gt;35 “Producers Rice Mill target of biotech rice lawsuit.” February 10, 2007 7:46 PM CST in&lt;br /&gt;News By The Associated Press&lt;br /&gt;http://www.nwaonline.net/articles/2007/02/11/news/021107arbiotechlawsuit.txt&lt;br /&gt;36 “Shipments delayed at border: GM worries slow rice into Mexico” 23 Mar 2007 By&lt;br /&gt;David Bennett, Farm Press Editorial Staff. http://www.farmpress.com&lt;br /&gt;30&lt;br /&gt;Economic and regulatory impacts&lt;br /&gt;from the unintended release of genetically&lt;br /&gt;engineered rice varieties into the rice&lt;br /&gt;merchandising system of the US&lt;br /&gt;31&lt;br /&gt;37 “Rice Farmer Claims Research Contaminated Crop.” 29 August 2007. Hattie Sherrick&lt;br /&gt;Burton, Beauregard Daily News, USA.&lt;br /&gt;http://www.deridderdailynews.com/articles/2007/08/29/news/news1.txt&lt;br /&gt;38 “German company sues US rice millers over modified rice “ Associated Press, August&lt;br /&gt;24, 2007. http://www.agbios.com/main.php?action=ShowNewsItem&amp;id=8746&lt;br /&gt;39 “Rice Situation and Yearbook”. Nathan Childs. November 2006. USDA-Economic&lt;br /&gt;Research Service Publication RCS-2006. www.ersa.usda.gov&lt;br /&gt;40 Regional Farm Bill field hearing: Lubbock, Texas. Testimony of .G. Raun _ El Campo,&lt;br /&gt;Texas On behalf of the US Rice Producers Association and USA Rice Federation.&lt;br /&gt;http://agriculture.senate.gov/Hearings&lt;br /&gt;41 Estimating 2007 Costs of Production, University of Arkansas, Division of Agriculture,&lt;br /&gt;Cooperative Extension Service, Publication AG-979-11-06.&lt;br /&gt;42 Medium grain and short grain farmers in California were not affected by the LL601 rice&lt;br /&gt;event.&lt;br /&gt;43 “No easy answers in clean-up of GM rice situation” Dec 21, 2006 12:00 PM, By David&lt;br /&gt;Bennett. http://southwestfarmpress.com&lt;br /&gt;44 USDA Grain Market News- Arkansas Weekly Grain Review - ending 21 September&lt;br /&gt;2007.&lt;br /&gt;45 “Outlook: 2007 Rice and Cotton Acreage Decline Due to Added Production Costs,&lt;br /&gt;Lack of Pricing Opportunities and Crop Alternatives.” Dr. Bobby Coats, Extension&lt;br /&gt;Economist, University of Arkansas, Division of Agriculture. July 2007.&lt;br /&gt;http://www.aragriculture.org/agfoodpolicy/radio/july2007/054_07162007_audio.htm&lt;br /&gt;46 National Agricultural Statistics Service - United States Department of Agriculture - See&lt;br /&gt;2007 corn and rice statistics at: http://www.nass.usda.gov/index.asp&lt;br /&gt;47 “More biotech woes for US rice.” Peter Shinn. March 6, 2007. Brownfield: Ag news for&lt;br /&gt;America. http://www.brownfieldnetwork.com/gestalt/go.cfm?objectid=29619657-&lt;br /&gt;B177-208E-4FA289D3C916F9BB&lt;br /&gt;48 “Attack of the mutant rice” Marc Gunther, Fortune senior writer July 2 2007.&lt;br /&gt;http://money.cnn.com/magazines/fortune/fortune_archive/2007/07/09/100122123/ind&lt;br /&gt;ex.htm&lt;br /&gt;49 Maltsbarger, Richard and Kalaitzandonakes, Nicholas. “Direct And Hidden Costs In&lt;br /&gt;Identity Preserved Supply Chains” Volume 3, Number 4, Article 10.&lt;br /&gt;http://www.agbioforum.org/v3n4/v3n4a10-maltsbarger.htm&lt;br /&gt;50 “Rice leaders push to reopen EU rice market” September 28, 2007. by Forrest Laws,&lt;br /&gt;Delta Farm Press http://deltafarmpress.com/news/070928-libertylink-traits/&lt;br /&gt;51 “Grain Transportation and Marketing Channels” Fapri-UMC Briefing Paper #04-04&lt;br /&gt;June 2004. Food and Agriculture Policy Research Institute. www.fapri.missouri.edu&lt;br /&gt;52 GeneScan Analytics GmbH Engesserstrasse 4, 79108 Freiburg Deutschland +49-&lt;br /&gt;761-5038-200. http://www.genescan.de/aboutus/locations.aspx?lang=English&lt;br /&gt;53 A rice crop year goes from August of one year to the July of the next year. For&lt;br /&gt;example the 2004/05 crop year goes from August 2004 to July 2005.&lt;br /&gt;54 The last accumulated export bar of the crop year is decreased relative to the prior bar&lt;br /&gt;due to USDA Export data revisions.&lt;br /&gt;55 “GMO rice found safe, but trade still fettered Reuters”, 28 November 2006. By Missy&lt;br /&gt;Ryan.&lt;br /&gt;56 Letter from Ebro Puleva to Greenpeace, 29 September 2006.&lt;br /&gt;http://www.greenpeace.org/international/press/reports/letter-from-ebro-puleva-to-gre&lt;br /&gt;57 Price of rice in Netherlands given to author by Greenpeace.&lt;br /&gt;58 Contaminated US Rice Must Be Recalled From Africa - African Centre for Biosafety&lt;br /&gt;27 November 2006&lt;br /&gt;59 http://www.biosafetyafrica.net/portal/index.php?option=com&lt;br /&gt;_content&amp;task=view&amp;id=40&amp;Itemid=29&lt;br /&gt;59 “Who's the willing puppet?” Rina Jimenez-David, 09/16/2007 Inquirer.net&lt;br /&gt;60 “Ocean Freight Rates for Dry Bulk Cargoes” Home-Grown Cereals Authority Volume&lt;br /&gt;10, Issue 04. http://www.hgca.com/imprima/miprospects/vol10Issue04/minisite/6.htm&lt;br /&gt;61 A class action court proceeding is an action declared by a US Federal Court Judge.&lt;br /&gt;Here a group of plaintiffs with similar claimed damages can as one group seek&lt;br /&gt;damages against a single defendant. In this case US long grain rice farmers suffering&lt;br /&gt;the impacts of contamination of their rice with Bayer's genetically engineered rice&lt;br /&gt;varieties are the potential members of the class.&lt;br /&gt;62 Class Action Website: Emerson Poynter LLP is a national law firm with offices in&lt;br /&gt;Houston and Little Rock. http://www.llrice601contaminationlitigation.com/&lt;br /&gt;63 USA: GM rice - proposed class action - toll exceeds US$ 1 billion. By David Bennett.&lt;br /&gt;Delta Farm Press, May 28 2007.&lt;br /&gt;64 Confidential research conducted by the author.&lt;br /&gt;65 “Punitive Damages” AON Risk Management.&lt;br /&gt;http://www.aon.com/us/busi/risk_management/risk_transfer/punitive_damages.jsp&lt;br /&gt;66 "Aventis Reports Full Year Results for 2000," Aventis press release, March 2, 2001.&lt;br /&gt;67 “Starlink™: Fallout From A Shooting Biotech Star.” Stephen Moose, Assistant&lt;br /&gt;Professor, Department of Crop Sciences, University of Illinois - Urbana Champagne&lt;br /&gt;http://agronomyday.cropsci.uiuc.edu/2001/tours/StarLink/index.html&lt;br /&gt;Greenpeace is an independent global&lt;br /&gt;campaigning organisation that acts to&lt;br /&gt;change attitudes and behaviour, to&lt;br /&gt;protect and conserve the environment&lt;br /&gt;and to promote peace.&lt;br /&gt;Greenpeace International&lt;br /&gt;Ottho Heldringstraat 5&lt;br /&gt;1066 AZ Amsterdam&lt;br /&gt;The Netherlands&lt;br /&gt;Tel: +31 20 7182000&lt;br /&gt;Fax: +31 20 5148151&lt;br /&gt;greenpeace.org&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-2601595597153232594?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/2601595597153232594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=2601595597153232594' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/2601595597153232594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/2601595597153232594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/campaigning-for-sustainable-agriculture.html' title='Campaigning for sustainable agriculture'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-2838497347299073246</id><published>2007-11-08T10:08:00.000Z</published><updated>2007-11-08T10:09:00.509Z</updated><title type='text'>International Conference on Ethics of Stem Cell</title><content type='html'>International Conference on Ethics of Stem Cell&lt;br /&gt;Research and&lt;br /&gt;Moral Responsibility in ART&lt;br /&gt;Joint BIG / ESHRE Conference&lt;br /&gt;Bioethics Institute Ghent&lt;br /&gt;and&lt;br /&gt;European Society of Human Reproduction and Embryology&lt;br /&gt;ESHRE Campus 2007&lt;br /&gt;Ghent, Belgium&lt;br /&gt;30 November to 1 December 2007&lt;br /&gt;ESHRE Campus&lt;br /&gt;International Conference on&lt;br /&gt;Ethics of Stem Cell Research and&lt;br /&gt;Moral Responsibility in ART&lt;br /&gt;Ghent, Belgium&lt;br /&gt;30 November - 1 December 2007&lt;br /&gt;Organized by&lt;br /&gt;the ESHRE Special Interest Group Ethics and Law&lt;br /&gt;and&lt;br /&gt;the Bioethics Institute Ghent (BIG)&lt;br /&gt;Course description&lt;br /&gt;The course has two parts: the first addresses ethical aspects of human embryonic&lt;br /&gt;stem cell and cloning research.This fast developing and controversial&lt;br /&gt;technology continuously generates new ethical issues that one tries to solve by&lt;br /&gt;new technological inventions, which in turn raise new controversies. The second&lt;br /&gt;part contains presentations on the moral responsibility of all parties involved in&lt;br /&gt;medically assisted reproduction: the patient (for their life style and their future&lt;br /&gt;offspring), the physician (for the patient, the child and society), and society (by&lt;br /&gt;introducing legislation and providing public funding).&lt;br /&gt;Course objectives&lt;br /&gt;The course intends to inform about new developments in the field of human stem&lt;br /&gt;cell and cloning research, as well as the ethical issues they raise. It also intends to&lt;br /&gt;stimulate discussion on the moral responsibility of the different parties in assisted&lt;br /&gt;reproductive technology and to make them aware of the others’ perspective and&lt;br /&gt;position in its application.&lt;br /&gt;Target audience&lt;br /&gt;On the one hand, philosophers and ethicists interested in stem cells and medically&lt;br /&gt;assisted reproduction. On the other hand, physicians and healthcare workers with&lt;br /&gt;a general interest in ethics as applied in the domain of infertility treatment.&lt;br /&gt;Accreditation for physicians has been requested.&lt;br /&gt;COURSE DESCRIPTION&lt;br /&gt;FACULTY &amp; ORGANIZATION&lt;br /&gt;Organising Committee&lt;br /&gt;Katrien Devolder&lt;br /&gt;Guido Pennings&lt;br /&gt;Faculty&lt;br /&gt;Didi Braat, head of Department of Obstetrics and Gynaecology, UMC St Radboud,&lt;br /&gt;Nijmegen, The Netherlands. D.braat@obgyn.umcn.nl&lt;br /&gt;Yvonne Denier, Center for Economics and Ethics, Catholic University of Leuven, Belgium.&lt;br /&gt;Yvonne.Denier@econ.kuleuven.be&lt;br /&gt;Katrien Devolder, Bioethics Institute Ghent, Ghent University, Belgium. Katrien.&lt;br /&gt;devolder@ugent.be&lt;br /&gt;Paul Devroey, clinical director of Centre for Reproductive Medicine AZ-VUB, Free&lt;br /&gt;University Brussels, Belgium. President of ESHRE. Paul.devroey@az.vub.ac.be&lt;br /&gt;Guido de Wert, professor of biomedical ethics, Maastricht University, Research Institute&lt;br /&gt;GROW, Maastricht, The Netherlands. G.deWert@ZW.unimaas.nl&lt;br /&gt;Jan Gerris, head of Division Gynecology, Centre for Reproductive Medicine, Department&lt;br /&gt;of Ob-Gyn, University Hospital Ghent, Belgium. Jan.gerris@ugent.be&lt;br /&gt;John Harris, Sir David Alliance Professor of Bioethics, Centre for Social Ethics and Policy,&lt;br /&gt;University of Manchester. John.harris@manchester.ac.uk&lt;br /&gt;Peter Herissone-Kelly, lecturer in philosophy, University of Central Lancashire, United&lt;br /&gt;Kingdom. pnherissone-kelly@uclan.ac.uk&lt;br /&gt;Freddy Mortier, dean of the Faculty of Arts and Philosophy, Ghent University. Freddy.&lt;br /&gt;Mortier@Ugent.be&lt;br /&gt;Guido Pennings, director of Bioethics Institute Ghent (BIG), coordinator of Special Interest&lt;br /&gt;Group of Ethics and Law ESHRE, Ghent University, Belgium. Guido.Pennings@Ugent.&lt;br /&gt;be&lt;br /&gt;Julian Savulescu, Uehiro Professor of Practical Ethics, the Oxford Uehiro Centre for&lt;br /&gt;Practical Ethics, Director of the Program on Ethics and the New Biosciences in the 21st&lt;br /&gt;Century School, University of Oxford, United Kingdom. julian.savulescu@philosophy.&lt;br /&gt;ox.ac.uk&lt;br /&gt;Françoise Shenfield, clinical lecturer, Reproductive Medicine Unit, University College&lt;br /&gt;Hospitals, London, United Kingdom. mfi@easynet.co.uk&lt;br /&gt;Jan Helge Solbakk, chief of Bioethics Section, Division of Ethics of Science and&lt;br /&gt;Technology, Bioethics Section UNESCO, Paris, France. j.h.solbakk@medisin.uio.no&lt;br /&gt;Torbjörn Tännsjö, Kristian Claëson Professor of Practical Philosophy, Department of&lt;br /&gt;Philosophy, Stockholm University, Sweden. torbjorn.tannsjo@philosophy.su.se&lt;br /&gt;Giuseppe Testa, assistant professor, European School of Molecular Medicine, director&lt;br /&gt;of the Laboratory of Stem Cell Epigenetics, European Institute of Oncology, Milan, Italy.&lt;br /&gt;giuseppe.testa@ifom-ieo-campus.it&lt;br /&gt;GENERAL INFORMATION&lt;br /&gt;Organizing secretariat&lt;br /&gt;ESHRE Central Office&lt;br /&gt;Meerstraat 60 / 1852 Grimbergen / Belgium&lt;br /&gt;Tel: +32 (0)2 269 09 69 / Fax: +32 (0)2 269 56 00 / E-mail: info@eshre.com&lt;br /&gt;Venue&lt;br /&gt;The venue for the International Conference on Ethics of Stem Cell Research and Moral&lt;br /&gt;Responsibility in Assisted Reproductive Technology is the former Dominican abbey ‘Het&lt;br /&gt;Pand’, located in the historical centre of Ghent. The sessions will be held in Room ‘Refter’&lt;br /&gt;located on the ground floor.&lt;br /&gt;Address: Onderbergen 1 (next to Sint-Michiels Church) / 9000 Ghent&lt;br /&gt;How to get there?&lt;br /&gt;By plane&lt;br /&gt;From Brussels National Airport: take the direct train to Ghent (railway station ‘Gent St-&lt;br /&gt;Pieters’). There should be at least one train going to Ghent every hour.&lt;br /&gt;By train/tram&lt;br /&gt;Most international trains (including Thalys and Eurostar) arrive in Brussels (Brussel Zuid/&lt;br /&gt;Bruxelles-Midi). There, take the train to “Gent St-Pieters” (the trains with final destination&lt;br /&gt;‘Oostende’ or ‘De Panne’). There is a train from Brussels to Ghent every 30 minutes.&lt;br /&gt;The trip Brussels - Ghent takes 35 minutes.&lt;br /&gt;To get to Het Pand, take tram 1 to ‘Korenmarkt’. At “Korenmarkt”, cross the Sint-Michiels&lt;br /&gt;bridge. Go left at the Sint-Michiels Church and reach Het Pand next to the church.&lt;br /&gt;By car&lt;br /&gt;You will probably come in on highways E17 or E40, which intersect near the city.&lt;br /&gt;Highway E17: Follow the direction “Gent”, and then take direction “Gent Centrum”&lt;br /&gt;(B401)&lt;br /&gt;Highway E40: Follow the direction “Gent Antwerpen” (E17), then follow the direction&lt;br /&gt;“Gent”, and finally follow direction “Gent Centrum” (B401)&lt;br /&gt;When entering Ghent, follow the parking routes to Parking 7 (P7), Sint-Michiels Parking.&lt;br /&gt;When coming out of the parking at the side of Sint-Michiels Church, go to the right and&lt;br /&gt;find Het Pand next to the church.&lt;br /&gt;GENERAL INFORMATION&lt;br /&gt;Links to sites about Ghent, Flanders and Belgium&lt;br /&gt;Official web site of the city of Ghent: http://www.gent.be&lt;br /&gt;Hotel accommodation&lt;br /&gt;All hotels are within walking distance from the venue&lt;br /&gt;Sofitel&lt;br /&gt;http://www.sofitel.com/sofitel/fichehotel/gb/sof/1673/fiche_hotel.shtml&lt;br /&gt;Hotel Mariott (***)&lt;br /&gt;http://www.marriottghent.be/&lt;br /&gt;Ibis Gent Centrum St-Baafs (**)&lt;br /&gt;http://www.ibishotel.com/ibis/fichehotel/gb/ibi/0961/fiche_hotel.shtml&lt;br /&gt;Monasterium Poortackere (***)&lt;br /&gt;http://www.monasterium.be/&lt;br /&gt;More hotels at http://www.gent.be/gent/vrijetij/hotels/showlist.asp&lt;br /&gt;There are also plenty of charming B&amp;B’s in the city centre:&lt;br /&gt;http://www.bedandbreakfast-gent.be/&lt;br /&gt;Students can stay at the comfortable and beautifully located youth hostel:&lt;br /&gt;Youth Hostel De Draecke http://www.vjh.be/&lt;br /&gt;Registrations&lt;br /&gt;The following fees apply:&lt;br /&gt;1. Student (valid student ID) = 40 Euro&lt;br /&gt;2. Non-medical persons and Member of ESHRE = 100 Euro&lt;br /&gt;3. Non-member of ESHRE = 140 Euro&lt;br /&gt;Registration fees include attendance to all sessions, lunch, coffee breaks and certificate&lt;br /&gt;of attendance.&lt;br /&gt;Cancellation policy/ All cancellations should be made in writing An&lt;br /&gt;administrative fee of 25 Euro will be charged for all cancellations.&lt;br /&gt;Cancellations received after 1 November 2007 will not be refunded.&lt;br /&gt;SCIENTIFIC PROGRAM&lt;br /&gt;Friday, November 30, 2007&lt;br /&gt;13:00 Registration&lt;br /&gt;14:00 Opening - Guido Pennings (B)&lt;br /&gt;Session 1: “Ethics of human embryonic stem cell and cloning research”&lt;br /&gt;Chair: Guido Pennings (B)&lt;br /&gt;14:30 The use of empirical arguments in the stem cell debate&lt;br /&gt;Jan Helge Solbakk (NO)&lt;br /&gt;15:15 Killing embryos for stem cells: scientific answers and technical solutions&lt;br /&gt;Katrien Devolder (B)&lt;br /&gt;16:00 Coffee break&lt;br /&gt;16:30 Species and other specious boundaries in stem cell research&lt;br /&gt;John Harris (UK)&lt;br /&gt;17:15 Between generation and regeneration: the ethics of human nuclear&lt;br /&gt;transfer&lt;br /&gt;Giuseppe Testa (I)&lt;br /&gt;18:00 Concluding remarks of the day&lt;br /&gt;Katrien Devolder (B)&lt;br /&gt;SCIENTIFIC PROGRAM&lt;br /&gt;Saturday, December 1, 2007&lt;br /&gt;Session 2: “Ethics of ART: the role of the physician and society”&lt;br /&gt;Chair: Françoise Shenfield (UK)&lt;br /&gt;09:30 Future developments in ART and their ethical implications&lt;br /&gt;Paul Devroey (B)&lt;br /&gt;10:15 Ethics of evidence-based medicine in ART&lt;br /&gt;Didi Braat (NL)&lt;br /&gt;11:00 Coffee break&lt;br /&gt;11:30 Reimbursement of IVF: can ethics help to decide?&lt;br /&gt;Torbjörn Tännsjö (SE)&lt;br /&gt;12:15 State regulation and therapeutic freedom in ART&lt;br /&gt;Jan Gerris (B)&lt;br /&gt;13:00: Lunch at Het Pand&lt;br /&gt;Session 3: “Moral responsibility of patients and physicians in ART”&lt;br /&gt;Chair: Guido de Wert (NL)&lt;br /&gt;14:30 Personal responsibility of patients: should we treat the smoking obese&lt;br /&gt;woman?&lt;br /&gt;Yvonne Denier (B)&lt;br /&gt;15:15 Against conscientious objection of physicians in ART&lt;br /&gt;Julian Savulescu (UK)&lt;br /&gt;16:00 Coffee break&lt;br /&gt;16:30 Must parents choose the best possible child?&lt;br /&gt;Peter Herissone-Kelly (UK)&lt;br /&gt;17:15 Closing remarks&lt;br /&gt;Freddy Mortier (B)&lt;br /&gt;17:30 End&lt;br /&gt;International Conference on Ethics of Stem Cell Research and&lt;br /&gt;Moral Responsibility in ART&lt;br /&gt;30 November - 1 December 2007&lt;br /&gt;1. PARTICIPANT’S DETAILS&lt;br /&gt;r Prof. r Dr r Prof. Dr. r Mr r Mrs r Ms&lt;br /&gt;ESHRE Member ref. n°:____________&lt;br /&gt;First name: ______________________Family name: __________________________________________________&lt;br /&gt;Department: __________________________________________________________________________________&lt;br /&gt;Institute: _____________________________________________________________________________________&lt;br /&gt;Postal address: ________________________________________________________________________________&lt;br /&gt;Postcode: _____________ City: ___________________ Country:________________________________________&lt;br /&gt;Telephone: _________________________________ Facsimile: ______________________________________&lt;br /&gt;E-mail: ______________________________________________________________________________________&lt;br /&gt;2. REGISTRATION (please tick appropriate box)&lt;br /&gt;r Non-medical persons and Members of ESHRE = 100 Euro&lt;br /&gt;r Non-members = 140 Euro&lt;br /&gt;r Students (valid student ID) = 40 Euro&lt;br /&gt;3. PAYMENT&lt;br /&gt;r I have made a bank transfer for the amount of __________________ Euro on ESHRE international account&lt;br /&gt;number (IBAN) BE61 5522 5209 0217 — BIC = GKCCBEBB (national account n° = 552-2520902-17) of&lt;br /&gt;DEXIA Bank, Pachecolaan 44, 1000 Brussels, Belgium&lt;br /&gt;r I would like to pay with credit card. Please complete the following information:&lt;br /&gt;r American Express r Eurocard/Mastercard r Visa&lt;br /&gt;If private card: Name: _____________________________________________Initials: _______________________&lt;br /&gt;If company card: Company name: _________________________________________________________________&lt;br /&gt;Card number: _________________________________________________________________________________&lt;br /&gt;Expiry date: __________________ (month) ___________ (year)&lt;br /&gt;Cancellations: All cancellations should be made in writing. An administrative fee of 25 Euro will be charged for all&lt;br /&gt;cancellations. Cancellations received after 1 November 2007 will not be refunded.&lt;br /&gt;Signature:_____________________________________________Date:_____________________________&lt;br /&gt;RETURN TO:&lt;br /&gt;ESHRE Central Office, Meerstraat 60, 1852 Grimbergen, BELGIUM&lt;br /&gt;Tel: + 32 (0)2 269 09 69 — Fax: +32 (0)2 269 56 00 - E-mail: info@eshre.com&lt;br /&gt;REGISTRATION FORM - ESHRE CAMPUS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Find out more about ESHRE at&lt;br /&gt;www.eshre.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-2838497347299073246?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/2838497347299073246/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=2838497347299073246' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/2838497347299073246'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/2838497347299073246'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/international-conference-on-ethics-of.html' title='International Conference on Ethics of Stem Cell'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-116528380504031534</id><published>2007-11-07T23:00:00.000Z</published><updated>2007-11-07T23:01:34.862Z</updated><title type='text'>कुलाकोसा दी interessante</title><content type='html'>Too Close for Comfort - The relationship between the biotech industry and the European Commission (6.11.07) 1&lt;br /&gt;DOWN ON THE FARM IN INDIA (6.11.2007) 2&lt;br /&gt;BAYER’S COSTLY GE RICE SCANDAL (6.11.2007) 4&lt;br /&gt;Brazilian land activist killed in dispute over experimental GM farm (5.11.2007) 6&lt;br /&gt;Landless Rural Worker Shot by Security Company Hired by Multinational Syngenta (29.10.2007) 7&lt;br /&gt;U.S. GMO RICE CAUSED $1.2 BLN IN DAMAGES (5.11.07) 10&lt;br /&gt;COMMUNITY OF LAGOS IS THE FIRST GE MAIZE FREE ZONE (5.11.07) 11&lt;br /&gt;ISAAA TO FACILITATE EUROPEAN TOUR OF INDIAN BT GROWERS (4.11.2007) 12&lt;br /&gt;INTERNAL DOCUMENTS REVEAL GOVERNMENT COLLUSION WITH INDUSTRY ON GM POTATO TRIAL LICENSES (31.10.07) 13&lt;br /&gt;FRENCH SKEPTICISM OF GMO CROPS SIGNALS POLICY SHIFT (27.10.2007) 15&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-----------------------------&lt;br /&gt;GENET-forum&lt;br /&gt;Too Close for Comfort - The relationship between the biotech industry and the European Commission (6.11.07)&lt;br /&gt;An analysis by Friends of the Earth Europe (October 2007)&lt;br /&gt;It is no secret that the EU political class has embraced the neoliberal agenda. In food and farming this translates as high-technology intensive farming with patented inputs and outputs that generate wealth for European industry. The basic aim, clearly stated in EU policy objectives such at the Lisbon Agenda, is to make Europe a leader in the global economy. This has been expressed as different policy slogans - the "Biosociety" in the 1980s, the "knowledge-based economy" in the 1990s, and the "Knowledge-Based Bio-Economy" (KBBE) in the current decade.&lt;br /&gt;Friends of the Earth Europe prepared a report to examine one of the results of the KBBE political mindset and agenda: corporate lobby power and its access to one of the key EU institutions, the European Commission. It focuses on one of the key biotech lobby groups - EuropaBio - and recent examples of the very cosy relationship between the companies who stand to make considerable profits from agricultural biotechnology, and policy makers at the European Commission. EuropaBio is one of the main and most active lobby groups on GM food and crops at the EU level, and boasts of its "excellent working relations" with the European Commission. The group1s agri-biotech lobby efforts are headed by Bayer Cropscience, DuPont/Pioneer, Monsanto and Syngenta. As the GM food and crops market is dominated by these very few large corporations, EuropaBio is essentially pushing the interests of these at the European Commission and elsewhere.&lt;br /&gt;You can download the report here:&lt;br /&gt;http://www.foeeurope.org/corporates/pdf/too_close_for_comfort.pdf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------------- GENET-news -------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOWN ON THE FARM IN INDIA (6.11.2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SOURCE: Council on Foreign Relations, USA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AUTHOR: Jayshree Bajoria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;URL:    http://www.cfr.org/publication/14707/down_on_the_farm_in_india.html?breadcrumb=%2Fpublication%2Fpublication_list%3Ftype%3Ddaily_analysis&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------ archive:  http://www.genet-info.org/ ------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOWN ON THE FARM IN INDIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;India’s stunning economic success in recent years, fueled by its technology services sector, obscures the fact that it is still predominantly a nation of farmers. Almost 60 percent of India’s 1.1 billion people depend on agriculture for their livelihood. But as the overall economy booms, agricultural growth &lt;http://www.adb.org/Documents/Speeches/2006/ms2006011.asp&gt; is a mere 2 percent. Both food production and consumption have declined since liberalization in 1991. Agriculture’s share of India’s GDP has fallen from 45 percent in 1972-1973 to 21 percent in 2004-2005. Utsa Patnaik, an economics professor at New Delhi-based Jawaharlal Nehru University says (InfoChange) &lt;http://www.infochangeindia.org/analysis88.jsp&gt; per capita annual food consumption has declined from 178 kilograms in 1991 to 155 kilograms in 2002.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;This autumn’s protests by the landless (Guardian) &lt;http://www.guardian.co.uk/india/story/0,,2198382,00.html?gusrc=rss&amp;feed=12&gt; in the country are the latest in a series of incidents in which the poor have taken to the streets. But FT columnist Jo Johnson says these protests are ”met with crushing indifference” &lt;http://www.ft.com/cms/s/0/dd8761a6-87b4-11dc-9464-0000779fd2ac.html?nclick_check=1&gt; as India and the world are preoccupied with the country’s booming stock market. The plight of Indian peasants reflects growing inequality in the country, as this new CFR Backgrounder &lt;http://www.cfr.org/publication/14706/&gt; explains.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;One measure of the despair among India’s farmers: an estimated 100,000 farmers throughout the country committed suicide between 1993 and 2003. That’s according to India’s agriculture minister and the unofficial suicide figures are much higher (IPS) &lt;http://ipsnews.net/news.asp?idnews=35193&gt;. Most suicides are in the country’s cotton belt, which produces the world’s second-highest amount of cotton after China. The rise in cotton production is often linked (Hindu Business Line) &lt;http://www.thehindubusinessline.com/2007/09/29/stories/2007092952540100.htm&gt; to introduction of the genetically modified Bt (Bacillus thuringiensis) cotton seed, which entered the Indian markets in 2002. Many experts oppose the use of Bt cotton, saying farmers have to take on huge debts (PBS) &lt;http://www.pbs.org/wnet/wideangle/shows/vidarbha/handbook.html&gt; every year to buy the expensive seeds and have struggled to make them productive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beyond indebtedness, a combination of other economic factors compound the plight of India ’s farmers. ActionAid India, an antipoverty NGO, says government investment in agriculture fell &lt;http://www.actionaidindia.org/world_foodday_release.htm&gt; from 1.8 percent in 1993 to 1.3 percent in 2003. A recent PBS documentary &lt;http://www.pbs.org/wnet/wideangle/shows/vidarbha/handbook3.html&gt; noted: ”In 1994, a pound of raw cotton fetched $1.10. In 2006, the same pound fetched 54 cents.” In his annual budget announcement &lt;http://www.indiabudget.nic.in/ub2006-07/bs/speecha.htm&gt;, Finance Minister P. Chidambaram said only 27 percent of farmers receive credit from formal sources and 22 percent from informal sources.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In the midst of this growing crisis, India has felt international pressure (Bloomberg) &lt;http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601091&amp;sid=ae9rsfPrETnc&amp;refer=india&gt; to curb protectionism and cut subsidies to agriculture at the Doha round of the world trade talks. But CFR Senior Fellow Jagdish Bhagwati &lt;http://www.cfr.org/publication/13936/&gt; writes the United States is to blame for stalling trade talks, saying the United States refuses to cut its own farm subsidies but expects Indian peasants to compete with subsidized farmers in rich countries. The Indian Planning Commission’s midterm appraisal (PDF) &lt;http://planningcommission.nic.in/midterm/english-pdf/chapter-05.pdf&gt; of the country’s tenth five-year plan (2002-2007) admitted the pitfalls of liberalization for the farm sector. According to the U.S Department of Agriculture, India removed &lt;http://www.ers.usda.gov/amberwaves/February04/Features/ElephantJogs.htm&gt; all quantitative barriers to agricultural imports by 2001 and ”voluntarily reduced tariffs below required levels for a number of commodities.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indian journalist P. Sainath, who follows the Indian farm crisis, proposes (Tehelka) &lt;http://tehelka.com/story_main19.asp?filename=Ne090906The_relief_part1_CS.asp&gt; immediate fixes such as creation of a price stabilization fund for all major crops similar to the fund existing for petroleum, providing farm inputs at affordable prices, new sources of credit for farmers, and guaranteed minimum prices. The government has announced almost a billion dollars in aid to farmers but Sainath says relief packages have fallen short. Another program aims to guarantee wage employment for rural workers, but this has failed &lt;http://www.downtoearth.org.in/full6.asp?foldername=20070115&amp;filename=news&amp;sec_id=50&amp;sid=37&gt; to meet expectations.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-----------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------------- GENET-news -------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BAYER’S COSTLY GE RICE SCANDAL (6.11.2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SOURCE: Greenpeace International, Amsterdam&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AUTHOR: Press Release&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;URL:    http://www.greenpeace.org/international/news/bayer-rice-scandal071106&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------ archive:  http://www.genet-info.org/ ------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BAYER’S COSTLY GE RICE SCANDAL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...........................................................................&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;download the report at:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.greenpeace.org/international/press/reports/risky-business&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...........................................................................&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;International — When an unapproved genetically engineered (GE) crop was discovered in American rice last year, it triggered the biggest marketing and financial disaster in the history of the US rice industry. We commissioned an independent economist to do some maths; he found that total costs could exceed USD$1.2 billion.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In August 2006, traces of the uncertified GE crop LL601, known as ”Liberty Link” and owned by biotech giant Bayer were found in US rice supplies. 63 percent of US rice exports were affected, the contamination spread to at least 30 countries, from Austria to Ghana to United Arab Emirates. Major importers such as the EU and the Philippines closed their markets to US rice, they remain closed today. Up to US $253 million was lost from food product recalls, and future export losses could reach $445 million.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contamination came from field trials&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;What is particularly scary is that Liberty Link was never even grown commercially. The contamination was the result of experimental trials, which ended in 2001 - five years before the contamination was discovered. In a desperate attempt to lessen the damage after the scandal broke, the US government decided to approve the rice strain. It didn’t work; as the report shows, the US rice industry is still reeling.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;India, an even bigger rice exporter than the US, is the new battleground for GE crops. The Indian government is preparing to start field trials next month. Greenpeace urges them not to make the same mistakes as the US, and to stop all plans for GE experimental trials. Greenpeace India took action with the Bharatiya Kisan Farmers Union today. They visited one of the 12 areas approved for GE rice trials, and with a giant banner reading ”Save our Rice” sent the Indian government a clear message.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;As Greenpeace GE campaigner Doreen Stabinsky says: ”There is only one way for the rice industry to protect itself from another billion dollar debacle and that is to prevent GE rice from ever being grown.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bayer attempts to blame God&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hundreds of US farmers and European businesses have filed lawsuits against Bayer in attempts to recoup their losses. Punitive or statutory damages which may be awarded against Bayer may double or even treble the final cost of the GE contamination incident.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bayer’s response to the disaster, which has destroyed the livelihoods of thousands of people, from growers to producers to sellers, was to blame God. Seriously, they claimed that the contamination scandal was probably caused by ”an Act of God.” Even by biotech industry standards, this is beyond grotesque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;India, don’t make the same mistakes as the US&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In India, the pro-GE government, its regulators and companies such as Monsanto are preparing start field trials of damaging GE crops next month. The decision ignores the will of farmers and traders and even the Indian Supreme court, which ruled in August that no new field trial approvals could happen until a full court hearing takes place.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The decision also threatens the Indian basmati rice industry, which is committed to remaining GE free. Many of the planned GE field trials will take place right next to where basmati is grown, and as genes do not understand political boundaries basmati and non-basmati rice types will face serious danger of contamination.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;If their rice gets contaminated, it is Indian farmers, traders and millers whose livelihoods could be destroyed. India and the rest of the world must learn the lessons from the US disaster. The only way to ensure crops are safe from contamination is to ensure that GE crops do not exist at all.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***** GENET-forum *****&lt;br /&gt;Brazilian land activist killed in dispute over experimental GM farm (5.11.2007)&lt;br /&gt;&lt;http://news.independent.co.uk/world/americas/article3129682.ece&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;By Leonard Doyle in Washington&lt;br /&gt;Published: 05 November 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;When a Brazilian peasant organiser led a group of landless farmers on to&lt;br /&gt;a European-owned farm last month he was making an environmental protest&lt;br /&gt;as well as seeking farmland for about 20 families to cultivate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Within hours, Valmir Mota de Oliveira, 42, and known as "Keno" would be&lt;br /&gt;dead, killed execution-style by two shots to the chest. A security guard&lt;br /&gt;was also killed in the shooting.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Keno died trying to stop the development of a research farm for&lt;br /&gt;genetically modified soya and corn next to the environmentally sensitive&lt;br /&gt;Iguacu National Park, becoming in the process a martyr for the anti-GM&lt;br /&gt;movement.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;What happened at the seeds research site of the Swiss multinational&lt;br /&gt;Syngenta is hotly disputed. What is agreed is that the land invaders -&lt;br /&gt;who had been evicted from the same farm in July - set off fireworks as&lt;br /&gt;they arrived on the morning of 21 October, causing the unarmed guards to&lt;br /&gt;flee and seek help. Within a few hours, an armed militia showed up at&lt;br /&gt;the farm on a minibus and, shortly afterwards, Keno was killed and&lt;br /&gt;several more protesters were seriously injured. What role Syngenta may&lt;br /&gt;have played in ordering the militia to drive away the peasants is at the&lt;br /&gt;centre of a bitter dispute. It has turned the incident at its Cascavel&lt;br /&gt;research farm into a cause célèbre for the landless workers movement in&lt;br /&gt;Brazil where four million peasant families are trying to get access to&lt;br /&gt;farmland.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;For Syngenta, which was formed from an alliance of Novartis and Astra&lt;br /&gt;Zenica, the episode has turned into nightmare of accusation and counter-&lt;br /&gt;accusation amid suspicion that it gave free rein to an armed militia to&lt;br /&gt;protect its lands as it develops GM corn and maize seed for the&lt;br /&gt;expanding Brazilian market.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Here we have a European company, Syngenta, effectively going around&lt;br /&gt;shooting people on its farm," said Sarah Wilson of Christian Aid which&lt;br /&gt;helps fund the Movement of Landless Workers (MST) in Brazil.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Syngenta says it does not know exactly what happened on its farm 10 days&lt;br /&gt;ago and that it has sent a team of lawyers from its headquarters in&lt;br /&gt;Basle to investigate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"We don't know what happened and we are waiting for a full police&lt;br /&gt;report," said a company spokesman, Medard Schoenmaeckers, while strongly&lt;br /&gt;denying accusations from the landless farmers that it sent an armed&lt;br /&gt;militia to the farm to evict them. "We have a specific clause in our&lt;br /&gt;contract with the security firm stating that at no time can the guards&lt;br /&gt;carry or use arms," he said. "Until the police issue a report, I don't&lt;br /&gt;want to speculate about what happened."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The farmers organisation has issued a detailed description of what it&lt;br /&gt;claims happened. "A Via Campesina encampment located at Syngenta's 127-&lt;br /&gt;hectare farm ... was attacked by an armed militia. During the brutal&lt;br /&gt;attack, a leader and activist ... was killed at point-blank range."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Two other MST leaders were pursued by the gunmen but managed to escape.&lt;br /&gt;"We are sure that they came here to kill Keno, Celinha and me," said&lt;br /&gt;Celso Barbosa, one of those who escaped, adding that they had both&lt;br /&gt;received death threats since the beginning of the year. Several workers&lt;br /&gt;were seriously injured in the clashes.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amnesty International was quick to express its concern with the apparent&lt;br /&gt;use by Syngenta of an "armed militia" which the landless farmers&lt;br /&gt;movement says acted through a front company, NF Security, controlled by&lt;br /&gt;a rural producers organisation linked to agribusiness.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Threats and intimidation by landowners are common in Parana province,&lt;br /&gt;according to Amnesty. As recently as 18 October, local human rights&lt;br /&gt;groups presented a dossier of evidence to the state human rights&lt;br /&gt;commission complaining about armed men hired by landowners and&lt;br /&gt;agricultural companies.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;They complained that they often used violent and illegal methods&lt;br /&gt;forcibly to evict, threaten and attack activists squatting on land.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*****&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Landless Rural Worker Shot by Security Company Hired by Multinational Syngenta (29.10.2007)&lt;br /&gt;Corporate Murder in Brazil&lt;br /&gt;&lt;http://www.counterpunch.org/kenfield10292007.html&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;By ISABELLA KENFIELD and ROGER BURBACH&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In the Brazilian state of Paraná, Valmir Mota de Oliveira of Via&lt;br /&gt;Campesina, an international peasant organization, was shot twice in the&lt;br /&gt;chest at point blank range by armed gunmen on an experimental farm of&lt;br /&gt;Syngenta Seeds, a multinational agribusiness corporation. The cold&lt;br /&gt;blooded murder took place on Sunday, October 21 after Via Campesina had&lt;br /&gt;occupied the site because of Syngenta's illegal development of&lt;br /&gt;genetically modified (GM) seeds. Via Campesina and the Movement of the&lt;br /&gt;Landless Rural Workers (MST), the main Brazilian organization involved&lt;br /&gt;in Via Campesina's actions, are calling the murder an execution,&lt;br /&gt;declaring, "Syngenta used the services of an armed militia."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Syngenta is the world's largest producer of agrochemicals and the third&lt;br /&gt;largest commercial seed producer. Between 2001 and 2004, Syngenta was&lt;br /&gt;responsible for the largest case of genetic contamination on the planet&lt;br /&gt;when its GM Bt-10 corn, approved for only animal feeds, was mixed with&lt;br /&gt;US grain meant for human consumption. Via Campesina first occupied&lt;br /&gt;Syngenta's site in March 2006, after it discovered that Syngenta was&lt;br /&gt;illegally cultivating GM soybeans and corn. The occupation drew strong&lt;br /&gt;international support, and in November state governor Roberto Requião&lt;br /&gt;signed a decree of intent to expropriate the Syngenta farm, proposing to&lt;br /&gt;turn it into an agroecological research center that would benefit poor&lt;br /&gt;rural families. The decree was a huge political victory for the rural&lt;br /&gt;and environmental movements, challenging the power of agribusiness in Brazil.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;When the MST organized a march to the Syngenta site in late November&lt;br /&gt;last year, its busses were halted by a blockade of tractors formed by&lt;br /&gt;about a hundred members of the Rural Society of the West, a group&lt;br /&gt;representing large landowners and commercial agricultural producers in&lt;br /&gt;western Paraná. It is part of a larger network known as ruralistas,&lt;br /&gt;which represent reactionary landed and agribusiness interests at the&lt;br /&gt;regional, state and national levels. Some Society members were on&lt;br /&gt;horseback and armed with guns. As the marchers began to cross the&lt;br /&gt;barricade, the Society fired shots into the air, and beat the marchers&lt;br /&gt;with sticks and clubs, resulting in the injury of nine people.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;When asked why the organization had confronted the MST, Alessandro&lt;br /&gt;Meneghel, President of the Rural Society, responded: "to show that the&lt;br /&gt;rural producers do not peacefully accept land invasions and political&lt;br /&gt;provocationsAttitudes such as these, of legally questionable [land]&lt;br /&gt;expropriations, send a bad message to investors, chasing them away and&lt;br /&gt;provoking 'Brazil risk.'" Meneghel threatened: "For every invasion of&lt;br /&gt;land that occurs in the region, there will be a similar action by the&lt;br /&gt;Society. We are not going to permit the rural producers to be insulted&lt;br /&gt;by ideological political movements of any kind."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Syngenta, through its alliances with the Rural Society and other large&lt;br /&gt;landed interests, succeeded in overturning Governor Requião's decree. In&lt;br /&gt;July of this year, the Via Campesina was evicted from the site, re-&lt;br /&gt;locating to the MST's Olga Benário settlement, located next to Syngenta.&lt;br /&gt;The de-occupation occurred in conjunction with a peaceful march by the&lt;br /&gt;movements, after Requião ordered the police to stop the Rural Society&lt;br /&gt;from confronting the marchers. Control of the property was returned to&lt;br /&gt;Syngenta, and it was then that the corporation hired the private NF&lt;br /&gt;Security company to guard the site.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A statement on Syngenta's web site claims the corporation "specifically&lt;br /&gt;agreed in the contract with [NF] security company not to use any force&lt;br /&gt;or carry weapons." Yet in late July, families at Olga Benário were&lt;br /&gt;threatened by armed NF security guards, which entered the settlement and&lt;br /&gt;remained there for about 40 minutes. At night, the guards would fire&lt;br /&gt;shots in the air. These events were reported to the authorities.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;As a result, in October the federal police raided NF Security's&lt;br /&gt;headquarters, where it confiscated illegal arms and ammunition. The&lt;br /&gt;police report concludes that the NF Security company contracts&lt;br /&gt;individuals, many with criminal records, to form armed militias that&lt;br /&gt;carry out forced land evictions, and that the Rural Society numbers&lt;br /&gt;among its clients.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;At dawn on October 21st, about 150 members of Via Campesina reoccupied&lt;br /&gt;Syngenta's site, where they encountered four armed security guards, who&lt;br /&gt;were disarmed and left the site. At about 1 in the afternoon, Via&lt;br /&gt;Campesina reports, "a bus stopped in front of the entry gate and about&lt;br /&gt;forty armed gunmen got out, firing machine guns at the people that they&lt;br /&gt;saw in the encampment. They broke down the gate, then shot [Mota]. The&lt;br /&gt;militia attacked the encampment to assassinate the leaders and recover&lt;br /&gt;the illegal arms of the NF Security company."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Five MST/Via Campesina members were wounded and remain hospitalized.&lt;br /&gt;Security guard Fábio Ferreira, who apparently returned to the site, was&lt;br /&gt;also killed. The reason for his death is unclear, although one MST&lt;br /&gt;member believes Ferreira was murdered because he had incriminating&lt;br /&gt;information he might have divulged. MST members Célia Lourenço and Celso&lt;br /&gt;Barbosa were chased and shot at, but managed to escape. It appears the&lt;br /&gt;two were targeted to die like Mota. Earlier this year, Meneghel of the&lt;br /&gt;Rural Society verbally threatened Lourenço at a public forum, and the&lt;br /&gt;MST reports that on March 27th, its office in Cascavel, Paraná received&lt;br /&gt;an anonymous phone call advising Mota, Lourenço and Barbosa to be&lt;br /&gt;careful because "a trap was being prepared for them." Mota himself&lt;br /&gt;registered the death threats with the local authorities. On August 28,&lt;br /&gt;Terra de Direitos, a human rights organization, registered the threats&lt;br /&gt;with the National Program of Human Rights Defenders, and requested&lt;br /&gt;protection for the three.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The owner of NF Security, Nerci Freitas, has admitted he gave the order&lt;br /&gt;for the attack on Syngenta. He has been arrested and charged with&lt;br /&gt;homicide and formation of gangs. No one has claimed that the Via&lt;br /&gt;Campesina/MST occupants were armed. The organizations are calling for&lt;br /&gt;the immediate arrest of Meneghel, and are demanding that Syngenta leave&lt;br /&gt;Brazil immediately, declaring, "Syngenta Seeds should be held&lt;br /&gt;responsible for what occurred."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mota's murder exhibits an unsettling arrogance and dismissal of the law&lt;br /&gt;and the government by the Rural Society, NF Security and Syngenta, not&lt;br /&gt;unlike that being played out on a grander scale by the Blackwater&lt;br /&gt;security company and US corporate interests in Iraq. It also highlights&lt;br /&gt;the increasing number of conflicts between agribusiness and rural civil&lt;br /&gt;society sweeping Latin America, as the alliance between national and&lt;br /&gt;international agribusiness deepens from country to country. Mota's death&lt;br /&gt;could well signal a new era of continental violence and bloodshed as the&lt;br /&gt;powerful agribusiness interests come up against the progressive social&lt;br /&gt;movements that are shaking the Americas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isabella Kenfield is an associate of the Center for the Study of the&lt;br /&gt;America (CENSA) who has just returned from living in Brazil. She writes&lt;br /&gt;on agribusiness, agrarian conflicts and social movements.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roger Burbach is director of CENSA who has written extensively on Latin&lt;br /&gt;America and US policy. He is currently at work on "The New Fire in the&lt;br /&gt;Americas."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-- &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------------- GENET-news -------------------------------&lt;br /&gt;U.S. GMO RICE CAUSED $1.2 BLN IN DAMAGES (5.11.07)&lt;br /&gt;SOURCE: Reuters&lt;br /&gt;AUTHOR: Lisa Shumaker&lt;br /&gt;URL: http://www.reuters.com/article/asiaTopNews/idUSIndia-30351820071106&lt;br /&gt;------------------ archive: http://www.genet-info.org/ ------------------&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;U.S. GMO RICE CAUSED $1.2 BLN IN DAMAGES&lt;br /&gt;CHICAGO (Reuters) - Trace amounts of genetically modified varieties of rice that were found commingled in the U.S. rice supply in 2006 caused more than $1.2 billion in damages and additional costs, the environmental group Greenpeace International said on Monday.&lt;br /&gt;U.S. rice exports fell sharply after Bayer CropScience, a division of Bayer, reported in 2006 that trace amounts of its biotech LibertyLink rice variety LLRICE601 were found in a widely grown variety of U.S. rice called Cheniere. Later, a second variety called Clearfield 131 was found to be contaminated with LLRICE604.&lt;br /&gt;"Until we’ve seen the report, we really can’t comment," said Bayer spokesman Greg Coffey.&lt;br /&gt;The discovery of GMO-tainted rice triggered the largest financial and marketing disaster in the history of the U.S. rice industry, according to Greenpeace. At least 30 countries were affected by the contamination and many closed their markets to U.S. rice, including major importers such as the European Union and the Philippines.&lt;br /&gt;The overall cost to the industry, estimated at $1.2 billion, included losses of up to $253 million from food-product recalls in Europe, U.S. export losses of $254 million in the 2006/07 crop year and future export losses of $445 million, Greenpeace said.&lt;br /&gt;"It’s impossible to know what the cost is," said David Coia of trade group USA Rice Federation. "It’s certainly the most significant event in the history of the U.S. rice industry. The current rice crop is in pretty good shape. We’ve been able to eliminate most of the genetically engineered material."&lt;br /&gt;Hundreds of U.S. farmers and European businesses have filed lawsuits against Bayer in attempts to recoup their losses, said the environmental group.&lt;br /&gt;Greenpeace is urging India not to go ahead with field trials of GMO varieties because it could risk suffering a similar contamination and loss of exports.&lt;br /&gt;A lengthy U.S. investigation failed to pinpoint how the biotech rice entered the U.S. supply. However, all three varieties of rice were grown at a research station in Louisiana from 1999 to 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------------- GENET-news -------------------------------&lt;br /&gt;COMMUNITY OF LAGOS IS THE FIRST GE MAIZE FREE ZONE (5.11.07)&lt;br /&gt;SOURCE: Ministry of Agriculture, Portugal&lt;br /&gt;AUTHOR: Portuguese GM-free Platform, Margarida Silva&lt;br /&gt;URL: http://www.agroportal.pt/x/agronoticias/2007/11/05.htm&lt;br /&gt;------------------ archive: http://www.genet-info.org/ ------------------&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;COMMUNITY OF LAGOS IS THE FIRST GE MAIZE FREE ZONE&lt;br /&gt;The Agriculture Ministry announced today that the first legal GM free zone has been approved in Portugal. The procedure was initiated by the Lagos local government under the rules defined by the GM free zone law, published September 2006. Lagos is a southern municipality which had already declared itself GM free in June 2006. In order to become a legal GM free zone the Lagos farmers’ organisations were heard and did not raise any objections. Attached you can see the map with the current (non-legal) GM free zones (in green), and the Lagos legal zone (in pink).&lt;br /&gt;Margarida Silva, Portuguese GM-free Platform&lt;br /&gt;[download the map at:&lt;br /&gt;http://db.zs-intern.de/uploads/1194339734-GEfreePortugal.gif]&lt;br /&gt;*****&lt;br /&gt;Concelho de Lagos primeira zona livre de cultivo de milho geneticamente modificado&lt;br /&gt;Foi hoje publicado em Diário da Republica o Despacho nº 25306 do Director Regional de Agricultura e Pescas do Algarve, que reconhece o estabelecimento de uma Zona Livre do cultivo de milho geneticamente modificado (OGM) no Concelho de Lagos.&lt;br /&gt;Esta Zona Livre foi requerida pela Assembleia Municipal de Lagos e abrange a totalidade da área do Concelho de Lagos.&lt;br /&gt;O Município completou o processo de estabelecimento desta Zona Livre, cumprindo todos os procedimentos legalmente instituídos, tendo a Direcção Regional de Agricultura e Pescas do Algarve acompanhado todo o processo. As organizações representativas dos agricultores do Concelho foram previamente contactadas, não se tendo manifestado contra o estabelecimento desta Zona Livre.&lt;br /&gt;O facto de ter sido estabelecida esta Zona Livre de OGM constitui um importante marco na política de isenção que o Governo definiu relativamente aos Organismos Geneticamente Modificados.&lt;br /&gt;Com o estabelecimento desta Zona, Portugal é o primeiro país da União Europeia a regulamentar uma Zona Livre de OGM com base na legislação nacional e comunitária, ao contrário dos que apenas se sustentam em meras declarações de intenção ou em normas incompatíveis com o direito da UE.&lt;br /&gt;Fica assim demonstrado que as regras em vigor permitem aos municípios e aos agricultores assumir as suas pretensões relativamente aos OGM’s. Na verdade, a politica de neutralidade e rigor que tem sido seguida pelo Governo possibilita todas as opções aos agentes: o cultivo de OGM em coexistência com a agricultura convencional, outras formas de agricultura como a biológica ou a produção integrada, ou, a quem o pretenda, a negação do cultivo de OGM.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------------- GENET-news -------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISAAA TO FACILITATE EUROPEAN TOUR OF INDIAN BT GROWERS (4.11.2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SOURCE: The Financial Express, India&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AUTHOR: Ashok B. Sharma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;URL:    http://www.financialexpress.com/news/ISAAA-to-facilitate-European-tour-of-Indian-Bt-growers/235955/0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------ archive:  http://www.genet-info.org/ ------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISAAA TO FACILITATE EUROPEAN TOUR OF INDIAN BT GROWERS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The International Service for the Acquisition of Agri-Biotech Applications (ISAAA), with a view to promote transgenic technology in agriculture, has decided to facilitate visits of Indian farmers to Europe to narrate the success stories of Bt cotton cultivation in the country.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The ISAAA held its board meeting for the first time in India, last week (October 23) and deliberated on various issues for promotion and propagation of transgenic technology in agriculture worldwide. The co-chairman of the Genetic Engineering Approval Committee (GEAC), CD Mayee is the sole representative from India on the ISAAA Board.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Speaking to FE, the ISAAA chair, Clive James said, ”Last year we facilitated visits of some African nationals to Europe to discuss about the issue of African countries to grow more food to meet their needs. They met European Parliamentarians and pleaded that transgenic technology can be an option to increase production and countries may import genetically modified (GM) food if needed. This year we are planning visits of Indian farmers to narrate their success stories of Bt cotton cultivation.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;According to James Indian farmers have been benefited by the cultivation of Bt cotton and they need to convince their counterparts in other countries where there is a stiff resistance by NGOs to the GM crops. He said though GM crops were cultivated in 22 countries, 51 countries have allowed imports of GM crops for use as food or feed.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;During his stay in India James visited some Bt cotton growers in Haryana, regional center of Central Institute for Cotton Research in Sirsa in Haryana and met scientists and government officials. However on October 31, there was massive demonstration of farmers in Delhi led by Krishan Bir Chaudhary and Atul Anjan demanding hike in minimum support prices for various crops and a moratorium on GM crops.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;James said that ISAAA was taking up many such promotional activities. At the instance of the Union agriculture minister, Sharad Pawar, ISAAA will facilitate the visits of experts from India to Brazil to study sugar-ethanol sector in that country. ISAAA has already facilitated the royalty-free transfer of transgenic papaya technology by Monsanto to the Tamil Nadu Agriculture University. ”There is a need for farmers in Brazil, Argentina, India, China, South Africa and the Philippines to visit other countries of the globe and narrate their success stories of sowing GM crops,” said James.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;He said that the Indian agriculture minister, Sharad Pawar has shown great interest for boosting soybean production. ”In this context GM soybeans can be a better option,” said James and added that it was the Brazilian farmers who prevailed upon the Lula government to legalise cultivation of GM soybeans and today Brazil was a leader in soybean production.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;He said that India, being one of the 14 mega biotech countries, would be the hub for spread of transgenic technology in South Asia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------------- GENET-news -------------------------------&lt;br /&gt;INTERNAL DOCUMENTS REVEAL GOVERNMENT COLLUSION WITH INDUSTRY ON GM POTATO TRIAL LICENSES (31.10.07)&lt;br /&gt;SOURCE: GM Freeze, UK&lt;br /&gt;AUTHOR: Press Release&lt;br /&gt;URL: http://www.gmfreeze.org/page.asp?id=329&amp;iType=1079&lt;br /&gt;------------------ archive: http://www.genet-info.org/ ------------------&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;INTERNAL DOCUMENTS REVEAL GOVERNMENT COLLUSION WITH INDUSTRY ON GM POTATO TRIAL LICENSES&lt;br /&gt;GM Freeze calls for major shake-up&lt;br /&gt;GM Freeze has obtained copies of email exchanges between Defra officials and the biotech company BASF in which there is clear collusion to ensure that the conditions on a consent to trial GM potatoes in England were "agreeable to BASF". In a letter sent today to Secretary of State for Environment Food and Rural Affairs Hilary Benn, the group calls for a major shake-up of the GM approvals system to ensure that protecting the environment and the public takes precedence over the interests of the biotech companies.&lt;br /&gt;One GM potato trial took place this year, at a research centre in Cambridge. Local opposition by farmers prevented the trial at the second site, in East Yorkshire, from going ahead [1].&lt;br /&gt;GM Freeze obtained the emails under the freedom of information legislation. The exchange ran from 29th September to 14th November 2006 and clearly shows how Defra civil servants were happy to amend the conditions of the consent put forward by the Government’s advisory committee, ACRE [2], if BASF were not happy with them. The exchange ran as follows:&lt;br /&gt;On 29 September 2006, Defra to BASF:&lt;br /&gt;"...there is one point that I want to flag up to you regarding ACRE’s advice. ACRE has recommended the that land should be left fallow for two years following each trial, I would like to know if you think this is workable for you? I notice that other member states have specified that berries/true seeds should be removed from the trial, ACRE has not specified this because the Committee that this would be a very big job (and this is partly why the 2 fallow years has been recommended). If you thinks that that this is completely unworkable I think the Committee may be prepared to accommodate a reduction in this fallow period to one year, but there may be other conditions (eg removal of flowers and berries). In addition to this ACRE has recommended a particular tillage regime, hopefully you are able to accommodate this (I can’t specify details at the moment because I need to clarify what exactly is required)."&lt;br /&gt;On 6 October 2006, Defra to BASF:&lt;br /&gt;"Please find attached a draft consent for your consideration. This is currently with our lawyers and is likely to be subject to some changes, however the conditions should not alter substantially and I will keep you informed of any changes before the consent is issued. Please let me know if the conditions as they stand would be agreeable to BASF or whether there any conditions that would be difficult to meet. I may need to consult with ACRE if there are problems with the consent and would appreciate if you could respond to this request by 22 October."&lt;br /&gt;On 25 October 2006, BASF to Defra:&lt;br /&gt;"And I would like to thank you for the very fast preparation of the draft consent and for letting us know. I discussed the probable conditions with my colleagues and believe they are agreeable for us.&lt;br /&gt;"As the public consultation period is over now, we would appreciate if you could give us some comments on the public consultation.&lt;br /&gt;"And we hope that the final conditions won’t change too much..."&lt;br /&gt;On 9 November 2006, Defra to BASF:&lt;br /&gt;"As discussed, please see the consent attached, we would be very grateful if you could respond by next Monday at the latest because we need to send this to ministers for their approval.&lt;br /&gt;"Please check condition 4(2) in particular does not affect your plans".&lt;br /&gt;On 14 November 2006, Defra to BASF:&lt;br /&gt;"Thanks for sending the agreement through. In order to transparently comply with (the redrafted) Condition 3 (see below) it would probably be best to insert the conditions of the consent into the field compliance guidelines, 5.1 b of your agreement indicates that these may be amended by BPS so a new agreement would not be necessary.&lt;br /&gt;"I have redrafted condition 3(2) of the draft in response to your concerns, I have not received clearance from our legal team for the redraft but I hope this addresses the problem.&lt;br /&gt;"Condition 3. Where the holder of the consent intends to enter into any agreement with a person or persons who will perform the whole or any part of the trial on the holder’s behalf, then:&lt;br /&gt;(1) such an agreement shall be in writing and it shall incorporate those limitations and conditions in this Schedule (including any variation) as the Secretary of State reasonably requires; and&lt;br /&gt;(2) the first release of the GMO in any year of the trial shall not take place until any agreement or variation of an agreement has received the written approval of the Secretary of State.&lt;br /&gt;"Please let me know as soon as possible whether or not you are content with the redraft."&lt;br /&gt;When the legal consent document was finally issued on 1 December 2006, the then Secretary of State David Milliband insisted on taking the unusual step of signing the document himself [3].&lt;br /&gt;Commenting Pete Riley of GM Freeze said:&lt;br /&gt;"The willingness of Defra officials to offer changes to the consent condition for this GM potato trial to suit BASF shows how dangerously close Defra has come to the biotech corporations. ACRE are also involved by putting forward the less onerous conditions to cut BASF compliance costs. This is a disgrace considering that Defra and ACRE exist to protect the environment and public health. Instead Defra offered BASF easier and cheaper options.&lt;br /&gt;"Ministers need to give the GM approvals system a good shake-up, including asking whether ACRE remains impartial and is still able to carry out its role. The negotiations between DEFRA officials and the company should never have taken place – it’s almost as if Defra and ACRE wanted the GM trial to take place in England!".&lt;br /&gt;Notes&lt;br /&gt;1. www.gmfreeze.org/page.asp?id=323&amp;iType=1079&lt;br /&gt;2. the Advisory Committee on Releases to the Environment&lt;br /&gt;3. Note of the GM Policy Coordinating Group 29 September 2006 stated that, "the Secretary of State wished to sign the consent himself". Normally this task is delegated to a senior Civil Servant, as it was when BASF’s second consent was issued in April 2007. The Secretary of State at the time was David Milliband. A copy of these notes was obtained by a Freedom of Information request by Friends of the Earth Cymru to the Welsh Assembly Government.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------------- GENET-news -------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FRENCH SKEPTICISM OF GMO CROPS SIGNALS POLICY SHIFT (27.10.2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SOURCE: Deutsche Welle, Germany&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AUTHOR: Diana Fong&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;URL:    http://www.dw-world.de/dw/article/0,2144,2848857,00.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------ archive:  http://www.genet-info.org/ ------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FRENCH SKEPTICISM OF GMO CROPS SIGNALS POLICY SHIFT&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;France is the latest EU country reluctant to use genetically-modified crops with President Sarkozy suspending their cultivation. The issue remains a subject of heated debate in the EU’s largest agricultural producer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;France lags behind its European neighbours on environmental issues such as recycling and using renewable sources of energy. But this week environmentalists were full of praise for French President Nicolas Sarkozy for saying no GMO crops would be planted in France until the government had received the results of an evaluation by a new authority on GMOs set to be launched later this year.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Green campaigners have long warned of the dangers of GMO crops, saying they are potentially toxic since the seeds have been genetically modified to resist pests and weeds.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;”Instead of spraying pesticides and herbicides, the toxins are produced in all of the plant’s cells,” said Geert Ritsema, a Greenpeace International anti-GMO campaigner in Amsterdam, who attended a high-profile environmental submit convened by Sarkozy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The conference, attended by former US vice president and Nobel laureate Al Gore and head of the European Commission, Jose Manuel Barroso, was in keeping with Sarkozy’s election pledge to put green matters at the top of the French government’s agenda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarkozy stopped short of an outright ban on all GMOs, which would have contravened EU agricultural rules, and stressed that his move does not call for halting biotech research.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Critics say GMOs unsafe and toxic&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The future of GMOs has long been the subject of heated debate in France with powerful farming lobbies and environmentalists at loggerheads over the safety and viability of using GMO crops.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In the EU, the MON810 corn variety, which is produced by US-based biotech firm Monsanto, is the only GMO maize that has been approved for cultivation.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Although the GMO share of total maize production in France, the EU’s largest agricultural producing country, is barely 1.5 percent this year, maize growing increased fivefold from only 0.3 percent in 2006. Some farmers have urged greater use of GMO crops to boost yields.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Green lobbyists say GMOs contaminate conventional crops and create imbalances in the ecosystem where wildlife has to coexist with farming.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;”You have a built-in insecticide that is part of the plant’s genetic make-up, which not only kills pests,” said Adrian Bebb, a GM food expert at the Munich-based Friends of the Earth Europe. ”Pollen from maize falls into streams and impacts on ecologically useful or harmless insects, such as butterflies,” he explained.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Greenpeace says that even though GMO maize is primarily used as animal feed in Europe, the toxicity of such crops could have unforeseen longer term health implications for humans. When one type of maize was fed to rats in a laboratory study at the University of Caen, their immune system was weakened.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agricultural lobby pooh-poohs claims&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Still, GMO soya, corn and oil seeds have been widely planted by farmers all over the world in the last decade or so, with more than 90 percent of the global supply coming from the US, Canada, Brazil and Argentina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Multi-national companies that supply the seeds argue that health risks have not been scientifically proven and biotechnological processes are kinder to the environment since they reduce the need for fertilizer and chemical killers.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pascal Ferey, vice-president of SNSEA, a union which represents big industry agriculture interests in France said that environmental groups are using scare tactics by misrepresenting the hazards of GMO crops to the public, which are unfounded in his view.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;”We consume GMO traces everyday in our meat, cheese, mayonnaise and ketchup without even knowing about it. How many shoppers truly read the labels down to the last detail when they buy groceries?” he asked.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maiz Europ, an association of French maize growers was also critical of how ecological groups have manipulated public opinion and health studies to support their views.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;”Do you think Brussels would have authorized GMO seeds if they were so dangerous?” asked spokesman Pascal Hurbault, who pointed out that gene techniques have been the best defense against two particularly voracious rootworms that have ravaged maize crops in southwest France.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;European GMO skepticism in stark contrast to US&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;France becomes the latest European country to voice doubts over the use of GMOs. Several European Union countries have dug in their heels on whether their farmers may grow MON 810 maize.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hungary, one of the EU-27’s biggest grain producers, banned the planting of MON 810 seed in January 2005. Germany earlier this year decided that maize produced from MON 810 seeds could only be sold if there was an accompanying monitoring plan to research its effects on the environment.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Austria too could face an attempt by European Union regulators to force it to lift bans on two GMO maize types.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;This past Wednesday, the European Commission authorized three more corn varieties and a sugar beet to enter the market, but the GMO crop seeds will be imported, not grown in Europe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The raging debate over the future of GMOs in Europe is in sharp contrast to the United States, where GMO technology is much more widely accepted.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Genetically modified ingredients have found their way onto supermarket shelves in the form of cooking oils and processed foods, said Bebb of Friend of the Earth Europe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;”Since GMO labeling is not required in the US, consumers don’t know what is in their food,” he said.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campaigners agree that there is more awareness in European nations about the dangers of genetically-modified food partly due to the fact that food producers are required by the EU to label products containing GMO ingredients. Various opinion polls show that at least 80 percent of the French public are against GMO foods, which are viewed as unnatural and unhealthy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Despite the strong passions evoked by GM crops among both advocates and critics, most have welcomed Sarkozy’s push for a leadership role on environmental issues that has long been neglected by his predecessors at the Elysée Palace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Some point out that France’s policy shift on GMOs will also have implications for the rest of the EU.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;”Earlier the government was under pressure from industry groups to be pro-GMO,” said Bebb. ”So the precautionary shift now in Sarkozy’s tone is a seismic one.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-----------------------------&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-116528380504031534?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/116528380504031534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=116528380504031534' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/116528380504031534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/116528380504031534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/interessante.html' title='कुलाकोसा दी interessante'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-4533885961390057738</id><published>2007-11-06T19:53:00.000Z</published><updated>2007-11-06T19:59:31.193Z</updated><title type='text'>नेकेस्सि दी Comunicare</title><content type='html'>Sono appena rientrato dal lavoro, sono stanco...&lt;br /&gt;Ho studiato tutto il giorno, in un ufficio che mi trasmette armonia, la voglia di essere qualcuno, di sapere.&lt;br /&gt;Questa è veramente una parola importante, dover e poter "sapere" di più.&lt;br /&gt;Divenire una macchina da guerra di informazioni e saper fare.&lt;br /&gt;Lavorare qui ti mette nella condizione di dover essere sempre al 100%, sicuro di te e di quello che dici.&lt;br /&gt;Saper parlare Francese appena una persona ti si ferma davanti.&lt;br /&gt;Non puoi esitare, non puoi sbagliare e fare una brutta figura...&lt;br /&gt;Ecco vi metto come post il lavoro di ieri ed oggi spero che possa essere condiviso da molti e commentato da tanti e tanti; sarà la mia tesi prossima, sarà solo la voglia di comunicazione che mi preme di comunicare al mondo, ma sarà anche vostra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-4533885961390057738?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/4533885961390057738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=4533885961390057738' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/4533885961390057738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/4533885961390057738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/comunicare.html' title='नेकेस्सि दी Comunicare'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-583874109161175813</id><published>2007-11-06T19:50:00.000Z</published><updated>2007-11-06T19:53:21.546Z</updated><title type='text'>नुओवी दोचुमेंती दल पर्लामेंतो EUROPEO</title><content type='html'>Bioetica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduzione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si parla di Ogm ci si riferisce a qualcosa che tocca le nostre vite, da vicino. Si sta parlando del futuro, infatti, della nostra agricoltura e della nostra alimentazione, della salute umana, di ambiente e di sovranità alimentare, di business e di tecnologia, di scienza e democrazia. Aumentare la nostra conoscenza sull’argomento non è più un’opzione. E’d’obbligo, se vogliamo evitare di ipotecare il futuro delle generazioni future, se vogliamo avere un ruolo decisivo nei processi decisionali, se vogliamo continuare a difendere diritti collettivi inalienabili.Sono troppe le problematiche, i dati, le ricerche, le notizie disponibili sulla materia. Si potrebbe scrivere un’enciclopedia, e in pochi avrebbero il tempo di leggerla. Non credo neppure di poter assumere in questo lavoro un punto di vista “neutrale”. Perchè mi sento di “parteggiare”, di aver scelto di “stare dalla parte di”. Dalla parte di un approccio ecologista, che non ignora la complessità della natura e i suoi equilibri, ma la studia, la rispetta, la tutela. Di un modello di produzione agricola che rimette al centro la terra, i semi, gli agricoltori, le tradizioni, la qualità. Di un modello sociale democratico che permetta ai cittadini di partecipare attivamente alle scelte politiche e al potere politico di non essere soggiogato dalle forze del mercato. Di una scienza al servizio del bene comune, capace di aumentare la conoscenza. &lt;br /&gt;Si parte dalla presentazione del paradigma scientifico che ha reso possibile la modificazione genetica degli esseri viventi e dalla critica alla tecnologia da cui si ottengono gli Ogm. Si prosegue mostrando gli errori dell’agricoltura industriale che ignora e distrugge la biodiversità e l’agrobiodiversità e la correlazione tra questo modello di sviluppo agricolo e quello proposto/imposto con l’introduzione degli Ogm. Infine, si mettono in risalto le problematiche connesse all’uso di Ogm in agricoltura e si descrive la situazione attuale in Europa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Approfondimento sulla “Bioetica”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine "bioetica" deriva dall’angloamericano bioethics, un neologismo coniato dal medico e oncologo Van R. Potter nel 1970, divenuto successivamente di uso pubblico dopo il 1971, l’anno di pubblicazione dell’opera più importante di questo ricercatore Bioethics, Bridge to the Future.&lt;br /&gt;Nello stesso anno, presso la Georgetown University di Washington D.C., venne inaugurato il Joseph and Rose Kennedy Institute for the Study of Human Reproduction and Bioethics, sancendo l'ufficializzazione di questa parola per indicare un nuovo, (sebbene già delineato da decenni di studi e di letteratura precedenti alla pubblicazione del saggio di Potter) dominio di studi. Il concetto di bioetica subì delle resistenze e delle critiche, ma nel 1978 venne finalmente data alle stampe la Encyclopedia of Bioethics, un’opera che spianò la strada alla diffusione di questa area disciplinare e problematica avviandola verso l’unificazione in un’unica materia, caratterizzata, comunque, dall’esistenza di una matrice interdisciplinare dove Medicina, Giurisprudenza, Biologia, Psichiatria e, ultima ma non in importanza, la Filosofia Morale, contribuiscono allo sviluppo e alla vita di intensi dibattiti, spesso legati a doppio filo con le conseguenze reali di fatti di dominio pubblico o di cronaca, o importanti pronunciamenti di tipo politico (come è avvenuto in Italia con l’approvazione della legge 194, del 22 maggio 1978, sull’interruzione della gravidanza).&lt;br /&gt;Seguendo l’approccio filosofico all’area problematica della bioetica, essa non è altro che "l’etica in quanto particolarmente relativa ai fenomeni della vita organica, del corpo, della generazione, dello sviluppo, maturità e vecchiaia, della salute, della malattia, e della morte. Essa, ovviamente, non è disciplina, che, sia pure nel quadro dell'etica, possa porsi come autonoma e indipendente.". Come è stato fatto osservare da più parti, la bioetica, proprio partendo dal suo intrinseco carattere fondamentalmente interdisciplinare, pur rivendicando la sua novità e la sua dignità all'interno delle discipline etiche non può, sicuramente, essere elevata al rango di "scienza". Infatti, pur attingendo, e costantemente, alle novità e agli aggiornamenti, specie quelli più rilevanti sotto il profilo del loro utilizzo tecnologico, delle scienze empiriche, (in special modo della genetica e della medicina sperimentale) la bioetica è una disciplina di carattere prescrittivo e normativo, e non semplicemente descrittivo come le altre scienze empiriche.&lt;br /&gt;In questo percorso tematico, che attinge esclusivamente ai materiali raccolti dall'EMSF su questo argomento, verranno evidenziate le posizioni di almeno due schieramenti filosofici che, seppure con stili e impostazioni decisamente distinti, si sono cimentati con la disamina di quelle stesse questioni che possono essere considerati, a buon diritto, i problemi più urgenti del dibattito bioetico contemporaneo: lo status ontologico e giuridico dell'embrione, l'aborto, l'eutanasia, la manipolazione genetica, la procreazione assistita, la sperimentazione medica e i suoi limiti, considerata sia dal punto di vista dei diritti dei pazienti o degli ammalati "umani", sia dal punto di vista dei "diritti degli animali". &lt;br /&gt;Dalla parte dell'approccio definito "analitico" (indirizzo prevalente soprattutto nei paesi di lingua e cultura anglosassone) troviamo gli scritti di Ronald Dworkin ( Il dominio della Vita, Edizioni di Comunità, Milano 1994) e Max Charlesworth (L'Etica della Vita, Donzelli, Roma 1996). Sempre sensibile alle influenze analitiche troviamo i contributi di Hugo Tristram Engelhardt jr., autore di un Manuale di Bioetica e di John Harris (Wonderwoman and Superman), uno delle prime, classiche, trattazioni del problema delle manipolazioni genetiche. &lt;br /&gt;Sul versante opposto, quello battezzato dagli analitici come l'indirizzo "Continentale" (a cui affluisce sia il pensiero esistenzialistico, sia quello post - fenomenologico ed ermeneutico), spiccano i contributi di Hans Jonas, e di Dietrich von Engelhardt, concentrati soprattutto sull'importanza del principio responsabilità e sugli sviluppi dell'approccio alla Medicina Umanistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cenni Storici:&lt;br /&gt;La bioetica affonda le sue radici ideologiche sulle rovine della II guerra Mondiale, perché la immensa tragedia e gli orrendi crimini perpetrati dalla politica del terzo Reich, stimolarono le coscienze ad una profonda riflessione, nel tentativo di stabilire delle frontiere di etica e di comportamento che valessero per ogni uomo ed in ogni momento storico. &lt;br /&gt;Vari organismi internazionali enunciarono i diritti inderogabili di ogni uomo:”ogni individuo ha diritto alla vita , alla libertà e alla sicurezza della persona”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il codice di Norimberga (1946), la dichiarazione Universale dei diritti Umani dell’ONU (1948), la Dichiarazione di Helsinki (1964) sulle sperimentazioni sull’uomo e la dichiarazione di Tokio sulle torture, contribuirono a creare una normativa sulla prassi medica e i diritti dell’uomo.&lt;br /&gt;Contemporaneamente a questo aspetto giuridico, nacque una riflessione filosofica tesa a giustificare la razionalità e la eticità come “filosofia del diritto alla vita”.&lt;br /&gt;Il papa Pio XII contribuì allo sviluppo di una morale medica che affrontava anche i problemi etici in quanto le soluzioni morali, proposte dal pontefice, trovarono riscontro anche in ambiti non ecclesiastici, imponendosi a livello culturale mondiale. &lt;br /&gt;L’altra grande forza che mosse gli scienziati verso la riflessione morale fu il progresso della tecnologia biomedica. &lt;br /&gt;Negli anni ’70 l’utilizzo delle tecniche del DNA ricombinante, dette un ulteriore impulso alla “domanda” di Bioetica anche su proposta dello srtesso Watson, scopritore della struttura del DNA, il quale, in una celebre audizione al Senato americano, chiese un intervento legislativo a regolare la materia della ricerca genetica. &lt;br /&gt;Negli anni ’70 risalgono anche le prime realistiche ipotesi di fecondazione in vitro ed il dibattito etico sullo statuto dell’embrione.&lt;br /&gt;Sempre nel 1970, l’oncologo Van R.Potter, nella famosa opera “Bioethics: Bridge to the Future” utilizzò per la prima volta il termine Bioetica.&lt;br /&gt;Potter vide nella Bioetica la nuova disciplina in grado di rispondere agli interrogativi morali che lo sviluppo delle biotecnologie e della biomedicina ponevano all’attenzione di medici e pazienti.&lt;br /&gt;Secondo Potter l’etica tradizionale, che in passato era stata considerata un settore degli studi umanistici, doveva essere necessariamente rapportata alla realtà biologica e, di conseguenza, la Bioetica doveva rappresentare un tentativo di sanare la frattura tra scienza della della natura (biologia) e scienza dello spirito (etica). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Biotecnologie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra gli esempi più antichi di ciò che oggi consideriamo tecniche biotecnologiche vi è l’utilizzazione di microrganismi per la produzione di birra, vino e altre bevande alcoliche. Molte civiltà del passato scoprirono che le sostanze ricche di zuccheri e di amido talvolta si modificano spontaneamente, generando alcol. Il processo alla base di questi fenomeni venne successivamente chiamato fermentazione e nel XIX secolo il biochimico francese Louis Pasteur dimostrò che esso era determinato dalla presenza di specifici microrganismi.&lt;br /&gt;Il lavoro di Pasteur non rivoluzionò soltanto le tecnologie di produzione della birra e del vino (ad esempio, escludendo alcuni ceppi di microrganismi che avrebbero potuto contaminare i liquidi e causare gravi adulterazioni), ma servì anche come indicazione del fatto che altri composti chimici potevano essere prodotti con l’impiego dei microrganismi. Uno di questi composti è l’acetone, un solvente utilizzato per fabbricare un materiale esplosivo chiamato cordite. Durante la prima guerra mondiale il chimico Chaim Weizmann dimostrò che l’acetone poteva essere prodotto con l’utilizzo del batterio Clostridium acetobutylicum. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nascita dell'industria Biotecnologica&lt;br /&gt;La messa a punto di una vera e propria tecnica biotecnologica, basata sulla manipolazione del patrimonio genetico di un organismo allo scopo di ottenere un particolare prodotto, è assai più recente. Nel 1973, il biologo e chimico statunitense Herbert Boyer e il biochimico Stanley Cohen riuscirono a inserire un frammento del DNA (contenente alcuni geni) di un organismo in un plasmide batterico. I plasmidi sono particolari elementi di DNA batterico, capaci di trasferirsi dal batterio all’ambiente esterno o ad altri batteri, e viceversa, e anche di inserirsi (“integrarsi”) nella molecola circolare del cromosoma batterico. &lt;br /&gt;I due scienziati, dopo avere ottenuto il plasmide ibrido, lo inocularono in un batterio, ottenendone l’integrazione nel patrimonio genetico di questo (DNA ricombinante); in tal modo, il microrganismo acquistò le proprietà dei geni estranei, come ad esempio la capacità di produrre una determinata sostanza. La velocità di riproduzione del batterio permetteva di ottenere rapidamente una colonia di cellule geneticamente identiche (dunque, un clone) e tutte caratterizzate dalla presenza del frammento di DNA estraneo.&lt;br /&gt;Nel 1976 un giovane uomo d’affari, Robert Swanson, che lavorava presso un’importante compagnia della Silicon Valley, comprese il potenziale commerciale di questa innovativa tecnica di laboratorio, mediante la quale i microrganismi potevano essere usati come “fabbriche” in miniatura per la produzione di ormoni e proteine. Insieme con Boyer, nel 1976 rilevò la società Genentech Inc. e avviò un programma di ricerca per la produzione biotecnologica di molecole umane. Nel 1977 fu ottenuta per la prima volta una proteina umana, la somatostatina, il cui gene era stato inoculato nel batterio Escherichia coli. Nel 1978 fu sintetizzata insulina umana, la cui produzione fu in seguito affidata alla società Lilly; l’anno seguente la Genentech ottenne l’ormone della crescita, che mise in commercio dal 1985.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agricoltura Industriale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l'avvento del modello produttivo industriale si è preteso di assimilare la produzione agricola a quella di una fabbrica, ottimizzando la produzione in funzione del solo profitto economico della vendita dei raccolti o dei prodotti trasformati. Siccome i costi di produzione sono minori se il lavoro da fare è ripetitivo e automatico, si è cercato di estendere ed omogeneizzare le aree coltivate, per renderle lavorabili con macchine sempre più grandi e veloci, riducendo il tempo e il personale necessario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo processo ha subito una spinta gigantesca a partire dall'inizio del ventesimo secolo, e in pochi decenni ha causato un cambiamento così radicale dell'agricoltura, che oggi lo si chiama comunemente “rivoluzione verde”. Da piccoli campi agricoli, circondati da zone a riposo o selvatiche con una buona diversità animale e vegetale, si è passati a delle grandi monocolture. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sono sviluppate sostanze capaci di nutrire le piante anche sui suoli più sterili, si è cercato di ridurre la diversità a vantaggio di specie facili da omogeneizzare e sincronizzare, per avere raccolti massicci e con- centrati, poterli trasportare in grossi camion, trattare e trasforma- re in grossi impianti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per mezzo della clonazione, si è riprodotto un seme sempre identico (clone) sostituendolo alla varietà naturale di sementi e specie, con un impoverimento generale delle risorse agricole che erano state selezionate nella storia e che erano a disposizione dei contadini fin da quando l'agricoltura è nata. Nel mondo, diverse migliaia di varietà vegetali sono già scomparse, sostituite da monocolture che sono più facilmente attaccabili da parassiti e da malattie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste sono basate su apporti di sostanze chimiche esterne all'ambiente naturale, sul lavoro di macchinari a grande richiesta di energia (carburante) e pochi interventi manuali. Così, industrializzando la produzione, la trasformazione e la commercializzazione, si è riusciti ad aumentare tantissimo la produzione e a ridurre i costi, dando vita al mercato mondiale delle derrate alimentari, con una concorrenza sempre più agguerrita, che ha continuato a spingere il processo per ridurre ancora i costi e raggiungere prezzi finali sempre più bassi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A farne le spese, ovviamente, sono stati i piccoli produttori di tutto il mondo, soprattutto quelli che per mancanza di fondi da investire, di credito, di accesso alla tecnologia o al mercato sono stati spiazzati dalla concorrenza di prodotti che, magari dopo aver viaggiato per migliaia di chilometri, arrivano sui loro mercati con prezzi bassissimi (dumping). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per farci un'idea dell'ordine di grandezza che distanzia i due modelli agricoli, che chiameremo industriale e familiare, e delle dimensioni in gioco, passiamo a confrontare qualche dato (attenzione però: come abbiamo già detto, i fattori che influenzano la vita sono molti e molto variabili, i dati dipendono molto dall'equipaggiamento disponibile, dal terreno e dal clima). Su un miliardo e trecentomila contadini, al mondo esistono 28 milioni di trattori, cioè il 2% degli agricoltori lavora col sistema industriale al meglio della sua espressione: se ben organizzato, in queste condizioni un solo lavoratore può produrre fino a 2000 tonnellate di grano all'anno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dietro questa minoranza, ci sono circa 700 milioni di contadini che lavorano senza mezzi a motore (trattori o moto- coltivatori) ma dispongono di semi selezionati, fertilizzanti e pesticidi, e magari di animali da trazione: questi agricoltori riescono a produrre da 10 a 40 tonnellate di grano all'anno. Infine, ci sono circa 600 milioni di contadini che lavorano ancora con strumenti a mano, senza un giogo di buoi, senza semi selezionati, senza fertilizzanti e pesticidi. Quest'ultima categoria, che non dispone di cloni e sementi selezionate, ha in mano l'intero patrimonio della biodiversità agricola sopravvissuta alla rivoluzione verde, ma non se la passa molto bene: infatti può produrre circa una tonnellata di grano per ettaro all'anno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi sempre, i contadini meglio equipaggiati lavorano in imprese che dispongono anche estensioni di terra enormi, di migliaia di ettari, mentre quelli che fanno tutto a mano hanno terreni inferiori ad un ettaro, piccolissimi e quasi sempre inferiori alle superfici che potrebbero lavorare. Si capisce, dunque, che i secondi sono anche i più poveri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, un campo di mais industriale ne contiene in media tremila familiari, e con lo stipendio di un solo operatore produce quanto un esercito di piccoli contadini. Insomma, l'agricoltura industriale genera profitti per una minoranza di grandi interessi mentre la povertà degli agricoltori è legata a questi disequilibri nella produzione e nella distribuzione della terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Produzione dei Farmaci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un importante prodotto derivato dalle applicazioni biotecnologiche è la penicillina, la cui produzione fu iniziata durante la seconda guerra mondiale, a partire dalla muffa Penicillium, da Howard Florey e dai suoi colleghi dell’Università di Oxford, inizialmente su una scala molto ridotta. Il processo fu in seguito molto ampliato; attualmente, numerosi altri microrganismi vengono utilizzati per produrre un’ampia gamma di antibiotici di comune impiego (ad esempio, la streptomicina per il trattamento della tubercolosi). La richiesta di antibiotici è amplificata dal fenomeno della resistenza batterica, a causa del quale i batteri sviluppano ceppi resistenti a determinati antibiotici, il che rende necessaria la produzione di nuovi farmaci.&lt;br /&gt;Altri composti a impiego farmaceutico vengono ottenuti con biotecnologie. I ricercatori sono oggi in grado di “programmare” i batteri perché producano vari tipi di farmaci, inserendovi geni di altri organismi che codificano per la sintesi di particolari sostanze. L’insulina umana viene, ad esempio, impiegata nella terapia del diabete ed è prodotta da batteri in cui, per mezzo delle tecniche dell’ingegneria genetica, è stato introdotto il gene che codifica per tale ormone. Diversamente dall’insulina ottenuta da vacche e maiali, la molecola prodotta dai batteri ha il vantaggio di essere identica all’insulina secreta dal pancreas umano. &lt;br /&gt;Anche l’ormone della crescita umano (somministrato ai bambini che, altrimenti, avrebbero uno sviluppo corporeo ridotto) viene prodotto da batteri ricombinanti che portano il gene umano corrispondente. Esso, peraltro, non comporta rischi di contaminazione con patogeni, quali i prioni che causano la malattia di Creutzfeldt-Jakob, un pericolo reale quando l’ormone veniva ottenuto da organismi umani. Altri farmaci prodotti da microrganismi alterati geneticamente comprendono l’interferone, utilizzato nel trattamento dell’epatite B e di certe forme di cancro, e l’eritropoietina, somministrata ai pazienti affetti da insufficienza renale, al fine di sostituire i globuli rossi persi durante trattamenti di dialisi.&lt;br /&gt;Un  importante prodotto della biotecnologia è costituito dai vaccini. In questo settore, infatti, i ricercatori erano un tempo limitati a usare come vaccino ceppi indeboliti o uccisi del microrganismo responsabile di una data malattia (di solito virus, come nel caso dei due tipi alternativi di vaccino antipolio, usato per combattere la poliomielite), mentre oggi possono utilizzare le sostanze prodotte da batteri totalmente innocui geneticamente modificati. Ciò significa che all’interno di questi vengono introdotti i geni virali che codificano per la proteina virale che viene riconosciuta dal sistema immunitario umano; infine, la proteina viene inoculata nell’organismo umano, in cui, analogamente a un vaccino tradizionale, stimola la produzione di anticorpi contro il virus. Il vantaggio di questo metodo è che si ottiene un vaccino purificato (cioè formato esclusivamente dalla proteina virale) e più sicuro nei suoi effetti collaterali.&lt;br /&gt;Questa tecnica facilita l’immunizzazione contro malattie per le quali finora non esistevano vaccini totalmente soddisfacenti e apre, inoltre, la strada alla produzione di vaccini che conferiscono simultaneamente protezione nei confronti di più organismi patogeni. Un vaccino ottenuto con tecniche di ingegneria genetica è già largamente in uso contro l’epatite B, mentre un altro sta contribuendo a ridurre l’incidenza della rabbia nelle popolazioni di volpi europee. La tecnica di produzione biotecnologica dei vaccini potrebbe portare alla messa a punto di un vaccino contro l’AIDS, a cui si sta lavorando dal 1994.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA MONSANTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articoli e informazioni su una delle più grandi multinazionali &lt;br /&gt;prodruttrice di OGM.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In USA, per aumentare la produzione di latte, viene somministrato ai bovini un ormone geneticamente modificato proprietà di Monsanto: danni sugli animale e rischi per la salute unama&lt;br /&gt;Gran parte della produzione industriale di latte negli Stati uniti e in Messico utilizza un ormone per l'accrescimento del bovino chiamto rBGH - copia geneticamente modificata della somatotropina, ormone della crescita naturalmente prodotto dall'organismo animale -, proprietà della Monsanto e brevettato come somato-tropina bovina o Bst (nella sua sigla in inglese). Viene iniettato nelle mucche perché producano il doppio della quantità di latte, ma gli effetti sulla salute del bestiame è devastante e può avere conseguenze anche su chi quel latte e i suoi derivati consuma.&lt;br /&gt;Questo perché il Bst provoca l'aumento nel latte del livello di un altro ormone, l'Igf-1 (Fattore di crescita insulino 1), conosciuto con il nome di somatomedina e che riveste, nei processi di crescita del bambino, un ruolo importantissimo mantenendo i suoi effetti anabolici anche in età adulta.&lt;br /&gt;Studi recenti - alla cui elaborazione ha partecipato anche il dottor Michael Hansen, dirigente dell'Unione dei consumatori statunitensi - hanno dimostrato che l'aumento insolito di questo secondo ormone è correlato con l'aumento dello sviluppo di cancro al seno, alla prostata e al colon. Per Hansen, le mucche che ricevono l'rBGH, la somatotropina, sono soggette a un aumento significativo di patologie, tra cui mastiti e problemi di gestazione. Gli animali soffrono moltissimo e il latte contiene resti di antibiotici, pus e sangue a causa delle continue malattie e dei conseguenti trattamenti farmacologici. Quei residui provocano una maggiore resistenza agli antibiotici nei batteri che albergano nello stomaco e intestino di chi consuma il latte (e derivati) prodotto dalle mucche trattate. L'utilizzo del rBGH è proibito in Europa, Canada, Giappone, Nuova Zelanda e Australia, ma il suo utilizzo commerciale è consentito in Usa, Messico, centro e sud America, paesi che hanno ritenuto attendibili gli studi propinati dalla stessa Monsanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ormone per la crescita dei bovini è in circolazione negli Usa dal 1993 e, già all'epoca, la procedura per l'approvazione del suo utilizzo era stata costellata da irregolarità e segnali di relazioni sospette tra Monsanto e funzionari della Fda (Food and drug administration), l'ente del governo federale americano per il controllo sui cibi e sui farmaci, che però autorizzò la commercializzazione del rBGH e del latte prodotto da mucche con esso trattate. Nelle relazioni presentate dalla Monsanto alla Fda si dava conto del fatto che il bestiame si ammalava più spesso e che nel latte delle mucche trattate con rBGH si riscontrava un aumento significativo dell'ormone IGF-1. Ma nelle conclusioni la company escludeva che questo avrebbe potuto avere un impatto negativo sulla salute umana. Monsanto non è certo nuova a questo tipo di manipolazioni, lo ha fatto anche con altri studi che, attraverso test su topi di laboratorio, dovevano indicare l'eventuale tossicità di alcune varietà di patate e mais geneticamente modificate: nonostante gli evidenti risultati di pericolosità, in conclusione finiva sempre per considerarli non «importanti» per la salute umana, mentre revisioni ulteriori degli studi da parte di ricercatori indipendenti hanno sempre dimostrato il contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie proprio al lavoro di ricercatori indipendenti, i consumatori statunitensi sembrano cominciare a prendere coscienza dell'importanza della qualità degli alimenti che finiscono nei loro piatti e cominciano a chiedere più chiarezza. Dopo la divulgazione delle informazioni che dimostrano i rischi dell'ormone rBGH, alcune catene di supermercati come Kroger e Safeway, e gli Starbucks coffee, di fronte al calo delle vendite, hanno cominciato a promettere e garantire ai propri clienti di non commercializzare latte con ormoni artificiali. Non è poco, ma purtroppo bisogna credergli sulla parola, visto che negli Stati uniti non esistono etichettature che rendano noto al consumatore se un prodotto contenga o meno ormoni, organismi geneticamente modificati o altro.&lt;br /&gt;Fonte: il manifesto.it - 27 ottobre 207&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contaminazioni OGM Monsanto-McDonald's &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Greenpeace rivela tracce di contaminazione: dai laboratori &lt;br /&gt; della Monsanto USA ai polli McNuggets in Inghilterra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I prodotti dichiarati "GM-free" (senza organismi modificati geneticamente &lt;br /&gt; OGM) richiedono nuove indagini e approfondimenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'inchiesta di Greenpeace, "Contrabbandare gli OGM di nascosto", ha &lt;br /&gt;           rivelato una traccia di contaminazione con Organismi Modificati &lt;br /&gt;           Geneticamente (OGM) che ci conduce dai laboratori della Monsanto USA ai &lt;br /&gt;           consumatori inglesi di pollo nei ristoranti McDonald's (il prodotto si &lt;br /&gt;           chiama McNuggets). &lt;br /&gt;           L'inchiesta evidenzia anche quale veridicita' possono avere le tanto &lt;br /&gt;           pubblicizzate dichiarazioni di catene di distribuzione, supermercati, &lt;br /&gt;           produttori e catene di fast-food di essere "GM-free" (senza organismi &lt;br /&gt;           modificati geneticamente). &lt;br /&gt;           La contaminazione con OGM inizia quando la soia geneticamente modificata da &lt;br /&gt;           Monsanto, coltivata negli Stati Uniti viene trasportata in Gran Bretagna &lt;br /&gt;           dalla Cargill, una societa' americana che e' la piu' grande compagnia di &lt;br /&gt;           trasporti di grano mondiale. Questi mangimi geneticamente modificati &lt;br /&gt;           vengono utilizzati per nutrire il polli della Sun Valley (il piu' grande &lt;br /&gt;           allevatore di pollame inglese) anche questa societa' e' di proprieta' della &lt;br /&gt;           Cargill. &lt;br /&gt;           Il piu' grande cliente della Sun Valley e' McDonald's &lt;br /&gt;           Jim Thomas attivsta di Greenpeace che si occupa della campagna sul cibo ha &lt;br /&gt;           dichiarato: "Molti pezzi grossi dell'idustria alimentare stanno dando vita &lt;br /&gt;           ad un mercato di cibo geneticamente modificato malgrado un rifiuto molto &lt;br /&gt;           esteso da parte dei consumatori. Le persone che hanno detto NO al cibo &lt;br /&gt;           geneticamente modificato criticando e polemizzando con le industrie &lt;br /&gt;           potrebbero poi invece ritrovarsi a comprare delle uova o consumare una &lt;br /&gt;           porzione di pollo McNuggets (McDonald's) senza sapere che sono contaminati &lt;br /&gt;           da OGM. Ciò che ha scoperto Greepeace è solo una delle tante catene di &lt;br /&gt;           rifornimento. Questa scia di cotaminazione si ripete continuamente, non &lt;br /&gt;           solo nell'industria del pollame, ma anche in quella dei suini, del latte e &lt;br /&gt;           del pesce". &lt;br /&gt;           La soia è il maggior prodotto di coltivazione esportato dagli USA. Trenta &lt;br /&gt;           milioni di ettari di coltivazioni sono stati piantati solo nel 1999, &lt;br /&gt;           Principalmente negli stati del Illinois, Ohio ed Iowa. Di questi, il 57% &lt;br /&gt;           dei raccolti erano una varietà di OGM di soia prodotta dai laboratori &lt;br /&gt;           Monsanto. La Monsanto vende la soia geneticamente modificata tramite &lt;br /&gt;           compagnie di semi, come la Cargill. Negli USA la soia GM viene mischiata &lt;br /&gt;           con la soia normale o durante il raccolto o nelle lavorazioni ed il &lt;br /&gt;           trasporto successivi. La soia della Cargill viene esportata via mare da New &lt;br /&gt;           Orleans ai maggiori porti Europei, ovvero, Rotterdam, Liverpool, Amburgo e &lt;br /&gt;           Barcellona. &lt;br /&gt;           A Liverpool, la Cargill e' proprietaria dell'unico frantoio di soia del &lt;br /&gt;           paese, nel bacino di Gladstone. Dopo che il amteriale e' stato lavorato, &lt;br /&gt;           l'olio estratto viene venduto per il consumo umano, mentre il resto &lt;br /&gt;           (genticamente modificato) va agli allevamenti come prodotto principale per &lt;br /&gt;           la nutrizione del bestiame: bovini, suini, pollame e pesce. In Gran &lt;br /&gt;           Bretagna il 60% della soia utilizzato per il bestiame viene dato ai polli. &lt;br /&gt;           Il più grande allevatore di polli in Inghilterra è la Sun Valley che ha i &lt;br /&gt;           suoi impianti nel Herefordshire, nel Galles del nord e nel Wolverhampton. &lt;br /&gt;           Sun Valley e' interamente di proprieta' della Cargill e attraverso i &lt;br /&gt;           prodotti di pollo marchiati Sun Valley il controllo/monopolio del cibo &lt;br /&gt;           geneticamente modificato e' completo, dai semi agli scaffali del supermercato. &lt;br /&gt;           La Sun Valley "è famosa" per i suoi cibi pre-confezionati / pre-cotti, come &lt;br /&gt;           il Sun Valley Garlic Butter Chicken Kiev (piatto tipico Inglese), e &lt;br /&gt;           dichiara che questo piatto (nella versione prodotta da Sun Valley) è il più &lt;br /&gt;           amato dagli inglesi ['The Nations favourite Kiev']. Comunque il più grande &lt;br /&gt;           cliente di Sun Valley è la McDonald's, la catena di ristoranti più grande e &lt;br /&gt;           più famosa del mondo, per la quale la Sun Valley produce i Chicken &lt;br /&gt;           McNuggets (bocconcini di pollo) e sandwich di pollo. &lt;br /&gt;           Un terzo dell'impianto Sun Valley di Balliol nel Wolverhampton è impiegato &lt;br /&gt;           per rifornire McDonald's. &lt;br /&gt;           Anche se McDonald's ha dichiarato che aspirano a non utilizzare i prodotti &lt;br /&gt;           geneticamente modificati. Ma quando si parla degli OGM come alimenti per il &lt;br /&gt;           bestiame McDonald's è meno entusiasta e meno spavaldo nel parlare di &lt;br /&gt;           "GM-free" . (insomma solo l'ultimo passaggio sarebbe senza manipolazione &lt;br /&gt;           genteica) [1] &lt;br /&gt;           Ma, come dichiara Thomas: "I clienti non vogliono scuse, ma vogliono cibi &lt;br /&gt;           senza tracce di contaminazioni GM. Molti altri commercianti si stanno già &lt;br /&gt;           muovendo in questa direzione, e anche McDonald's ha la stessa opportunità"s. &lt;br /&gt;           L'inchiesta sui mangimi geneticamente modificati è stata seguita dal lancio &lt;br /&gt;           di una grande campagna di Greenpeace per fermare la contaminazione di OGM &lt;br /&gt;           nella catena alimentare e del nostro ecosistema facendola passare &lt;br /&gt;           clandestinamente di nascosto attraverso i mangimi degli animali &lt;br /&gt;           d'allevamento. &lt;br /&gt;           [segue la descrizione di diverse azioni di Greenpeace in USA, Messico, &lt;br /&gt;           Francia e Germania contro l'esportazione di mangimi GM] &lt;br /&gt;           Greenpeace è contro l'inquinamento delle catene alimentari e ambientali, &lt;br /&gt;           causati dalle coltivazioni GM. I mangimi GM sono solo un altro passo verso &lt;br /&gt;           la contaminazione del nostro ecosistema. E ora di porre fine alla &lt;br /&gt;           coltivazione ed esportazione di questi organismi e insistere che gli &lt;br /&gt;           animali che danno la carne e i latticini abbiamo una dieta priva di OGM. &lt;br /&gt;           Note: &lt;br /&gt;           E' possibile vedere un piccolo film che illustra la contaminazione da &lt;br /&gt;           Monsanto a McDonald's su Greenpeace Digital, il nuovo web site di &lt;br /&gt;           Greenpeace UK - &lt;br /&gt;           http://www.greenpeace.org.uk - &lt;br /&gt;           [1] In una lettera a Greenpeace del 05.11.99, Mike Love, Direttore delle &lt;br /&gt;           Pubbliche Relazioni di McDonald's ha scritto: "Ci sono difficolta' nella &lt;br /&gt;           separazione all'interno della catena di rifornimento dei mangimi per &lt;br /&gt;           allevamento e per questo al momento non abbiamo dato direttive riguardo &lt;br /&gt;           ingerdienti GM nel mangime." &lt;br /&gt;Cos'è la Monsanto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Monsanto è diventata famosa per la produzione dell'Agente Arancio, il defoliante tossico e cancerogeno usato nella guerra del Vietnam. Si è poi concentrata sui PCB, i pericolosi composti organoclorurati più nocivi del DDT.&lt;br /&gt;Oggi, il grande business della Monsanto è quello biotecnologico: questa multinazionale controlla il 90 per cento dei brevetti di Ogm venduti nel mondo e ha effettuato grandi investimenti finanziari nel settore.&lt;br /&gt;Il processo di concentrazione oligopolistica dell'industria biotecnologica interessa anche altre multinazionali impegnate in fusioni societarie fra giganti o nell'assorbimento di piccole aziende di ricerca e mette in serio pericolo l'agricoltura plurale e sostenibile, che comunque occupa il 50 per cento della forza lavoro mondiale.&lt;br /&gt;La Monsanto è l'emblema di una politica commerciale sensibile soltanto alle sole logiche del mercato e indifferente alle molteplici conseguenze negative degli Ogm sul piano ambientale, sanitario e socio-economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono gli Ogm in commercio? E che caratteristiche hanno?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il NO di consumatori e agricoltori al cibo Ogm ha limitato la sfera d'azione dell'industria a quattro colture principali, impiegate in maggioranza nella mangimistica e per l'impiego di fibre: soia, mais, cotone e colza.&lt;br /&gt;I tentativi fatti per introdurre alimenti base come riso o frumento Ogm, si sono impantanati a causa del forte rifiuto da parte di consumatori e agricoltori.&lt;br /&gt;L'industria biotech è finora riuscita a commercializzare Ogm con due sole caratteristiche: la resistenza agli erbicidi - circa il 70 per cento degli Ogm in commercio - agli insetti - circa il 20 per cento - e una combinazione di entrambe le resistenze per il rimanente.&lt;br /&gt;Nessuno degli Ogm in commercio è in grado di garantire raccolti più abbondanti, qualità nutritive migliori, o resistenza a siccità, salinità o gelo. Tutte le mirabolanti promesse dell'industria biotech sono state disattese.&lt;br /&gt;Dopo dieci anni di coltivazione di Ogm a livello commerciale, la gran parte di queste sono ancora concentrate in un piccolo numero di Paesi. Nel 2006, la gran parte delle coltivazioni Ogm erano concentrate in solo quattro Paesi: USA, Argentina, Brasile e Canada. Il 70 per cento delle semine avviene in USA e Argentina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perchè quando si parla di Ogm si parla così tanto di soia e di mais?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Circa il 60 per cento dei prodotti trasformati presenti sugli scaffali dei nostri supermercati contiene almeno un ingrediente che deriva dalla soia o dal mais. Il seme di queste piante è estremamente duttile e può essere usato in numerose applicazioni, sia nell'industria agroalimentare che in quella mangimistica. Queste caratteristiche rendono inoltre il mais e la soia particolarmente adatte alle esportazioni: sono un vero e proprio apripista della globalizzazione agricola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono le caratteristiche della soia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La soia è una proteoleaginosa perchè il suo seme è ricco sia di grassi che di proteine; l'iniziale estrazione delle sostanze oleose - utilizzate principalmente nei prodotti alimentari destinati all'uomo - lascia un sottoprodotto particolarmente ricco di proteine molto utili nell'alimentazione del bestiame.&lt;br /&gt;A differenza del mais, la distinzione tra alimenti e mangimi è meno importante per la soia. Sia la farina che l'olio provengono dallo stesso processo di lavorazione: se l'intero mercato dell'olio di soia si orientasse verso l'esclusione degli Ogm, si otterrebbe lo stesso risultato anche per la farina di soia. L'olio - in particolare quando è sottoposto a processi di raffinazione intensi - non contiene né proteine, né DNA: è quindi impossibile sapere se un olio derivi da una fonte geneticamente modificata senza monitorare l'intera filiera attraverso un adeguato sistema di tracciabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quali alimenti si trova la soia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La soia si trova in molti alimenti trasformati. I suoi derivati sono di uso comune sotto forma di farina, olio e lecitina. La lecitina è un emulsionante di provenienza quasi esclusiva dalla soia, mentre la dicitura "grassi vegetali" e "grassi vegetali idrogenati" nasconde – in quasi l'80 per cento dei casi – olio di soia. Nella mangimistica viene utilizzata sotto forma di farina o di pannelli di soia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono le caratteristiche del mais?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mais è fondamentale per l'alimentazione del bestiame ed è usato nell'industria alimentare in molti prodotti di consumo, sotto forma di dolcificante - come sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio - amido o come fonte di etanolo (usato nella produzione delle bevande, oltre che dall'industria meccanica). Un sottoprodotto di molte delle lavorazioni menzionate è il glutine di mais, che viene usato come alimento degli animali negli allevamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Ogm sono tra gli alimenti più controllati, come i farmaci?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il processo che porta al rilascio di permessi di commercializzazione di nuovi farmaci prevede una prima fase di studio di laboratorio alla quale segue il test sull'uomo, normalmente diviso in tre fasi, ciascuna delle quali può durare fino a quattro anni. Nonostante ciò, non è infrequente che possibili danni sfuggano alla valutazione preventiva e sia necessario ritirare i farmaci anche alcuni anni dopo la loro commercializzazione.&lt;br /&gt;Anche per alcuni additivi alimentari le aziende produttrici devono presentare i risultati di ricerche che possono durare anche alcuni anni.&lt;br /&gt;Per l'approvazione degli Ogm in campo alimentare, invece, si è sempre tentato di ricorrere ad un concetto pseudoscientifico, la sostanziale equivalenza. La tesi è che, modificando piccole porzioni di DNA, le caratteristiche dell'organismo non sarebbero comunque differenti da quelle degli organismi non manipolati.&lt;br /&gt;In realtà, studi tossicologici condotti su animali alimentati con soia resistente all'erbicida Roundup Ready o con alcune varietà di mais Ogm, dimostrano differenze significative.&lt;br /&gt;Per l'approvazione degli Ogm vengono forniti solo pochi, e spesso incompleti, studi a breve termine. Analisi di lungo periodo sugli effetti di questi prodotti transgenici sull'organismo umano e animale sono pressoché inesistenti.&lt;br /&gt;Per questo è pura demagogia dire che gli Ogm sono controllati come i farmaci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se gli Ogm non sono sicuri, come mai gli americani li mangiano da dieci anni senza problemi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli Stati Uniti, i cibi transgenici sono ben più numerosi di quelli presenti nel vecchio continente e sono sul mercato da oltre un decennio. I consumatori non possono scegliere perché non esiste un'adeguata etichettatura dei prodotti.&lt;br /&gt;È difficile valutare gli impatti sanitari degli Ogm perchè tutta la popolazione è indistintamente esposta e manca un gruppo di controllo non esposto per effettuare una analisi di tipo epidemiologico. Solo attraverso uno studio così preparato si può riuscire a definire i cambiamenti indotti dal consumo di Ogm in campo alimentare.&lt;br /&gt;L'impatto sanitario degli Ogm deve essere necessariamente valutato sulla base di studi di lunga durata, contrariamente a quanto viene richiesto dalla normativa sul rilascio dell'autorizzazione alla commercializzazione, che si accontenta di verifiche sperimentali limitate.&lt;br /&gt;Sono inoltre sempre di più le evidenze scientifiche che correlano il consumo di Ogm all'insorgenza di ipersensibilizzazioni o di allergie. Queste patologie, già in netto aumento nelle popolazioni dei paesi industrializzati come conseguenza dell'abbassamento delle difese immunitarie e dell'esposizione ad agenti allergenici ambientali, rischiano di aggravarsi e moltiplicarsi a causa degli Ogm.&lt;br /&gt;Chi sostiene che basta volgere lo sguardo verso gli USA per rassicurarsi sull'innocuità per la salute degli Ogm sottovaluta grossolanamente la complessità della questione oppure mente di proposito all'opinione pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove si utilizzano maggiormente gli Ogm?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I consumatori non vogliono gli Ogm. L'industria alimentare si è organizzata per fornire prodotti non-Ogm (sugli scaffali italiani non si trovano prodotti etichettati Ogm).&lt;br /&gt;Banditi dagli scaffali dei supermercati, gli Ogm entrano nella nostra catena alimentare dalla porta di servizio dell'alimentazione animale. L'alimentazione zootecnica rappresenta il principale sbocco economico per le colture geneticamente modificate. Senza saperlo né volerlo, i consumatori – che hanno già detto NO agli Ogm nel piatto – continuano a consumarli per interposto animale.&lt;br /&gt;Si devono bandire gli Ogm dalla mangimistica, in Italia e in Europa, per tutelare ambiente, biodiversità e salute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che rischi comportano gli Ogm nei mangimi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rilascio in natura di Ogm può produrre effetti irreversibili sugli ecosistemi. Gli Ogm sono organismi viventi e possono riprodursi, moltiplicarsi e diffondersi, sfuggendo a qualsiasi controllo. Anche sulla sicurezza degli Ogm per l'alimentazione umana e animale ci sono seri dubbi. Ci sono sempre più evidenze che gli Ogm non vengono testati adeguatamente testati sul piano della sicurezza alimentare. La maggior parte degli studi più recenti sono studi di breve periodo realizzati in collaborazione con le aziende biotech.&lt;br /&gt;I dossier che le aziende biotech sottopongono alle autorità competenti in cerca di autorizzazioni contengono, in genere, una composizione di dati e studi di breve termine sull'impiego di Ogm come alimenti per animali.&lt;br /&gt;In molti di questi studi, vengono osservate importanti differenze nella composizione della piante Ogm rispetto a quelle non-Ogm (es. contenuti vitaminico), e nelle risposte degli animali (es. livello di glucosio), ma spesso queste osservazioni vengono definite "non di rilevanza biologica" dalle aziende biotech e poco dopo dalle autorità competenti.&lt;br /&gt;Per questo motivo, i regolamenti sull'approvazione degli Ogm sono in molti casi un fallimento. Non sappiamo se gli Ogm sono sicuri per l'alimentazione umana o animale. E questo si riflette su una continua controversia scientifica e politica sulla sicurezza degli Ogm.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto sono diffusi gli Ogm nei mangimi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre il 90 per cento degli Ogm importati in Europa sono soia e mais destinati alla mangimistica. La dieta degli animali che alleviamo è composta fino al 30 per cento da Ogm: questo vuol dire che, ogni anno, 20 milioni di tonnellate di Ogm entrano nella catena alimentare degli europei, all'insaputa dei consumatori e senza che si possa esercitare il diritto di scelta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa c'entra il Parmigiano–Reggiano con gli Ogm?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come recita lo stesso sito web del Consorzio Parmigiano-Reggiano: "Il Parmigiano-Reggiano ha un legame imprescindibile con la sua zona di origine. […] In questa zona, dai foraggi naturali e dall'uso di latte crudo, senza l'aggiunta di nessun additivo, ha origine il segreto di tanta bontà."&lt;br /&gt;Negli ultimi anni però, fra i foraggi naturali, si è insinuata la soia transgenica della Monsanto - la soia Roundup Ready, in grado di sopportare massicce dosi di erbicida Roundup. Questa soia è diventata parte integrante dell'alimentazione dei bovini che forniscono il latte ai caseifici di trasformazione: una trappola, che mette a rischio sia la qualità che il futuro di uno dei formaggi più amati e apprezzati.&lt;br /&gt;In un contesto europeo e mondiale dove sempre più spesso i prodotti italiani di qualità vengono copiati o camuffati, la garanzia di sopravvivenza è data dalla qualità e dalla sicurezza al 100%. Il Parmigiano-Reggiano ha alle spalle otto secoli di storia e tradizione. Oggi, la sua "genuinita" è minacciata dalla comparsa degli Ogm nella sua filiera di produzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono alternative per il Parmigiano-Reggiano? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si! Le alternative esistono e possono essere adottate in tempi relativamente brevi.&lt;br /&gt;Già oggi tutti i produttori di Parmigiano-Reggiano biologico garantiscono un prodotto senza Ogm, utilizzando materie prime - mangimi compresi - derivanti da agricoltura biologica. Diversi allevatori aderenti al Consorzio hanno inoltre già espresso la propria volontà di utilizzare solo mangimi senza Ogm, per poter continuare a produrre un latte sicuro al 100 per cento, senza l'uso di Ogm.&lt;br /&gt;Ma è possibile eliminare gli Ogm anche da tutto il resto della produzione. La soia certificata non-Ogm è disponibile in quantità sufficiente non solo per tutta la produzione del Parmigiano-Reggiano, ma per l'intero fabbisogno italiano.&lt;br /&gt;Si può inoltre lavorare per integrare il sistema con ingredienti proteici alternativi alla soia, prodotti direttamente in Italia, utilizzando colture quali il lupino, l'erba medica, il favino, il pisello e altre leguminose tipiche dell'area mediterranea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La soia non-Ogm costa di più?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il costo della soia certificata non-Ogm è regolata dalle leggi del mercato: se la domanda cresce e si organizza, i prezzi si abbassano. Mediamente la differenza di costo tra la soia "non garantita" e quella certificata non-Ogm è di pochi euro alla tonnellata.&lt;br /&gt;La soia è solo una delle materie prime utilizzate. E il mangime influisce solo in parte sul costo finale del latte utilizzato nella produzione del Parmigiano-Reggiano.&lt;br /&gt;Se le diverse realtà della filiera riuscissero a coordinarsi per effettuare acquisti organizzati, si annullerebbero le differenze a favore di una qualità – e di sicurezza – a tutti i livelli.&lt;br /&gt;In questo contesto è auspicabile la collaborazione delle controparti istituzionali.: l'Emilia-Romagna fa già parte del rete europea delle regioni Ogm-free e - tra queste - la regione francese della Bretagna ha già stretto accordi commerciali con lo stato del Paranà - uno dei maggiori produttori di soia non-Ogm del Brasile - per acquisti di soia non transgenica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos'è il Consorzio del formaggio Parmigiano-Reggiano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il "Consorzio del Formaggio Parmigiano-Reggiano" nacque per tutelare "la Denominazione d'Origine, l'agevolazione del commercio e del consumo promuovendo ogni iniziativa rivolta a salvaguardare la tipicità e le caratteristiche peculiari del prodotto."&lt;br /&gt;Ancora oggi, i compiti del Consorzio sono di: verificare che il Parmigiano-Reggiano venga fatto secondo le regole stabilite dal Disciplinare di produzione; tutelare il Parmigiano-Reggiano dalle sue imitazioni; promuovere e diffonderne la conoscenza e il consumo; perfezionare e migliorare la qualità del Parmigiano-Reggiano per salvaguardarne la tipicità e le caratteristiche peculiari.&lt;br /&gt;Al Consorzio sono anche affidati gli incarichi della apposizione dei marchi e contrassegni del formaggio Parmigiano-Reggiano come segni distintivi della conformità al Disciplinare della Denominazione d'Origine Protetta (D.O.P.), attestata dalla struttura di controllo.&lt;br /&gt;Al Consorzio fanno capo le oltre 4.000 aziende agricole che conferiscono il latte ai quasi 500 caseifici di produzione, per un totale di oltre 3.000.000 di forme prodotte annualmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos'è il "Disciplinare" di produzione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il "Disciplinare" stabilisce le modalità per l'alimentazione dei bovini che producono latte destinato alla produzione di Parmigiano-Reggiano. Con le specifiche per la provenienza, l'uso e la quantità di foraggi e mangimi ammessi.&lt;br /&gt;È una grave mancanza che nel disciplinare non sia espressamente vietato l'uso di Ogm.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-583874109161175813?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/583874109161175813/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=583874109161175813' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/583874109161175813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/583874109161175813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/11/europeo.html' title='नुओवी दोचुमेंती दल पर्लामेंतो EUROPEO'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4885084944310819448.post-4638804356215644128</id><published>2007-08-29T08:10:00.000+01:00</published><updated>2007-08-29T08:21:37.603+01:00</updated><title type='text'>Perchè aprire un Blog del genere???</title><content type='html'>Ho deciso di aprire questo blog, per cercare di creare una piazza dove gli studenti del nostro Ateneo, Roma Tre, ma è anche  per tutti quelli studenti e cittadini che desiderano capire e soprattutto sapere cosa accade veramente su queste due tematiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente questo progetto è molto ambizioso, di Bioetica e di Biotecnologie si potrebbe parlare per ore in maniera indefinita, soprattutto di Bioetica un tema questo, che ci spinge ad esporci in prima persona, cercando di trovare dentro di noi la risposta al nostro comportamento nei confronti di questi determinati temi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui a Bruxelless c'è una commissione di Bioetica e Biotecnologie che lavora all'interno della Commissione Europea, la ricerca di materiale su internet, la loro disponibilità nell'offrire informazioni fà di questo posto una sorta di "metropoli" dell'informazione scientifica sotto molto aspetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda che pongo a tutti quanti è questa: "Siamo veramente sicuri di sapere qualcosa di certo su questi argomenti?" " La nostra preparazione accademica ci consente oggi di prendere una posizione certa e scientifica sulle tematiche legate a questi temi?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, questo blog deve divenire una piazza, dove ci si possa scambiare opinioni su queste tematiche, così da far in modo che ognuno di noi abbia la possibilità di potersi fare la sua idea.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4885084944310819448-4638804356215644128?l=bioeticabiotecn.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/feeds/4638804356215644128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4885084944310819448&amp;postID=4638804356215644128' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/4638804356215644128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4885084944310819448/posts/default/4638804356215644128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bioeticabiotecn.blogspot.com/2007/08/perch-aprire-un-blog-del-genere.html' title='Perchè aprire un Blog del genere???'/><author><name>Atomium</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15249845701552197089</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='21' src='http://www.leggievai.it/wp-content/photos/atomium_bruxelles.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
